PIEMONTE ARTE: CARENA, LE MOSTRE D’AUTUNNO A TORINO, SCURSATONE E ADORNETTO, PITTARA, MONTA’, CARRA’, GILETTA…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

 

 

MAGNIFICARE – La retrospettiva dell’artista rivolese Antonio Carena all’Open Air Museum Italo Bolano

Sabato 22 agosto, presso l’Open Air Museum Italo Bolano di Portoferraio (via Scotto, 14, Loc. San Martino), si è inauguratata la mostra Antonio Carena. MAGNIFICARE, a cura di Casa Museo Antonio Carena, in collaborazione con Fondazione Italo Bolano. La retrospettiva celebra la memoria di un artista che ha segnato il proprio tempo grazie al suo genio intuitivo e avanguardista con una selezione di opere che va dagli anni ’60 agli anni 2000. Personaggio dal cipiglio ironico e determinato, Antonio Carena (Rivoli, 1925 – Torino, 2010) ha lasciato una ricca produzione che testimonia anni di sperimentazione e di ricerca e, soprattutto, una casa museo a Rivoli dove oggi è possibile scoprire la dimensione privata e creativa dell’artista, raccontata da un affascinante percorso che spazia tra opere, oggetti personali, fotografie, lettere e materiali d’archivio.

Ospitando la mostra dentro la galleria dell’Open Air Museum, la Fondazione Italo Bolano sottolinea così l’importanza di promuovere storie che chiedono di non essere dimenticate, custodendone volti, luoghi e persone che ne portano avanti con dedizione un’eredità che si apre al confronto, al dialogo e alla condivisione. Divenuto noto per l’invenzione delle cosiddette “cielagioni”, trompe-l’oeil di cieli che, dalle parole stesse dell’artista, nascono con l’intenzione di “coltivare l’ironia per slontanare l’idiozia”, ma anche per “evidenziare l’artificioso avanzante con gusto dissacratorio”, la maturità di Carena si muove dentro un linguaggio che guarda all’arte oggettuale e concettuale, con il fiorire dei primi esiti all’interno del fervore culturale torinese della fine degli anni ’60. Difatti, è proprio a partire da quegli anni, con un picco nei ’70, che il Piemonte, con particolare fulcro a Torino, ha rappresentato uno dei centri più vivi e dirompenti d’Europa per l’arte contemporanea, un territorio che ha visto la consacrazione dell’Arte Povera, ad esempio, l’esplorazione dell’arte concettuale, la nascita di gallerie d’avanguardia e la sperimentazione tra linguaggi visivi e scientifici.

Magnificare, espressione propria di Carena, rende così omaggio alla parabola più intensa e duratura del suo percorso, con opere che testimoniano il superamento della pittura, l’interesse per l’uso di materiali diversi come supporti per opere che diventano sempre più oggetti-manufatti che strizzano l’occhio anche all’estetica dell’allora neonata Pop Art americana. Come afferma Barbara Aimar nel suo articolo su Torino Magazine (2012): “Carena si colloca tra i primi artisti italiani che hanno lavorato sul prelievo di parti dell’oggetto desunto dall’ambiente urbano e industriale, mettendone a fuoco il dato speculare. Egli sostituisce la superficie della tela con parti di carrozzeria resa speculare; “non dipinge più” ma presenta e osserva gli eventi che si riflettono deformati sulla superficie dell’oggetto industriale, in paritetica integrazione con il reale”.

Open Air Museum Italo Bolano | via Scotto 14, Loc. San Martino, Portoferraio

Periodo mostra | dal 23 agosto al 12 settembre

Orari | lunedì 16 – 20; da martedì a sabato 10 – 14 e 16 – 20; domenica chiuso INGRESSO LIBERO

Short bio

Casa Museo Antonio Carena

Dall’1 Febbraio 2020 la casa dell’artista rivolese Antonio Carena, noto come “Pittore dei cieli”, vissuto dal 1925 al 2010, ha riaperto le porte agli amanti dell’arte contemporanea. Inserita nel circuito dei luoghi culturali del territorio torinese, la struttura conserva gli ambienti originali in cui l’artista ha vissuto e lavorato, offrendo al pubblico un percorso tra opere, oggetti personali, fotografie, lettere e materiali d’archivio che raccontano la dimensione privata e creativa di Antonio Carena. Negli spazi dell’abitazione sono esposte una cinquantina di opere realizzate dalla metà degli anni ’40 fino a pochi giorni prima della scomparsa dell’artista nel 2010, insieme a testimonianze che permettono di conoscere più da vicino il suo universo quotidiano. Accanto alla valorizzazione del patrimonio custodito nella sede museale, l’obiettivo è quello di promuovere la conoscenza del lavoro di Antonio Carena anche attraverso la realizzazione di mostre temporanee in altri luoghi italiani ed esteri, portando le sue opere fuori dagli spazi della casa e creando nuove occasioni di incontro con il pubblico. Un progetto di diffusione culturale volto a mantenere viva la memoria dell’artista e a far conoscere la sua ricerca a un numero sempre più ampio di visitatori.

  Nella foto (Archivio Casa Carena) una delle opere di Antonio Carena

Fondazione Torino Musei. Le mostre da visitare in autunno alla GAM, al MAO e a Palazzo Madama

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

MARISA MERZ La danza delle ore

29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027

Una mostra in tre sedi:

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Fondazione MerzGAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

a cura di Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi,Marianna Vecellio

 

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino si uniscono per collaborare a una mostra in tre atti che celebra il centenario della nascita di Marisa Merz, realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT. Concepita per ripercorrere l’opera e l’eredità dell’artista nata a Torino il 23 maggio 1926, Marisa Merz – La danza delle ore è una retrospettiva senza precedenti e difficilmente replicabile nella sua completezza e profondità. La mostra riunisce un insieme straordinario di lavori, di cui alcuni inediti, a testimonianza di una vita creativa che continua a essere fonte di ispirazione e riscoperta artistica in tutto il mondo. I tre episodi della mostra danno l’opportunità di approfondire aspetti diversi quali il processo creativo e l’uso dei materiali, il tempo quotidiano come dimensione creativa e la casa come laboratorio alchemico, la nozione di spazio come luogo fisico e metafisico. Nell’insieme la mostra intende dare conto della continua evoluzione e trasformazione che l’artista ha messo in atto lungo tutta la sua esistenza, dando vita a un’opera sempre aperta.

 

L’INTRUSO. GIUSEPPE CACCAVALE. NELL’OLTRETEMPO

Montagne e Gessi dal DEPOSITO della GAM

29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027

 a cura di Chiara Bertola e Virginia Lupo

 

Nell’Oltretempo è il progetto che vede Giuseppe Caccavale intervenire come “intruso” della QUINTA RISONANZA, invitato a instaurare un dialogo con il patrimonio della GAM.

L’artista, insieme alle curatrici Chiara Bertola e Virginia Lupo, ha esplorato i ricchissimi depositi del museo selezionando un nucleo di gessi e alcuni dipinti dedicati al paesaggio montano, con particolare attenzione alle montagne che disegnano l’orizzonte di Torino.

L’intervento di Caccavale concepito per lo Spazio del Contemporaneo si svilupperà direttamente sulle pareti attraverso uno spolvero, tecnica ricorrente nella sua pratica, che trasferisce la scrittura per mezzo della polvere e del contatto, evocando la fragilità e insieme la persistenza della traccia. L’opera muraria avvolgerà lo spazio espositivo, creando un ambiente in cui si inseriranno le opere selezionate dal deposito.

 

MAO Museo d’Arte Orientale

SONG DONG. SOUL OUT

23 ottobre 2026 – 27 giugno 2027

a cura di Davide Quadrio e Li Zhenhua

in collaborazione con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci

 

Dal 23 ottobre 2026 fino al 27 giugno 2027 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Song Dong. Soul Out, la prima mostra personale in Italia dedicata all’artista Song Dong (Pechino, 1966) a cura di Li Zhenhua e Davide Quadrio, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci. L’esposizione è concepita come un progetto site-specific che coinvolge l’intero museo, trasformandolo in un dispositivo narrativo in cui le opere di Song Dong entrano in dialogo con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis. Riunendo alcune delle installazioni più iconiche dell’artista, insieme a un archivio di fotografie e video di performance realizzate dagli anni ‘90 a oggi, Song Dong. Soul Out ripercorre oltre trent’anni di lavoro, mettendo in luce una pratica capace di intrecciare esperienza individuale e storia collettiva, memoria privata e trasformazioni sociali, restituendo al contempo uno sguardo sulla Cina contemporanea.

 

DECLINAZIONI CONTEMPORANEE #4

dal 31 ottobre 2026

 Si inaugura sabato 31 ottobre, in occasione di Artissima, la quarta edizione di Declinazioni Contemporanee, il programma di residenze e commissioni site-specific che invita artisti contemporanei a interpretare, rileggere e valorizzare il patrimonio museale del MAO, calandolo nel presente per individuare connessioni e significati inediti fra epoche e culture diverse.

Gli artisti coinvolti nell’edizione di quest’anno sono Driant Zeneli, Gala Porras-Kim, Elif Uras e Dayanita Singh.

  

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

IL CORPO DELLA CITTÀ Moda e Arti tra Liberty e Modernità 1884 – 1961

15 ottobre 2026 – 22 febbraio 2027

a cura di Maria Paola Ruffino, Giovanni Carlo Federico Villa e Gregorio Mazzonis

Modello della sartoria Nebbia, Torino, certificato dall’Ente Nazionale Moda, 1938 (part) Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

 

Torino è una città che ha saputo reinventarsi più volte nel corso della sua storia. Dopo la perdita del ruolo di capitale del Regno d’Italia nel 1865, ha costruito nuove identità attraverso l’industria, la cultura, la moda, l’arte e l’innovazione. È proprio questo processo di trasformazione il punto di partenza de Il corpo della città, la nuova mostra di Palazzo Madama che racconta un secolo di storia torinese attraverso il corpo: rappresentato, vestito, disciplinato, liberato e trasformato dalle profonde evoluzioni della società moderna. La mostra propone una lettura originale della modernità torinese: osservare la città attraverso il corpo, inteso non soltanto come soggetto artistico, ma come spazio in cui si riflettono i cambiamenti sociali, economici e culturali, luogo ideale di intersezione fra moda, arte e trasformazioni urbane.

 

INCONTRO CON IL CAPOLAVORO

ANTONELLO DA MESSINA. L’ENIGMA DEL SORRISO

13 novembre 2026 – 22 febbraio 2027

 

Dopo la prima tappa siciliana al Museo Mandralisca di Cefalù, dal 12 novembre 2026 al 22 febbraio 2027, la mostra L’ enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino arriva nelle sale di Palazzo Madama. Il progetto espositivo, di eccezionale rilievo scientifico e culturale, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca ETS e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e offre, per la prima volta, l’opportunità di mettere in dialogo diretto due tra i massimi capolavori della ritrattistica rinascimentale europea, entrambi realizzati da Antonello da Messina, entrambi custodi di un enigma — quello del sorriso — che non ha mai smesso di interrogare chi li osserva.  Il celebre Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca, universalmente noto come l’Ignoto marinaio, sarà infatti posto a confronto con il Ritratto d’uomo conservato a Palazzo Madama, conosciuto come Ritratto Trivulzio, dando vita a un dialogo inedito di straordinario valore storico e artistico. La mostra si inserisce nel ciclo Incontro con il capolavoro, il programma espositivo promosso da Palazzo Madama per rileggere i grandi maestri della storia dell’arte antica e moderna.

 

 

RIVOLI. CASA DEL CONTE VERDE. “THE BEAUTY OF CHAOS” GIUSEPPE ADORNETTO E DIEGO SCURSATONE

4 – 27 settembre 2026

 

Si inaugura venerdì 4 settembre presso il Museo Civico Casa del Conte Verde di Rivoli The Beauty of Chaos, mostra di pittura che mette in dialogo le opere di Diego Scursatone e Giuseppe Adornetto, due percorsi artistici differenti ma accomunati da una profonda attenzione verso la città, il viaggio e la capacità della pittura di trasformare la realtà in immaginazione.

La mostra nasce dalla volontà di creare un confronto tra due modi distinti di osservare e raccontare lo spazio urbano: da una parte la città vissuta, attraversata e raccolta nello sguardo di chi ne percorre fisicamente le strade; dall’altra una città immaginata, costruita attraverso il colore e organizzata secondo una visione personale e quasi musicale dell’architettura.

Il titolo The Beauty of Chaos sintetizza questa tensione: il caos non come semplice disordine, ma come energia vitale, stratificazione di segni, colori, storie e possibilità. Una bellezza che emerge dalla complessità del paesaggio urbano e trova nella pittura uno strumento privilegiato di interpretazione.

Le opere di Diego Scursatone e Giuseppe Adornetto nascono da presupposti affini: il riferimento alle Città invisibili di Italo Calvino come orizzonte narrativo e la musica, dalla tradizione classica al rock alternativo fino alle colonne sonore, come elemento capace di definire ritmo e atmosfera. Da queste ricerche differenti ma parallele prende forma una lunga passeggiata attraverso strade e piazze reali o immaginate, dove le tele restituiscono luci, suoni e suggestioni urbane.

Per Diego Scursatone, il tema della città rappresenta il fulcro di una ricerca sviluppata attraverso tecniche e linguaggi differenti. Dalle atmosfere sospese delle città del Nord Europa alle periferie industriali, fino ai paesaggi del Mediterraneo e del Marocco, la sua pittura racconta luoghi attraversati dalla luce, dalla memoria e dalle trasformazioni del territorio. Mercati, facciate, polvere e grovigli di cavi elettrici diventano elementi di un paesaggio complesso, dove il disordine urbano si trasforma in energia vitale.

Accanto a questo percorso si sviluppa la ricerca di Giuseppe Adornetto, artista che intreccia pittura e musica. Le sue città immaginano scenari urbani costruiti esclusivamente attraverso il colore, dove l’architettura si libera dalla presenza dei cavi e diventa ritmo, armonia e suggestione.

È proprio su questa differenza che si fonda il dialogo tra i due artisti. Se Adornetto costruisce una realtà urbana immaginaria attraverso la forza del colore, Scursatone attraversa fisicamente periferie europee e nordafricane, restituendone complessità e contraddizioni.

La musica accompagna idealmente questa esperienza: non semplice colonna sonora, ma elemento capace di influenzare il gesto pittorico, il ritmo della composizione e i momenti di sospensione creativa. Bach, Händel e Puccini appartengono all’universo sonoro di Adornetto; Nine Inch Nails, Pink Floyd e Jerry Goldsmith accompagnano invece il lavoro di Scursatone. Due paesaggi musicali differenti, capaci di trasformare la pittura in un viaggio interiore e fisico.

Il percorso espositivo riunisce dipinti, cataloghi, carnet di viaggio e materiali documentari, offrendo al pubblico uno sguardo sul processo creativo dei due autori e sul loro rapporto personale con i luoghi rappresentati.

Inaugurazione venerdì 4 settembre alle ore 18.00.

 

Museo Civico Casa del Conte VerdeVia F.lli Piol 8, Rivoli (TO)

Mostra realizzata dall’Assessorato alla Cultura della Città di Rivoli con il patrocinio di Regione Piemonte e Città Metropolitana

Orari

da mercoledì a venerdì 16 – 19

sabato e domenica 10 – 13 / 16 – 19

lunedì e martedì chiuso

Info Museo Civico Casa del Conte Verde: www.comune.rivoli.to.it/museocasadelconteverde  Tel. 011 956 30 20

 

SALUZZO. SULLE TRACCE DI PITTARA

Sabato 5 e sabato 19 settembre, ore 21. DOPPIO APPUNTAMENTO

Sulle tracce del Pittara – dal quadro alla realtà

Attraverso esclusive visite guidate, sarete accompagnati alla scoperta della monumentale tela di Carlo Pittara: la Fiera di Saluzzo nel 1600. Un’opera colossale di immenso valore storico, capace di restituire la memoria profonda del nostro territorio attraverso la parata dei cavalieri in costume, il realismo degli animali a grandezza naturale e lo sfondo eterno del Monviso.

Per permettere a tutti di vivere appieno l’esperienza del quadro, sono previsti due appuntamenti. Il primo è sabato 5 settembre alle ore 21 , nel cuore del settembre saluzzese. Mentre le piazze celebrano la tradizionale Fiera cittadina, la Castiglia (ex cappella interna del carcere) svela una narrazione d’arte di eccezionale prestigio con una visita guidata nei locali dove la tela è custodita. Il secondo è sabato 19 settembre alle ore 21 per le vie di Saluzzo, un trekking urbano che parte dalla parte bassa della città e ripercorre gli scorci e gli elementi architettonici dipinti dal Pittara, un’occasione unica per rivivere i luoghi storici del commercio e del mercato raffigurati nella sua tela.

Le visite guidate sono a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria.

 

Swann Art Gallery Torino. ‘Physis’ di Fernando Montà da  giovedì 27 agosto

La mostra nasce attorno a un tema centrale nella ricerca dell’artista: il rapporto simbiotico fra uomo e natura e, insieme, la tensione fra esattezza e vaghezza, fra ciò che lo sguardo riesce a determinare e ciò che inevitabilmente gli sfugge.

Cuore della mostra è Physis, monumentale opera composta da dodici tavole di pittura acrilica, di oltre quattro metri di larghezza e tre di altezza. La dimensione dell’opera non è soltanto una scelta formale: impone allo spettatore un’esperienza fisica della pittura, invitandolo a entrare nello spazio della rappresentazione e a viverla con tutto il corpo.

Il dipinto mostra un bosco osservato dal sottobosco, dal punto di vista di chi è immerso nella natura e, attraverso la vegetazione, cerca la luce e il cielo. Lo sguardo non è più quello di un soggetto posto di fronte a un oggetto, ma quello di un essere che percepisce dall’interno della realtà di cui fa parte. La pittura di Montà sembra così sospendere la tradizionale separazione fra osservatore e osservato, privilegiando la percezione rispetto alla conoscenza, il sentire rispetto alla pretesa di possedere il reale attraverso il concetto.

In questa prospettiva, la pittura di Montà si costruisce su un apparente paradosso: un segno estremamente preciso e meticoloso genera un’immagine volutamente vaga, nella quale la luce che filtra fra gli alberi rende incerta e sfuggente la visione. L’artista è, in questo senso, il pittore del vago attraverso la precisione.

È qui che Physis incontra la poetica leopardiana dell’indefinito: ciò che non può essere completamente delimitato non costituisce un limite della rappresentazione, ma diventa precisamente la condizione della sua apertura estetica e immaginativa. La rigorosa geometria dell’ellisse che struttura l’opera si confronta così con il fluire indefinito della percezione.

La mostra diventa infine una riflessione sulla nostra appartenenza alla natura. Il segno di Montà non cerca semplicemente di rappresentare il mondo naturale, ma di ricostruire la relazione percettiva che ci lega ad esso. In questa esperienza, la pittura diventa uno spazio nel quale la distinzione fra uomo e natura si fa più incerta e nel quale l’impossibilità di conoscere e possedere completamente il reale si trasforma in una possibilità diversa: sentirlo, abitarlo, riconoscersi in esso.

Physis è dunque un invito a sospendere, almeno per un istante, la necessità di comprendere tutto ciò che vediamo e a lasciare che sia la percezione, nella sua inevitabile incompletezza, a condurci verso ciò che resta oltre lo sguardo.

CIRCOLO DEGLI ARTISTI. MOSTRA DI NADIA CARRA’

Mostra di Nadia Carrà alla Giardiniera Reale del Circolo degli Artisti, che aprirà la stagione espositiva dopo la pausa estiva. La mostra sarà visitabile dal 7 al 20 settembre,

INGRESSO LIBERO

 

 

 

 

 

 

MANTA. “SYMBOLUM” DI FRANCO GILETTA

La mostra “Symbolum” si presenta al pubblico come il ventinovesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026.

Negli evocativi spazi della Chiesa di Santa Maria del Monastero di Manta, la mostra Symbolum propone una riflessione sulla figura umana e sul volto. Il titolo richiama la radice etimologica del ricucire e del mettere insieme, creando un ponte tra la realtà visibile e la dimensione dell’invisibile.

Nell’antica Grecia, quando due alleati, due famiglie o due amanti dovevano separarsi, spezzavano a metà un oggetto di terracotta, un anello o una medaglia. Ognuno ne conservava una parte. Al momento del ritorno, riaccostare quei due margini irregolari e vederli combaciare perfettamente era la prova del legame indistruttibile. Il simbolo non è, dunque, una semplice decorazione o una metafora intellettuale. È un atto di ricongiungimento. È la metà visibile che richiama a sé una metà invisibile. L’esposizione invita a compiere questo antico rito di ricongiungimento attraverso il silenzioso magnetismo del volto. In un luogo carico di memoria e spiritualità, le opere si trasmutano in una soglia allegorica, in grado di evocare realtà spirituali, inquietudini e stati d’animo che sfuggono alla pura rappresentazione oggettiva. I volti, spogliati da ogni intento meramente ritrattistico o descrittivo, non appartengono a un tempo o a uno spazio definiti, semmai riaffiorano da un’iconografia della memoria e dell’inconscio. Gli sguardi sono sospesi, assorti, carichi di un silenzio misterioso che interpella direttamente chi osserva, metafora dell’anima che cerca di rivelarsi attraverso la materia pittorica. L’incontro tra le opere contemporanee e le pareti storiche dell’edificio, sede di un antico priorato, crea un cortocircuito temporale in cui le raffigurazioni non cercano di spiegare, ma di suggerire, non impongono una certezza, ma aprono a una contemplazione intima. La mostra diviene un invito ad accostarsi ai dipinti con lo sguardo del viandante antico, per superare la visione della superficie apparente delle cose, leggendo i dettagli, cercando una connessione con quella vibrazione che consenta che la metà visibile delle opere possa svelare il segreto della stessa metà invisibile di chi le osserva. Occorre allora rallentare il passo e addentrarsi in un percorso in cui la figura umana torna a essere il simbolo per eccellenza del mistero dell’esistenza, sorta di eco ideale dei volti delle enigmatiche figure affrescate nel vicino Castello della Manta che si staglia sulla collina.

Franco Giletta

 

Costigliole d’Asti. GIUSEPPE COLLI   Acquerelli – Disegni – Incisioni    ANTOLOGICA

Inaugurazione: sabato 5 settembre 2026 ore 17. Resterà aperta fino a domenica 27 settembre nelle sale di Casa Prunotto in via Provale 11 nella Rocca di Costigliole d’Asti

Giuseppe Colli: Operaio e Artista Un lavoratore prezioso, un punto di riferimento. Quando un collaudatore aveva dubbi sulla qualità di un pezzo prodotto, si rivolgeva a Giuseppe Colli. Responsabile delle misure nel suo laboratorio, Colli custodiva gli attrezzi necessari per verificare la conformità dei pezzi al disegno. Matematicamente preciso, il suo consenso era il via libera necessario per proseguire la produzione. Questo era Giuseppe Colli della Way Assauto. Ma vi era un altro lato in quest’uomo: tutti i dipendenti sapevano che in fabbrica lavorava un artista (pittore), una bella persona, gentile e disponibile a soddisfare le esigenze dei colleghi, a cui non negava mai un disegno per qualche importante avvenimento.

Il Percorso Artistico L’uomo Colli giunse ad Asti nel 1937, quando fu assunto nelle più importanti fabbriche della città. Malgrado l’impegno lavorativo, la forte passione per il disegno non l’abbandonò; anzi, forse per reazione, divenne ancora più presente. Su questa linea iniziò la sua produzione artistica: disegni, acquerelli, incisioni. Tornando a casa, memorizzava le scene e la vita che lo circondavano, soggetti che sarebbero poi diventati centrali nelle sue opere. Lavorava instancabilmente, accumulando produzioni.

Mostre e Riconoscimenti Nel 1954 arrivarono le prime esperienze espositive, iniziate ad Asti per poi toccare Alessandria, Moncalvo, Perugia, Padova, Vercelli e Torino. Proprio a Torino fu invitato dalla prestigiosa Galleria Fogliato a partecipare alla collettiva “Maestri del ‘900 Piemontese”.

Poi Roma. Fu proprio nel centro di quella esposizione che l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini lo nominò, dopo aver ammirato le sue opere, di motu proprio, Cavaliere al merito della Repubblica. Non solo pittore: Giuseppe Colli era pure poeta, scrittore di versi. Partecipò a numerosi premi e concorsi e vinse il primo premio nazionale “Città di Cuneo” con una composizione sulla Resistenza. Operaio, pittore, poeta e antifascista.

Nelle note per una mostra a Casa Prunotto, si definisce immenso e sofferta la sua biografia artistica. Un altro “grande” praticamente dimenticato.

Dal 5 al 27 di settembre ricordiamo questo importante personaggio nelle nostre sale. Presentando numerose opere: una piccola antologica. Chine, matite, acquerelli, incisioni, che coprono tutti i temi da lui trattati: paesaggi urbani con sullo sfondo file di gelsi, alberi un tempo importanti nell’economia contadina e che oggi servono solamente per delimitare i confini dei campi. Mendicanti “le ligere”, che vivevano sulle panchine del mercato, personaggi che ha ritratto con più sofferenza, ci risulta evidente a trovare e descrivere come la Via Crucis partecipata. Opere che Aldo Spinardi, nelle sua presentazione per la mostra allestita nel Battistero di San Pietro, pochi giorni prima della morte di Giuseppe Colli, avvenuta nel ’88, [testo che chiude il paragrafo].

 

La mostra è organizzata dall’Associazione Costigliole Cultura aps. Che ne è anche CURATRICE. L’orario di apertura delle sale per i visitatori:

Sabato ore 16/19 ….. Domenica ore 10/12 – 16/19

 

 

Cherasco. Sguardi ed emozioni di Egidio Giubergia

Chiesa di San Gregorio, dal 5 settembre – 4 ottobre 2026

 

Dal 5 settembre al 4 ottobre, la suggestiva cornice della Chiesa di San Gregorio di Cherasco ospita Sguardi ed emozioni, mostra personale dedicata agli acquerelli di un artista autodidatta che, da sempre, vive la pittura come un’esigenza espressiva autentica e profondamente personale.

Nato nel 1958, l’artista ha intrapreso il proprio percorso senza frequentare scuole o corsi di pittura, sviluppando negli anni una ricerca autonoma che lo ha portato a sperimentare diverse tecniche, dalla china all’olio, dall’acrilico fino all’acquerello, oggi mezzo espressivo privilegiato. La sua produzione si concentra prevalentemente sul figurativo, con particolare attenzione al ritratto e alla capacità dello sguardo di raccontare l’interiorità umana.

Pur avendo partecipato nel tempo a numerose mostre locali e ottenuto riconoscimenti e premi, ha sempre mantenuto un approccio lontano dalle logiche della competizione, privilegiando il dialogo sincero tra l’opera e l’osservatore.

«Si rivela negli acquarelli un’ottima esecuzione grafica – si legge a firma della critica d’arte Carla d’Aquino Mineo, nell’Archivio d’Arte del Centro Accademico Maison d’Art di Padova – …  con pochi tocchi di colore disciolti nell’acqua sulla porosità della carta, prendono vita ritratti con una sorta di coinvolgimento spirituale nella contemplazione di se stessi e delle vite che scorrono, dove realtà e fantasia del reale vagheggiano nel sogno di una nuova “irrealtà” per un inedito linguaggio d’arte».

Le opere esposte nella Chiesa di San Gregorio di Cherasco invitano il visitatore a soffermarsi sul volto umano come luogo privilegiato delle emozioni. Ogni ritratto diventa un racconto silenzioso, nel quale gli occhi si trasformano in una soglia capace di evocare ricordi, inquietudini, speranze e stati d’animo universali. La trasparenza dell’acquerello, con la sua delicatezza e immediatezza, diventa lo strumento ideale per restituire la fragilità e l’intensità dell’esperienza umana.

Sguardi ed emozioni di Egidio Giubergia

Chiesa di San Gregorio, Cherasco

Periodo di apertura: dal 5 settembre al 4 ottobre 2026

Ingresso: libero

Orari di visita: sabato e domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30

Dipingere con la luce: Giorgio Lupano espone al Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli

Dal 4 settembre al 31 ottobre 2026, il Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli ospita Dipingere con la luce, mostra fotografica di Giorgio Lupano, promossa dalla Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare di Vercelli con l’obiettivo di valorizzare l’arte fotografica contemporanea e le eccellenze culturali del territorio vercellese. L’inaugurazione è in programma venerdì 4 settembre alle ore 17.30, alla presenza dell’artista. L’ingresso è libero ma è gradita la prenotazione alla mail info@tesorodelduomovc.it. Inserita nel calendario degli eventi collaterali al Festival del Riso – Risò, l’esposizione propone un dialogo originale tra la fotografia contemporanea e il patrimonio storico, artistico e spirituale custodito nel Museo del Tesoro del Duomo. Un incontro tra linguaggi apparentemente lontani, ma accomunati dalla capacità della luce di rivelare, raccontare e dare forma alla materia” afferma il Presidente della Fondazione Piero Bellardone. Le quattordici opere selezionate accompagnano il visitatore in un percorso di carattere introspettivo, nato dalla lunga ricerca che Giorgio Lupano conduce sul rapporto tra luce, materia e percezione visiva. L’artista affrema che “ogni fotografia nasce da un equilibrio rigoroso tra tecnica e sensibilità artistica. Le composizioni, costruite con estrema cura, conducono lo spettatore oltre la semplice rappresentazione del reale, invitandolo a esplorare il confine tra visibile e invisibile”. La luce non illumina soltanto gli oggetti, ma ne rivela la dimensione simbolica, suggerendo una riflessione sul valore dell’immagine, della memoria e dell’interiorità.

Il Conservatore del Museo, Sara Minelli, aggiunge che “L’allestimento, distribuito nelle sale del Museo del Tesoro del Duomo, è stato progettato per instaurare un dialogo continuo tra le fotografie e le collezioni permanenti. Il percorso espositivo valorizza le affinità tra la ricerca contemporanea dell’artista e il patrimonio storico del museo, dove la luce assume da secoli un forte significato simbolico attraverso la preziosità dei metalli, delle opere pittoriche e dei manufatti liturgici. Senza modificare l’allestimento permanente, la mostra crea nuove connessioni tra passato e presente, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e contemplativa”.

La mostra sarà inoltre accompagnata da visite guidate, attività didattiche dedicate alle scuole, workshop fotografici con l’artista e iniziative rivolte anche a persone con fragilità, confermando la vocazione inclusiva della Fondazione e la volontà di rendere la fotografia uno strumento di partecipazione culturale. In occasione dell’inaugurazione Giorgio Lupano donerà una delle opere esposte alla Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare di Vercelli, arricchendone il patrimonio culturale.

Informazioni

Mostra Dipingere con la luce – Fotografie di Giorgio Lupano

Sede Museo del Tesoro del Duomo di VercelliPalazzo Arcivescovile, Piazza Alessandro D’Angennes 5, Vercelli

Periodo 4 settembre – 31 ottobre 2026

Inaugurazione Venerdì 4 settembre 2026, ore 17.30

Orari Mercoledì, giovedì e venerdì: 15.00–18.00Sabato: 10.00–12.00 e 15.00–18.00

Domenica: 15.00-18.00 Aperture straordinarie per gruppi e scuole su prenotazione.

In occasione di Risò speciale orario pomeridiano dalle 14.00 alle 18.00 dall’11 al 13 settembre.

 

VILLADEATI. MOSTRA “UNO SGUARDO SUL MONFERRATO” DI MARIA RITA VECCHI

Sabato 29 alle ore 17.30 sarà inoltre inaugurata, all’interno dell’ex chiesa di San Remigio, la mostra pittorica “Uno sguardo sul Monferrato” dell’artista Maria Rita Vecchi. La personale sarà visitabile sabato 29 dalle 17.30 alle 22.00 e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 22.00.

La presentazione e la mostra sono organizzate nell’ambito della quarta edizione di VILLADEArTI, festival culturale ideato dall’amministrazione comunale di Villadeati che accoglie, nella suggestiva cornice della chiesa sconsacrata di San Remigio e nell’adiacente giardino, protagonisti del mondo della cultura che da maggio a ottobre si alternano in un viaggio attraverso il teatro, la narrativa, la musica, il cinema, l’arte e la fotografia.  Parole chiave della quarta edizione sono relazioni, bellezza e accoglienza.

VILLADEArTI è realizzato in collaborazione con il Gruppo Feltrinelli e la libreria Feltrinelli di Alessandria. Con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, il patrocinio della Provincia di Alessandria, dell’Unione dei Comuni Valcerrina e del Gal Basso Monferrato Astigiano e il contributo di Fondazione CRT, Cosmo e altre aziende locali.