Uzbekistan più vicino: le nuove regole per viaggiare verso la terra di Tamerlano

Sempre più facile visitare l’Uzbekistan, l’ex Repubblica Sovietica oggi in piena espansione turistica grazie alle decisioni strategiche prese negli ultimi anni dal presidente Shavkat Mirziyoyev, che fin dal suo insediamento al potere ha lavorato per garantire al Paese una maggior apertura verso l’esterno.

Dopo aver annunciato fin dal 2017 di voler spingere sull’acceleratore del turismo, nel 2019 ha fatto approvare un pacchetto di leggi volte a favorire l’incremento della presenza dei turisti in Uzbekistan. Il piano 2019-2025 garantirà il miglioramento delle infrastrutture e stimolerà l’aumento di alberghi e strutture ricettive. L’obiettivo è la quota 7 milioni di ingressi turistici nel 2025.

Per aiutare la crescita del flusso turistico verso il Paese, sono stati siglati accordi con paesi specifici volti a snellire le pratiche burocratiche per l’ingresso nei confini nazionali. Così, il 5 gennaio 2019, il D.P.R. “Sulle misure aggiuntive per lo sviluppo accelerato del turismo nella Repubblica dell’Uzbekistan” ha stabilito che per i cittadini provenienti da 45 Paesi non è più necessario ottenere il visto turistico e basta il solo passaporto se il soggiorno non supera i 30 giorni.

Se invece il soggiorno supera i 30 giorni, continua ad essere necessario un visto d’ingresso. L’uzbekistan ne prevede diversi tipi a seconda del tipo di viaggiatore: il Pilgrim Visa, specifico per i viaggi di pellegrinaggio, oppure l’Academic Visa per svolgere ricerca e insegnamento in Uzbekistan, o ancora lo Student Visa per gli studenti e il Medical Visa per effettuare cure mediche nei confini uzbeki. Viene inoltre rilasciato uno speciale permesso di soggiorno se si acquistano immobili in specifiche regioni e per specifici importi. Fonte: marcopolo.tv

Visitare l’Uzbekistan perché è diventato più semplice raggiungerlo, ma anche perché si è ancora in tempo prima che venga invaso dai turisti come è capitato ad altre località un tempo estranee ai circuiti del turismo di massa. Inoltre chi si occupa di viaggi in Uzbekistan assicura che si tratta di un Paese sicuro e ospitale. Insomma, vale la pena farci un pensiero, soprattutto perché è il territorio dell’Asia centrale più ricco di siti archeologici o storici di interesse culturale.

Samarcanda, ad esempio, era anticamente il crocevia degli scambi culturali e commerciali tra est e ovest e sorgeva lungo la famosa “via della seta”. Inserita dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità, oggi il “paradiso turchese” (così detta per i suoi caratteristici tetti celesti a cupola) offre scenari suggestivi e monumenti assolutamente imperdibili.

Non possiamo non nominare Khiva, anch’essa patrimonio Unesco. Estremamente affascinante, è preservata esattamente come appariva cinque secoli fa, con le spesse mura di fango a presidio della città storica, gli edifici in pietra e il celebre minareto Kalta Minor, maestoso e splendente con i suoi colori accesi ma ancora incompiuto come era secoli fa.

Anche la capitale politica Tashkent è uno dei siti da visitare. Ospita alcuni importanti musei e vi si può ammirare il Corano più antico mai rinvenuto. Tornando ancora sulle tracce dell’antica Via della seta, non si può non citare Bukhara. Più volte distrutta e ricostruita, porta i segni dei suoi fasti passati e della stratificazione delle diverse epoche storiche di cui è stata protagonista. Imperdibile il complesso Lyabi-Hauz, costruito attorno a una grande riserva d’acqua e comprendente antiche madrase e un caravanserrano.

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