QUI JUVE – Spalletti può ancora salvare la stagione con il quarto posto
Otto partite per salvare una stagione. Otto partite per centrare il quarto posto ed entrare in Champions. La Juventus di Spalletti non ha altre alternative. La sfida per l’ultimo piazzamento nell’Europa che conta durerà 720 minuti esatti. Il Como viaggia a +3 sui bianconeri e dietro c’è il fiato sul collo di almeno altre due squadre.
La Roma potrebbe rientrare in gioco. L’Atalanta è l’outsider del gruppo. Il Napoli ha ripreso a correre e il terzo posto sembra blindato. La Vecchia Signora è obbligata a crederci per salvare un campionato che inizia ad assumere i contorni di una debacle a tratti prevedibile dopo l’avvio stentato di Igor Tudor, esonerato in seguito all’1-0 all’Olimpico contro i biancocelesti.
Una stagione non facilissima
Considerando le squadre coinvolte in questa lotta, è impensabile fare un pronostico certo da qui a fine campionato. Qualora si voglia provare a puntare sulla Juve qualificata in Champions League, i tifosi bianconeri potrebbero prendere in seria considerazione la possibilità di farlo solo dopo aver esaminato tutte le offerte e i bonus senza deposito a disposizione sul mercato.
Pronostici che finora sono tutti saltati, sistematicamente. Coppa Italia e Champions sono solo un ricordo. Atalanta e Galatasaray le artefici delle due eliminazioni bianconere. Una stagione non facilissima, quella di Spalletti. Per Alessio Tacchinardi, ex centrocampista bianconero e opinionista su Mediaset, la Juventus “È una squadra senza ambizione”. La tocca piano, pianissimo e senza remore. “È una squadra timida: in difficoltà se va sotto. Ha poca personalità”.
Quella vista finora, del resto, è la Juventus peggiore degli ultimi 15 anni. 54 punti dopo 30 giornate: per trovare una prestazione peggiore bisogna tornare indietro al 2010-11 quando in panchina c’era Delneri. Non sono bastati i nuovi acquisti per la stagione 2025-26. Non è bastato nemmeno il mese e mezzo iniziale di Spalletti per risollevare le sorti di una squadra disorientata. Non è bastato il lavoro da psicologo e le frasi motivazionali destinate a tutto il collettivo bianconero.”Siete forti, siete capaci di fare grandi cose e in parte le avete già fatte”, aveva sottolineato alla vigilia di Juve-Sassuolo. Non è bastato. Il trend è rimasto lo stesso. La Juventus sembra una squadra da rifondare.
Il quarto posto resta l’obiettivo minimo
La Juventus non può concedersi passi falsi da qui alla fine. Troppe le occasioni perse per strada. A partire dall’ultimo pareggio casalingo contro il Sassuolo. Ed è consapevole che mancare anche il quarto posto sarebbe una perdita troppo grossa nel mezzo di una stagione di per sé già fallimentare.
Restano otto partite per centrare l’obiettivo minimo. Il calendario sorride solo in parte. Le gare più facili in casa, le due più difficili in trasferta. Allo Stadium arrivano Genoa, Bologna, Verona e Fiorentina. In esterna giocherà contro Atalanta, Milan, Lecce e Torino. Si chiude quindi con un derby, che nonostante penda statisticamente sul versante bianconero, resta sempre un’incognita. Ma è probabile che all’ultima di campionato i giochi siano già fatti. Il match della Mole potrebbe avere già una squadra, quella di Spalletti, rimandata o eletta per la prossima Champions League.
Cosa può ancora cambiare Spalletti per migliorare?
Il sistema di gioco? La posizione di alcuni giocatori chiave? La personalità del collettivo? Le alternative per il tecnico bianconero non sono molte. In fondo sono sempre le stesse per qualunque allenatore. Ma Luciano Spalletti ha l’obbligo di ritrovare il DNA Juve in queste ultime otto gare che separano la Vecchia Signora dall’esito di una stagione difficilissima.
Spalletti potrebbe insistere sul fattore Locatelli affinché prenda in mano la squadra. Sta crescendo molto in personalità, ma attualmente gli manca cattiveria. Può essere l’uomo in più, proprio lui che l’anno scorso a Venezia staccò il pass per la Champions.
Forse Spalletti avrebbe bisogno di giocatori chiave soprattutto per il futuro. Ammesso che rimanga a Torino. Due o tre atleti di spessore per il classico salto di qualità. Ma il futuro adesso non è quello anteriore: è quello prossimo. Quello delle ultime otto partite in cui la Juventus si gioca una stagione. I giocatori non cambieranno da qui al 24 maggio. Il passo, invece, deve cambiare inevitabilmente.


