Riordino del gioco fisico, l’ennesima proroga: si allontana la riforma
Un’altra estate, un’altra proroga. Il riordino del gioco fisico in Italia continua a slittare, e con esso restano irrisolte le questioni di centinaia di operatori. La Delega Fiscale che avrebbe dovuto contenere anche la riforma del settore scade il 29 agosto, senza che il dossier sia arrivato a compimento.
“Si chiude una finestra normativa che avrebbe potuto portare finalmente al riordino del settore, nuove gare per le concessioni, regole aggiornate su slot, VLT, bingo“, spiega Antonio Ginori, esperto gambling di Slot-Mania.it. “È l’ennesimo rinvio di un dossier che si trascina da anni, e che nel frattempo lascia gli operatori a lavorare con un quadro normativo ormai datato rispetto all’evoluzione del mercato“.
Sulla stessa linea si è espresso di recente Maurizio Ughi, che ha parlato di “occasione persa per il rilancio del gioco fisico“. Un giudizio che Ginori condivide nella sostanza: “Il gioco fisico vive da anni in una condizione di incertezza regolatoria. Questo scoraggia gli investimenti e penalizza chi opera nella legalità, perché chi si muove nell’illegalità è meno sensibile a regole che comunque non rispetta. Ogni proroga senza riforma sostanziale è un ulteriore allontanamento da una soluzione strutturale“.
Le stime più recenti spostano l’orizzonte della riforma vera e propria al 2028. Un ritardo che, secondo Ginori, riflette più la complessità politica della proposta di riordino che le difficoltà puramente tecniche di applicazione: “Il tema si intreccia con gli equilibri politici e il calendario elettorale. C’è poi la complessità tecnica della materia: bilanciare gettito fiscale, tutela dei concessionari esistenti, apertura a nuovi operatori e tutela dei giocatori non è banale. Ogni volta che il dossier torna sul tavolo, ci sono troppi interessi diversi da comporre in tempi rapidi, e il risultato è che si preferisce prorogare lo status quo piuttosto che rischiare una riforma imperfetta o politicamente divisiva“.
Un capitolo a parte riguarda i Punti Vendita Ricariche (PVR), spesso citati come segmento da salvaguardare in una futura riforma. “I PVR sono un pezzo importante della filiera fisica del gioco regolamentato, spesso legati a piccole attività commerciali diffuse sul territorio“, osserva Ginori. “Un riordino che non ne tenga conto rischia di penalizzare una rete capillare di operatori legali a vantaggio di canali meno controllati“. Proprio su questo fronte si discute anche di un possibile futuro senza contante in agenzia, nell’ambito della riforma dei sistemi di pagamento, un cambiamento che avrebbe un impatto diretto proprio su questa parte della filiera.
Per uscire dalla fase di stallo, secondo Ginori, servirebbe soprattutto un cambio di metodo: “Bisognerebbe separare le decisioni tecniche, – aggiornamento delle regole di funzionamento, orari, sicurezza -. dalle decisioni più politicamente sensibili, come il sistema delle gare e delle concessioni. Sono queste ultime, finora, ad aver bloccato tutto. Un riordino per fasi, anziché un pacchetto unico che richiede consenso su tutto contemporaneamente, potrebbe sbloccare almeno le parti meno controverse mentre si continua a negoziare sul resto”.



