A Marentino incontro su ‘Gronda Est, quale idea di futuro per il nostro territorio?’. Ecco il documento dei ‘No Gronda’

“All’incontro che si è tenuto a Marentino il 12 maggio, dal titolo ‘Gronda Est, quale idea di futuro per il nostro territorio?’ ha partecipato, inaspettatamente, una nutrita rappresentanza di amministratori locali, tra cui il Sindaco di Chieri, che è anche Consigliere della Città metropolitana di Torino con delega all’ambiente.

L’incontro, promosso dal Coordinamento NoGronda/NoTangEst con l’appoggio del Consigliere di minoranza del Comune di Marentino, ed ex Sindaco, Bruno Corniglia, aveva la finalità di informare i cittadini sulla proposta di questa nuova infrastruttura dui cui si parla da trent’anni. Alcuni membri del Coordinamento hanno illustrato le quattro diverse ipotesi di tracciato, sottolineando le criticità espresse dagli stessi tecnici che hanno elaborato lo studio di fattibilità e cioè

1) che qualunque tracciato ha una capacità limitata di sgravio del traffico, sia pesante che leggero, della tangenziale di Torino (e questo era uno degli obiettivi della Gronda!),

2) che aumentano del 30% le emissioni di ossidi di azoto, di oltre il 10% di polveri sottili e di CO2 a causa del forte aumento del traffico,

3) si congestionano i punti di partenza e di arrivo (raccordo con SP500-Ponte di Gassino e ponte sul Banna, a Poirino). Per avere cosa? una ‘leggera riduzione dei tempi di viaggio’!

Lo studio non ha tenuto conto delle difficoltà nel traffico locale per ‘scavalcare’ la Gronda e degli anni di cantierizzazione. Essendo uno studio preliminare di fattibilità ‘tecnica’, nell’analisi costi-benefici non si tiene conto del costo ambientale/naturalistico, del costo paesaggistico, dell’impatto sulle comunità, del costo della salute dei cittadini e soprattutto del costo dell’annullamento di ogni possibilità di sviluppo di un territorio alternativa alle strade.

Delle quattro ipotesi di tracciato, che si dividono nel tratto collinare dalla val Pallera fino ad Andezeno, la scelta si è concentrata su due, la prima è quella che trasforma la strada della Rezza in Gronda, e la seconda quella che passa in galleria sotto Montaldo e poi si mangia una fetta di pianura a lato della Rezza. Il Coordinamento NoGronda/NoTangEst ha illustrato come possa esserci una prospettiva di sviluppo diversa del territorio se si valorizzasse quello che di prezioso può offrire e sfruttando le opportunità offerte dall’essere qualificato come ‘Riserva della Biosfera’ dal MAB (‘Man and Biosphere’) Unesco.

Il riconoscimento dev’essere rinnovato quest’anno ma la definizione stessa di Riserva della biosfera (un ecosistema terrestre che ‘promuove attività di cooperazione scientifica, ricerca interdisciplinare e sostenibilità ambientale’) è ovviamente in palese contrasto con una strada camionabile a tre o quattro corsie, con gallerie a doppio fornice (dato il carico di traffico) in un contesto collinare di elevato valore paesaggistico, naturalistico ed agricolo.

Il sindaco di Chieri si è giustificato spiegando che, in una riunione che risale al 2021, i Sindaci della Città metropolitana hanno dovuto proporre la Gronda per anticipare lo studio della Regione che mirava ad una Tangenziale EST.

La Sindaca di Pavarolo ha però puntualizzato che, quando si era parlato di questa soluzione, si proponeva di ampliare la strada della Rezza a 10 metri, non di arrivare ad una sede stradale di 40 metri come quella presentata nello studio! Il vicesindaco di Pavarolo ha sottolineato come il suo paese abbia puntato su uno sviluppo legato alle risorse culturali, ambientali, paesaggistiche, per promuovere un turismo di qualità che sia interessato alla bellezza e allo svago in un ambiente collinare di pregio.

Il sindaco di Marentino si è invece espresso favorevolmente sulla Gronda perché ritiene sia uno strumento di sviluppo per il territorio e per le imprese che si potrebbero insediare, utile per evitare il passaggio di mezzi pesanti nel paese e per velocizzare gli spostamenti verso Torino.

Dal pubblico è stato fatto notare che le imprese si insediano dove il lavoro costa meno e che la presenza di infrastrutture è secondaria, oltre al fatto che il Piemonte è una delle Regioni italiane con il maggior tasso di infrastrutture a livello europeo.

Sono inoltre da approfondire le richieste espresse dal GIC (Gruppo Imprese Chieresi) di uno svincolo al Masio e l’incremento di traporto pubblico per permettere gli spostamenti delle maestranze.

Il sindaco di Andezeno si è dichiarato favorevole alla soluzione che trasforma la Rezza in Gronda perché c’è un problema di traffico nel suo Comune e pensa che quella possa essere una soluzione. Della stessa opinione il vicesindaco di Castiglione, che si aspetta un miglioramento della qualità dell’aria dal miglioramento della viabilità.

Non sono mancate le critiche ai No Gronda, accusandoli di voler tornare alla mobilità a cavallo (!), insieme a critiche più argomentate agli amministratori di aver rinunciato all’opzione 0 non valutando con sufficiente senso critico il progetto che è stato loro presentato.

Una critica ai Sindaci è certamente il mancato coinvolgimento decisionale dei cittadini, obbligatorio per legge, e la mancata trasparenza su quello che sta accadendo in sede di città metropolitana.

Il Coordinamento NoGronda/NoTangEst ha cercato di supplire a questa carenza ed ha organizzato in passato incontri in più Comuni (Gassino, Pavarolo, Andezeno, Pessione), ovviamente rimanendo sull’ipotesi 0, per dire basta al consumo di risorse limitate, per condividere una diversa visione del futuro ed una diversa prospettiva di sviluppo in territori da tutelare e da valorizzare anziché devastare con opere di vecchia concezione e superate dai tempi”.