Chieri, il vicesindaco Mattei scrive a Martano: “Mi dimetto”

Ugo Mattei
Era nell’aria, adesso è ufficiale: Ugo Mattei si è dimesso da vicesindaco di Chieri. Lo ha fatto con una lettera inviata da Berkeley (dove insegna presso l’Università di California) al sindaco Claudio Martano, pubblicata (come sempre, in anticipo da “Lo Spiffero”.
Ecco il testo.
“Caro Claudio, cari compagni (e non compagni) di maggioranza.
Ho trascorso varie settimane di riflessione da debita distanza sulla attuale fase politica e ho concluso che il mio ruolo non può essere più quello di Vicesindaco di Chieri. Intendo infatti al mio ritorno occuparmi a tempo pieno della rappresentanza dei benicomunisti alle elezioni amministrative prossime, soprattutto a Napoli e nella nostra Città Metropolitana. Ho bisogno di avere le mani libere in particolare nei rapporti con il PD che nonostante tutto seguo con interesse, nonché con altre forze politiche che possano essere interessate al progetto politico che avevamo iniziato a sperimentare a Chieri e che non è sopravvissuto al successo del Festival per ragioni di cui abbiam più volte parlato. Quella dei beni comuni è una rivoluzione culturale urgente che ha bisogno di terreni di sperimentazione inediti, costituenti nonché privi di opportunismi o di chiusure mentali.
Intendo inoltre dedicarmi, già dal 2016 se possibile, a rendere il Festival Internazionale dei Beni Comuni un evento stabile autorevole e davvero internazionale un modo di pensare in grande partendo dal basso, fuori da ogni ipocrisia ma anche da ogni deriva minoritaria.
A tal fine sono ovviamente curioso di conoscere quali saranno le decisioni che come coalizione prenderete. Se vorrete e saprete mantenere un ruolo di leadership nella sperimentazione benicomunista o se viceversa preferirete rassegnarvi docilmente al ruolo di buoni allievi dell’austerity puntando sull’amministrazione di quotidianità. Qualora la prima ipotesi restasse vera dopo le vostre necessarie riflessioni, stiate certi che Francesca ed io resteremo a disposizione di un progetto che francamente speravo (e spero ancora) di consiliatura.
Vi invio un saluto affettuosissimo perché per me lavorare con voi è stato molto bello fino (quasi) alla fine e di questo comunque vi sarò sempre grato”.



