Cambiano. Varroc, maggioranza e minoranza unite per tutelare il lavoro

La cessazione della produzione annunciata per fine gennaio 2027 coinvolge circa 80 lavoratori, con ricadute anche su Santena e Villastellone. Il sindaco ha avviato i contatti con la Regione Piemonte.

 

Cambiano, 2 ottobre 2026 – Maggioranza e minoranza del Comune di Cambiano chiedono un confronto urgente con l’azienda, le parti sociali e le istituzioni sull’annunciata cessazione della produzione nello stabilimento Varroc di via dei Prati. L’obiettivo è chiarire le prospettive del sito, verificare ogni alternativa alla chiusura e tutelare l’occupazione.Lo stabilimento, appartenente al gruppo indiano Varroc e specializzato nella realizzazione di fanalini e sistemi di illuminazione per moto e auto, conta circa 80 lavoratori, in larghissima parte operai e tecnici. Per una decina di addetti dell’area ricerca e sviluppo, al momento, l’attività dovrebbe proseguire. La maggior parte dei dipendenti risiede a Cambiano, Santena, Villastellone e nei Comuni limitrofi: la cessazione della produzione avrebbe quindi conseguenze sul reddito di numerose famiglie e sul tessuto economico del territorio.

«Questa notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. A partire dal mese di febbraio, per far fronte a una maggiore richiesta di lavoro, erano state assunte 16 persone tramite agenzie interinali: un elemento che faceva pensare a esigenze produttive in crescita e che non lasciava immaginare una cessazione dell’attività a distanza di pochi mesi – dichiara il sindaco di Cambiano Carlo Vergnano* –. Ho già sentito il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Nicco, l’assessore regionale alle Attività produttive Andrea Tronzano e la consigliera regionale Laura Pompeo. Occorre costruire rapidamente un confronto con l’azienda e le parti sociali per capire le ragioni di questa decisione e quali possibilità esistano per tutelare i lavoratori. La preoccupazione è soprattutto per le persone: ci sono lavoratori che vivono soli e dipendono esclusivamente dal proprio stipendio e famiglie con figli nelle quali entrambi i genitori lavorano nello stabilimento. In questi casi, la chiusura rischia di compromettere contemporaneamente tutte le entrate da lavoro».Sulla necessità di attivare tutte le istituzioni competenti interviene anche la minoranza, che ha chiesto all’Amministrazione comunale di coordinare il confronto sulle possibili soluzioni alla crisi.

«Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà alle famiglie, cambianesi e non, coinvolte in questa crisi occupazionale – dichiara Alberto Benna, capogruppo di minoranza –. Appena appresa la notizia della cessazione dell’attività produttiva, prevista per il 31 gennaio 2027, abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale di svolgere un ruolo di impulso e coordinamento con tutte le realtà che possono contribuire a individuare soluzioni, valutando eventuali percorsi di continuità produttiva o di reindustrializzazione del sito. Chiediamo l’avvio formale di contatti con la Regione Piemonte, attraverso gli assessorati al Lavoro e alle Attività produttive e la relativa Unità di Crisi, la Città metropolitana di Torino, l’Agenzia Piemonte Lavoro, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei lavoratori e l’azienda Varroc. Non possiamo sapere, in questa fase, se esistano margini concreti per evitare la chiusura, ma riteniamo doveroso utilizzare tutti gli strumenti istituzionali disponibili prima che una decisione così importante per Cambiano diventi irreversibile. Chiediamo un riscontro urgente e, se possibile, la convocazione di un incontro con i rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni competenti».

Per maggioranza e minoranza, il confronto deve affrontare insieme le prospettive produttive e le garanzie per i dipendenti. Alla proprietà vengono richiesti chiarimenti sulle motivazioni della decisione, sulle tempistiche e sulle alternative valutate, comprese le eventuali possibilità di continuità dell’attività e di ricollocazione.«Accanto alle tutele immediate, occorre verificare ogni soluzione utile a salvaguardare l’occupazione e il patrimonio di competenze dello stabilimento – aggiunge Vergnano –. La speranza è che i lavoratori possano trovare una nuova collocazione nelle aziende del territorio, alle quali rivolgo un appello. Ho incontrato i dipendenti e partecipato all’assemblea nella quale le organizzazioni sindacali hanno riferito quanto comunicato dall’azienda».Un nodo centrale riguarda gli ammortizzatori sociali. È necessario chiarire tempestivamente, con le parti sociali e gli enti competenti, quali strumenti siano attivabili, per quale durata, con quali tempi e con quale copertura economica. La continuità del reddito è una questione urgente, soprattutto per chi non dispone di altre entrate e per i nuclei familiari nei quali entrambi i genitori rischiano di perdere il lavoro.Maggioranza e minoranza intendono quindi seguire insieme l’evoluzione della vicenda. Conclude Benna:«Ogni azione che il Sindaco porterà avanti sarà anche supportata dall’intero Consiglio comunale nel confronto con le parti sociali per tutelare i lavoratori e le famiglie».