Cimitero di Chieri, Azione: «Servono telecamere, dopo i furti ai danni delle sepolture. E la camera mortuaria è ancora in condizioni indecorose»

Prima del furto, con la lapide

Dopo il furto, senza lapide
«Rubare oggetti sacri dalle sepolture, fino a portare via la lapide di un defunto, è un gesto che offende i morti, le famiglie e l’intera città. Un cimitero non può essere un luogo senza protezione.» Così Rachele Sacco, Segretaria cittadina di Azione a Chieri, interviene sui recenti furti avvenuti nel camposanto cittadino.
«Dopo questi episodi è ormai indispensabile dotare il cimitero di un sistema di videosorveglianza, con telecamere lungo il perimetro e all’interno», prosegue Sacco. «Non è una questione di sola sicurezza, ma di rispetto per chi riposa lì e per chi ogni giorno viene a trovare i propri cari. Chi ha subito il furto di un oggetto a cui era profondamente legato, o si è trovato davanti a una tomba privata della lapide, ha diritto di sapere che il Comune intende fare tutto il possibile per evitare che accada di nuovo.»
Azione chiede all’Amministrazione di indicare con quali tempi e risorse intenda installare le telecamere e se siano previsti ulteriori controlli.La camera mortuaria, un problema che si trascina da anni. Sacco ricorda poi di essersi occupata del tema già come consigliera comunale di minoranza.
«Nel 2021 avevo segnalato che la camera mortuaria era troppo piccola, priva di servizi e inaccessibile alle persone con disabilità. Nel dicembre 2023 sono tornata sull’argomento con un’interrogazione, perché nel frattempo era stato approvato il piano cimiteriale e speravo in interventi risolutivi.»
La risposta, ricorda Sacco, fu però negativa: l’assessore Roberto Quattrocolo (attualmente in Giunta con le stesse deleghe di allora) disse in aula che le priorità erano altre e che la situazione della camera mortuaria si sarebbe risolta, forse, con la realizzazione della sala del commiato. «Io replicai che le priorità al cimitero erano proprio quelle, a partire da un obitorio che restituisce una brutta immagine del nostro camposanto ed è un luogo poco decoroso per i cari e i parenti che vi si recano. A distanza di tempo la questione resta aperta», conclude Sacco. «Chiediamo di conoscere lo stato di avanzamento del progetto della sala del commiato e se e quando sono previsti interventi sulla camera mortuaria, compresi l’ampliamento, i servizi e l’accessibilità. Continueremo a seguire il tema finché il cimitero di Chieri non tornerà a essere un luogo sicuro, accessibile e rispettoso della memoria di chi non c’è più.»


