Cappella dei Re Magi

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Cappella dei Re Magi

Dei tre altari della chiesa di San Guglielmo, quello a destra dell’altar maggiore almeno dal 1632 risulta essere dedicato ai Re Magi e dotato della pala con lo stesso soggetto.  Nel 1724 per la prima volta ne risulta patrona la famiglia Borelli.

Francesco Fea,  Adorazione dei Magi  (ante 1632)

Francesco Fea,  Adorazione dei Magi  (ante 1632)

Francesco Fea,  Adorazione dei Magi  (ante 1632).

La pala raffigura la Madonna che presenta il Bambino alla venerazione dei Re Magi. Gesù sembra voler giocare con Baldassarre, il più anziano, il quale, secondo una iconografia ricorrente, è il primo ad inginocchiarsi dopo aver deposto la corona regale e nel gesto di presentare i suoi doni. Gli altri due (uno dei quali di colore) attendono il loro turno,  in piedi, alle sue spalle. Dietro i Magi si vedono due cavalli, uno bianco l’altro baio. In alto, gli angioletti, immancabili nei quadri del Moncalvo e deisuoi allievi. Curiosamente, San Giuseppe si affaccia dalla stalla, fra il bue e l’asino.

Fin dal primo sguardo il dipinto rivela lo stile di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo.  Ed è proprio al grande artista monferrino che lo attribuisce Bartolomeo Valimberti. Più recentemente, prima Secondo Caselle poi Guido Vanetti hanno “aggiustato il tiro” attribuendolo al pittore chierese Francesco Fea, che del Moncalvo fu allievo, mutuandone in pieno il linguaggio pittorico, sia pure con qualche accento personale specialmente dal punto di vista cromatico.

L’esecuzione dell’opera è anteriore al 1632, visto che essa era già presente sull’altare in occasione della visita pastorale di mons. Provana, avvenuta in quell’anno.

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