CHIERI. SORPRESE DI ARTE E STORIA. 1801: San Domenico e Sant’Antonio, le antiche porte abbattute …per stupidità
L’INCREDIBILE SORTE DELLE PORTE MEDIOEVALI CHIERESI
Della cinta muraria medioevale di Chieri all’inizio dell’Ottocento sopravvivevano ancora, quasi per miracolo, la Porta di San Domenico e la Porta di Sant’Antonio, vicine alle chiese omonime: due autentiche “reliquie” della Chieri medioevale, che avrebbero dovuto essere conservate con la massima cura.
E invece nel 1801, in epoca napoleonica, scomparvero entrambe, e non per motivi di forza maggiore ma per l’insipienza e la faziosità ideologica della Municipalità “giacobina”. Dal verbale del Consiglio Municipale dell’8 Messidoro del l’anno IX repubblicano (27 giugno 1801), infatti, apprendiamo che gli illuminati Municipalisti decisero di abbattere le due porte per i seguenti, secondo loro, urgenti e inderogabili motivi:
1°) perché quelle porte erano “… un residuo delle vetere separazioni d’abitare della classe signorile dalla già vilipesa città plebea”. Ma le mura cingevano tutte le abitazioni, sia dei nobili che della plebe. Le due porte, perciò, potevano essere considerate simboli di unità, non di divisione. Ma tant’è!
2° perché impedivano “ la ventilazione libera”. Roba da sbellicarsi dal ridere! Secondo i Municipalisti “giacobini” per colpa delle due porte ai Chieresi mancava l’aria per respirare!!!
3° perché “ per l’evidente angustia del passaggio sotto di essi, non di rado vi accadono strabilanci e rovesciamenti di vetture e carriaggi”: quindi, per motivi di sicurezza. È noto, infatti, che a quell’epoca il traffico di autovetture, camion e autobus era a dir poco terrificante!!!!
4° Perché le due porte erano in cattive condizioni, e restaurarle sarebbe costato troppo. Ma se gli Amministratori chieresi si fossero ispirati ad un tale criterio ogni volta che hanno dovuto restaurare un monumento, a quest’ora l’edificio più antico di Chieri sarebbe il centro commerciale Coop del Gialdo (ma il più recente, non il primo, costruito negli Anni Ottanta del secolo scorso)!
Antonio Mignozzetti


