ALLEGRO MOLTO a cura di  Edoardo Ferrati

TORINO- CARMEN UN BRUTALE FEMMINICIDIO-

Carmen (foto), capolavoro tra i più amati e rappresentati del mondo, è di scena al Teatro Regio nell’allestimento firmato da Stephan Mecdalf, stimato regista inglese, che trasporta la vicenda al tempo della guerra civile spagnola con rara efficacia realista. Tratta dall’omonima novella di Prospere Merimée, il libretto apporta delle modifiche tra cui l’introduzione dei personaggi di Escamillo e Micaela, mentre il carattere di don José nel romanzo viene trattato come un bandito rozzo e brutale. La prima rappresentazione fu un insuccesso (Parigi, Opéra Comique, 3 marzo 1875); agli inizi l’opera non godette di grande fortuna. La critica fu feroce, sostenendo che il libretto fosse inadeguato per la scena dell’Opéra Comique. Tuttavia alcuni recensori, come il poeta Théodore de Branville, elogiarono l’opera per la sua rappresentazione di personaggi più realistici rispetto a quelli normalmente proposti alla Comique. Bizet non visse abbastanza per vedere il successo del suo capolavoro perchè mori il 3 giugno, subito dopo la trentesima replica. Il giorno prima della scomparsa, firmò un contratto con l’Opera di Vienna (prima esecuzione 23 ottobre 1875) che fu un successo con l’introduzione dei dialoghi sostituiti da recitativi musicati da Ernest Guyraud. Nel corso del secolo successivo il titolo entrò in repertorio dal 1880: è una delle opere più eseguite al mondo, un classico del melodramma che appare al secondo posto sulla lista di “Operabase” delle opere più rappresentate. Della Carmen esistono diverse edizioni che variano soprattutto in occasione dei recitativi. questo perchè la genesi dell’opera fu piuttosto travagliata. Bizet, dopo il primo fallimento alla Comique, tagliò molti recitativi e modificò diverse parti, così oggi le esecuzioni sono diverse fra di loro. Carmen raggiunse livelli alti di popolarità tanto che alcuni compositori come de Sarasate, Borne, Busoni, Waxman e Horowitz ne trassero alcune lavori strumentali. Anche il cinema non si sottrasse a Carmen a partire dal 1907 con pellicole realizzate da de Mille, Chaplin, Lubitsch, Cecil Lewis, Vidor, Premingen, Brook, Godard, Rosi. Anche teatro e danza si occuparono dell’opera con lavori firmati da coreografi come Petit, Bourne, Ek per arrivare fino al musical di Hammerstein sullo spartito adattato e orchestrato da Robert Russell Bennett.

Torino, Teatro Regio, p. Castello

CARMEN, opera in quattro atti (da Merimée)

10-11-12-13-15-17-18-20-21-22 dicembre

Intereti princincipali:  Varduchi Abradanyan / Martine Bell (Carmen), Andrea Caré / Peter Berger (don José), Giuliana Gianfaldoni / Marta Torbidoni (Micaela), Luca Menachem / Andrej Kymach (Escamillo); m° concertatore e direttore d’orchestra Giorgio Sagripanti; M.i cori Andrea Secchi, Aldo Fenoglio (coro voci bianche) regia Stephan Mecdalf, scene e costumi Jaime Verton; coreografie Maxime Bracher Allestimento Teatro Lirico di Cagliari.

 

Torino- UN PIANISTA AUTOREVOLE E CARISMATICO

Il cinquantenne  pianista polacco Piotr Anderszewski  (foto), studia all’Accademia Chopin di Varsavia e alla Thorton School Music della California University. Attivo dal 1990 si è prodotto in prestigiose sedi, si dedica anche al repertorio cameristico, in particolare con violinisti del calibro di Mullowa,  Kremer, Zimmermann, Kremer, Dumay. Promotore dell’opera pianistica del connazionale Karl Szymanowski,  premiata nel 2006 con il Classic Gramophone Award come migliore disco dell’anno. Ha collaborato in diverse occasioni con il regista Bruno Monsaingeon: ricordiamo qui il film Piotr Anderszewski unquiet Traveller. ritratto interessante di un artista anticonvenzionale. Ha diretto (2005/10) festivals dedicati a Szymanowski a Parigi, New York, Londra. Infine, gli è stato assegnato il Gilmore Artist Award,  rilasciato ogni quattro anni a un pianista di eccezionale talento. Per la stagione dell’Unione Musicale propone un programma che riflette i suoi interessi e costruito in forma di fil rouge che , nell’occasione torinese, ha per tema la Fuga tra ‘800 e ‘900. L’esordio avviene nel nome di Bach con una selezione dei Preludi e Fughe dal Clavicembalo ben temperato, vertice della sua produzione. Si profilano come omaggio all’arte bachiana i Sette pezzi in forma di Fughette e i Gesange der Fruhe (Canti dell’aurora) scritti da Schumann a tre messi dalla morte, imbevuti in un clima di struggente romanticismo che ha il suo vertice nell’ultimo movimento con il tema della Fuga.

Torino, Conservatorio, p. Bodoni

Stagione Unione Musicale

Mercoledì 11 dicembre, ore 21.00

PIOTR ANDERSZEWSKI , pianoforte Musiche di J.S. Bach, Schumann, Beethoven

 

Torino- UN DIRETTORE AMATO DAL CINEMA-

Il venezuelano Gustavo Dudamel (foto)  dirige all’Auditorium “Agnelli” del Lingotto l’Orchestra Nazionale dell’Accademia di Santa Cecilia. Originario di Barquisimeto (1981). talento precoce, ex enfant prodigio, inizia da bambino gli studi di violino, mentre dal ’93 si dedica alla direzione d’orchestra, già dal ’96 dirige la Simon Bolivar Youth Orchestra. Dudamel è il prodotto più famoso del Sistema Abreu, quel metodo che ha cambiato la vita di migliaia di regazzi di strada tramite la musica. Nel 2003 Dudamel vince, a 23 anni, il prestigioso Concorso “Mahler” (Germania) che gli schiude la strada della carriera internazionale con la direzione della Gotheborg Symphony (Svezia) e dal 2012 quella di direttore musicale della Los Angeles Philharmonic, una delle principali formazioni statunitensi. E’ stato assistente di Claudio Abbado, ha diretto le maggiori orchestre del mondo, incluse le Filarmoniche di Berlino e Vienna. A 36 anni (2017) è stato il più giovane direttore a guidare quest’ultima nel concerto di Capodanno trasmesso in mondovisione. Dudamel è anche una icona pop , diventando un personaggio dei cartooms, è stato anche il protagonista di un episodio de I Simpson e il personaggio di Rodrigo (direttore d’orchestra sudamericano che fa fortuna negli States) interpretato da Gael  Garcia Bernal nella serie televisiva Mozart in the jungle ispirata proprio allo stesso Dudamel. Vivendo a Los Angeles ha stretti legami con il mondo del cinema, ha una stella nello Hollywood Walke of Fame, è stato invitato da John Williams a dirigere la colonna sonora del film Star Wares- Il risveglio della forza. Dudamel, esordisce in Lingottto Musica, mentre l’orchestra romana vi ritorna per la settima volta. La serata di apre con la sinfonia da Semiramide, monumentale opera di Rossini, è una delle sue pagine  più belle e articolate. Segue la Sinfonia n. 2 in in si bemolle maggiore D. 125, scritta da uno Schubert diciasettenne . Inizia con un Largo che si dispiega con la proposta a blocchi di fiati e archi, un vero e proprio preludio. Nel secondo movimento abbiamo un Tema con variazioni palese riferimento a Haydn che fa capo alla fioritura della melodia. Il Minuetto è scandito da un motivo quasi marziale, mentre il Finale è dominato da una straordinaria vitalità segnata a tratti da sereno umorismo. Congedo con la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Brahms che vide la luce dopo una lunga e complessa gestazione e giunge quando l’autore aveva ormai quarant’anni. Un lavoro  imponente, controllato con infinite esitazioni dove il problema tematico viene affrontato con prudenza, preparando così in modo sistematico i futuri sviluppi di un percorso conseguenziale e rigoroso.

Torino, Auditorium “Agnelli” (Lingotto), v. Nizza 248

Stagione Lingotto Musica

Giovedì 12 dicembre, ore 20,30

ORCHESTRA ACCADEMIA NAZIONALE DI SANTA CECILIA diretta d GUSTAVO DUDAMEL

Musiche di Rossini, Schubert, Brahms

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