Torino e dintorni. Bonus facciate e crediti fiscali fittizi, arrestati due amministratori di condomini

GDF TORINO: SCOPERTA INGENTE TRUFFA PER IL CONSEGUIMENTO DI EROGAZIONI PUBBLICHE. INDAGATI 5 PRESUNTI AUTORI, 2 DEI QUALI TRATTI IN ARRESTO E SEQUESTRATI BENI PER OLTRE UN MILIONE E MEZZO DI EURO.

 

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino, sotto il coordina-mento della localeProcura della Repubblica, hanno concluso un’attività investigativa (convenzionalmente denominata “Lavoriassembleari”) che ha consentito di appurare un illecito ricorso all’agevolazione fiscale del cd. “bonus facciate”.

L’indagine, condotta dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di finanza di Torino, è il frutto di approfondimenti condotti su agevolazioni – di origine nazionale – per ristrutturazioni immobiliari conseguite mediante “sconto in fattura”, da parte di due coniugi titolari di una società dedita all’amministrazione di condomìni.

Grazie all’analisi della copiosa documentazione fiscale acquisita, ai riscontri sulle movimentazioni dei rapporti finanziari ispezionati, nonché alle perquisizioni domiciliari ed informatiche eseguite, sono state altresì individuate quattro imprese, tutte riconducibili agli stessi coniugi, che avevano emesso fatture per lavori edilizi mai effettuati, finalizzate esclusivamente al conseguimento dei crediti d’imposta.

In particolare, le Fiamme Gialle hanno individuato circa 2 milioni di euro di crediti fiscali fittizi, relativiall’esecuzione di lavori di rifacimento facciate asseverati da un compiacente tecnico abilitato e autorizzati, intaluni casi, da delibere condominiali risultate false o inesistenti e, in un caso, concordate con un condòmino.Tali crediti sono stati successivamente utilizzati, in parte per compensare debiti tributari di persone fisiche egiuridiche contigue ai due coniugi e, per la restante parte, monetizzati mediante cessione a terzi per l’acquisto, da parte degli stessi, di alcuni immobili in Piemonte e Liguria, formalmente intestati a un proprio familiare.

I presunti autori sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica e dovranno rispondere, a vario titolo,delle ipotesi di reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata per il conseguimento dierogazioni pubbliche, autoriciclaggio, riciclaggio e favoreggiamento personale.

Inoltre, su richiesta della Procura della Repubblica, il G.I.P. del Tribunale di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere dei 2 coniugi (un 50enne e una 60enne, originari di Torino e residenti nell’hinterland del capoluogo) ed emesso un decreto di sequestro preventivo sino a concorrenza dei crediti fiscali indebitamente originati, ad esito del quale sono stati sottoposti a vincolo reale crediti d’imposta, disponibilità finanziarie, beni immobili e beni mobili registrati (risultati, in taluni casi, fittiziamente intestati a parenti, ma nella piena disponibilità degli ideatori della frode), per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.