STORIA DELLA CHIERI MODERNA – (11) Giugno 1800: Napoleone

Napoleone (J.L.David)

La parentesi austro-russa durò poco. Nel giugno del 1800 i Francesi tornarono alla carica sotto il comando di Napoleone, reduce dalla campagna d’Egitto ed eletto primo Console. E fu Marengo. Fu la conquista di tutto il Piemonte. Fu l’annessione del Piemonte alla Francia come 27a Divisione Militare.

Napoleone insediò di nuovo un Governo Provvisorio, formato da una Consulta di trenta membri, e prese ad esportare in Piemonte le “conquiste” della Rivoluzione, sempre attento a privilegiare gli interessi francesi rispetto a quelli piemontesi.

Esportò anche la politica religiosa che aveva instaurato in Francia, fatta di apparente tolleranza e di totale sopraffazione dello Stato sulla Chiesa. I Vescovi, prima di prendere possesso della loro sede, dovevano prestare giuramento al Governo, con la formula: “Giuro e prometto sui Santi Vangeli obbedienza e fedeltà al Governo, e alla Costituzione della Repubblica francese…”, ed erano tenuti a tessere le lodi “… dell’uomo straordinario e senza esempio, dell’Eroe Napoleone Bonaparte, scelto da Dio per riparare i mali sofferti e richiamare l’ordine e la giustizia”. Il 15 agosto doveva essere solennizzato come festa di un, fino ad allora, sconosciuto San Napoleone, e quindi era considerato anche giorno dell’onomastico dell’Imperatore. Ma non fu l’unica festa “napoleonica” ad essere introdotta: il 14 giugno si festeggiava l’anniversario della vittoria di Marengo e la prima domenica di maggio quello dell’incoronazione di Napoleone ad  imperatore e della vittoria di Austerlitz. Il 4 aprile 1806 l’Imperatore stabilì che “sarà pubblicato e adoperato in tutte le chiese dell’Impero il catechismo annesso a questo decreto”: la Chiesa cattolica, cioè, era tenuta ad insegnare un catechismo confezionato dal governo e pieno di eresie! L’Arcivescovo di Torino tergiversò a lungo, ma poi cedette anche su questo come su molti altri punti, e il 7 aprile 1808 ordinò l’uso effettivo del catechismo dettato da Napoleone.

L’alternarsi al potere, in soli tre anni, prima dei Francesi, poi degli Austriaci e di nuovo dei Francesi costrinse coloro che ricoprivano qualche carica, sia civile che ecclesiastica, ad una serie di acrobazie per dimostrarsi ossequienti nei confronti del comandante di turno. Stemmi e statue scomparvero e ricomparvero. Gli opportunisti cambiarono e ricambiarono più volte casacca. Napoleone, comunque, cercò di riguadagnarsi il favore dei nobili, che il regime giacobino aveva umiliato. In campo ecclesiastico prevalse un atteggiamento di prudente collaborazione. Ci furono vescovi, come quello di Torino, mons. Luigi Buronzo del Signore, e il suo successore Giacinto della Torre, che andarono oltre la collaborazione dando piuttosto esempio di smaccato opportunismo e servilismo.

(Da: A. Mignozzetti, “PAGINE DI STORIA CHIERESE, civile e religiosa, 1789-1985”, Chieri 2022, pp. 51 – 66).    

(Continua)