PERSONAGGI NOVARESI 38. PIETRO LOMBARDO, TEOLOGO, VESCOVO DI PARIGI, RICORDATO DA DANTE NELLA “DIVINA COMMEDIA”

Affresco del XV° secolo con P. Lombardo (a sinistra)
Pietro Lombardo (rappresentato nell’affresco che vediamo in foto) nacque a Novara, dove restò nella prima parte della sua vita, ma raggiunse altrove il successo e la fama internazionale. A lui sono state attribuite le denominazioni di due vie, una nel centro storico e l’altra a Lumellogno.
Nacque probabilmente tra il 1095 e il 1100 a Lumellogno, una frazione di Novara (la frazione gli ha dedicato un busto che vediamo nella foto); studiò probabilmente nella Città per intraprendere la carriera ecclesiastica. Probabili suoi stretti legami con le scuole di Lucca e l’ambiente dei canonici regolari, desumibili da una lettera di Bernardo di Chiaravalle databile al 1134 o al 1136. E’ questo il primo documento in cui Pietro è ricordato.
Lombardo ebbe poi un lungo soggiorno a Reims, dove nella scuola della Cattedrale erano attivi i maestri Alberico di Reims e Lutolfo di Novara. L’influenza di questi maestri si può rilevare nelle sue opere. Dopo Reims egli è presente a Parigi, dove frequentò probabilmente le lezioni di Ugo di San Vittore o comunque ne conobbe gli scritti. Negli stessi scritti è anche rintracciabile l’influenza di Abelardo, in particolare nelle sue “Sententiae”.
Prima del 1145 ricevette una prebenda presso la chiesa di Notre-Dame, all’interno della quale si sarebbe svolta la sua carriera magistrale ed

Busto di Pietro Lombardo a Lumellogno
ecclesiastica. Prima dell’ottobre-novembre 1147 era certamente suddiacono, mentre il 4 settembre 1154 è ricordato come “magister Petrus Longobardus”, senza ulteriori titoli, quando già, tra l’altro, godeva di una buona reputazione come maestro, tanto da essere consultato nel 1147 dal Papa Eugenio III.
Prese parte a Reims al Concistoro che discusse delle dottrine di Gilberto, vescovo di Poitiers, accusato di eresia. Sostenne in quella occasione la tesi colpevolista di Bernardo di Chiaravalle. Accompagnò poi in Italia verso la fine del 1154 il vescovo parigino Teobaldo. La sua carriera all’interno del Capitolo di Notre-Dame proseguì nella seconda metà degli anni Cinquanta. Nel 1156-1157 sottoscrisse, come arcidiacono, la conferma di una donazione di terra fatta dai Canonici di Saint Merry all’abbazia di Saint-Magloire, ratificata dal Capitolo della Cattedrale parigina. La carica di arcidiacono presupponeva a quei tempi l’ordinazione sacerdotale.
L’8 gennaio 1159 morì Teobaldo, vescovo di Parigi e Pietro Lombardo fu eletto suo successore nello stesso anno. A quest’epoca egli aveva già percorso una lunga carriera di insegnante e di teologo. La sua prima opera, un commentario ai Salmi, fu scritta negli anni della sua formazione (forse già a Reims), ma sembra fosse destinata a un uso privato e non alla lettura nelle scuole. Solo dopo l’ordinazione episcopale nel 1159 cominciò a leggere pubblicamente la sua “Glossa”, sollecitato dagli allievi.
Negli anni Quaranta del XII° secolo Pietro sembra però aver già scritto anche il commentario alle epistole paoline. Tuttavia sono le “Sentenze” a costituire l’opera principale, che lo fece conoscere come “Magister sententiarum” (nella foto pagine con miniatura dell’opera manoscritta). Si tratta di una raccolta di sentenze teologiche ordinate in quattro libri. La materia teologica è presentata sotto forma di questioni alle quali Lombardo risponde, riportando prevalentemente estratti da commentari biblici, opere patristiche o altri scritti di autori medievali. L’opera, composta tra il 1155 e il 1157, con aggiunte e correzioni tra il 1157 e il 1158, doveva raccogliere tutto il materiale indispensabile per l’insegnamento della teologia agli studenti.

Pagine manoscritte delle Sentenze di Pietro Lombardo
Le sue “Sentenze” esercitarono una enorme influenza nella storia del pensiero filosofico e teologico occidentale. In particolare la sua dottrina trinitaria ottenne il riconoscimento ufficiale di Papa Innocenzo III nel 1215, in occasione del IV Concilio Lateranense.
Come si è detto l’8 gennaio 1159 Teobaldo, vescovo di Parigi, morì e Pietro Lombardo, dopo alcuni mesi, fu ordinato suo successore nella capitale francese.
E’ probabile che 9 dei suoi 33 sermoni, risalenti all’ultimo decennio di vita, siano stati pronunciati durante il suo episcopato. I destinatari sono chierici, studenti o gli stessi canonici di Notre-Dame.
La sua morte avvenne nel 1160, ma mentre l’epitaffio sulla sua tomba, presso la chiesa di Saint-Marcel di Parigi, indicava la data 20 luglio, altre testimonianze la fissano al 3 maggio.
Dante lo nomina nel “Paradiso” della sua “Divina Commedia”. Lo inserisce nel Cielo del Sole, tra i beati sapienti e teologi. Lo ricorda sicuramente per la sua opera “monumentale”, cioè le “Sentenze”, di cui abbiamo già parlato e che fu certamente il testo teologico e di studio più diffuso nelle università medievali, perché ritenuto capace di ordinare e chiarire i dogmi della fede cristiana.
Enzo De Paoli


