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PIEMONTE ARTE: SEITER, PREMIO CITTA’ DI NOVARA, RACCONIGI, MIIT, TALI DELLO STROLOGO, MUSEO TAZZETTI, STOISA…

di Redazione · 15 Luglio 2026

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

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Da Santa Cristina a Palazzo Madama: il ritorno del capolavoro di Daniel Seiter

 La grande pala d’altare Il Patrocinio di San Giuseppe e l’Immacolata Concezione con Gesù Bambino del pittore della corte sabauda entra nelle collezioni di Palazzo Madama grazie alla donazione degli Amici della Fondazione Torino Musei e dell’avvocato Marziano Marzano

 

 

La grande pala d’altare Il Patrocinio di San Giuseppe e l’Immacolata Concezione con Gesù Bambino di Daniel Seiter (Vienna 1647 – Torino 1705), tra i maggiori protagonisti della pittura europea, attivo alla corte sabauda tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, entra nelle collezioni di Palazzo Madama grazie alla generosa donazione degli Amici della Fondazione Torino Musei e dell’avvocato Marziano Marzano.

L’opera, un grande olio su tela di oltre tre metri di altezza, che torna oggi alla città per la quale era stata concepita, rappresenta un’acquisizione di eccezionale valore storico e simbolico. La pala venne infatti commissionata dalla Città di Torino tra il 1698 e il 1699 per celebrare San Giuseppe, proclamato compatrono della capitale sabauda dopo la conclusione della guerra contro la Francia di Luigi XIV. Destinata alla chiesa di Santa Cristina, l’opera rappresentava visivamente la protezione del santo sulla città e costituiva una delle immagini civiche più significative della Torino barocca.

Per oltre un secolo il dipinto accompagnò le celebrazioni del Patrocinio di San Giuseppe. Successivamente, in seguito alle soppressioni napoleoniche, se ne persero le tracce. Solo negli ultimi decenni gli studi hanno consentito di ricostruirne la storia e di identificarlo con la grande pala documentata dalle fonti settecentesche. Dichiarata nel 2013 di interesse culturale particolarmente importante dal Ministero della Cultura, l’opera è oggi riconosciuta come una testimonianza fondamentale della storia religiosa, civile e artistica di Torino.

L’ingresso nelle collezioni di Palazzo Madama assume un significato particolare anche per il forte legame che univa la commissione alla figura di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, la seconda Madama Reale, che sostenne il culto di San Giuseppe e intrattenne un rapporto privilegiato con il monastero di Santa Cristina e con la beata Maria degli Angeli.

“Ci sono acquisizioni che arricchiscono una collezione e altre che consentono di ricomporre una parte della memoria di una città. La donazione degli Amici della Fondazione Torino Musei e dell’avvocato Marziano Marzano rappresenta un esempio straordinario di responsabilità civile e di mecenatismo contemporaneo, perché rende nuovamente patrimonio pubblico un’opera che appartiene profondamente alla storia di Torino. Per Palazzo Madama questa acquisizione assume un significato particolare. Il museo non è soltanto il luogo della conservazione delle opere, ma lo spazio in cui la storia della città ritrova le proprie connessioni. Il ritorno della pala di Daniel Seiter ci permette di rileggere una stagione fondamentale della cultura sabauda e, al tempo stesso, di restituire nuova forza e nuovo significato a uno degli ambienti più rappresentativi del piano nobile del palazzo. Quando una donazione riesce a generare nuova conoscenza, nuove relazioni tra le opere e una più profonda consapevolezza del patrimonio comune, il suo valore supera quello puramente artistico e diventa un investimento culturale per l’intera collettività”, dichiara Giovanni C.F. Villa, direttore di Palazzo Madama.

“Il ritorno a Torino della pala di Daniel Seiter è una notizia importante per la città e per i suoi musei civici – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia – Ringrazio gli Amici della Fondazione Torino Musei e l’avvocato Marziano Marzano per una donazione che riporta nella disponibilità della collettività un’opera pensata fin dall’origine per Torino. È un gesto di grande attenzione verso il patrimonio comune e conferma quanto la collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà private possa contribuire in modo concreto alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali. Palazzo Madama potrà così presentare al pubblico un nuovo capitolo del proprio percorso museale, rafforzando il legame tra le collezioni civiche, la città e la sua storia”.

Il Presidente di Fondazione Torino Musei, Massimo Broccio commenta: “La donazione degli Amici della Fondazione Torino Musei e dell’avvocato Marziano Marzano rappresenta un gesto di straordinaria generosità e un esempio di quel mecenatismo civile che ha contribuito nei secoli alla costruzione del patrimonio culturale italiano e che oggi merita il più sincero encomio. La Fondazione Torino Musei considera particolarmente significative iniziative come questa, perché testimoniano come la cultura continui a essere percepita come un bene comune, attorno al quale istituzioni, associazioni, imprese e cittadini possono riconoscersi e collaborare. Tra gli obiettivi strategici della Fondazione vi è quello di favorire una partecipazione sempre più ampia alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio, promuovendo forme di sostegno capaci di trasformare l’interesse individuale in una responsabilità condivisa verso la collettività. Le acquisizioni, i restauri e i progetti di valorizzazione acquistano infatti il loro significato più profondo quando diventano occasioni di coinvolgimento della comunità e strumenti di trasmissione della memoria alle generazioni future. Le grandi istituzioni culturali crescono quando una comunità riconosce il patrimonio come un bene condiviso. Questa donazione testimonia che Torino continua ad avere cittadini capaci di trasformare la propria generosità in un’eredità duratura per la città.

A nome della Fondazione Torino Musei desidero esprimere la più viva gratitudine agli Amici della Fondazione Torino Musei e all’avvocato Marziano Marzano per avere reso possibile un gesto che arricchisce il patrimonio pubblico e rafforza il legame tra la città e la sua storia“.

Nato a Vienna e formatosi tra Venezia e Roma, Daniel Seiter fu chiamato a Torino nel 1688 da Vittorio Amedeo II. Primo Pittore di Gabinetto e Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro, contribuì in maniera determinante alla definizione dell’immagine artistica della capitale sabauda, realizzando alcuni dei più importanti cicli decorativi della corte.

Il ritorno a Torino della monumentale ancona di Daniel Seiter offre inoltre l’occasione per un completo riallestimento della Camera delle Guardie, uno degli ambienti più significativi del piano nobile di Palazzo Madama.

Prima sala dell’appartamento di rappresentanza di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, seconda Madama Reale, la Camera delle Guardie costituiva la zona di accesso al percorso cerimoniale che conduceva agli ambienti più riservati e solenni della sovrana. Da qui si raggiungevano infatti la Camera di Parata e gli appartamenti di rappresentanza, mentre oggi la sala continua a svolgere una funzione centrale nel percorso museale, ponendosi come snodo tra la Sala del Senato, la Veranda Nord e il grande asse di distribuzione del piano nobile.

Il nuovo progetto museografico restituisce a questo ambiente la sua dimensione scenografica e barocca. La grande pala di Seiter diventa il fulcro di una rinnovata presentazione della pittura del Seicento conservata nelle collezioni civiche. Attorno ad essa si sviluppa una quadreria che mette in dialogo alcuni protagonisti della stagione barocca italiana, da Orazio Gentileschi a Guglielmo Cairo, da Giovanni Serodine al Cerano, sottolineando il ruolo di Torino quale crocevia artistico europeo.

Elemento di straordinaria suggestione del riallestimento è inoltre la nuova collocazione dell’arcone d’alcova seicentesco proveniente dal castello di Santena, una delle più importanti testimonianze superstiti dell’arredo aristocratico piemontese dell’età barocca. Dopo essere stato a lungo esposto nella Corte Medievale del museo, l’arcone ritrova oggi una collocazione coerente con la propria funzione originaria, tornando a dialogare con l’architettura e con gli apparati decorativi di un ambiente destinato alla rappresentazione del potere e del rango.

L’incontro tra la monumentale pala di Seiter e l’alcova di Santena genera un allestimento di eccezionale valore storico e scenografico, capace di evocare l’atmosfera delle residenze sabaude tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento. Non si tratta soltanto dell’esposizione di una nuova opera, ma della ricomposizione di un contesto culturale e visivo che restituisce al pubblico una lettura più completa della Torino barocca e della stagione di Madama Reale.

L’eccezionale importanza di questa donazione consente a Palazzo Madama di restituire alla collettività un’opera nata per rappresentare la città stessa. Dopo oltre tre secoli di vicende, dispersioni e riscoperte, il dipinto torna finalmente a Torino, ricomponendo una pagina importante della sua memoria storica, religiosa e civile.

 

CONCLUSE LE MOSTRE DEL PREMIO ARTE CITTA’ DI NOVARA 2026

Lo scorso 12 luglio si sono concluse tutte le iniziative relative al 23° Premio Nazionale Arte Città di Novara.

Le iniziative si sono sviluppate dal 4 al 12 luglio 2026 in due sedi: al Castello di Novara nella Sala delle Colonne e al Palazzo del Broletto nella Sala dell’Accademia, con un omaggio e premio alla carriera del Comune di Novara adi Antonio Carena (nella foto la parete dedicata alle opere di Antonio Carena) e Nicola Loi, con la presenza dei famigliari.

Il Premio è nato dalla collaborazione tra Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, con il patrocinio anche di Regione Piemonte, Provincia di Novara e Terre dell’Alto Piemonte Novara e la direzione artistica è stata, come sempre, di Vincenzo Scardigno, con contributi critici di Giovanni Cordero e Federica Mingozzi.

Sabato 4 luglio nella Sala delle Colonne del Castello di Novara si è tenuta l’inaugurazione della mostra degli artisti invitati al Concorso, sulla base delle valutazioni del Comitato scientifico, composto da: Giovanni Cordero, Federica Mingozzi, Fernando De Filippi, Maurizio Leigheb, Luigi Sergi, Domenico Minniti, Vincenzo Scardigno.

Opere di Bozzola

Domenica 5 luglio, presso la Sala Accademia del Palazzo del Broletto è stata la volta di una visita guidata alla mostra degli artisti in concorso, oltre a un ricordo di Daniela Grifoni, artista recentemente scomparsa, la cui ricerca creativa ha rappresentato una presenza importante nel panorama artistico culturale del territorio novarese.

La scorsa domenica 12 luglio, presso la Sala delle Colonne del Castello di Novara, alle ore 16,00 si sono concluse ufficialmente le iniziative del Premio con le premiazioni, dal titolo “Arte premia Arte” (i premi assegnati sono stati opere di artisti di particolare notorietà e impegno).

Riportiamo qui di seguito i nomi dei vincitori, anche con quelli degli artisti autori degli stessi premi: Carmen Ceffa, 1° Premio Fotografia – Carena, Carmela Arfé, 1° Premio Scultura – Carena, Assunta Carta, 1° Premio Pittura – Carena.

Le segnalazioni del Comitato artistico con pari merito sono invece le seguenti: Domenico Pompa – Bozzola, Elisa Marmo – Caldiron, Ennio Lavé – Caldiron, Filippo Cotronei – Bozzola, Francesco Ingignoli – Bozzola, Giorgio Panelli – Caldiron, Giuseppe Pavia – Caldiron, Henry Becher – Bozzola, Marinella Debbia – Bozzola, Mario Vitale – Bozzola, Melina Merlino – Caldiron, Paola Strada – Fiori, Paolo Lo Giudice- Bozzola, Raffaella Bruzzi – Fiori, Sara Dalla Costa – Fiori

La ventitreesima edizione del Premio Arte Città di Novara era finalizzata alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea attraverso eventi espositivi, divenuti momento di incontro e scambio di idee per tutti gli operatori e le realtà del mondo dell’arte.

Il Castello di Novara e il Palazzo del Broletto quindi per una settimana sono stati luoghi di riferimento per l’arte contemporanea, con il coinvolgimento di artisti, curatori e critici d’arte.

Erano presenti nell’iniziativa, di sicura qualità, artisti provenienti dalla Provincia, dalla Regione e da paesi esteri, in tutto quindi 43 artisti.

Per ciò che riguarda le due sedi espositive è il caso di annotare che installazioni e sculture di grandi dimensioni, come quelle di Angelo Bozzola (nella foto) e Uldino Desuò, sono state collocate nella Sala delle Colonne del Castello, mentre le altre opere nella Sala Accademia del Broletto. Il catalogo, che ha accompagnato le esposizioni, è stato curato da Vincenzo Scardigno e Alessandra Barbi.

Enzo De Paoli

 

 

RACCONIGI. ALEJANDRA ALARCÓN ARÁNGUIZ. Tesserò un filo che sfidi il vento…Mostra antologica

A cura di Anna Cavallera Pinacoteca Civica Levis Sismonda Racconigi – Piazza Vittorio Emanuele II

Inaugurazione: venerdì 17 luglio 2026 ore 18.00

17 LUGLIO – 13 SETTEMBRE 2026

Venerdì 17 luglio 2026 alle ore 18.00, negli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda, a Racconigi, avrà luogo l’inaugurazione della Mostra intitolata “Tesserò un filo che sfidi il vento”, la prima rassegna antologica dedicata all’artista Alejandra Alarcón Aránguiz (Talagante – Cile, 1970).

L’esposizione, organizzata dall’Associazione PresidiARTE A.p.S., vanta il patrocinio del Consolato Generale del Cile di Milano, del Consolato Onorario del Cile a Torino, del Comune di Racconigi, della Consulta Pari Opportunità di Racconigi, dell’ANPI Racconigi, dell’Associazione Terre dei Savoia, del collettivo Bordando Dignidad y Memoria (Collettivo ricamando dignità e memoria), in collaborazione con Progetto Cantoregi, SOMS, Nuova Cooperativa Neuro, Mandacarù Onlus – Cooperativa Sociale per un commercio equo e solidale, Associazione Fatto-a-mano, Associazione Culturale Italo Cilena “El Caleuche”, dell’Associazione Penelope APS di Saluzzo, Associazione Culturale “Cattleya”, Associazione Mai più sole di Savigliano e la rete Donne in cammino per la pace di Cuneo.

Curata da Anna Cavallera, direttrice artistica della Pinacoteca civica Levis Sismonda di Racconigi, l’esposizione presenta una quarantina di opere grafiche, pittoriche, tessili, plastiche, scelte, frutto del talentuoso lavoro espressivo di Alejandra Alarcón Aránguiz.

L’artista si impone nel panorama contemporaneo come un’esponente di spicco della Fiber Art (arte tessile). Il suo lavoro supera i confini tradizionali dell’artigianato per abbracciare una rigorosa ricerca plastica e pittorica, di matrice concettuale e politica: attraverso l’uso del tessuto, inteso come superficie pittorica, la Alarcón Aránguiz compie un’operazione di risignificazione di supporti nobili come la seta naturale e il lino.2La sua cifra stilistica si fonda sulla contaminazione di antiche tecniche di riserva e manipolazione cromatica – come il batik, lo shibori, l’ecoprint e la pittura diretta – dominate con creatività e padronanza formale. La stratificazione dei materiali e la precisione geometrico-emozionale del quilting pittorico figurativo generano ritratti dalla straordinaria forza volumetrica e chiaroscurale.

Tra le sue mani la trama e l’ordito si trasformano in atti sovversivi di narrazione storica e rammendo sociale e culturale e la sua poetica si tramuta in una profonda indagine sulla memoria collettiva, sul trauma dell’esilio e sulla resistenza di genere, traducendo la fragilità, tanto della fibra tessile, quanto quella umana, in un monumento di denuncia personale e collettiva contro la violenza. Il suo ricamo permette al pubblico di riflettere su temi complessi e urgenti, come l’attivismo femminista globale, la valorizzazione della memoria civile e resistente, la rielaborazione psicologica dello sradicamento culturale e il superamento dei confini domestici dell’arte tessile.

L’opera dell’artista parte dalla centralità dell’emozione soggettiva e dalla consapevolezza dell’allargamento delle tecniche espressive con l’utilizzo di una pittura-scultura (bassorilievo e volumetria concreta) materica e gestuale e l’espansione del collage e dell’assemblage. La pratica di questi ultimi, come ha messo in luce l’antropologo Claude Levi-Strauss, è stata dominio dell’artigianato delle donne, in quanto legata all’atto del rammendare vestiti, decorare scatole, costruire oggetti. Di questa espressione si trovano testimonianze salienti nell’arte giapponese del XII sec., negli emblemi tribali africani e nell’arte Europea legata al folklore. Le esperienze fotografiche, alla metà dell’Ottocento, dimostravano infatti la possibilità di combinare tra loro più immagini attraverso frame incollati e multipli della stessa pellicola.Il passaggio al dominio artistico è stato dunque lento. Il collage e il bricolage hanno fatto irruzione nel linguaggio dell’arte grazie al papier collé cubista, i ready mades dadaisti, il tema surreale degli oggetti trovati, la pratica post-bellica degli assemblaggi. La svolta cruciale risiede nel fatto che l’esito dell’operazione tessile e concettuale non è semplicemente decorativo o casuale, ma intenzionale, teso a portare nell’arte una quotidianità soggettiva. Già secondo Apollinaire l’uso dei materiali comuni doveva il suo fascino alla loro densità di significato emotivo e l’opera di Alejandra Alarcón Aránguiz si distingue per effetti di contaminazione e aggregazione di matrice espressionista.In esposizione si possono ammirare i ritratti della serie “Biografia tessile di donne eccezionali”, una galleria di icone femminili indagate con sensibilità analitica tra le quali figurano Violeta (Violeta Parra, 2021), Chavela Vargas (2021) e Hermanas Mirabal (2022), Angela Davis (2022) e Simone de Beauvoir (2023), la partigiana Maria Accornero (2023), Malala Yousafzai (2024), oltre a due busti tessili dedicati alle attiviste Jacqueline Moudeina e Rigoberta Menchú, dove la fibra assume una dimensione scultorea.3Il percorso espositivo prosegue con “Resistenza e legami: dialogo tra il contemporaneo e l’eredità ancestrale dei popoli andini”, comprensivo di tre sezioni. La prima, la Collezione “Tessile; Identità e Ruolo (Unkus)”, realizzata in cumbi, un tessuto pregiato anticamente utilizzato dai sovrani e dall’esercito Inca, quindi “Tessuto; Identità e Ruolo (Inkuñas)”, dedicata alle tovaglie cerimoniali d’uso familiare, costituite da piccoli tessuti costituiti da un unico pezzo di stoffa con quattro bordi, tessuto a ordito su un telaio a pali. Chiude la rassegna “Colore e Forma; La Saggezza della Tintura”, con opere tali da riuscire a comunicare le esperienze del “tintore” ed un omaggio alla grande tessitrice Ana María Solervicens (1942 – 2017), artista cilena del Batik e Maestra della Alarcón Aránguiz.

La mostra racconigese, prima rassegna antologica dedicata ad Alejandra Alarcón Aránguiz, corona un percorso espositivo internazionale in costante ascesa. Tra le ultime rassegne e partecipazioni di rilievo si segnala la recente “Memorie creative” a Palazzo Birago di Torino (6- 14 giugno 2026), quella del 2025 presso il Museo Mallé di Dronero, all’interno della rubrica contemporanea dedicata alle tematiche di genere, quindi “Scampoli e fili; Biografia tessile di donne eccezionali”, allestita presso la Società di Mutuo Soccorso Edmondo de Amicis (Torino, Italia). Del 2023 si ricordano “Hilaku, VII Incontro Internazionale di Arte Tessile” (Saragozza, Spagna), la presentazione internazionale dell’opera “Impronte” al 25° Incontro di Arte Tessile (Buenos Aires, Argentina) e l’esposizione dell’opera cardine “Violeta” ad Hilaku, VI Incontro di Arte Tessile (Saragozza, Spagna).

Nel corso della rassegna si prevede l’organizzazione di incontri e momenti di approfondimento sui temi toccati dall’esposizione, con la partecipazione delle realtà associative del territorio, delle scuole e di personalità dell’arte e della cultura.

Orari mostra: Sabato ore 15,30 – 18,30; domenica 10,00 – 12,30 / 15,30 – 18.30

Visite guidate su prenotazione; possibilità di aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche.

 

Museo MIIT Museo Internazionale Italia Arte. ‘Unity, Hope and Peace’

DAL 15 al 31 LUGLIO 2026

Una mostra internazionale come nella migliore tradizione del Museo MIIT, nato per effettuare scambi artistico-culturali con musei, fondazioni, gallerie pubbliche e private di tutto il mondo e per valorizzare e far conoscere in Italia e a Torino in particolare l’arte e gli stili di maestri provenienti da Paesi lontani.

Il Museo MIIT di Torino, Italia Arte e Galleria Folco curano e organizzano la mostra ‘Unity, Hope and Peace’ in collaborazione con l’artista montenegrina residente negli Stati Uniti Fadilja Çunmulaj Kajosevic, anch’essa presente con una selezione importante di opere.

In esposizione opere di Wafa Abdulaziz dell’Arabia Saudita, Akshita Lad degli Emirati Arabi Uniti, Blerina Kraja direttamente dal Canada che presentano rispettive personali, Pramila Giria dall’India, Snjezana Mayer dalla Croazia, Sidita Islami e Anila Hetoja dall’Albania, Jalldeze Mustafa dal Kosovo, Melissa Hin e Fadilja Çunmulaj Kajosevic dagli Stati Uniti.

Stili e linguaggi differenti che raccontano percorsi artistici, culturali e di tradizioni eterogenei e inaspettati che permettono al pubblico di scoprire un universo artistico in continuo sviluppo, trasformazione e movimento. In mostra, non solo opere dedicate alla figura femminile, ma anche un percorso emozionale che trova, nell’astrazione e nella scomposizione della forma, elementi profondi per esprimere sensazioni e interiorità. La mostra collettiva è accompagnata da selezioni personali per meglio comprendere e addentrarsi nel mondo creativo delle artiste.

Si tratta, infatti, di donne impegnate non soltanto nel loro ambito culturale, ma anche nei rispettivi campi di ricerca e sociali. Per alcune di esse la mostra al Museo MIIT è un ritorno, dopo le esperienze maturate nel corso degli ultimi anni, anche con esposizioni nazionali curate dal Museo, mentre per altre rappresenta il primo impatto con il mercato collezionistico italiano.

Un’occasione, quindi, per conoscere l’arte di importanti esponenti del mondo culturale straniero approdate sulle rive del Po.

 

TITOLO MOSTRA: ‘Unity, Hope and Peace’

SEDE ESPOSITIVA: Museo MIIT, corso Cairoli 4 – Torino

DATE MOSTRA: 15-31 Luglio 2026

INAUGURAZIONE: Mercoledì 15 Luglio dalle ore 18.00

ORARI VISITE: dal martedì al sabato 15.30-19.30 – info: 011.8129776 / 334.3135903

 

TALI DELLO STROLOGO: SEGNALI E VOLTI DELLA POESIA

Alla Conserveria Pastis, in piazza Emanuele Filiberto 11, la personale di Tali Dello Strologo, che vive e lavora tra Venezia e Torino, rivela il clima di una ricerca in cui si avverte che “ogni colore una tonalità emotiva”, suggerisce Francesca Minniti nel testo di presentazione, ogni linea diventa espressione di un’intensa e interiorizzata “scrittura” per immagini e segrete identità.

E sono pagine di un discorso mai scontato, ma testimonianza di una visione che unisce dato cromatico e figurazione, frammenti di rivisitati spazi e maree, in una sorta di singolare poetica “lontana dalla dittatura/ della linea che sfiora la linea”.

Mentre affiora dai versi che accompagnano l’esposizione, il senso profondo della parola che si fa documento e rivelazione della Laguna che “ti ha cresciuto”.

Rivelazioni di “muri feriti della Giudecca”, dell’”ombra del gabbiano predatore”, di profili e attese e “fumose fantasie”, dove il tempo è incontro, inquitudine e “confini del vivere/ individuale”.

Percorsi di un’esperienza scandita dalla singolare elaborazione di sguardi, da cromatiche accensioni e da quelle riflessioni che dalla pittura alla filosofia, dal sogno allo spazio, appartengono alla stagione di Tali e alle tracce di profondissimi silenzi del proprio vissuto.

 

      Angelo Mistrangelo

 

INAUGURATA LA STAGIONE ESPOSITIVA DEL MUSEO TAZZETTI

Sabato 4 luglio, al Museo Tazzetti di Usseglio, sono state inaugurate le mostre Ponti e Strade. Segni di cammino e Stele-Donato Savin, la prima curata dal Museo, la seconda da Aldo Audisio.

Momento atteso dell’inaugurazione, a cui era presente un pubblico numeroso, è stato il premio dipittura dedicato alla memoria di Elena Tazzetti, al quale hanno partecipato quattordici allievi delprimo triennio del corso di Pittura dell’Accademia Albertina di Torino, con opere tutte meritevoli di un ottimo giudizio, coordinati da Gabriele Garbolino Rù.

La Commissione giudicatrice, presieduta dal professor Angelo Mistrangelo ha premiato l’opera 30kg dell’allieva Kiana Ghaherami del corso della professoressa Viola Barovero; il dipinto che raffigura oggetti sparsi per terra accanto ad una valigia di scorcio, raffigura per l’autrice, di origine iraniana, il momento della partenza e l’inizio di qualcosa di nuovo, lo spazio quindi sospeso tra la voglia di andare e la paura dell’ignoto, tra il lasciare gli affetti più cari e la sorpresa della novità. Raffigurazione di un momento significativo nella vita di Kiana che ha dovuto ridurre il suo mondo di origine nel limite di peso, 30 kg appunto, consentito nel trasporto aereo. A lei quindi il premio per la qualità pittorica ed il significato profondo dell’opera, con l’augurio di trovare in Italia e in Europa le opportunità di un futuro ricco di soddisfazioni.

La Commissione ha poi voluto segnalare altre due opere meritevoli di menzione: Giudice degli errori di Daniele Riccardo e Nascita di Miranda dalle spoglie del tempo di Fioraso Giulia, entrambi allievi del professor Giuseppe Leonardi.

La premiazione è stata accompagnata da un breve ed intenso concerto con brani di Gipsy jazz suonato da Dmitry Kupstov (presente al Premio con la sua opera Limen) e Tobia Davico, concerto molto apprezzato dal pubblico, così come la mostra Stele con le sette sculture più alte collocate nello spazio verde antistante il museo e le altre nove all’interno dell’antica Chiesa parrocchiale. Le pietre accuratamente scelte nel territorio valdostano, dove l’autore Donato Savin vive, sono mantenute con la loro superficie naturale coperta «da licheni che tessono broccati e arabeschi» come ha scritto Umberto Druschovic nella toccante poesia dedicata all’amico Savin e letta durante l’inaugurazione; le sculture montate su robuste strutture di ferro, abbinate e lavorate giusto ilminimo per abbozzare il volto delle figure mitiche, raffigurano dèi rivolti al cielo nell’atto di creareun ponte con la terra.

Altrettanto apprezzamento è stato espresso dal pubblico presente all’inaugurazione della mostra Cavalieri delle Nevi, avvenuta domenica mattina 5 luglio a Lemie, nella sede espositiva dell’ex Confraternita. Lì sono esposte nove sculture di Donato Savin che raffigurano dei cavalieri medievali muniti di lance, ricavati da diversi tipi di roccia, e allestiti in fila su un lungo tavolo, secondo la curatela di Aldo Audisio.

Le tre mostre sono visitabili nei mesi di luglio e agosto secondo gli orari indicati sul sito museotazzetti.it 

 

LUIGI STOISA in mostra a Cuneo al Complesso Monumentale S. Francesco

18/7/26 ore 16.30-18.30  

Il 18 luglio si inaugura la mostra “Sacrum” a cura di Roberto Mastroianni presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo dove sarà presente un’opera di LUIGI STOISA.

La mostra “Sacrum” si presenta al pubblico come il venticinquesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna“OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro”

Inaugurazione: SABATO 18 LUGLIO 2026 dalle ore 16.30 alle ore 18.30

COSTIGLIOLE SALUZZO. FABRICA MIRABILIS. L’ART NOUVEAU NELL’EPOCA CONTEMPORANEA

Estate al Museo Egizio

Luglio e agosto tra eventi, visite guidate, aperture speciali e nuovi modi di vivere gli spazi museali

Il Museo Egizio propone un palinsesto di appuntamenti estivi, per la maggior parte gratuiti, per offrire nuovi modi di scoprire la collezione e rispondere a un pubblico diversificato: dai ragazzi agli over 70; da chi è in cerca di un luogo tranquillo e fresco per studiare a chi vuole approfondire il Museo e la collezione; per chi vive a Torino e per chi è in vacanza.Si parte dai primi di luglio, con tutti i giovedì dal 2 al 30 in fascia serale, in cui sarà possibile godere gratuitamente di Galleria dei Re in una dimensione di assoluto silenzio. Grazie all’iniziativa “Silent Dialogues. Lettura, scrittura e disegno nell’antico”, basta portare con sé un libro oppure carta, penne e matite per immergersi in un dialogo profondo e silenzioso con i reperti e l’antichità.Sempre all’insegna della tranquillità e della concentrazione, in orario ordinario infrasettimanale, l’Egizio trasforma la sua sala conferenze in sala studio, per permettere agli studenti di godere di uno spazio tranquillo e climatizzato per prepararsi alla sessione estiva. Fino al 31 luglio, infatti, sono disponibili gratuitamente 18 postazioni prenotabili online per mezza o per l’intera giornata. Gli studenti prenotati potranno inoltre visitare gratuitamente il Museo.In questi mesi estivi, nuove proposte speciali anche per le visite guidate.Tutti i venerdì di agosto alle 16.00, è possibile partecipare a una speciale visita guidata tematica, “Sotto il disco solare. Come gli Egizi affrontavano il caldo”, che porterà il pubblico alla scoperta della collezione da un punto di vista inedito: il focus, infatti, sarà sui reperti legati al caldo, per scoprire come gli Egizi lo affrontavano nell’antichità.Ritorna l’iniziativa dedicata agli over 70 “Martedì d’estate”. Ogni martedì dal 7 luglio al 25 agosto, alle 17.00, sarà possibile per gli over 70 partecipare a una visita guidata gratuita dedicata, che esplorerà ogni volta temi diversi, previa prenotazione telefonica.Continua anche “Speciale Estate con Francorosso”, l’iniziativa che permette di visitare gratuitamente il Museo Egizio ogni sabato fino all’8 agosto, dalle 18.30 alle 22.30. Un’occasione speciale per una serata estiva all’insegna della cultura dell’antico Egitto.Un palinsesto estivo che conferma il Museo Egizio come luogo aperto, accogliente e accessibile, sempre pronto a sperimentare nuove possibilità e opportunità di fruire degli spazi e della collezione. Un luogo che si apre a cittadini, cittadine, turisti e turiste con un ventaglio di attività sempre diversificato e sfaccettato per regalare ogni volta una nuova scoperta e una nuova lettura del suo patrimonio.

 

 

 

 

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