LE PERLE NERE DELLA MUSICA a cura di Edoardo Ferrati
Franz Schmidt (1874-1939)- Le Sinfonie (edizione integrale)
Orchestra Radio di Francoforte diretta da Paavo Jarvi
etichetta: Deutsche Grammophon 438 8336 (3 cd)
registrazione: Frankfurt Rundfunk, gennaio/febbraio 2019 pubblicazione: ottobre 2020 durata: 2h.20′.43”
L’austriaco Franz Schmidt (foto cover cd), nato a Pressburg (oggi Bratislava), ebbe per prima insegnante la madre Marie Rovesz di origine ungherese, che gli diede una formazione sistematica sulle opere di J.S. Bach, mentre da Felizian Moczikuna apprese la teoria musicale. Nel 1888 si stabilì a Vienna dove studiò, tra l’altro, composizione con Anton Bruckner. Ottenuto il diploma di violoncellista, suonò per una decina d’anni come prima parte dell’Orchestra di Corte diretta da Gustav Mahler. Nel 1934 Schmidt fu il primo titolare della classe di pianoforte al Conservatorio di Vienna (ribattezzato Accademia Imperiale di Musica e Arti dello Spettacolo). La vita privata del compositore era in netto contrasto con la brillante carriera professionale: offuscata dalla scomparsa della prima moglie. internata in un ospedale psichiatrico in cui rimase vittima di un programma di eutanasia nazista. La loro figlia morì dopo la nascita del primogenito. Schmidt registrò un grande trauma spirituale e fisico. Il suo secondo matrimonio (1929) riuscì a stabilire un certo equilibrio, necessario per un uomo afflitto da gravi problemi di salute che nel 1937 lo costrinsero ad abbandonare l’Accademia. Nel frattempo, l’Austria venne inclusa nel Terzo Reich tedesco (Anschluss) e Schmidt fu considerato dalle autorità naziste come il più grande compositore vivente del cosiddetto Ostmark, per il quale ebbe l’incarico di comporre la cantata La Resurrezione Germanica, rimasta incompiuta. Nel dopoguerra l’influenza della sua arte risentì per lungo tempo dell’accusa di aver nutrito simpatie naziste, sebbene la cantata incriminata fosse stata abbandonata poco prima della morte. Vissuto tra Bruckner e Mahler, sembra privilegiare l’esperienza del primo . Le quattro Sinfonie (1902,1913, 1928, 1934) non propongono novità formali rilevanti del linguaggio musicale che era già in netta fase evolutiva nel tempo in cui Schmidt operò. Esse si segnalano come un modus operandi che tendeva a prolungare il momento tardo romantico. La Quarte Sinfonia, nella sua tonalità di do maggiore rimane un esempio emblematico della sua produzione. Questa integrale sinfonica è la prima in campo discografico, anche se in passato direttori illustri come Mitropoulos e Mehta rivolsero la loro attenzione a qualche lavoro di Schmidt, è affidata alle cure dell’estone Paavo Jarvi. figlio del noto direttore Neeme. L’Orchestra della Radio di Francoforte si dimostra compagine duttile nello stacco dei tempi e per nulla intimorita, non cede alla magniloquenza e all’ipertrofia timbrica, un rischio sempre in agguato quando si affrontano partiture così mastodontiche. Merito primario di un’attenta bacchetta. Ottima l’acustica che restituisce un buon palcoscenico e un’adeguata profondità. Si spera che la congiura del silenzio o del disprezzo si rompa una volta per tutte. E verrà il mio tempo la celebre esclamazione di Mahler, sarà così anche per Schmidt?


