Asti- Stress da lavoro correlato: la Cgil indaga sulla sindrome del “burnout”
Si chiama, con una parola che suona un po’ minacciosa, “burnout” e si traduce come: “stress da lavoro“. L’OMS l’ha riconosciuto come sindrome legata all’attività professionale, individuando anche i protocolli diagnostici.
La Cgil si sta occupando da tempo dello stress da lavoro correlato e giovedì scorso la Camera del Lavoro di Asti ha presentato un progetto per raccogliere i dati direttamente dai lavoratori attraverso un questionario.
Il questionario è già stato proposto ai lavoratori di Poste Italiane.
Siamo appena partiti a livello nazionale – ha spiegato Patrizia Bortolin, Rsu Slc Cgil Poste Asti – con il formulario per la rilevazione delle pressioni nel settore commerciale dell’azienda. I Direttori degli Uffici postali e i consulenti di sala e di filiale hanno quotidianamente a che fare con vendita di prodotti come investimenti finanziari, polizze assicurative, vendita SIM, apertura conti correnti, e sono tra coloro che, potenzialmente, possono subire pressioni per reperire finanziamenti, cessioni del quinto e mutui”.
Alle pressioni commerciali si sommano le attività tradizionali e la gestione ordinaria delle attività postali. La SLC CGIL, categoria che si occupa delle Telecomunicazioni, ha scelto di iniziare la propria indagine proprio da coloro che, in prima istanza, subiscono più pressioni legate alle attività non tradizionali di Poste.
Le relazioni lavorative si fanno pericolose – dicono Giorgia Perrone, segretaria provinciale Slc Cgil e Alessandro Berruti, direttore Inca Cgil – quando lo stress diventa un problema quotidiano ed apparentemente insormontabile: il questionario intende farlo emergere nell’attesa che l’Osservatorio sulle pressioni commerciali interno a Poste Italiane parta con la dovuta celerità”.
Obiettivo chiaro del questionario è la valutazione delle reali condizioni di lavoro e delle ricadute di queste sulla salute di lavoratori e lavoratrici e la conseguente individuazione di azioni di prevenzione a loro tutela. Le domande del questionario sono state redatte da un pool di medici del patronato INCA nazionale, gli stessi che avranno il compito di valutarli e di verificare la possibile presenza di malattie professionali.
L’Istituto Di Vittorio, Fondazione nazionale della CGIL, si occuperà dell’elaborazione dei dati e della redazione dei relativi report.
Ci auguriamo il più alto numero possibile di adesioni alla compilazione del questionario da parte di tutti i dipendenti di mercati privati di Poste Italiane nella Provincia astigiana – sottolineano i promotori della campagna Cgil – Il lavoro e la salute sono diritti costituzionali e non vogliamo che si contrappongano”.


