Zootecnia piemontese: soffre il mercato dei vitelli francesi importati. Confagricoltura Asti: “Consumi in calo e disinformazione mix letale per il comparto”

vitelliLa sofferenza del comparto cerealicolo si sovrappone alla prolungata fase deflattiva della zootecnia. “Il mercato dei vitelli francesi importati in Piemonte risente di una grande stanchezza, più di quello della piemontese. I prezzi sono troppo condizionati dall’import di capi di bestiame dall’estero – commenta preoccupato l’allevatore Carlo Pelassa dell’omonima azienda di Villanova d’Asti – Si consuma sempre meno carne e le tensioni a livello internazionale stanno condizionando in maniera evidente le contrattazioni. E’ difficile fare previsioni sul futuro ma la situazione è grave e chiediamo al Governo di far sentire la voce degli allevatori ai tavoli europei”.

Un quadro a tinte fosche delineato anche da Antonio Amasio, presidente provinciale della sezione Razza Piemontese di Confagricoltura Asti: “Il valore di mercato della bovina piemontese è in stallo ormai da molti mesi. Vende chi ha aziende ben strutturate e pratica sistemi di allevamento nel segno della linea vacca-vitello. Ricordo che il 10% del patrimonio zootecnico nazionale è in Piemonte ma negli ultimi decenni si è registrato un evidente calo degli allevamenti. La zootecnia è un motore importante per l’economia regionale ma da troppo tempo è ingolfato, serve un cambio di marcia ”.

Luisella Torchio, vicedirettore e responsabile del settore tecnico di Confagricoltura Asti, commenta: “Confagricoltura è subita scesa in campo a difesa del comparto zootecnico per rispondere alle gravissime strumentalizzazioni comparse sui giornali dopo la pubblicazione della monografia Iarc sul consumo di carni rosse e lavorate. La scorretta informazione unita alla crisi ha portato ad una contrazione dei consumi del 6% e un’impennata delle importazioni di carni estere (ad esempio quelle polacche). Siamo convinti che la zootecnia di precisione rappresenti il futuro del comparto e per questo i nostri tecnici stanno lavorando per promuovere degli incontri di approfondimento sul tema ma, guardando al presente, le istituzioni non possono ignorare ulteriormente la grave condizione che affligge tutta la filiera. Chiediamo in primis alla Regione Piemonte di lanciare una massiccia campagna di comunicazione ricordando ai consumatori il fatto che la carne bovina piemontese è la più sicura del mondo ed ha caratteristiche nutrizionali che sono un complemento essenziale in qualsiasi dieta equilibrata. Sono necessarie risposte immediate, chiare ed incisive, parametri applicati troppo spesso con leggerezza dal palazzo di Corso Stati Uniti”. Luisella Torchio conclude ricordando la proroga al 31 agosto per le domande di contributo per i giovani agricoltori previste nel PSR Piemonte, con la possibilità di insediarsi fino a 41 anni non compiuti.

Gli uffici di Confagricoltura Asti sono a disposizione per maggiori informazioni: 0141.434943 – asti@confagricoltura.it