PIEMONTE ARTE: EGITTO A BRA, ACQUI ANTICHI MENU’, ALBA, DOGLIANI E BENEVAGIENNA, QUADRI-CROMIE A COSTIGLIOLE SALUZZO, ALESSANDRIA, BARGE, MONTEMAGNO MONFERRATO…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
UN SETTEMBRE TRA MUSEI, MOSTRE E VISITE
E si parte sabato 5 settembre con la mostra “Assemblage” che viene inaugurata alle 16 nella Chiesa di San Rocco, in via Sacra di San Michele 502 a Sant’Ambrogio di Torino, con opere polimateriche e diorama di Lorella Massarotto, sino al 20 settembre. Per poi entrare in contatto con il Museo Mario Giansone, in via Sestriere 1, sempre a Sant’Ambrogio, che presenta 260 opere dello scultore Mario Giansone (Torino 1915-1997) che si possono ammirare con le esaurienti visite guidate di domenica 6 settembre, alle ore 15, 16,30 e 18. Tra quadri, incisioni, sculture, arazzi di una stagione espressiva intensa, coinvolgente, affascinante nel segno del Novecento (www.fondazionegiansone.com). Mentre nell’Antica Chiesa romanica di San Rocco, in via Cesare Battisti a Condove, dal 6 al 27 settembre è aperta la retrospettiva di “Alfredo Billetto. Geometrie del colore tra sogno e materia”, fra ricerca e meditate scansioni cromatiche.
Il Circolo degli Artisti, Giardiniera Reale, in corso San Maurizio 6, inaugura lunedì 7 settembre, alle 17, la personale di Nadia Carrà intitolata “In sé, i fiori del vento”, un viaggio introspettivo e spirituale attraverso il linguaggio della pittura e della materia, che è visibile sino al 20 settembre.
In questo percorso s’incontra la Mostra Internazionale della Ceramica di Castellamonte, curata da Giuseppe Bertero, che sino al 13 settembre si sviluppa dalla Rotonda Antonelliana a Palazzo Botton (con le opere del Concorso Internazionale “Ceramics in Love”), dal Balcone dell’arte con Brenno Pesci al Centro Congressi Martinetti, il Liceo “Felice Fassio” e altre sedi sul territorio.
E, infine, per quanto riguarda l’arte fantastica si ricorda che al Museo Alessandri, in via XX Settembre 29 a Giaveno, è possibile visitare ogni domenica, sino al 27 settembre, la mostra temporanea “Tra cielo e soffitta. Le muse di Alessandri 1950-1962”, a cura di Concetta Leto, con 30 dipinti provenienti da collezioni private. (www.museoalessandri.it). Promossa dalla Fondazione Romano Gazzera, presieduta da Giorgio Gagna, è invece la mostra “Romano Gazzera. Nel regno dei fiori giganti”, curata da Giulia Caffaro, allestita nella Galleria Spagnuolo di Palazzo Lascaris, in via Alfieri 15, sede del Consiglio regionale del Piemonte, sino al 10 ottobre.
Angelo Mistrangelo
BRA. MOSTRA “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”
Inaugurazione martedì 8 settembre 2026 alle ore 18 a Palazzo Mathis, piano nobile
in piazza Caduti per la Libertà, 20 – Bra
L’esposizione – promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio e curata da Alessandro Girardi – sarà visitabile a Bra fino al 6 gennaio 2027
Un evento culturale straordinario apre la stagione autunnale a Bra: l’8 settembre 2026 inaugura, alle ore 18 negli spazi storici di Palazzo Mathis, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”. Promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio e curata da Alessandro Girardi, l’esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.
La mostra, unica sul territorio, pone al centro reperti e amuleti inediti, guidando il visitatore alla scoperta delle divinità del vasto pantheon egizio, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra uomini e dèi e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.
“Ospitare a Bra una mostra nata in stretta collaborazione con un’istituzione come il Museo Egizio è un’iniziativa di altissimo valore culturale per tutta la nostra comunità -, dichiarano il Sindaco di Bra, Gianni Fogliato e l’assessore alla Cultura Biagio Conterno -. Si tratta di un’opportunità di straordinario rilievo e prestigio, che permette di valorizzare il nostro patrimonio artistico e di offrire a residenti, turisti e studenti un’occasione unica per accostarsi a reperti di inestimabile valore storico, custodi di millenni di civiltà, esposti per la prima volta al pubblico nella cornice di Palazzo Mathis”.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
I visitatori incontreranno nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside, Thot, Shu, Horus, Taueret e Bes, ognuna rappresentata attraverso un piccolo oggetto, l’amuleto, considerato dagli antichi Egizi un potente strumento di protezione e magia. Il percorso sarà completato da una tavoletta lignea e due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico. Gi oggetti in mostra non vengono contestualizzati nel generico ambito dei corredi funerari ma sono invece protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.
“Nel nostro immaginario collettivo, l’antico Egitto è spesso percepito come una civiltà dominata dal culto dei morti, misteriosa e interamente rivolta all’aldilà. Questa visione riduttiva deriva da un’interpretazione distorta, sedimentatasi nel corso dei secoli e già presente nelle descrizioni degli autori greci e latini. Quello che emerge chiaramente è che gli antichi Egizi non erano ossessionati dalla morte, bensì profondamente legati alla vita, che desideravano potesse continuare anche oltre la fine dell’esistenza terrena – si legge nell’introduzione della pubblicazione dedicata alla mostra e curata dal Museo Egizio, che accompagna il pubblico nel percorso espositivo –. Anche il concetto stesso di religione differiva profondamente da quello moderno e, non a caso, nell’antica lingua egizia non esisteva un termine equivalente al nostro concetto di ‘religione’. Nella concezione egizia, il divino permeava ogni aspetto della vita quotidiana: la religione non costituiva una sfera separata dell’esistenza, ma una sua dimensione intrinseca”.
Una sezione sarà dedicata alla figura sovrano, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nella religione egizia: in quanto figlio del dio sole Ra e quindi egli stesso di natura divina, agiva come intermediario tra uomini e dèi. Ogni rituale era mediato dal sovrano, che era anche garante dell’ordine cosmico, la Maat. Per questo motivo, i sovrani erano destinatari di culti specifici, che continuavano anche dopo la loro morte. La regalità era inoltre connessa alla figura del dio Horus, che secondo il mito era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto.
L’allestimento di una stele, rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto nel 1905-1906, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio, strettamente intrecciata con il territorio piemontese.
DIDATTICA ED EVENTI COLLATERALI
Per le scolaresche e le famiglie sono stati ideati percorsi guidati e laboratori dedicati, per avvicinare i più giovani alla civiltà nilotica.
Durante tutto il periodo espositivo si alterneranno appuntamenti speciali a Palazzo Mathis e in città, tra cui incontri dedicati: proiezioni cinematografiche a tema, visite guidate tematiche, approfondimenti scientifici, laboratori ed eventi per famiglie.
INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA
Sede: Palazzo Mathis, piano nobile. Piazza Caduti per la Libertà 20, Bra (CN)
Periodo: 8 settembre 2026 – 6 gennaio 2027
Orari: E’ visitabile dal venerdì alla domenica in orario 10-18, mentre dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione. Aperture straordinarie: 8 dicembre, 26 dicembre e 6 gennaio.
Tariffe d’ingresso: Intero: 6,00 euro; ridotto: 4,00 euro (Over 65, studenti universitari, ragazzi 6-12 anni, possessori Abbonamento Musei, residenti a Bra, visite scolastiche senza laboratorio). Gratuito: Bambini fino a 6 anni e disabili (accompagnatori ridotto 4,00 euro). Pacchetto Scuole: 6,00 euro (visita guidata + laboratorio). I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria a Palazzo Mathis oppure on line sul portale Ticket.it. Per le scolaresche prenotazione obbligatoria presso Ufficio Cultura e Manifestazioni. Per garantire un’ottimale fruizione delle opere in esposizione, gli ingressi alla mostra avverranno in modalità scaglionata.
BRA. Una chiesa da salvare: Santa Maria delle Grazie alla Veneria. Mostra al Museo Civico di Palazzo Traversa
Domenica 13 settembre alle ore 17,00 verrà inaugurata nei locali del Museo Civico di Archeologia, Storia, Arte di Palazzo Traversa l’edizione aggiornata della Mostra Una chiesa da salvare: Santa Maria delle Grazie alla Veneria. Bra: itinerario fra luoghi di culto ed espansione urbana, (organizzazione a cura del Comune di Bra e della Fondazione Maria Ottavia Moschetti – ETS, con il patrocinio di Associazione Amici dei Musei, Associazione Culturale Antonella Salvatico, Centro Internazionale di Studi sugli Insediamenti Medievali, Comitato di Quartiere Oltreferrovia). Il coordinamento scientifico e redazionale è di Emanuele Forzinetti, Enrico Lusso, Elisa Panero.
La mostra resterà aperta tutte le domeniche dalle ore 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17,30 e il giovedì dalle 15 alle 18, sino all’8 dicembre. Sarà possibile prenotare visite per le scuole al numero 0172.423880.
Quando nel 2020 il Comune di Bra diede il suo patrocinio per la mostra che viene riproposta con alcuni aggiornamenti, intendeva attraverso il suo Sindaco Gianni Fogliato dare un segnale concreto della ripresa delle attività culturali, nel quadro di una vita “normale” di fronte alla pandemia del COVID. Ma voleva anche ricordare i primi novecento anni di vita del borgo di Bra, documentato intorno al 1120. In realtà uno dei primi nuclei insediativi di Bra è già attestato nel 1082. Era un piccolo villaggio, decentrato rispetto all’attuale città, munito di un proprio territorio – locus et fundus Braida – ubicato alla Veneria in prossimità dell’attuale chiesa di Santa Maria delle Grazie, già intitolata a S. Antonino martire e in alcuni documenti successivi detta anche Santa Maria ad nives. Si tratta del più antico luogo di culto cristiano della località chiamata “Braida” e merita dunque di essere salvaguardato e valorizzato.
Acqui Terme. Palazzo Robellini ospita la mostra “Menu alla carta – Carta Menu” a cura di Adriano Benzi e Rosalba Dolermo
Acqui Terme: Palazzo Robellini dal 29 agosto all’11 ottobre 2026
Riparte l’appuntamento annuale con la mostra curata da Adriano Benzi e Rosalba Dolermo, in collaborazione con il Comune di Acqui Terme – Assessorato alla Cultura.
L’edizione di quest’anno, dal titolo “Menu alla Carta – Carta Menu”, propone oltre 200 menu realizzati in un arco temporale di 178 anni, dal 1845 al 2023. Il percorso espositivo comprende esemplari di particolare interesse legati alla Real Casa Savoia, una preziosa raccolta di menu stampati con diverse tecniche tipografiche del primo Novecento e rari menu realizzati come pezzi unici da artisti contemporanei.
Le opere provengono dalla collezione di Adriano e Rosalba Benzi e sono esposte nelle sale di Palazzo Robellini di Acqui Terme (Piazza Abramo Levi 7) dal 29 agosto all’11 ottobre 2026. L’esposizione comprende 50 cornici e sarà accompagnata da un catalogo che raccoglie tutte le immagini suddivise per nuclei tematici, con testi di Pier Ottavio Daniele e Gianfranco Schialvino.
Orari di apertura: dal 30 agosto all’11 ottobre 2026, da martedì a domenica ore 10–12.30 e 16–19. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito.
Alba. “Sguardi di luce”, gli allievi del liceo Da Vinci espongono alla Biblioteca
Da martedì 1° a sabato 26 settembre, la Biblioteca civica G. Ferrero ospita la mostra fotografica “Sguardi di luce”, a cura di Flavia Iraci e degli allievi del liceo Da Vinci di Alba.
La mostra è il risultato di un’esperienza educativa significativa, in cui la fotografia è diventata occasione per raccontarsi e confrontarsi. “Sguardi di Luce” nasce infatti da un percorso scolastico che ha guidato gli studenti tra la storia e le tecniche fotografiche, per imparare a tradurre il pensiero in visione e la luce in azione.
Ideatrice e promotrice del progetto è la docente Flavia Iraci, esperta in fotografia, affiancata dalla docente tutor Maria Antonietta Mulè. Le opere in mostra sono firmate da Giulia Einaudi, Niccolò Prandi, Aurora Imbrogno, Greta Farinetti, Anna Botta, Martina Ghi, Andrea Viberti, Elena Cavallero, Carolina Stirano, Luca Nicolas Vrincianu, Federico Queirolo e Giada Rapalino.
Nei lavori esposti, la pluralità degli sguardi si trasforma in ricchezza condivisa, libertà espressiva e possibilità di dialogo, offrendo alla comunità cittadina l’occasione di entrare nel mondo dei ragazzi attraverso il loro modo di osservare e interpretare la realtà.
Il liceo “Leonardo da Vinci” vuole affermare con questo progetto la vocazione a essere uno spazio vivo di crescita, creatività e partecipazione, capace di valorizzare i talenti degli studenti e di aprirsi al territorio attraverso esperienze culturali condivise.
La mostra è visitabile durante l’orario di apertura della Biblioteca civica “G. Ferrero” (martedì, mercoledì e venerdì: 9-12.30 e 14-18; giovedì: 9-13.30 e 14-19; sabato: 9-12.30; chiuso lunedì e festivi).
L’ingresso è libero.
Dogliani e Benevagienna. Supercondominio8 – Il Bene Comune
Anche quest’anno torna l’assemblea annuale degli spazi indipendenti europei dell’arte contemporanea nell’ambito del public program di Radis
Sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 a Dogliani e Bene Vagienna (CN) si terrà l’ottava edizione di Supercondominio, l’assemblea degli spazi indipendenti europei di produzione e promozione dell’arte contemporanea, dal titolo Il Bene Comune.
Supercondominio è nato nel 2018 al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea su iniziativa dell’allora Direttore Carolyn Christov-Bakargiev, ideato insieme alle curatrici Caterina Molteni e Laura Lecce.
Dopo le prime cinque edizioni al Castello di Rivoli, dal 2024 Supercondominio viene organizzato nei luoghi di Radis, il progetto d’arte nello spazio pubblico ideato e promosso dalla Fondazione Arte CRT, ente “art oriented” della Fondazione CRT, in collaborazione con Fondazione CRC.
Supercondominio8 – Il Bene Comune, curato da Treti Galaxie, art project fondato da Matteo Mottin e Ramona Ponzini, si terrà nell’ambito del public program della terza edizione di Radis, curata da Marta Papini, per la prima volta in due sedi: sabato 5 a Dogliani, che ha ospitato la seconda edizione di Radis, per una giornata dedicata all’incontro e alla presentazione delle realtà partecipanti, e domenica 6 a Bene Vagienna, sede dell’edizione attuale, che ospiterà l’assemblea annuale. La distribuzione del programma tra due comuni vicini vuole evidenziare il carattere collaborativo e territoriale del progetto, fondato sulla costruzione di reti e relazioni tra soggetti diversi.
“Supercondominio8, itinerante nel suo itinerare insieme a Radis, si svolgerà per la prima volta in due luoghi: sulle colline dell’Alta Langa di Dogliani e nell’Alta Piana Cuneese di Bene Vagienna. Dopo aver trattato il tema delle residenze nella sesta edizione e quello dell’educazione e della pedagogia radicale nella settima, Supercondominio8 vuole interrogarsi sul fare mostre come atto collaborativo. Il Bene Comune è un’espressione che contiene desiderio e metodo: è quella parte del fare arte che ha anche una funzione pubblica, quel nucleo che vive nella condivisione e che non può essere venduto né comprato.” Supercondominio ha l’obiettivo di attivare un dialogo tra spazi, artiste e artisti per favorire riflessioni, conoscenze reciproche, nuove sinergie e collaborazioni, attraverso momenti di condivisione con il pubblico. L’ottava edizione prende avvio da una riflessione sul ruolo che gli spazi indipendenti svolgono nel generare nuove comunità e nel costruire relazioni durature con i territori in cui operano, proponendo una riflessione sul fare mostre, intesa come pratica capace di attivare competenze, collaborazioni e risorse condivise, e indagando i processi che rendono possibile la produzione di momenti espositivi per artisti emergenti e il rapporto circolare che si instaura tra gli spazi e i loro territori. Durante il weekend, si incontreranno a Dogliani e Bene Vagienna cinque realtà italiane e cinque provenienti dal resto dell’Europa – Galerie FaVU (Brno, Cechia), Gelateria Sogni di Ghiaccio (Bologna), Goswell Road (Parigi, Francia), Karussell (Fermo), Kinderhook & Caracas (Berlino, Germania), Komplot (Bruxelles, Belgio), Mucho Mas! (Torino), Panorama (Venezia), Sonnenstube (Lugano, Svizzera), studioconcreto (Lecce) – che si confronteranno per condividere pratiche, esperienze e metodologie educative attraverso talk, performance e momenti di dialogo con il pubblico.
Nel corso della due giorni interverranno anche gli artisti Roberto Casti, Luigi Presicce e Francesco Lauretta.
Le attività si terranno a Dogliani, nel Teatro della Chiesa Sacra Famiglia e a Piazza Don Pietro Delpodio, e a Bene Vagienna nella Trattoria Fieramosca e a Palazzo Rorà.
Sabato 5 settembre a Dogliani nel Teatro della Chiesa Sacra Famiglia, dopo il discorso di benvenuto, si terranno le presentazioni degli spazi ospiti (9.30-13; 14.30-17.30); Piazza Don Pietro Delpodio, alle 22, sarà il punto di ritrovo per la performance itinerante Paper (Script) dell’artista Roberto Casti: una camminata performativa notturna in cui un testo condiviso, integrato dai partecipanti, diventa dispositivo di ascolto e osservazione del presente, con l’obiettivo di mettere in discussione la dimensione spettacolare della performance stessa.
Domenica 6 settembre, a Bene Vagienna, la giornata si apre alle 9 alla Trattoria Fieramosca con La Scuola di Santa Rosa, libera scuola di disegno fondata nel 2017 da Luigi Presicce e Francesco Lauretta. Un momento aperto a tutti in cui il disegno diventa gesto collettivo: il pubblico è invitato a partecipare portando con sé i materiali che preferisce, come fogli, quaderni, matite, pennarelli o altro, per condividere con gli artisti un’esperienza di contemplazione, incontro e scoperta.
Supercondominio8 si concluderà alle 11.15 a Palazzo Rorà con la consueta tavola rotonda.Tutti gli eventi sono aperti al pubblico e si terranno in lingua inglese.
Costigliole Saluzzo. “Quadri-cromie” – Forma e colore
A cura di: Marcello Corazzini – CSA Farm Gallery.
Testo critico: Prof. Alessandro Abrate.
Inaugurazione: Sabato 26 settembre 2026 – h.17
Date mostra: 26 settembre – 25 ottobre 2026
Orari mostra: sabato e domenica h. 14,30/18,30
Sede: Palazzo Sarriod de La Tour – Via Vittorio Veneto 103 – Costigliole Saluzzo (CN).
Con l’obiettivo di promuovere il patrimonio artistico locale, l’Associazione Mauric Renaissance Art a.c. di Torino in collaborazione con CSA Farm Gallery e l’Associazione Attivamente di Costigliole Saluzzo, presenta il progetto espositivo “Quadri-cromie” – Forma e colore.
La mostra delinea un percorso sinergico tra quattro artisti piemontesi emergenti, offrendo alla cittadinanza un’occasione di riflessione culturale di alto profilo, capace di coniugare tradizione territoriale e linguaggi contemporanei. Gli artisti invitati sono: Emanuele Chianesi, Marco Da Rold, Grazia Gallo, Davide Pesce. Il progetto espositivo “Quadri-cromie” si configura come un’indagine sulla scomposizione della realtà attraverso quattro frequenze espressive che fondono rigore analitico, memoria storica e profondità spirituale. Il titolo celebra l’unione di quattro visioni artistiche capaci di restituire un’immagine complessa dell’esistenza umana:
Davide Pesce traccia l’architettura del progetto con composizioni geometriche concepite come partiture musicali, dove la matematica e il ritmo dodecafonico aprono varchi verso l’infinito e l’emozione.
Marco Da Rold esplora la dimensione del tempo e della memoria tramite la cianotipia, mettendo in dialogo la vitalità dell’essere umano in un blu nostalgico e profondo.
Emanuele Chianesi evoca il fascino di antiche civiltà scomparse attraverso opere monocromatiche su carta giapponese e acrilici liquidi. La sua ricerca si estende anche alla tridimensionalità con sculture “sonore” dotate di corde per strumenti musicali, trasformando la materia in uno strumento di risonanza tra passato e presente.
Grazia Gallo svela la complessità dell’identità attraverso la metamorfosi delle forme e il valore simbolico del “rovescio” del ricamo, celebrando l’imperfezione e i nodi nascosti che rendono unica ogni storia e trasformazione.
Insieme, i quattro artisti trasformano il concetto tecnico di quadricromia in una mappatura esistenziale, dove il colore e la forma smettono di essere semplici elementi visivi per diventare strumenti di conoscenza e introspezione.
Alessandria. Nebbie, storie, memorie. Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto Eco
Dal 31 agosto all’8 novembre 2026 a Palatium Vetus una mostra/percorso espositivo ispirata al romanzo “La misteriosa fiamma della regina Loana”, nel decennale della scomparsa del grande intellettuale alessandrino
Non solo una mostra, ma un viaggio ‘analogico’, tra fotografia, libri e musica, che ha come ‘fil rouge’ i luoghi e le suggestioni de “La misteriosa fiamma della regina Loana”, certamente il romanzo più autobiografico di Umberto Eco.
Nel decennale della scomparsa dell’intellettuale alessandrino più illustre, celebrato in tutto il mondo, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria presenta il progetto ‘Nebbie, storie, memorie. Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto Eco’, a cura di Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore, da un’idea di Pietro Mercogliano.
La mostra, allestita dal 31 agosto all’8 novembre 2026 nella suggestiva cornice di Palatium Vetus, ha per soggetto una ampia selezione di oltre 40 fotografie di Fabio Menino Hofmann che hanno come tema narrativo i luoghi del Monferrato, la nebbia, la campagna e i casali del territorio ed esplorano e richiamano quel territorio natale dal quale, per tutta la vita, Umberto Eco si sentì attratto e in debito.
Insieme alle fotografie, gli echi e le memorie dello scrittore verranno sobriamente evocate dalle citazioni e da alcuni oggetti che richiamano il suo romanzo più direttamente legato alle origini alessandrine: “La misteriosa fiamma della regina Loana”, nemmeno troppo nascostamente il suo romanzo più autobiografico, denso di una fantasmagoria che accende la memoria viva del passato attraverso l’amore per la musica, i libri e le storie raccontate.
“Ricordare un grande intellettuale e romanziere di fama mondiale come Umberto Eco, evocando le sue radici alessandrine e uno dei suoi libri più amati, e più legati al nostro territorio, è per la nostra Fondazione un piacere e un onore. Lo facciamo attraverso lo sguardo di un artista, il fotografo Fabio Menino Hofmann, le cui opere sono caratterizzate da una straordinaria eleganza e raffinatezza. La sua capacità di ‘raccontare’ il Monferrato con scatti analogici di grande intensità evocativa ben si coniuga con le atmosfere dei romanzi di Eco: il risultato finale è eccellente, e sono certo che saranno tanti i visitatori, alessandrini e non, in grado di apprezzare la qualità di questa mostra/percorso”.
Nebbie, storie, memorie.
Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hofmann e le suggestioni di Umberto Eco
31 agosto – 8 novembre 2026
Palatium Vetus, piazza della Libertà 28 – Alessandria
Orari: SAB e DOM 9-13 e 15-19
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Visite a ingresso libero su prenotazione
tel: 347-80.95.172
e-mail: didattica.fondazionecral@gmail.com
BARGE. MOSTRA “VERITA’ NASCOSTE…LINGUAGGI DELL’ARTE”
La rassegna si fonda sull’evidente isomorfismo tra la fisica contemporanea e l’arte astratta, a dimostrazione di come arte e scienza rappresentino “da sempre” duedifferenti modalità di conoscenza. In altre parole, l’arte rende visibile ciò che la scienza,attraverso una ricerca sempre più profonda, cerca di comprendere e spiegareoggettivamente. Entrambe, pur con linguaggi diversi, indagano le verità nascoste della realtà.In questo dualismo si inserisce la mostra, che accoglie opere figurative e astratte. Il percorso espositivo trova il suo focus iniziale — anche dal punto di vista storico —nell’iconostasi a fondo nero allestita sul palco, che ospita le immagini sacre dipinte da Fratel Paolo. Le icone, apparse nei primi secoli del Cristianesimo e giunte a una definizione artistica e teologica intorno al V secolo, hanno visto consolidarsi la propria tradizione pittorica nel Medioevo, dopo la fine della crisi iconoclasta, grazie a grandimaestri come Andrej Rublëv, che ne hanno codificato i canoni tuttora tramandati.
Nei fatti la prima forma di astrazione: il fondo oro, che dà vita e incarna le figure in primopiano.In rapporto dialettico con l’infinito evocato dalle icone, sul soppalco che introduce all’ExOfficina trovano posto gli istanti catturati dalle fotografie in bianco e nero con lieviscostamenti cromatici di Cristina Pedratscher. Se le icone rimandano all’eterno, la fotografia fissa l’attimo, innescando un dialogo continuo tra tempo contingente e trascendenza.
Tra questi due poli — contrapposti anche fisicamente nello spazio espositivo e valorizzatidalla potente stereometria dell’Ex Officina — si collocano le opere di Francesco Preverino e Walter Stiari al piano 0, che danno vita ad un confronto ricco di gestualità e modi pittorici connessi a sintonie profonde con la natura. Al piano soppalco, il lirismo pittorico di Walter Accigliaro si oppone alle profondità contingenti indagate nei lavori di Grazia Gallo: il tema conduttore si rivela essere la Spiritualità. Pura soggettività, trapercezione e verità.
Lo spazio dell’Ex Officina Ferroviaria e le Opere d’Arte Verità nascoste: cos’altro è la mostra se non la narrazione di un rapporto in continuatensione tra contenuto e contenitore, tra testo e contesto? Una dialettica che si determina nella relazione visiva tra le opere dei singoli artisti e la spazialità articolata di una fabbrica appartenente all’archeologia ferroviaria, restaurata e ricondotta in vita come luogo d’incontro per eventi. D’altro canto, l’idea che un’opera d’arte sia un’entità autonoma, a prescindere da dove venga collocata, è un’illusione che la museologia e la critica contemporanea hanno definitivamente sfatato. Il legame tra l’oggetto artistico e lo spazio che lo ospita non è un semplice “appoggio”, ma una relazione simbiotica — talvolta persinoconflittuale — sempre densa di significati.Nei fatti, le opere esposte e i loro contenuti non si limitano a “stare” in questo ambitogeometrico: accadono al suo interno.
Assistiamo a una vera e propria mise-en-scène incui non vengono presentati oggetti isolati, ma un’autentica esperienza di reciprocaintegrazione, dove il tempo ritrovato dell’architettura e le opere d’arte si fondono alpunto che le une arrivano a definire l’altro.
Lo spettacolo dello spazio e dei suoi contenuti.
MONTEMAGNO MONFERRATO. “CIÒ CHE AFFIORA”. Mostra personale di Antonio Panino
Casa sul Portone – Montemagno Monferrato12 – 27 settembre 2026Inaugurazione sabato 12 settembre, ore 17.00
Dal 12 al 27 settembre 2026 lo spazio Casa sul Portone di Montemagno Monferrato ospita “Ciò che affiora”, mostra personale di Antonio Panino, invitato dall’Associazione MAC – Monferrato Arte Cultura a presentare una selezione della propria ricerca artistica.
La mostra riunisce opere realizzate interamente su carta, mettendo in relazione lavori recenti con altri appartenenti a momenti precedenti del percorso dell’artista. Disegni, acquerelli e tecniche miste compongono un itinerario nel quale ritornano alcune presenze fondamentali della sua ricerca: montagne, rocce, pietre, iceberg e banchise.
Non si tratta di una rappresentazione descrittiva del paesaggio. La natura è il punto di partenza di un processo che progressivamente si allontana dal visibile: la materia, il segno e il gesto trasformano le forme originarie fino a far emergere una realtà altra, sospesa tra memoria, percezione e immaginazione.
Nelle opere più recenti, realizzate a partire dal 2023, l’attenzione di Panino si concentra in particolare sugli iceberg, sulle banchise e sullo scioglimento dei ghiacciai. Accanto a queste sono presentati lavori di anni precedenti nei quali montagne, rocce e pietre affiorano come forme primordiali, attraversate dal tempo e dalla memoria della materia.
Il titolo “Ciò che affiora” nasce da un’opera presentata nella mostra Vis Naturae a Piscina (TO) e racchiude un pensiero che attraversa l’intero percorso espositivo: ciò che vediamo è soltanto una parte di ciò che esiste; sotto la superficie rimane una struttura nascosta, profonda e attiva.
Una sezione della mostra è dedicata inoltre ai libri d’artista, parte significativa della ricerca di Antonio Panino. Tra questi sarà presentato anche un libro d’artista realizzato appositamente per l’esposizione di Montemagno, nel quale immagini, materia e sequenza delle pagine trasformano il libro stesso in opera e in spazio di attraversamento.
Il rapporto con Casa sul Portone assume così un significato particolare: le opere entrano in dialogo con la memoria e la materia del luogo, mentre il paesaggio perde progressivamente la propria dimensione geografica per diventare una condizione interiore e stratificata.
Antonio Panino – nota biografica
Antonio Panino sviluppa da anni una ricerca nell’ambito del disegno e della pittura, con particolare attenzione alla sperimentazione delle tecniche e dei materiali. Nel suo percorso, alimentato dal confronto con l’arte contemporanea e da una pratica costante in studio, il dato naturale diventa punto di partenza per una ricerca che progressivamente si allontana dalla rappresentazione del visibile. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive e ha affiancato all’attività artistica un impegno nella promozione culturale e nell’organizzazione di iniziative dedicate all’arte contemporanea.
INFORMAZIONI
Antonio Panino – “Ciò che affiora”
Mostra personale
Casa sul Portone – Montemagno Monferrato (AT)
Inaugurazione: sabato 12 settembre 2026, ore 17.00
Periodo: 12 – 27 settembre 2026
Orari: sabato 15.30 – 18.30; domenica 10.00 – 12.30 / 15.30 – 18.30
Su invito dell’Associazione MAC – Monferrato Arte Cultura
Pinerolo. Biforcazioni. Anna Maria Colace
11 settembre – 18 ottobre 2026
Galleria LOSANO Associazione Arte e Cultura Via Savoia, 33 –
10064 PINEROLO (TO)
Orario: Sabato e festivi: 10–12 e 16–19, Feriali su appuntamento Info: +39 0121.74059 – gallerialosano@gmail.com – www.gallerialosano.it
Nell’ambito di SCATTI. Istanti di storie. 50 anni di Artigianato, 200 anni di Fotografia, il progetto espositivo che accompagna la 50ª Rassegna dell’Artigianato Pinerolese celebrando il doppio anniversario dei cinquant’anni della manifestazione e dei duecento anni dalla nascita della fotografia, la Galleria Losano di Pinerolo ospita Biforcazioni, mostra personale dedicata alla più recente ricerca della fotografa Anna Maria Colace.Inserita nel percorso delle ventisette esposizioni diffuse che, dal 10 al 13 settembre 2026,trasformeranno il centro storico di Pinerolo in un itinerario dedicato alla fotografia contemporanea, la mostra inaugurerà venerdì 11 settembre alle ore 18.00 e resterà aperta al pubblico fino al 18 ottobre 2026.
Con Biforcazioni, Anna Maria Colace presenta un percorso che affronta la fotografia come pratica di conoscenza e dispositivo relazionale, ponendo al centro della ricerca non il soggetto rappresentato ma il processo attraverso cui lo sguardo costruisce nuove possibilità di interpretazione del reale.La mostra raccoglie opere maturate negli ultimi anni, in continuità con i precedenti cicli dedicati al paesaggio, all’oceano e agli spazi antropizzati. Temi differenti che trovano unità in una medesima postura critica: osservare il mondo come sistema di relazioni in costante trasformazione.Il titolo richiama il concetto di biforcazione elaborato nell’ambito della teoria dei sistemi complessi, inteso come momento in cui un sistema attraversa una soglia critica producendo un nuovo equilibrio. Tale riferimento non costituisce un presupposto teoricodella ricerca poetico/creativa di Colace, ma rappresenta il linguaggio attraverso cuil’artista riconosce e definisce un metodo operativo già presente nella propria praticafotografica. Le immagini si sviluppano attraverso un processo di accumulo, sedimentazione e successiva ricomposizione. L’archivio fotografico assume un ruolo centrale: non semplice raccolta documentaria, ma organismo vivo nel quale le fotografie continuano a dialogare tra loro anche a distanza di anni, generando relazioni inattese e nuove configurazioni percettive.
Elemento distintivo della ricerca di Anna Maria Colace è l’impiego della sovrapposizione,intesa non come effetto formale ma come manifestazione visibile di un processorelazionale. L’incontro fra immagini differenti produce infatti uno spazio ulteriore, un “terzoluogo” nel quale memoria, tempo e paesaggio si contaminano fino a costruire un’esperienza visiva inedita.
L’intero progetto propone una riflessione sul paesaggio contemporaneo inteso come organismo complesso, nel quale natura, architettura, presenza umana e memoria condividono la medesima rete di relazioni. La fotografia diviene così strumento capace di rendere percepibili processi normalmente invisibili, restituendo la realtà non come insieme di elementi separati, ma come sistema aperto e in continua trasformazione. In questa prospettiva anche lo spettatore assume un ruolo determinante. Ogni osservazione attiva nuove connessioni interpretative, contribuendo a ridefinire continuamente il significato dell’opera. Biforcazioni non propone immagini concluse, ma dispositivi aperti nei quali il senso emerge dall’incontro fra autore, fotografia e pubblico, confermando la pratica fotografica come spazio di relazione, trasformazione e conoscenza.
Testo di presentazione a cura di Grazia Nuzzi
Torino. Museo MIIT Museo Internazionale Italia Arte. ‘ESPLORAZIONI VISIVE. DA LADY OSCAR E CANDY CANDY AL CONTEMPORANEO’
3-12 SETTEMBRE 2026
Dopo il successo della mostra ‘Una rosa a Torino’ dello scorso luglio, dedicata alle interpretazioni artistiche di Lady Oscar, ritorna il fumetto al Museo MIIT con la mostra ‘Esplorazioni visive. Da Lady Oscar e Candy Candy al contemporaneo’: una prosecuzione dell’esposizione da poco conclusa aperta però anche ad un altro personaggio iconico, Candy Candy appunto e alle rappresentazioni tra manga, anime e fumetto di autori contemporanei.
A conclusione della mostra, sabato 12 settembre dalle ore 15.00, ciliegina finale per gli appassionati, con la proiezione del fan film de I GIOCOLIERI DELLE STELLE di Viareggio dedicato a Candy Candy “QUANDO IL SORRISO INCONTRA IL CORAGGIO”, regia Yatta e animazione in costume.
L’evento prosegue quindi la collaborazione tra il Museo MIIT in corso Cairoli 4 Torino, il progetto di aggregazione artisti del mondo no profit Virtual Art Workshop Social Group e l’Associazione di volontariato no profit Le tenere piume ETS-ODV.
Presente alla mostra, con le sue pubblicazioni, anche la scrittrice di libri fantasy ELENA ROMANELLO.
In contemporanea, negli altri spazi del Museo MIIT, sarà inaugurata la mostra internazionale collettiva ’Between Worlds’ 2026 Edition International Eco-Art Exhibition.
TITOLO MOSTRA: ‘Esplorazioni visive. Da Lady Oscar e Candy Candy al contemporaneo’
SEDE ESPOSITIVA: Museo MIIT, corso Cairoli 4 – Torino
DATE MOSTRA: 3-12 Settembre 2026
INAUGURAZIONE: Inaugurazione Giovedì 3 Settembre, dalle ore 18.00
ORARI VISITE: dal martedì al sabato 15.30-19.30 – info: 011.8129776 / 334.3135903
DOGLIANI. FIGURAZIONI. La giostra della vita. Tenchi Michelotti opere 1984-2026

Circolo degli Artisti. Il sé, i fiori e il vento. Mostra personale della Socia Nadia Carrà
Giardiniera Reale c.so San Maurizio 6 – Torino
INGRESSO LIBERO
dal 7 al 20 settembre 2026
INAUGURAZIONE lunedì 7 settembre ore 17
Lunedì 7 settembre alle ore 17 riprenderà la programmazione espositiva del Circolo degli Artisti presso la Giardiniera Reale di Torino, con la mostra personale della Socia Artista Nadia Carrà.
Esiste un territorio invisibile in cui la vulnerabilità dell’essere umano incontra la sacralità della natura.
La mostra personale di Nadia Carrà, dal titolo Il Sé, i fiori e il vento, si propone come un viaggiointrospettivo e spirituale attraverso il linguaggio della pittura e della materia, esplorando gli strati piùprofondi dell’identità e della coscienza.
Il percorso espositivo si snoda attorno a tre nuclei concettuali che dialogano tra loro in un flussocontinuo:Il Sé: Rappresenta il punto di partenza e di arrivo della ricerca dell’artista. Attraverso unaprofonda osservazione della luce e delle forme, Nadia Carrà indaga il silenzio interiore, dando voceal “bambino interiore” e alla parte più autentica e sacra dell’anima umana.I fiori: Simboli universalidi bellezza, rinascita e caducità.
Nei dipinti, la dimensione floreale si fa metafora dell’esistenza: unfiorire delicato che necessita di cura, radicamento e apertura verso il mondo.Il vento: L’elemento invisibile che muove la materia, il soffio vitale (pneuma) che unisce il visibile all’invisibile. Il vento rappresenta il cambiamento, il tempo che scorre e l’energia spirituale che attraversa i corpi e i paesaggiinteriori.
Prendendo le distanze dai rigidi schemi accademici, lo stile di Nadia Carrà si distingue per una tecnica personale che trasforma la tela in uno spazio di meditazione e rivelazione. Le opere esposte – che spaziano da intense figure a composizioni fortemente simboliche – invitano il visitatore a rallentare, ad ascoltare il proprio respiro e a perdersi nella luce dei dipinti.
Il Sé, i fiori e il vento non è solo una rassegna di opere d’arte, ma un’esperienza sensoriale e poetica; un invito a ritrovare, nella delicatezza di un petalo mosso dall’aria, la parte più profonda e sacra di noi stessi
Nadia Carrà è un’artista visiva la cui ricerca si colloca all’intersezione tra materia, luce e una profonda indagine spirituale. Il suo percorso si sviluppa attraverso uno studio strettamente personale,intimo e guidato da una costante urgenza di esplorazione interiore.
Giardiniera Reale C.so San Maurizio 6, Torino
Dal 7 al 20 settembre dal lunedì al venerdì h. 15:30/19:30
Sabato e domenica su appuntamentoInfo: www.circoloartistitorino.it, info@circoloartistitorino.it, 0118128718
PINEROLO. TORINO 4×4. FOTOGRAFIE DI UNA NUOVA ERA
4 settembre – 4 ottobre a Pinerolo
Dopo il successo a EXPOSED Torino Photo Festival, il viaggio della mostra Torino 4×4. Fotografie di una nuova era prosegue, in piazza Vittorio Veneto a Pinerolo, dal 4 settembre al 4 ottobre.
Una nuova occasione per riscoprire il progetto che intreccia le fotografie di Deka Mohamed Osman, Fabio Bucciarelli, Marco Rubiola ed Enrico Gili con il lavoro di Hackability, Insuperabili, Nove ¾ della Fondazione Gruppo Abele e Progetto Tenda, quattro realtà del sociale del territorio torinese, dando voce a storie di inclusione, resilienza e trasformazione attraverso il linguaggio della fotografia.




