Chieri, l’incidente dell’asilo: decisivo scoprire se il freno a mano funzionasse bene
La perizia sul freno a mano, che il PM torinese Laura Ruffino potrà disporre dopo aver letto il dettagliato rapporto dei carabinieri della compagnia di Chieri, dovrà fare luce su un particolare fondamentale della drammatica vicenda che ha portato una bimba chierese di due anni e mezzo ad essere ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove dopo un lungo intervento chirurgico per i traumi cranico, addominale e toracico si trova ora in coma farmacologico.
Secondo gli inquirenti, poiché nessun perito potrà mai stabilire se il freno a mano fosse o non fosse stato inserito al momento dell’incidente, la risposta attesa dalla perizia è invece un’altra: sapere se il freno a mano fosse perfettamente funzionante o meno. In caso si riscontrasse il perfetto funzionamento, la posizione dell’indagato, Matteo Menzio, 34 anni, chierese, si aggraverebbe, perché la dichiarazione che l’uomo ha reso subito dopo il fatto ai carabinieri (“Ho inserito il freno a mano e la marcia”) risulterebbe falsa. Se invece il perito riscontrasse un cattivo funzionamento del freno a mano, l’indagato avrebbe detto la verità: la macchina nonostante il freno a mano inserito si è mossa e ha provocato la tragedia, in questo caso di potrebbe parlare di tragica fatalità.
La parola passa ora al magistrato, che potrà disporre ulteriori indagini e rubricare correttamente l’ipotesi di reato. Che ad oggi è di lesioni personali stradali gravissime.



