Il Piemonte e la questione Pannoloni. “Ora in campo le farmacie, ma serve un pò di pazienza…”

Il dottor Davide De Tommaso, direttore della Farmacia Santa Croce di Chieri, fa il punto della situazione. “I disservizi si stanno risolvendo, inutile telefonare alle farmacie. Che contatteranno i cittadini sulla base del proprio ordine.”

 

-Ormai da molti giorni la “carta stampata” riporta comunicati istituzionali e lettere di segnalazione di disservizi da parte dell’utenza, ma facciamo un riassunto di come è nato il problema?

“L’attuale sistema di fornitura presidi per l’incontinenza ha sostituito a partire dal 2019 il servizio “in convenzione” fino ad allora svolto dalle farmacie (consegna su piano di fabbisogno mensile e rimborso fine mese dalla Regione sulla base di uno specifico tariffario) con quello “diretto” (acquisto e consegna direttamente da parte della Regione tramite la ASL di Asti).

Come accennato, il nuovo sistema è stato avviato in via sperimentale nel 2019 su una ASL e poi progressivamente esteso alle varie ASL, con la parentesi del Covid.

Negli anni il progetto ha subito alcuni cambiamenti, arrivando alla strutturazione attuale: con una apposita gara d’appalto vengono acquistati i presidi necessari e con una seconda gara d’appalto viene selezionata l’azienda che gestisce la logistica e il magazzino, cioè colei che riceve i prodotti acquistati suddiviso in bancali per tipologia, li riorganizza nella fornitura (spesso contenente diversi codici ISO: pannoloni e traverse ad esempio) e in ultimo li consegna all’assistito.

Alle farmacie, fin dall’inizio, è stato affidato il compito di supportare l’assistito nella definizione del fabbisogno e nella composizione della fornitura e di provvedere all’inserimento dell’ordine dei prodotti. L’azienda incaricata della logistica e del magazzino è stata più volte cambiata nel tempo dopo appositi richiami legati ai disagi segnalati dalle farmacie per conto degli utenti, evidenziando così come proprio questa attività abbia costituito l’anello debole del progetto.

Alla fine di giugno ’26, a seguito di una netta recrudescenza dei disservizi prolungati, la Regione decide di affidare la gestione del servizio ad AMOS, sua società partecipata, con l’utilizzo di nuovi corrieri dedicati.

Tuttavia anche il passaggio ad AMOS, oltre a non poter intervenire sulle pendenze, ha presentato delle difficoltà, che hanno portato alla attuale situazione, in cui, secondo stime, oltre 7000 forniture non riescono ad essere consegnate dal sistema.

Ora, in via emergenziale, la Regione ha coinvolto le farmacie per gestire in convenzionata parte delle forniture, ad oggi circa 3.500, quindi circa la metà di quelle in ritardo di consegna

Le farmacie naturalmente stanno fornendo il proprio supporto e si stanno adoperando per risolvere la criticità legata alle mancate consegne.

Invitiamo quindi i cittadini a non preoccuparsi: sarà la farmacia a contattarli sulla base del proprio ordine, senza necessità di recarsi in farmacia o di telefonare.”