PIEMONTE ARTE: CARAVAGGIO, VEZZOLANO, EXODOS, RIVOLI, POLO DEL ‘900…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

TORINO. CARAVAGGIO AI MUSEI REALI

Un capolavoro dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma

Arriva ai Musei Reali di Torino il San Giovanni Battista di Caravaggio, che sarà esposto dal 25 febbraio al 30 maggio nelle sale dedicate ai pittori caravaggeschi della Galleria Sabauda. L’opera, realizzata tra il 1604 e il 1606, proviene dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma grazie a uno scambio promosso dalle direzioni dei due musei in occasione della mostra L’ora dello spettatore. Come le immagini ci usano (Roma, Palazzo Barberini, 2 dicembre 2020 – 5 aprile 2021). Una straordinaria opportunità per portare all’attenzione del pubblico le collezioni di due grandi pinacoteche italiane e il genio dei loro insuperati maestri. L’evento è sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e da Reale Mutua.

Orari

Lun-Ven 9-19 (ultimo ingresso ore 18).

(Già visitabile a partire da giovedì 25 nel primo pomeriggio)

Vista compresa nel prezzo del biglietto dei Musei Reali

Intero: € 15

Ridotto: € 2 (ragazzi dai 18 ai 25 anni)

Gratuito per i minori 18 anni, insegnanti con scolaresche, guide turistiche, personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, membri ICOM, disabili e accompagnatori, possessori dell’Abbonamento Musei, della Torino + Piemonte Card e della Royal Card. L’ingresso per i visitatori over 65 è previsto secondo le tariffe ordinarie.

 

CONFERENZA “ANTOINE DE LONHY È TORNATO! VEZZOLANO RITROVA LE SUE TAVOLE PERDUTE. È INIZIATA LA RINASCITA DELLE OPERE” – 25 FEBBRAIO

Nei mesi scorsi una serie di fortunate circostanze ha permesso di individuare due grandi tavole lignee della fine del Quattrocento, dipinte su entrambi i lati, di cui da tempo si erano perse le tracce. Riconosciute come provenienti dalla Chiesa di Santa Maria di Vezzolano, le opere sono protagoniste di un percorso di rinascita che, attraverso un intervento di restauro e iniziative di valorizzazione, mira all’importante traguardo di garantirne la conservazione e restituirne la bellezza alla pubblica fruizione. La notevole qualità delle pitture ha fatto pensare alla bottega dell’artista borgognone Antoine de Lonhy, attivo nel Ducato di Savoia nella seconda metà del Quattrocento, un legame portato alla luce da Giovanni Romano, storico dell’arte, soprintendente e docente universitario recentemente scomparso, alla cui memoria è dedicato il restauro. L’impegno economico richiesto dalla complessità dell’intervento ha portato a promuovere una raccolta fondi in collaborazione con l’Associazione la Cabalesta di Castelnuovo don Bosco. Grazie a una generosa donazione e al contributo di diversi sostenitori della cultura, nell’arco di alcune settimane è stato possibile raggiungere l’importo necessario. Dopo l’evento organizzato a gennaio per presentare le opere e rendere noti gli esiti della campagna diagnostica preliminare al restauro, vi diamo appuntamento giovedì 25 febbraio 2021 alle ore 16.30 con la conferenza in streaming dal titolo Antoine de Lonhy è tornato! Vezzolano ritrova le sue tavole perdute. È iniziata la rinascita delle opere. Protagonisti di questa seconda puntata sono i lavori in corso e i progetti in fase di studio, in particolare con un focus sulle operazioni eseguite nell’ambito del restauro e l’annuncio delle attività previste per promuovere il pieno recupero e la conoscenza dei dipinti. Un’occasione, inoltre, per esprimere profonda gratitudine a tutti coloro che hanno voluto credere in questa iniziativa e invitare il pubblico a continuare a seguire il racconto museale di questa affascinante vicenda.

Antoine de Lonhy è tornato! Vezzolano ritrova le sue tavole perdute

È iniziata la rinascita delle opere

Conferenza in streaming

Giovedì 25 febbraio 2021 ore 16.30

Intervengono

Elena De Filippis, direttrice regionale Musei Piemonte

Valentina Barberis, direttrice dell’Abbazia di Vezzolano

Anna Rosa Nicola, direttore tecnico del laboratorio Nicola Restauri

Maurizio Pistone, presidente dell’Associazione la Cabalesta

Lidia Brero, presidente della Fondazione Enrico Eandi

Partecipazione gratuita tramite il link:

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EXODOS SUPERA I 100 MILA VISITATORI, IN 35 “TAPPE”  

Dal 26 febbraio al 28 marzo nuova esposizione della mostra sulle rotte migratorie, di 12 fotoreporter e videomaker. L’inaugurazione venerdì 26 febbraio, alle ore 17, al Ricetto per l’Arte di Almese (To)

In quattro anni, oltre centomila visitatori in 35 esposizioni, tra cui quella del settembre 2018 al Parlamento Europeo: questi i numeri della mostra Exodos| Exit – rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione, che  da venerdì 26 febbraio sino a domenica 28 marzo si potrà visitare al Ricetto per l’Arte di Almese (To), in Borgata San Mauro. L’esposizione numero 36, voluta dal Comune di Almese con l’Associazione culturale Cumalè, è patrocinata da Regione Piemonte e Unione Montana Valle Susa. Realizzata dall’associazione Allievi del Master in Giornalismo Giorgio Bocca e dalla Regione Piemonte, affronta il tema osservandolo da tre diversi punti di vista: quelli dell’esperienza e della narrazione internazionale, del sistema di accoglienza e degli strumenti di inclusione della Regione Piemonte. L’inaugurazione avverrà venerdì 26 febbraio, alle ore 17, nella struttura medievale che ospita la mostra. Per l’allestimento di Exodos è stato scelto un percorso tematico, per guidare il pubblico nei vari momenti che scandiscono la quotidianità di chi dalla propria terra intraprende il cammino con l’obiettivo di raggiungere un mondo migliore. Nell’itinerario espositivo, l’attenzione è rivolta alle fasi salienti di questi viaggi: il “Mare”, trampolino e naufragio verso il miraggio di un nuovo mondo; la “Strada”, attraverso i campi, i fiumi, le lande desolate delle terre di nessuno; l’arrivo davanti alle “Barriere”, fatte di reti, muri, confini; i “Campi”, luoghi di attesa, di riposo, di speranza, di paura; “Incontri” tra società, turisti e migranti. Sono immagini e video realizzati da dieci fotoreporter (Mauro Donato, che nel marzo 2018 venne arrestato in Serbia per un equivoco e poi rilasciato; Marco Alpozzi, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi e Stefano Stranges) e due videomaker indipendenti torinesi (Stefano Bertolino e Cosimo Caridi) tra il 2014 e il 2016 in alcuni dei momenti e dei luoghi più drammatici dell’emergenza profughi, come le isole di Lesbo e Kos, la frontiera di Idomeni, la giungla di Calais, ma anche i Balzi Rossi vicino a Ventimiglia o il mare al largo di Lampedusa. Si sono poi aggiunte immagini di Stefano Tallia, Stefano Rogliatti, Carolina Lucchesini e Simona Carnino. «Questa mostra, in cui crediamo molto, rinnova l’interesse del pubblico per un tema contemporaneo molto dibattuto ed analizzato: quello delle migrazioni – afferma l’assessore regionale all’Immigrazione, Fabrizio Ricca -. Siamo felici che oggi questi scatti continuino a interessate il pubblico e a porre domande su un argomento tanto complesso». Per il suo valore culturale e di sensibilizzazione, la mostra Exodos ha ottenuto l’apprezzamento e il riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Alto patrocinio del Parlamento Europeo, ed il patrocinio dell’Unhcr, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Gli orari di apertura, in situazione di zona gialla, saranno di mercoledì dalle 10 alle 12,30 e di venerdì dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18 (lunedì, martedì e giovedì su prenotazione). In altro caso, dal lunedì dal venerdì su prenotazione; sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18. Info: Associazione Culturale Cumalè, cell. 328-9161589; cumale.ass@gmail.com

 

RIVOLI, MOSTRA “ARTEFISICA”

dal 23 febbraio al 5 marzo 2021

Casa del Conte Verde

Via F.lli Piol 8 Rivoli

Primo Levi asserisce nel 1956, che la separazione tra arte e scienza non esiste e che, nonostante manifestazioni differenti, esse siano profondamente interpenetrate di un’unica cultura: la cultura umana. La mostra vuole ricordare e celebrare, attraverso l’arte contemporanea, le numerose scienziate che hanno dedicato la loro vita, i loro studi e le loro ricerche alla  Scienza Fisica. Sono ancora troppo poche le ragazze che scelgono d’intraprendere percorsi di studi in campo scientifico, perché frenate da pregiudizi e condizionamenti culturali che minano la consapevolezza delle proprie capacità. Ha contribuito attivamente alla realizzazione della Mostra un gruppo di studenti dell’Istituto Giulio Natta di Rivoli, creando pannelli grafici che rappresentano le scienziate. Saranno esposti pannelli, grafici, filmati, quadri e sculture che si fondono nella bellezza dell’Arte e della Scienza.

Le artiste e gli artisti:

Angela Betta Casale, Martino Bissacco, Gianfranco Cantù, Maria Grazia Fiore, Attilio Lauricella, Silvana Maggi, Nikolinka Nikolova, Luciana Penna. Alcune delle opere sono inedite altre hanno già partecipato a”Donne e scienza”, iniziativa della Regione Piemonte, organizzata da Maria Rosa Menzio.

Saranno inoltre presenti con le loro opere, come ospiti d’onore, Claudio Giacone e Tiziana Berrola.

Curatrice della mostra: Silvana Maggi con il supporto delle socie di “Rivolididonne” e in collaborazione con  il Sindaco Andrea Tragaioli e l’Assessore alle Pari Opportunità Alessandra Dorigo.

 

ALLA SCOPERTA DEL PATRIMONIO NASCOSTO. OPERE INEDITE DAI DEPOSITI DELLA DRM PIEMONTE

Collezioni straordinarie si celano nei depositi dei nostri musei: oggetti di raffinata bellezza, pregiati elementi decorativi, dipinti di notevole fattura, fotografie d’epoca e ricordi di viaggio restano lontani dagli occhi del pubblico. A questa parte del patrimonio, che nella cornice di sfarzo e magnificenza delle residenze sabaude costituisce un vero e proprio tesoro nel tesoro, è dedicato un programma di conservazione e valorizzazione, definito dalla Direzione regionale Musei Piemonte nell’ambito del progetto Sleeping Beauty, promosso e finanziato dalla Direzione Generale Musei del MiBACT. Nell’anno 2020 l’assegnazione dell’importo complessivo di 40.000 euro ha infatti permesso di elaborare un articolato piano di interventi che coinvolge opere custodite nei depositi di Palazzo Carignano, Villa della Regina, Castello di Agliè e Castello di Racconigi. Tra porzioni di apparati decorativi, una tela di grande formato, armi e manufatti etnografici, si tratta di oltre 180 pezzi, a cui si aggiungono album di fotografie che riuniscono quasi 700 immagini. Le opere selezionate compongono infatti un corpus particolarmente interessante e significativo, eterogeneo per materiali, tecniche esecutive, datazione e ambito di provenienza geografica, senza dubbio rappresentativo della realtà multiforme che caratterizza il patrimonio gestito dalla Direzione regionale Musei.

 

 

 

GALLERIA IN ARCO, MOSTRA “TRE SGUARDI AL FEMMINILE”

Francesca Woodman

Floria Sigismondi

Michela Forte

11 febbraio – 1° maggio 2021

Galleria In Arco, Piazza Vittorio Veneto 1/3, Torino

Questa mostra mette a confronto tre artiste molto diverse, ma unite dalla complessa personalità del proprio linguaggio. Entrambi utilizzano – se non in modo peculiare, come nel caso della Woodman – il proprio autoritratto, in modo citazionista per Floria Sigismondi o con fini evocativi, come nel caso di Michela Forte. Altro elemento caratterizzante è la creazione di personali set, dove inscenare le proprie realizzazioni utilizzando materiali eterogenei e non convenzionali. Tutto ciò messo a confronto porta ad istintive riflessioni sul fare arte e sul coinvogimento personale, affrontando temi classici ed esistenziali che non hanno limiti di tempo e di interazione. Francesca Woodman sviluppa, attraverso le sue immagini, temi filosofici e psicologici, creando all’interno del proprio ambiente domestico personalissime architetture che evocano antichi miti. Isolata nel suo studio la Woodman ha saputo raccontare l’ epoca della sua generazione, partendo dai ricordi d’infanzia e svelando senza remore né pudori le sue più intime paure e frustrazioni. Floria Sigismondi, perfettamente integrata in un preciso background culturale nato nella prima metà degli anni ’90, ha sviluppato un linguaggio visivo basato sulla citazione, la ripetizione differente e la trasversalità dei contesti, proponendo un immaginario basato su un attento studio della realtà e delle sue possibili forme ed espressioni. Nella sua opera traspare un vago malessere esistenziale, un modo nuovo di intendere il corpo ed il linguaggio che ne consegue, esprimendone tutta l’inquietudine contemporanea. Michela Forte, già dai primissimi autoritratti realizzati all’interno dei set fotografici domestici, esprime una fitta rete di simbologie e rimandi letterali che alterano la lettura delle immagini, disseminando qua e là tracce di desiderio, di celate intenzioni ed introspezioni. L’uso stesso che fa l’artista del bianco e nero, controllando minuziosamente sfumature e contrasti in camera oscura, colloca la sua opera in una dimensione più astratta e onirica; la sua opera viene realizzata con l’utilizzo di oggetti inconsueti, strumenti medicali e comuni elementi naturali nei quali l’artista trasferisce le proprie emozioni, in un processo simile a quello del transfert psicanalitico.

 

QUARTZ STUDIO: LIHI TURJEMAN. UNEARTH

via Giulia di Barolo 18/D, Torino. Fino al 17 aprile

Quartz Studio è lieto di presentare Unearth, la prima personale italiana di Lihi Turjeman (Tel-Aviv, Israele, 1985) curata da Noam Segal. Con una nuova serie di dipinti, incentrata sui legami tra cultura antica e cultura contemporanea, l’artista a Torino reimmagina il nostro rapporto con gli attuali concetti di tempo, archeologia, restauro e manufatti storici. Per la mostra site – specific da Quartz Studio, Turjeman crea un dipinto-installazione caratterizzato dall’anelito di passato che testimonia un atteggiamento critico nei confronti della cultura del presente. Lihi Turjeman (Tel-Aviv, Israel, 1985) vive e lavora a Tel-Aviv e a Torino. Ha ottenuto un master in Belle arti presso la Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme e nel 2015 ha vinto il premio per i giovani artisti del ministero della Cultura israeliano. È stata residente della Cité internationale des arts di Parigi, del centro artistico Artport di Tel Aviv, della Fondazione Spinola Banna in Italia, della Nars Foundation e dell’ISCP di Brooklyn, New York. I suoi dipinti-installazioni di grandi dimensioni sono caratterizzati dal monocromatismo e ruotano attorno allo spazio, in ogni sua forma e significato. Le opere di Turjeman incarnano una dualità estrema, spaziando libere fra l’approccio epico e l’attenzione microscopica ai dettagli rappresentati mediante la “mappatura” e la scalfittura della superficie. Fra le sue tecniche figura infatti l’action-painting, o espressionismo astratto, in cui l’artista interviene fisicamente sulla superficie del dipinto. Spandendo, sfregando, staccando, macchiando e incollando, indurisce la tela e ne mette in risalto pieghe e trame. La tela è come una parete, un territorio o una mappa ancora tutti da tracciare. Negli ultimi dieci anni Turjeman ha esposto in diverse istituzioni fra cui The Israel Museum di Gerusalemme, Tel-Aviv Museum of Art, Center for Contemporary Art Tel-Aviv, Petach Tikva Museum of Art, Haifa Museum of Art. Le sue opere si possono trovare in collezioni pubbliche e private d’Israele, d’Europa e degli Stati Uniti. L’artista è rappresentata dalla galleria Sommer Contemporary Art, Tel-Aviv/Zurigo, e da Ncontemporary, Milano/Londra.

Quartz Studio ringrazia l’artista e la curatrice Noam Segal. La mostra resterà aperta fino al 17 aprile 2021, su appuntamento. Quartz Studio ora è anche su Instagram

 

MUSEO ACCORSI-OMETTO: SE CI SARA’ ANCORA ZONA GIALLA…

Se il Piemonte continuerà a essere giallo, il Museo Accorsi-Ometto sarà aperto straordinariamente lunedì 1° marzo dalle 13.00 alle 18.00. Sarà possibile visitare la collezione permanente e la mostra CRONACHE DALL’800.

ORARI

Lunedì 13.00-18.00

Da martedì a venerdì 10.00-18.00.

Sabato e domenica chiuso.

La biglietteria chiude mezz’ora prima.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA:

  1. 011 837 688 int. 3 oppure info@fondazioneaccorsi-ometto.it

Per la prenotazione via e-mail, è necessario attendere una risposta di conferma.

 

DIPUNTA. FRESH PICKS FROM THE CITY’S DESIGN SCENE:

al Circolo del Design in mostra i designer nati tra

gli anni Ottanta e Novanta

Dal 18 febbraio al 26 marzo il Circolo del Design di Torino ospita nei suoi spazi una selezione di progetti, nati o rieditati nel 2020, realizzati da designer che raccontano attraverso prodotto, fotografia, grafica e digitale la scena pulsante del design della città. Una generazione abituata al cambiamento e cresciuta sotto il segno della resilienza: è quella delle donne e degli uomini dai venticinque ai trentacinque anni che, dopo aver vissuto una crisi economica e una epidemia mondiale, continuano ad adattarsi e a reinventarsi, spesso utilizzando come leva proprio la creatività. Dove sono diretti? Che cosa hanno da dire? E, soprattutto, cosa rappresenta questa generazione per la definizione dell’identità del progetto torinese? Sono queste le domande alla base di DIPUNTA. Fresh picks from the city’s design scene, la mostra curata e realizzata dal Circolo del Design di Torino, visitabile dal 18 febbraio al 26 marzo 2021 in via San Francesco da Paola 17, che ospita 7 progetti di 15 designer torinesi tra i 25 e i 35 anni.

Fotografia, illustrazione, prodotto, grafica, animazione, digitale e suono sono i canali scelti da illo, Marta Monge & Kerem Türkyilmaz, Paolo Berra & Christel Martinod, Sélva Creative Studio, Silvia Picari, Testatonda, Tomaso Clavarino & Patrizio Anastasi, i designer selezionati dal Circolo del Design per rappresentare la scena pulsante del design torinese. Nati a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, i protagonisti di DIPUNTA sono l’emblema di un particolare momento della carriera di un professionista: hanno già costruito e consolidato un passato nel quale si sono distinti per il loro valore, ma contemporaneamente vivono un presente aperto alla libera sperimentazione, investigando temi e approcci che diventano distintivi del loro posizionamento professionale. Tra progetto e ricerca artistica, le produzioni raccontano nuove modalità di interazione e relazione tra l’uomo e ciò che lo circonda – spazio domestico, natura, tecnologia, persone – entrando in dialogo con discipline differenti e mescolando linguaggi ed espressioni, specchio di una generazione in continuo movimento.

Il titolo della mostra – DIPUNTA. Fresh picks from the city’s design scene – richiama le situazioni affrontate di petto, o di punta, con impegno e determinazione. Ma guarda anche a quegli individui che hanno fatto delle loro capacità i loro punti di forza, distinguendosi in un determinato ambiente o per una specifica attività. Partendo da questo presupposto, sono stati quindi scelti designer che in qualche modo hanno avuto la possibilità di emergere sulla scena torinese e che rappresentano un punto di riferimento per la propria generazione.

DIPUNTA. Fresh pick from the city’s design scene ha aperto al pubblico giovedì 18 febbraio alle ore 14.00. Si consiglia la prenotazione telefonica (+39 371 3242750) o via email (info@circolodeldesign.it). L’ingresso è regolamentato in base alle normative vigenti per emergenza Covid-19 ed è riservato ai soci. La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 19.00 fino al 26 marzo 2021. La mostra sarà visitabile in queste date solo qualora la regione Piemonte sia in zona gialla.

 

DOVE PORTANO I VENTI. CRISI, TRANSIZIONI, OPPORTUNITÀ DEL NUOVO DECENNIO. PROGRAMMAZIONE CULTURALE 2021 DEL POLO DEL ‘900 DI TORINO

Decidere oggi come abitare il decennio che verrà. Con Dove portano i Venti, il Polo del ‘900 di Torino e i 22 Enti partner presentano il programma culturale 2021. Un’ampia articolazione di progetti, iniziative, formati, linguaggi, luoghi e strumenti che attorno ai Venti costruisce una narrazione tra passato e futuro, per intercettare e rispondere a crisi, transizioni, opportunità del nuovo decennio. Gli Anni Venti suggeriscono diverse dimensioni che verranno esplorate attraverso i numerosi progetti 2021 in partenza a marzo.

  • Venti sono gli anni del decennio che si apre con la sfida ecologica da vincere, modelli e approcci da ridefinire, dal sistema dei diritti al concetto di democrazia, dagli sviluppi dell’ingegneria genetica e dell’intelligenza artificiale, ai rischi di conflitti nucleari o biologici, dal rapporto tra lavoro e lavoratori fino ai crescenti squilibri in termini di accesso alle opportunità tra aree e popolazioni del pianeta, resi ancora più acuti dalla Pandemia.
  • Venti gli anni passati dall’inizio del nuovo millennio, segnato dall’attacco alle Torri Gemelle, cresciuto di pari passo con la rivoluzione digitale e l’esplosione di Internet, fratturato dalla crisi finanziaria del 2008.
  • I Venti del secolo scorso, un decennio denso di avvenimenti e fatti storici a livello nazionale e internazionale, generativo di visioni, ideologie, modelli di società e di sviluppo che hanno influenzato e informato in modo significativo gli anni a seguire. Un decennio che nasceva dopo una pandemia.
  • I venti sono anche i ventenni, la generazione Z, nata con il nuovo millennio, portatrice di modelli comportamentali, aspirazionali e visioni di futuro radicalmente diverse rispetto ai millennials e ai boomers. Non meri destinatari delle varie iniziative ma protagonisti attivi.
  • Questi anni Venti che ci apprestiamo a vivere portano anche verso il bilancio dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile, countdown che si chiude nel 2030 quando saremo chiamati a valutare la capacità di risposta di ognuno alle sfide globali.

Le dimensioni che i Venti suggeriscono costituiscono l’architettura di Dove portano i Venti, programma dall’ambizione biennale, che si svilupperà a livello regionale, dal vivo e in streaming, con format consolidati e proposte inedite, per mobilitare l’opinione pubblica sulle sfide più urgenti, locali e globali, con uno sguardo privilegiato al mondo della formazione e alle nuove generazioni.

A cominciare dai Progetti Integrati 2021, frutto della filosofia collaborativa degli Enti partecipanti del Polo, come Polo Internazionale. Avere Vent’anni in…, per approfondire lo stato dei diritti umani attraverso lo sguardo dei ventenni in cinque stati: Turchia, Egitto, Balcani, Siria e Libano – coordinato dalla Fondazione Vera Nocentini e dall’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini (febbraio).

Segue il progetto Dirittibus, che a partire dal mese di aprile trasformerà un bus in un museo itinerante arricchito con oltre 150 libri sui diritti, uno spazio aperto a eventi educativi, ludici, performativi in dialogo con i quartieri della città – guidato dal Museo Diffuso della Resistenza, in collaborazione con le Biblioteche Civiche.

Lo sport diventerà un prisma per interpretare le sfide attuali, ripercorrendone l’epopea dagli anni Venti del Novecento fino a oggi, con Sfide Sconfinate. Lo sport che cambia il mondo – coordinato dall’Unione Culturale Franco Antonicelli. Lo sport sarà anche il focus di N, magazine del Polo del ‘900, con un numero dedicato in uscita a maggio.

Con 9Cento Storie. Le culture politiche alla prova del tempo presente, un’indagine sulle culture politiche del Novecento e del loro significato oggi, attraverso sette protagonisti del Novecento d’ispirazione per i giovani – coordinato dal Centro Studi Piero Gobetti (settembre).

Alfabeto civico. Parole in gioco, un inedito percorso di didattica, rivolto a studenti dai 14 ai 19 anni, porterà il Polo del ‘900 e i suoi Enti all’interno delle scuole, per studiare l’educazione civica attraverso il gaming – capofila Fondazione Carlo Donat-Cattin, nell’ambito del Bando Civica di Compagnia di San Paolo (marzo).

Il mese di marzo si apre con due progetti, focalizzati su ambiente e futuro: I Venti dell’ambiente, percorso di meteorologia sociale per affrontare i temi cruciali della sostenibilità e transizione climatica con un approccio ampio e dinamico – in collaborazione con numerosi partner esterni add editore, Biblioteche Civiche di Torino, Festival CinemAmbiente, Fridays For Future, Nimbus, DIATI – Politecnico di Torino e Università di Torino – (in partenza il 24 marzo), e VentiTrenta. Aspirazioni, capacità e progetti per cambiare il prossimo decennio, un esercizio all’immaginazione del futuro attraverso un approccio foresight per trasformare scenari possibili in futuri desiderabili a medio e lungo termine – coprogettato con Fowardto, insieme a add editore, Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, Europe Direct Torino Centro di Informazione europea della Città metropolitana di Torino, Fondazione Brodolini, Fondazione Goria, ass. Nessuno / Lombroso16, HER – Human Ecosystems Relazioni e CheFare – (in partenza il 16 marzo).

Proseguiranno nel corso dell’anno importanti collaborazioni con Biennale Democrazia e con i festival Archivissima, CinemAmbiente, Lovers, Salone Internazionale del Libro di Torino e Festival delle Colline Torinesi sui temi dell’ambiente, dei diritti e delle nuove generazioni.

Continueranno i lavori di integrazione e valorizzazione dei patrimoni culturali custoditi dal Polo del ‘900 e dagli Enti partner grazie a 9centRo, hub degli archivi digitali del Polo, che nel 2021 amplia l’offerta integrando i patrimoni archivistici storici del Politecnico di Torino. L’importanza di valorizzare i patrimoni custoditi si concretizza in un progetto integrato dedicato: Archivi Con-nessi, con inediti percorsi di storytelling digitale per avvicinare nuovi destinatari alle fonti d’archivio – coordinato dall’Istituto Piemontese Antonio Gramsci (aprile).

Gli archivi saranno protagonisti anche della mostra 50 anni Fuori!, ospitata dal Polo del ‘900, curata dal Museo della Resistenza in collaborazione con la Fondazione Penna / Fuori! in occasione del cinquantesimo anno dalla nascita del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (settembre).

Altri percorsi espositivi abiteranno il Polo del ‘900 nel corso del 2021, a cominciare da “75 anni dopo. La liberazione di Torino nelle fotografie di Felix de Cavero” (in corso), “Ricordati di non dimenticare. Nuto Revelli, vita per immagini” (aprile), “Dai medici condotti al Sistema Sanitario Nazionale” (maggio), e dal percorso multimediale “Amazonia. The deep breath of the world” (ottobre).

Continuano anche per tutto il 2021 i contest creativi Accendi la Resistenza dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza, Filmare la Storia dell’Archivio Nazionale della Resistenza, HOME – House of Memory & Engagement dell’Istituto Gramsci, il Club dei Creativi del Centro Pier Giorgio Frassati e i progetti didattici Linguaggi della Contemporaneità con la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, e Novecento: storie di passaggi e di diritti – 1920-2020: Diritti conquistati, diritti negati, dell’Istoreto. Si avvia, inoltre, una collaborazione con la rivista Doppiozero su tutto il programma dei Venti. Continuano anche per il 2021 le attività di animazione territoriale in collaborazione con la Portineria di Comunità della Rete Italiana di Cultura Popolare. Il tema dell’Europa verrà sviluppato nell’ambito di un progetto promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo sui giovani e l’Europa.

Tre progetti speciali completano il programma 2021 con numerosi momenti di approfondimento che avranno luogo nella seconda metà dell’anno: Colonialismo, a cura dell’Archivio Nazionale della Resistenza; Tra guerra e dopo-guerra: una tregua, un nuovo inizio dedicato a Primo Levi, a cura del Centro Internazionale di Studi Primo Levi, e infine DuemilaVenti. Retrospettiva, critica generazionale sul 2020, a cura del Centro di Studi Piero Gobetti.

Dove portano i Venti, programmazione 2021 del Polo del ‘900 e dei suoi 22 Enti partner, in collaborazione con una fitta rete di realtà nazionali e non, è stata pensata in forma doppia e ibrida, da seguire in presenza in Via del Carmine, 13 e 14 a Torino, secondo le norme di sicurezza in vigore, e online sui canali web del Polo del ‘900.

Per tutti gli aggiornamenti: www.polodel900.it.


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