ALLEGRO MOLTO A cura di Edoardo Ferrati
MONFORTE D’ALBA (CN)– APPRODO MULTIDISCIPLINARE ALLA MUSICA CLASSICA– L’ottava edizione del festival di musica “Cambi di Stagione”, che ha luogo presso l’Auditorium della fondazione Bottari-Lattes, si è aperta
venerdì scorso con musiche di J.S. Bach. Arte, letteratura, teatro e fotografia sono poste in dialogo con l’ascolto della musica classica. Il festival si distingue nel panorama nazionale , proponendo musica nei quattro periodi dell’anno, l’inizio delle stagioni, scanditi da equinozi e solstizi. Divulgazione, coinvolgimento, muldimedialità sono le parole chiave della nuova sezione “Inside”, curata dall’Orchestra Musica Manens di Chieri e commentati ogni sera dal pianista, compositore e direttore d’orchestra Andrea Damiano Cotti. Un format originale, lontano dal concetto tradizionale di concerto per “andare dentro la musica” e proporre un’esperienza sensoriale coinvolgente, fatta di note che si alternano a parole, immagini, drammaturgia. Obiettivo è quello di fare apprezzare la musica anche a un pubblico non avvezzo alla cultura dell’ascolto a cui s’intende raccontare tutta la bellezza, il fascino e la complessività delle melodie e armonie della classica. “Inside” è dedicata al tema della notte con il ciclo “Tre Notturni” che in tre serate esplora lo stretto legame che unisce il tempo notturno e i linguaggio dei suoni, guardando alla grande musica colta occidentale: Bach, Schubert, Schumann, Brahms, Praetorius.
I concerti della sezione “Inside”
Festival “Cambi di Stagione”
Monforte d’Alba, Auditorium Fondazione Bottari-Lattes, ore 21.15
-Sabato 17 giugno, “Benvenuto all’Estate”VALETINA PADOVAN (attrice), CLAUDIA SASSO (soprano), ANDREA DAMIANO COTTI (pianoforte)Musiche di Schumann, Schubert, Brahms
-Sabato 17 giugno, ore 17.00)- Inaugurazione mostra fotografica “Wald of Sound !0” di Guido Harari (protagonisti della musica rock e contemporanea internazionale). Durante l’inaugurazione i musicisti dell’Orchestra Musica Manens si produrranno in istallazioni sonore in dialogo con le fotografie esposte.
-Giovedì 14 dicembre- “Arrivo dell’Inverno”CORALE CIVICA “MUSICAINSIEME” e ORCHESTRA MUSICA MANENS in brani ispirati all’Avvento.Musiche di Palestrina, Praetorius, Bach J.S. e della tradizione popolare.
TORINO- VIVALDI: CITTADINO TORINESE D’ADOZIONE– Nel periodo 5-23aprile Torino ospita il Festival “Antonio Vivaldi” (nella foto il logo): concerti, cinema, mostre e incontri per un totale di trenta eventi grazie all’impegno
artistico-organizzativo di ben ventuno associazioni musicali torinesi. Punta di diamante del Festival è la mostra (dal 6 aprile al 15 luglio) della mostra “L’approdo inaspettato” dedicata ai ventisette volumi manoscritti autografi di Vivaldi custoditi nella sede della Biblioteca Nazionale Universitaria e riuniti nel fondo “Foà-Giordano” composto da 450 composizioni che rappresentano il 90% degli autografi vivaldiani oggi conosciuti: si tratta del materiale originale, nella maggior parte autografo, dal quale i copisti avrebbero poi ricavato le parti per l’esecuzione. Curiosa è la storia con cui giunse a Torino questa imponente raccolta. Fonti sicure certificano che nel 1745 i ventisette volumi della musica del “Prete Rosso” si trovavano a Venezia presso la biblioteca del senatore veneziano conte Jacopo Soranzo, che con ogni probabilità li acquistò dal fratello del compositore, Francesco che il avrebbe ereditati dopo la morte di Antonio (1741) In seguito i volumi passarono nelle mani del conte Giacomo Durazzo che li tenne nel suo palazzo sul Canal Grande fino alla morte. Suo nipote Girolamo, ultimo doge di Venezia, li trasferì a Genova dove rimasero per circa un secolo nella villa di famiglia. Nel 1893 i volumi vennero divisi in parti uguali e lasciati in eredità ai fratelli Marcello e Flavio Durazzo. Marcello legò la sua parte al Collegio Salesiano di San Carlo, vicino a Casale Monferrato. Nel 1926 il direttore del Collegio, volendo intraprendere un rinnovamento dell’edificio, decise di vendere i volumi. Prese quindi contatto con la Biblioteca Universitaria di Torino che affidò una perizia a Giovanni Gentile, docente universitario di storia della musica il quale si rese subito conto dell’immenso valore della raccolta. Nè la Biblioteca nè la Città di Torino avevano i fondi sufficienti per acquistarla. Gentile, pertanto, si rivolse all’amico imprenditore Roberto Foà che comprò i volumi nel 1927, poi donandoli alla Biblioteca. L’altra metà dei volumi era rimasta a Genova. Dopo lunghi negoziati gli ultimi eredi della nobile famiglia accettarono di venderla. La raccolta venne così completata grazie all’intervento di un altro imprenditore Filippo Giordano. Ed è proprio questa catena di eventi che ha condotto all’acquisizione in seno alla Biblioteca Nazionale. Oltre agli spartiti e alle partiture integrali di opere liriche, notevole è la quantità di musica strumentale: 296 concerti per uno o più strumenti, archi e basso continuo, cantate, mottetti. Da questa imponente massa di musica, rimasta intatta negli archivi per lungo tempo, scaturisce l’infinita varietà della musica vivaldiana, il suo stile personale e illimitata creatività. Oltre al fondo “Foà-Giordano” la BNU custodisce manoscritti e musica in gran parte provenienti dalla LIbreria Ducale di Casa Savoia (sec. XV-XVIII). Tra le opere più preziose si segnalano il Codice Staffarda, proveniente dall’abbazia omonima e il cosiddetto “Cancionero de Turin” contenente composizioni spagnole; il Ballet Comique de la Royne di Balthasar de Beauyoulx, primo esempio di balletto di corte e il Ballarino di H.F. Corao, primo trattato nell’arte della danza (Venezia 1581). Inoltre, grande interesse rivestono i codici medievali, latini, bizantini e francesi con notazione musicale, unici codici che riportino, oltre al testo, le scene e i costumi realizzati per le feste della corte sabauda (sec. XVIII), un vero capolavoro calligrafico; il fondo “Gianni Secondo”, donato nel gennaio 22011, che conta 1.679 pezzi e che riguarda la stioria del balletto dal secolo XVI fino agli inizi del secolo XXI. una rilevante documentazione d’archivio, anche di carattere privato.
TORINO, Biblioteca Nazionale Universitaria, p. Carlo Alberto, 1
Festival “Antonio Vivaldi”
Mostra “L’APPRODO INASPETTATO. I manoscritti torinesi di Antonio Vivaldi”
6 aprile-15 luglio
lunedì-venerdì ore 10-18; sabato ore 10-13 e prima domenica del mese ore 15-19
ingresso gratuito
per adesioni, informazioni, visite guidate:
Segreteria Biblioteca Nazionale Universitaria, email bu-to.eventi@beniculturali. tel. 011-8101113
Associazione ABNUT-Amici Biblioteca Nazionale Universitaria Torino Onlus; email info@abnut.it, tel. 011-8101125 (martedì e gioved’) www.abnut.it


