UNA FIRMA PER UNA CHIERI #ANTIFASCISTA. 

SICCHIERO: «BASTA CON SIMBOLI, GESTI E PAROLE FASCISTE: PER TROPPO TEMPO ABBIAMO SOTTOVALUTATO»

“L’urgenza e la necessità contro la propaganda fascista e nazista trova conferma nei ‘raid digitali antisemiti’, come quello nei confronti della scrittrice Lia Tagliacozzo”

Allo Sportello Unico del Comune è possibile sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista.

 

Anche a Chieri è possibile firmare la proposta di legge di iniziativa popolare “Mai più fascismo e nazismo”, un’idea lanciata dal Sindaco di Stazzema, il comune toscano che ha sul suo territorio la frazione di Sant’Anna, la cui popolazione fu sterminata dai tedeschi nel 1944. Ad annunciarlo è il Sindaco di Chieri, Alessandro SICCHIERO, che questa mattina ha voluto essere il primo a sottoscrivere la proposta di legge presso lo Sportello Unico del Comune. «Invito tutti i chieresi a dare il loro sostegno a questa proposta di legge-spiega il Sindaco Alessandro SICCHIERO-ho voluto essere il primo ad apporre la firma non solo perché l’antifascimo nella mia storia familiare è un valore di riferimento fondamentale, ma perché è la pietra angolare della nostra Costituzione, un valore che non può essere dato per acquisito una volta per tutte ma che necessita ORA E SEMPRE di essere difeso e riaffermato. Stiamo assistendo da troppo tempo non solo ad un clima di intolleranza, rancore e violenza ma al ritorno anche nello spazio pubblico di gesti, simboli, parole che credevano far parte di un lontano passato. Vediamo svastiche e simboli neonazisti negli stadi e sui muri. Vediamo gadget che richiamano il fascismo. Vediamo gruppi e movimenti dichiaratamente neofascisti e neonazisti tornare – in Italia e in Europa – ad alzare la voce, ad occupare la scena pubblica con parole d’ordine e comportamenti per nulla dissimili da quelli delle squadracce nere che a colpi di manganello prepararono il terreno per l’avvento del regime. C’è una parte di italiani che pensa che Mussolini abbia fatto anche cose buone, come se aver dichiarato guerra al mondo e varato le leggi razziali fossero solo degli errori di percorso. Secondo il rapporto Eurispes il 15,6% degli italiani pensano che la Shoah non sia mai avvenuta. Per troppo tempo abbiamo sottovalutato. L’urgenza e la necessità contro la propaganda fascista e nazista trova conferma nei ‘raid digitali antisemiti’, come quello nei confronti della scrittrice Lia Tagliacozzo». «Con questa proposta di legge di due soli articoli, che non ha nulla a che vedere con l’anagrafe antifascista-aggiunge Alessandro SICCHIERO-si vuole contrastare la propaganda e la diffusione di simboli, messaggi e contenuti dichiaratamente fascisti e nazisti, prevedendo come aggravante l’esposizione di simboli fascisti e nazisti nel corso di eventi pubblici. Si tratta di una sfida di grande attualità, che riguarda tutti, a prescindere dalle opinioni politiche e dalle simpatie o collocazioni partitiche. Firmando questa proposta di legge, difendiamo la Costituzione».

Fino al 31 marzo è possibile sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare “Norme contro la propaganda e diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti”, recandosi, muniti di un documento di identità, presso lo Sportello Unico del Comune di Chieri, in via Palazzo di Città, 10 (dal lunedì, al venerdì dalle 12,30 alle 14,00, il mercoledì dalle 9 alle 12), ovviamemte nel rispetto delle misure anti-Covid.

Art. 1. 1. Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente: «Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici. La pena di cui al primo comma è altresì aumentata di un terzo se il fatto è commesso con modalità ed atti espressivi dell’odio etnico o razziale. All’articolo 5, primo comma, della legge 20 giugno 1952, n. 645, le parole: «sino a» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a».

Art. 2 1. Al Decreto Legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in Legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” all’art. 2 dopo il comma 1 aggiungere il seguente: “1-bis. Qualora in pubbliche riunioni di cui al comma 1,

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