Asti. Per il FAI la Questura ha aperto le porte al pubblico

Nelle giornate del 21 e 22 marzo 2026, in occasione delle “Giornate FAI di Primavera”, prestigioso appuntamento promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), la Questura di Asti ha aperto le porte al pubblico, offrendo alla cittadinanza un’opportunità di straordinario rilievo: visitare e conoscere un luogo istituzionale generalmente sottratto alla fruizione collettiva, inserito nel più ampio contesto della più rilevante manifestazione italiana dedicata alla promozione dei beni artistici e culturali.

Le visite sono state sapientemente condotte dagli studenti del Liceo Classico “V. Alfieri” e del Liceo Scientifico “F. Vercelli”, i quali, adeguatamente formati dai rispettivi docenti, hanno assunto il ruolo di “Apprendisti Ciceroni”, distinguendosi per rigore espositivo, consapevolezza storica e notevole capacità divulgativa.

Il percorso ha consentito di esplorare gli ambienti e gli uffici del fabbricato principale, eminente esempio di architettura razionalista, edificato nel 1938 e intitolato a Romolo Galassi. L’edificio, preservato nella sua configurazione originaria, è divenuto sede della Polizia di Stato sul finire degli anni Cinquanta, conservando intatto il proprio valore storico e testimoniale.

Di particolare pregio si è rivelata l’esposizione dedicata alla figura di Salvatore Ottolenghi, insigne astigiano e fondatore della Scuola d’Avanguardia della Polizia Scientifica. La mostra è stata curata dal Dott. Giuliano Andrea, Funzionario in quiescenza della Polizia di Stato, professore ed esperto in Dattiloscopia, figura d’eccellenza contemporanea nel settore, sia a livello nazionale che internazionale. Gli studenti, i quali recentemente hanno avuto modo di partecipare a dei seminari tenuti dal Dott. Giuliano nelle rispettive scuole, hanno illustrato con dovizia di particolari una selezione di reperti di rilevante interesse storico, tra questi: una valigia per il sopralluogo di Polizia Scientifica risalente alla metà del secolo scorso, strumentazioni d’epoca quali macchine fotografiche, lenti e obiettivi, oltre che testi relativi agli studi e alle prime pubblicazioni dello stesso Ottolenghi, unitamente a documenti provenienti dall’Archivio storico della prima Università di Torino, preziose testimonianze della nascita e dello sviluppo della disciplina.

La visita, sviluppandosi dal classico al moderno, prevedeva poi la presentazione di un veicolo, un Fullback con colori d’istituto, in uso alla Polizia Scientifica, destinato al supporto logistico in attività di sopralluogo.

Lo step conclusivo ha poi suscitato le ultime ed intense emozioni nel pubblico, calatosi in un contesto ricco di suspance. Nell’attuale Sala “Cambursano”, area destinata all’aggiornamento tecnico-professionale del personale della Polizia di Stato, è stata meticolosamente ricostruita una scena del crimine. In tale contesto, gli operatori del Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica di Asti hanno offerto una dimostrazione concreta delle principali metodologie di documentazione e cristallizzazione dello stato dei luoghi, delle tecniche di repertazione, illustrando in particolare le procedure di individuazione ed esaltazione delle impronte digitali e rispondendo a domande, dubbi e curiosità dei partecipanti. La professionalità dettata dall’esperienza e la preparazione normativa e procedurale degli Agenti e degli Ispettori della Polizia Scientifica presenti, hanno reso l’occasione un momento dall’ elevato valore formativo.

L’iniziativa ha avuto un ottimo riscontro, contando la partecipazione di centinaia di persone, e si è configurata quale opportunità capace di coniugare la riscoperta del patrimonio architettonico con un’approfondita disamina della storia e delle tecniche investigative della Polizia Scientifica, restituendo al pubblico un’occasione di conoscenza tanto rara quanto significativa.