CASTELLAMONTE (TO). Domenica 18 ottobre e domenica 15 novembre Visita animata a casa di AMEDEO al CASTELLO.

Eh si, Amedeo di Castellamonte, il grande architetto dei Savoia, colui che realizzò la Reggia di Venaria, oggi ti riceve a casa sua, al Castello di Castellamonte.

Con “Torino e Dintorni” potrai visitare con una apertura esclusiva la vera casa di Amedeo, scoprendo attraverso una coinvolgente “visita animata” a tre voci la storia di un antico maniero medievale poi ricostruito nel Seicento e terminato nell’Ottocento, con i racconti delle famiglie che vi hanno abitato e che vi abitano tutt’ora. Con Amedeo saranno evocati, dando loro la parola, sua figlia Antonia Maria, il duca Carlo Emanuele II di Savoia e il grande Bernini, ed infine le storie dei conti Ricardi di Netro nelle battaglie del Risorgimento.In particolare rivivrai l’affascinante storia della Cappella dell’Assunta, recentemente restaurata grazie al PNRR, scoprendo il suo inedito altare dipinto, unico esemplare superstite dei tanti “apparati effimeri” realizzati da Amedeo.

Grazie al restauro si è scoperto che l’autore della Cappella fu certamente (e non solo ipotizzato) Amedeo stesso, che diede anche l’aspetto attuale al Castello e al suo giardino. A seguire sarai ricevuto dal padrone di casa che svelerà curiosità, aneddoti, tradizioni e piccoli segreti familiari legati all’arte della tavola: Per l’occasione usciranno dalle guardarobe del Castello ceramiche e porcellane, cristali e argenterie, antichi menu e le eleganti livree di casa. E sarai condotto nel raffinato mondo delle tavole nobiliari. Il tutto inizierà alle ore 15.30 e si concluderà verso le 18.00 con un brindisi abase di bollicine! Le prossime edizioni di questa iniziativa, riservate ai primi 30 sottoscrittori, saranno domenica 18 ottobre e domenica 15 novembre 2026 al costo di euro 35 a persona. Ai possessori della tessera di Abbonamento Musei è riservato il prezzo speciale di 30 euro.Info e prenotazione a visitetorinoedintorni@gmail.comCastello di Castellamonte: strada Castello 4, Castellamonte (TORINO)

Il Castello di Castellamonte

Il Castello di Castellamonte domina la città della ceramica da circa mille anni. Il primo documento a citarlo è del 1066 (lo stesso della Battaglia di Hastings quando i Normanni sconfissero i Sassoni e nacque così l’Inghilterra). A costruirlo e amministrarlo furono i Conti di Castellamonte, una delle tre famiglie –insieme ai Valperga e ai San Martino- che si rifacevano a Re Arduino, il marchese di Ivrea che divenne re d’Italia. Oltre che per la fiorente agricoltura, Castellamonte era già nota per la produzione di ceramiche e terrecotte, rendendolo così un centro di primaria importanza per tutto il territorio. Il Castello ne rappresentava il centro: la famiglia si divise in infiniti rami e sotto linee con esponenti molto vivaci e attivi sulla scena politica. Tra i tanti si segnalò Cesare, giovane cavaliere che morì ventenne al grande Assedio di malta nel 1565.Nel Medioevo, il Castello ebbe momenti splendore, ma fu distrutto dalla sanguinosa rivolta dei Tuchini, durante le guerre del Canavese, nel XIV secolo. Poi seguirono le grandi ricostruzioni di cui restano manufatti importanti come le due torre-porta e la cinta muraria. Ulteriore distruzione si ebbe alla metà del Cinquecento, durante le guerre tra Francesi e Spagnoli per il controllo del Piemonte.

Così nel Seicento il Castello fu in gran parte ricostruito da parte di uno dei suoi comproprietari, Amedeo di Castellamonte (1613-1683), il grande architetto dei Savoia, tra l’altro autore della magnifica Reggia di Venaria. A lui si devono il Palazzo Bianco e la Cappella dell’Assunta (1647-1648).Dopo le difficoltà della Rivoluzione francese, che ebbe ripercussioni anche in Canavese, alla metà dell’Ottocento il Castello passò ai Conti San Martino di Castelnuovo che trasformarono una parte dell’edificio in una “fantastica villa”, aggiungendo i caratteristici merli guelfi su disegno dell’architetto Luigi Formento. Dall’inizio del Novecento il Castello appartiene ai Conti Ricardi di Netro che lo abitano tuttora, curandone la conservazione e l’apertura per visite speciali.