Chieri, una proposta per il palazzo dei ‘combattenti’. “Ma all’amministrazione non interessa”
Un ‘progetto di massima per il recupero e l’utilizzo del fabbricato di proprietà comunale sito in via San Giorgio 19’: questo nei mesi scorsi hanno presentato all’amministrazione alcuni cittadini, tra i quali esce allo scoperto Guido Vergnano, già presidente dell’associazione dei ristoratori chieresi. “I locali di via San Giorgio 19, a Chieri – si legge nel progetto- noti come Ij combatent, versano in stato di abbandono. Appare volontà del Comune dare loro una sistemazione adeguata alla storia (sia generale della città sia specifica del luogo) che rappresentano, anche in vista di una riqualificazione generale dell’area”. Per questo, si propone di costituire una società per avere l’immobile subito in concessione e in seguito, eventualmente, in proprietà. In che modo? “Ristrutturazione dell’immobile con aggiunta di un piano (senza aumentarne l’altezza complessiva). La superficie totale passerà da circa 600 mq a circa 900 mq. Si ipotizza anche la costruzione di un balcone sopra parte del cortile interno. La spesa della ristrutturazione, stimata in EUR 900mila, sarà finanziata in parte tramite sottoscrizione di quote di capitale della società di gestione, in parte tramite accesso a finanziamenti nazionali e/o europei. Nessun costo sarà a carico del Comune di Chieri.” Per farci cosa? “Gli spazi verranno locati a diverse tipologie di attività: – di ristorazione (per complessivi mq 150 circa); – di co-working (uffici arredati in affitto a tempo, dotati di Wi-Fi e servizio di segreteria, per complessivi mq 150 circa); – artigianali e commerciali (imprese di piccole e piccolissime dimensioni, tipicamente costituite in forma di ditta individuale, per complessivi mq 500 circa). È importante notare che in questa tipologia rientrano anche attività minimali, che richiedono uno spazio e dunque costi molto contenuti: ciò rappresenta un incentivo significativo per l’avvio di piccole attività, e di conseguenza un contributo per lo sviluppo economico della città. Le attività commerciali di artigianato e commercio saranno selezionate in ragione di una tipicità di prodotto; si contempla anche l’attività di fooding (cottura e consumo in loco di alimenti). Il tutto nell’ottica della rivitalizzazione dell’area.” Il progetto individua anche alcuni vantaggi per i conduttori. “Oltre agli ovvi benefici derivanti dal commercio di prodotti, occorre ricordare tra gli altri i seguenti punti: per incentivare la localizzazione delle nano-imprese, gli spazi saranno locati ad un prezzo al mq inferiore a quello medio praticato sul mercato; alle imprese non ancora costituite che intendano localizzarsi nell’area e che ne faranno richiesta sarà fornita consulenza alla creazione d’impresa, da parte di professionisti abilitati, a prezzi di favore; creazione di sito internet con blog, attività di social networking, vendite on line, offerte commerciali e così via; organizzazione e gestione di eventi, convention, serate tematiche volte alla valorizzazione delle attività produttive insediate; servizio di stampa in 3D ed eventuale consulenza alla realizzazione di prodotto in 3D.” Ma, sempre secondo il progetto, ci sarebbero vantaggi soprattutto per i cittadini. “Il progetto contribuirà in maniera significativa a valorizzare l’area: la ristorazione, il commercio e gli uffici a tempo creeranno infatti movimento di persone e avranno ricadute positive sulla zona. Zona che è al momento a basso impatto commerciale, ma che – date le sue caratteristiche storiche e geografiche – ha certamente potenzialità di sviluppo. È anche facilmente prevedibile un “effetto contagio” verso le zone limitrofe: sia su tutta la via San Giorgio dall’incrocio con via Visca fino a piazza Gerbido, sia verso via Garibaldi e via Marconi. Inoltre, a cascata, una riqualificazione commerciale dell’area renderebbe molto agevole e naturale organizzare eventi anche in strada e negli adiacenti giardini con un effetto moltiplicatore per l’afflusso di persone e quindi aumentando l’interesse per la zona (es. Villaggio di Babbo Natale, della Befana e così via). Questo progetto può essere pensato dunque nell’ottica più generale di una rivitalizzazione degli spazi cittadini, ovvero con l’obiettivo di restituire al centro storico di Chieri la sua naturale funzione di luogo di passeggio, incontro, commercio.”
“Purtroppo – l’amaro commento finale di Vergnano – l’amministrazione non ha mostrato interesse per il nostro progetto. E tutto è rimasto sulla carta…”


