PIEMONTE ARTE: MONCALIERI, CHIERI, MUSEI REALI, PICASSO, DANTEDI’, MONDOVI’, SALUZZO…

coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

MONCALIERI. CRESCE IL PATRIMONIO ARTISTICO DELLA BIBLIOTECA CIVICA ARDUINO

Prosegue l’opera di risistemazione e valorizzazione della collezione civica di arte contemporanea, donata a più riprese dal 1994 in poi alla Biblioteca civica Arduino e alla Città di Moncalieri. La Città ha acquisito 5 opere d’arte, ricevute in dono, di Tino Aime, Daniela Gioda, Enrico Mazzone e Lodovica Paschetta. Tra esse spiccano “La danza delle balene” (acrilico su carta di Paschetta) e “Frammenti dalla Divina Commedia”, stampa con intervento di scrittura a mano di Mazzone.  Moncalierese, artista visuale, docente di lingua inglese, Lodovica Paschetta cattura nella sua pagina con tratto lieve e solare i suoni del mare, “raccontando di una balena che si moltiplica in molte altre balene, in un gioco di leggerezze e cromatismi capaci di evocare i suoni, il mare e i suoi profumi – illustra Silvana Nota, critica d’arte e curatrice – Il foglio pervaso di richiami fiabeschi e di sogni raccontati con delicata scrittura grafica, un senso di armonia con il quale racconta l’amore per il pianeta e le sue creature”. Mazzone ha realizzato i suoi “Frammenti” espressamente per la biblioteca, a documento di un lavoro titanico da lui dedicato alla Divina Commedia e durato per oltre 5 anni. Nato a Torino, per lungo tempo ha vissuto in Finlandia dove è nata l’idea di intepretare con il disegno il capolavoro di Dante Alighieri, un sogno realizzatosi grazie ad un foglio di 97 mt x 4mt donatogli dalla cartiera finlandese Rauma: “Il bozzetto, pensato per la Sala Ragazzi della Arduino, riprende il tema di Paolo e Francesca, ed è stato realizzato a Ravenna – prosegue Silvana Nota – dove Enrico Mazzone ha terminato la grande opera con la tecnica del puntinismo lavorando sdraiato a terra e con centinaia di matite”. Esprime soddisfazione l’assessore alla Cultura Laura Pompeo: “Quattro anni fa abbiamo cominciato a inventariare le opere d’arte donate alla Città negli anni – dichiara Pompeo – Abbiamo poi iniziato a valorizzare la collezione con iniziative molto apprezzate dal pubblico, a partire dalla collocazione in sala mostre dell’esposizione permanente delle incisioni donateci da Tino Aime (dicembre 2018). L’ultimo importante passo è stata l’esposizione organica dei libri d’artista collezionati negli anni, con il progetto ‘Libri d’artista. Scritture inaspettate’ (2019)”. Il tutto con l’ambizione di reinterpretare ruolo e funzione della biblioteca nel prezioso servizio che rende alla comunità, “preferendo investire, più che nell’effimero, in qualcosa da lasciare a godimento della città: opere d’arte più accessibili, nuovi libri ma anche nuovi modi per arrivare all’informazione, dalla carta allo sconfinato mondo del digitale”, conclude l’assessore Pompeo.

 

CHIERI, A PORTA TORINO RISISTEMATO IL ‘GLOBO’ DI VIGLIATURO

Da alcuni giorni, il globo d’acciaio posto all’ingresso di Chieri in direzione di Torino, e sistemato in mezzo all’incrocio della Strada Statale 10 con corso Fiume e con corso Matteotti, (una struttura che ricorda il passaggio da queste parti del 45° parallelo), per volontà del Sindaco Alessandro Sicchiero fa finalmente sfoggio di tre nuovi pannelli raffiguranti l’Arco, il Duomo e la chiesa di San Giorgio, che sostituiscono quelli originali distrutti dalle intemperie. La sostituzione è stata curata dall’artista chierese Silvio Vigliaturo, che del globo è il progettista, e realizzata dallo studio grafico Claudio Zucca di Chieri.

 

 

 

 

 

 

LE LITOGRAFIE DI PICASSO ALLA “ELENA SALAMON” DI TORINO

La Galleria “Elena Salamon – Arte Moderna” di Torino (Via T. Tasso 11, Piazzetta IV Marzo), pur essendo temporaneamente chiusa a seguito delle misure dell’emergenza sanitaria, presenta una serie di divertenti litografie di Picasso (per informazioni o appuntamenti telefonare al 339-8447653 o scrivere a elena@elenasalamon.com ). Sono 32 disegni che Picasso eseguì in un solo giorno, il 13 giugno 1960, preso da un incontenibile impeto creativo, ascoltando i racconti di Camilo José Cela (1916-2002), scrittore, poeta, saggista e premio Nobel per la letteratura nel 1989, con la seguente motivazione: “Per una prosa ricca ed intensa, che con la pietà trattenuta forma una visione mutevole della vulnerabilità dell’uomo” (in tutte le sue opere Cela presenta uno spaccato della realtà però con deformazioni espressionistiche). Picasso e Cela fanno conoscenza a Cannes nel 1958 e nasce quindi un’amicizia e una collaborazione artistica. A seguito di ciò nel 1962 vengono stampati in litografia i 32 disegni, per illustrare una raccolta di racconti dello scrittore intitolata “Gavilla de fabulas”.

“A dodici anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”. Così scriveva il famoso artista e nelle opera presentate dalla “Elena Salamon” pare proprio esserci riuscito a dipingere come un bambino, liberandosi dagli schemi della logica razionale e dando libero sfogo alla sua incredibile creatività. Egli crea arte così come un uccello canta. Picasso è essenzialmente un rivoluzionario, un costruttore. Il mondo è la sua preda, si impossessa di concetti, colori, forme e riesce a coglierei risvolti segreti delle cose e delle figure umane, stravolgendo le regole dell’anatomia, della prospettiva e della composizione nello spazio. E’ realista, ma mai decorativo o accademico. Il suo punto di forza è l’assenza della retorica. Cita tutti i più grandi artisti senza mai copiarli, reinventa e sperimenta senza sosta, trasfigurando tutto. Elimina la dimensione della prospettiva, frantuma la forma nella scomposizione dei piani nello spazio. Cambia insomma il modo di vedere le cose dell’arte. Più che grande pittore è stato sommo artista, eccelso disegnatore, grande fra i grandi. E’ questa la sua autentica forza creatrice, quella di uno dei più grandi trasgressori dell’ideale estetico di bellezza di tutti i tempi.

Tra gli altri disegni presentati, ricordiamo: “Tersicore”, “El Rey Badadak”, “Paloma” (nella foto), “Euridice”, “El Clavel”, “Diomede”.

Enzo De Paoli

 

RICORDIAMO VITTORIO EMANUELE II, DIRETTA STREAMING

MONCALIERI PER DANTEDI’

Giovedì 25 marzo 2021

Ore 9-19 – Pagina facebook della Biblioteca civica Arduino

Dantedì

Viva Dante 1321-2021

Un giovedì speciale a Moncalieri, interamente dedicato al sommo poeta a 700 anni dalla morte: il 25 marzo l’appuntamento per tutti, dalle 9 in avanti, è sulla pagina facebook della biblioteca civica Arduino con una giornata intera di post, bibliografie animate di libri, audio di lettura di brani della Divina Commedia. In programma anche, alle 16, un momento speciale che avrà come protagonista il quadro di Enrico Mazzone dedicato al V canto dell’Inferno e alla vicenda di Paolo e Francesca, appena donato alla biblioteca. Infine domenica 28 marzo, alle 16, i versi di Dante saranno la chiave per intrattenere, sempre on line, i più piccoli, con il laboratorio per famiglie dedicato a costruire la barchetta di Caronte. “E questo è solo l’inizio – dichiara soddisfatta l’assessore alla Cultura Laura Pompeo – In questo anno dantesco saremo spesso in prima linea con le nostre proposte di contenuti dedicati al più grande dei poeti. Alcuni di essi ruoteranno intorno al quadro del bravissimo Mazzone, che ci è stato donato recentemente e che ci onoriamo di poter esporre in Sala Ragazzi”.

 

I MUSEI REALI FESTEGGIANO IL 160° ANNIVERSARIO DELL’UNITÀ D’ITALIA  CON UN NUOVO ALLESTIMENTO E LA CARROZZA DEL RE, DALLE COLLEZIONI PRESIDENZIALI DEL QUIRINALE

Da mercoledì 17 marzo, in occasione del 160° anniversario della nascita dello Stato italiano, il percorso dei Musei Reali, nella Rotonda dell’Armeria Reale, si arricchisce con la carrozza di Vittorio Emanuele II, protagonista con Cavour e Garibaldi del Risorgimento, primo Re d’Italia dal 1861 al 1878 e di cui è stato celebrato, nel 2020, il duecentesimo anniversario della nascita. L’arrivo a Torino della carrozza rappresenta un importante tassello del percorso dei Musei Reali, in una delle sezioni che maggiormente colpiscono l’immaginazione dei visitatori. Il mezzo sarà infatti collocato a pochi passi dalla loggia dalla quale Carlo Alberto annunciò, il 4 marzo 1848, la promulgazione dello Statuto. Appartenente alle Collezioni Presidenziali del Quirinale, la carrozza denominata Mylord, ricordata negli inventari con la definizione antica di ‘Polonese’ o ‘Polacca’, era uno dei mezzi di trasporto preferiti da Vittorio Emanuele II per le sue uscite private a Roma. È un modello aperto e basso, privo di portiere, a quattro ruote e a due sedili con cassetta di guida per il cocchiere, realizzata dalla ditta romana dei fratelli Casalini. Oggi la carrozza fa parte del nucleo più antico e prezioso della Collezione Presidenziale. Nell’inventario del 1882 figura una nota manoscritta a fianco che recita: “Le Polonesi erano le carrozze di cui abitualmente si serviva il Gran Re Vittorio Emanuele II [….]”. Il brano prosegue sottolineando che “questa seconda fu l’ultima adoperata in Roma avanti la sua morte” a ricordare, quindi, come questo mezzo fosse particolarmente amato dal re. In tale occasione viene presentato anche il nuovo allestimento Le armi del Re, una selezione di 21 oggetti di notevole pregio e importanza storica, recentemente restaurati, che facevano parte delle ricche raccolte personali di Vittorio Emanuele II. Oltre alle armi, la collezione comprende bandiere, uniformi, onorificenze e altri oggetti strettamente personali: alcuni si collegano al ruolo pubblico del sovrano, come i doni diplomatici o le armi che ricordano le battaglie del Risorgimento, altri sono da mettere in relazione con gli interessi personali di Vittorio Emanuele II, primo fra tutti la caccia, documentata da una spettacolare collezione di fucili e coltelli.

L’allestimento include anche due armature giapponesi, la B. 53 e la B. 54, entrambe donate al sovrano dall’imperatore Meiji nel 1869 e nel 1871, a pochi anni di distanza dalla firma del trattato di amicizia e commercio che apriva le relazioni diplomatiche tra il Regno d’Italia e l’Impero giapponese. Si trattava di doni prestigiosi come testimoniano la cura nel realizzarle e la scelta dei materiali impiegati che indicano la destinazione a personaggi di rango elevato. La prima armatura è un apparato difensivo leggero utilizzato per lo scontro a piedi. A differenza della B. 53, montata già nell’Ottocento su un manichino, l’armatura B. 54 è stata riproposta nel suo insieme solamente ora, per sottolinearne l’aspetto unitario e facilitarne una più immediata lettura. Le due armature, con le collezioni extraeuropee, vennero allestite nella Rotonda dell’Armeria Reale, sala in cui furono sistemate anche le raccolte di Vittorio Emanuele II. Oggi l’Armeria Reale conserva oltre 5.000 opere, collocate in ambienti di raro fascino e pregio, finemente decorati e affrescati. “La collezione dell’Armeria Reale di Torino occupa un posto di riguardo nel contesto europeo, ma la sua valorizzazione non è né facile né scontata, dato l’impianto fortemente storicizzato degli spazi e l’impronta ottocentesca che contraddistingue il suo primo ordinamento – dichiara Enrica Pagella,  Direttrice dei Musei Reali -. Esprimo, quindi, un sincero ringraziamento alla Presidenza della Repubblica per questo prestito che costituirà un elemento inedito di attrazione e di leggerezza nel severo circuito delle vetrine palagiane, contribuendo anche a rafforzare il legame simbolico tra la nostra capitale attuale e il Palazzo Reale di Torino, prima sede della casata sabauda e luogo in cui prese forma la prima carta costituzionale della nazione.” “Il nuovo allestimento Le armi del Re si propone di valorizzare un nucleo di oggetti poco noti ma di particolare rilievo, sia dal punto di vista storico sia per il loro pregio – dichiara Giorgio Careddu, curatore delle collezioni d’arte dell’Armeria Reale -. Le sciabole e le spade, per lo più di rappresentanza, furono offerte al Re come segno di gratitudine per il ruolo avuto nel processo storico che portò all’unificazione dell’Italia.  Le armi da fuoco sono invece, nella maggioranza dei casi, doppiette da caccia realizzate da Filippo Panataro, armaiolo personale di Vittorio Emanuele II, e dai più importanti produttori europei dell’epoca.”

 

FONDAZIONE TANCREDI DI BAROLO: “LA PICCINA COMMEDIA. DANTE E I RAGAZZI TRA EDUCAZIONE E RICREAZIONE”

Incontro online in occasione del DanteDì – 25 marzo

In streaming dalle 17,30 alle 18,45 sul canale YouTube della Fondazione e sulla pagina Facebook del MUSLI.

Avvicinare bambini e ragazzi alla figura di Dante e alle sue opere attraverso libri, periodici e materiali scolastici dell’Ottocento e della prima metà del Novecento. È lo scopo del progetto La Piccina Commedia. Dante e i ragazzi tra educazione e ricreazione che la torinese Fondazione Tancredi di Barolo presenterà con un incontro online in programma dalle 17,30 alle 18,45, del 25 marzo, il DanteDì. Immagini, letture e video illustreranno il materiale più significativo conservato presso la Biblioteca e l’Archivio della Fondazione (che ospita anche il MUSLI, Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia), tra cui una rara edizione de Il sogno di Giulietta. Fantasia dantesca di Ida Baccini del 1887 e, del 1925, il divertente e toscanissimo Ramerino di Augusto Novelli. Pinocchio è protagonista dei viaggi danteschi in Pinocchio nell’AltroMondo del 1914 e negli anni ‘20/’30 nei tre volumetti Pinocchio all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso; Topolino all’Inferno fa parte dei Classici Disney, mentre La Piccina Commedia degli anni ‘50 è una versione, poco nota, espressamente pensata per i bambini più piccoli. Tra i periodici è di particolare interesse il numero monografico su Dante del “Giornalino della Domenica”, uscito un secolo fa. L’incontro, condotto da Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, con Luciana Pasino del Comitato Scientifico e il pop-up designer Massimo Missiroli, sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube della Fondazione e sulla pagina Facebook del MUSLI. Verranno presentate anche le attività didattiche e con le scuole progettate e sviluppate dalla Fondazione sul tema, con la partecipazione di Marta Peiretti, operatrice didattica del MUSLI. Sarà proiettato un breve video realizzato dagli studenti del Convitto Nazionale Umberto I di Torino, nell’ambito di un progetto didattico con la Fondazione, dedicato ad alcune delle riscritture e parodie della Divina Commedia sopra citate. Del progetto della Fondazione fa anche parte il laboratorio online “Dante per ragazzi: tra numeri, parole e figure”, per le scuole secondarie di primo grado, che attraverso letture, quiz e una tombola dantesca consente di avvicinarsi alla Divina Commedia in modo divertente; si terrà il 26 marzo sulla piattaforma online Agorà del Sapere (https://www.agoradelsapere.it/webinar/dante-per-ragazzi-tra-numeri-parole-e-figure); potrà essere replicato su richiesta, scrivendo a didattica@fondazionetancredidibarolo.com. Il 27 marzo alle ore 17.30, inoltre, si svolgerà il laboratorio online per famiglie “Il Dante dei piccoli”, dedicato ai bambini. Nel prossimo giugno è previsto l’allestimento in una sala del MUSLI di una mostra temporanea con materiali di amena lettura e una sezione dedicata al libro animato e all’illustrazione, e al libro pop up di Massimo Missiroli Dante Inferno. A ottobre, infine, è in programma l’allestimento di un’aula scolastica denominata “Dante in classe”, in cui saranno collocati una rassegna di testi scolastici, quaderni, manifesti didattici e rappresentazioni grafiche della Divina Commedia, come quelle contenute nel Porena del 1902, e materiali che testimoniano l’attiva presenza a scuola della Società Dante Alighieri. Tutte le iniziative saranno inserite tra le manifestazioni nazionali indette dal Mibact e le attività Dante700 che fanno capo a UniTO.

Link canale YouTube della Fondazione: https://www.youtube.com/channel/UCGR7kP3lbJZ8NCZJRcQjT3w

Link pagina Facebook della Fondazione: https://www.facebook.com/musli.torino/

 

MUSEO DELLA CERAMICA DI MONDOVI’: LE UOVA FABERGE’ E LE LORO STUPEFACENTI SORPRESE

Regalo pasquale on line del Museo della Ceramica di Mondovì: dagli esemplari più particolari legati alla storia degli ultimi zar di Russia, alla fortuna collezionistica di questi “mirabili gioielli” e alle curiosità ad essi collegate.

Conferenza di Carla Cerutti, storica delle Arti Decorative dell’800 e ‘900 e di Andreina d’Agliano, Presidente del MOMUC

Giovedì 1 aprile alle ore 18 sulla piattaforma Zoom

“Il dono di uova vere, decorate con qualsiasi tipo di disegni o dediche, in segno di speranza e resurrezione, è correlato alla festa pasquale sin dal Medioevo. La conferenza sulle Uova Fabergé e sulle loro stupefacenti sorprese – dice Andreina d’Agliano, Presidente del MOMUC – vuole essere un augurio di Buona Pasqua a tutti gli amici del Museo della Ceramica di Mondovì, un omaggio che unisce speranza e bellezza in un periodo particolarmente complicato, come quello che stiamo vivendo, in cui ogni istituzione culturale deve poter collaborare con diverse iniziative”. Per seguire la conferenza su Zoom: https://us02web.zoom.us/j/84097319426. “Il tema della conferenza – dice Carla Cerutti, storica delle Arti Decorative dell’800 e ‘900 – sarà illustrare gli esemplari più particolari, strettamente legati alla storia degli ultimi Romanov, come il Primo Uovo con gallina, L’Uovo dell’Incoronazione o quello dei Mughetti (tutti appartenenti oggi alla collezione Vekselberg), piuttosto che l’Uovo della Transiberiana (Palazzo dell’Armeria, Cremlino, Mosca) o l’Uovo a mosaico (Londra, Royal Collection), indagare la fortuna collezionistica di tale singolare produzione e le curiosità ad essa collegate, come la produzione parallela eseguita da Fabergé tra il 1898 e il 1904 per il nobiluomo russo Alexander Kelch, in più occasioni confusa con quella imperiale”. Il primo uovo “pasquale” di Fabergé fu commissionato all’illustre orafo della Corte imperiale russa nel 1885 dallo zar Alessandro III per la moglie, l’imperatrice Maria Fëdorovna: si trattava di un uovo d’oro rivestito in smalto bianco opaco che celava un tuorlo, anch’esso in oro, contenente a sua volta una gallinella d’oro con, al suo interno, una copia in miniatura della corona imperiale che custodiva un piccolo pendente di rubino a forma d’uovo. Questo mirabile esempio di alto virtuosismo con struttura simile alle note matrioske, oggi conservato al Museo Fabergé di San Pietroburgo e parte della collezione Vekselberg, aprirà la strada alla realizzazione di ben 52 esemplari creati da Fabergé, tra il 1885 e il 1917, in occasione della Pasqua espressamente per la corte imperiale, prima per Alessandro III poi per il figlio Nicola II, tutti caratterizzati da materiali preziosi, dall’unicità della forma e del decoro, così come dall’originalità delle sorprese in essi contenute, sorprese destinate all’Imperatrice madre o alla zarina Aleksandra.

 

GLI “INFERNOTTI”DEL MUSEO ACCORSI OMETTO

La  Fondazione  Accorsi-Ometto, nonostante la chiusura delle sale espositive e  la  sospensione temporanea delle sue attività, non si ferma e pensa a un periodo post Covid in cui sarà possibile riprendere  le  visite  guidate.  L’occasione è data  dalla  resa accessibile di  un  luogo  ai  più sconosciuto: gli “infernotti” sottostanti all’edificio di via Po55.Il palazzo nel  quale  è  ospitato oggi il  Museo di  Arti  Decorative vanta una  nobile  e importante storia: voluto dai padri antoniani dell’abbazia di Saint-Antoine en  Viennois, quale  succursale torinese dell’ordine, fin  dalla  sua origine, fu  dotato  di una  chiesa  dedicata  a Sant’Antonio Abate. I primi documenti risalgono al 1616 quando il nuovo complesso  venne aperto ai religiosi e ai malati da loro curati. Gli “infernotti” vennero costruiti, quasi subito, nelle fondamenta della chiesa all’inizio  del  Seicento e vennero  usati come  cantine.  La  tessitura  muraria,  caratterizzata dall’alternanza  di  ciottoli  di  fiume  e  mattoni, è  perfettamente  in  linea  con  quella dei  palazzi torinesi di fine Cinquecento-inizio Seicento. Gli “infernotti” saranno aperti al  pubblico,  dopo lavori  di  adeguamento e  di accessibilità, all’incirca tra un anno e permetteranno di scoprire la parte più antica di via Po.

 

 

 

CONNESSIONI D’ARTE. VISITE GUIDATE ONLINE NEI MUSEI CIVICI DI TORINO

Palazzo Madama – GAM – MAO

Appuntamenti di aprile 2021

Palazzo Madama – L’architettura nel tempo – L’architettura di Palazzo Madama si presenta ai nostri occhi attraverso un accostamento di anime diverse: romana, medievale e barocca. La visita guidata on line condurrà i visitatori alla scoperta di questo magnifico edificio, attraverso fotografie e video riprese che permettono di poter entrare anche in luoghi difficilmente accessibili al pubblico. Un viaggio esplorativo, guidati da chi normalmente accompagna in presenza i visitatori in museo, che partirà dagli scavi archeologici per arrivare fino alle torri medievali, da dove si potrà godere di una magnifica vista panoramica sulla città di Torino. Si proseguirà nel percorso salendo uno degli scaloni più affascinanti d’Europa, realizzato dall’architetto Filippo Juvarra, fino all’entrata nelle sale barocche, un tempo abitate dalle Madame reali Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

Domenica 4 aprile ore 18.00 | Domenica 11 aprile ore 18.00 | Venerdì 16 aprile ore 21.00 |Mercoledì 21 aprile ore 21.00

GAM – Il Primato dell’Opera – viaggio nell’Arte del Novecento – È tra le prime gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea ad essere stata aperta al pubblico in Italia.Oggi la GAM si presenta con un nuovo allestimento della collezione del Novecento storico che permette di restituire centralità all’opera d’arte. Il percorso guidato consente al visitatore di soffermarsi nei diversi ambienti del museo, cogliendo l’aspetto d’insieme delle sale e delle opere, per proseguire con la descrizione di quadri, sculture e istallazioni attraverso video e fotografie esclusive. L’appuntamento con la guida è un’occasione per ripercorrere la storia dell’arte del Novecento dalle Avanguardie storiche all’Informale, dal New Dada e Pop Art all’Arte Povera attraverso il tesoro della città di Torino. Tra gli artisti presenti: Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Umberto Boccioni, Gino Severini, Otto Dix, Paul Klee, ma ancora Fausto Melotti, Lucio Fontana e autori internazionali come Marc Chagall e Pablo Picasso. Gli anni Cinquanta e l’Informale vedono significativi esempi di Giuseppe Capogrossi e Antonio Sanfilippo, Emilio Vedova, Pietro Ruggeri e Giacomo Soffiantino.  Il Linguaggio New Dada e della Pop Art è rappresentato da opere di Piero Manzoni, Louise Nevelson, Yves Klein e Andy Warhol. Sono rappresentati tutti gli artisti del movimento teorizzato nel 1967 da Germano Celant e approdato per la prima volta in un museo nel 1970 proprio nella nostra Galleria d’Arte Moderna: Pier Paolo Calzolari, Mario Merz, Giuseppe Penone, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio.

Lunedì 5 aprile ore 18.00 | Domenica 18 aprile ore 18.00 | Domenica 25 aprile ore 18.00

MAO – Le Gallerie dedicate alla Cina e Giappone – Connessi con la guida intraprenderemo un viaggio verso l’Asia Orientale attraverso le opere esposte nelle due gallerie. I partecipanti saranno accompagnati all’interno degli ambienti del museo, attraverso immagini d’insieme dell’allestimento, per proseguire nell’osservazione degli oggetti d’arte della Cina antica, caratterizzati da vasellame neolitico, bronzi rituali, lacche e terrecotte – databili dal Periodo Neolitico al X secolo d.C..Il viaggio proseguire nella suggestiva galleria dedicata al Giappone dove si evidenziano le statue lignee di ispirazione buddhista, eccezionali paraventi, armature dei samurai, dipinti su rotolo verticale e xilografie policrome note come ukiyo-e, ‘immagini del mondo fluttuante’.

Mercoledì 7 aprile ore 21.00 | Mercoledì 28 aprile ore 21.00

MAO – Gallerie dedicate all’Asia Meridionale e sud-est asiatico, Regione Himalayana e Paesi Islamici dell’Asia. La visita guidata online permette di coinvolgere i partecipanti attraverso immagini di alta qualità in grado di restituire al visitatore punti di vista esclusivi sulle collezioni del MAO.  Si parte dalle opere d’arte indiana, con la statuaria di soggetto buddhista e induista di varia datazione, per proseguire il viaggio attraverso il sud-est asiatico.  Nella galleria dedicata alla Regione Himalayana, saranno illustrate le opere d’arte buddhista tibetana che spaziano dalle sculture in legno e metallo, ai dipinti a tempera, fino alle preziose copertine lignee intagliate e dipinte. Il percorso si conclude nella galleria dei Paesi Islamici dell’Asia, caratterizzata dalla ricca collezione di vasellame e piastrelle e da una pregevole raccolta di bronzi, manoscritti e raffinati tessuti.

Venerdì 2 aprile ore 21.00 | Mercoledì 14 aprile ore 21.00

Informazioni e prenotazioni

Visita guidata on-line: 8€ intero; ridotto 7€ (possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte)

Prenotazioni allo 011 5211788, oppure scrivendo ainfo@arteintorino.com; a seguito della prenotazione saranno inviati dettagli ed estremi bancari per effettuare il pagamento con bonifico, oppure sarà possibile effettuare l’acquisto on-line. Le visite saranno attivate a raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

https://www.arteintorino.com/visite-online/visite-singoli.htmlhttps://www.facebook.com/TheatrumSabaudiaeTorino

 

RIFLESSIONI DAL CONFINO

Seminario online – Live su Facebook

24 e 26 marzo 2021

Da anni, il lavoro dell’Associazione Choròs è mosso da un’esigenza fondamentale: l’incontro tra gli abitanti di un territorio e la dimensione artistico-teatrale. Da Mirafiori Sud, Choròs arriva nel 2013 in Barriera di Milano all’interno della cornice del Teatro Marchesa di Torino, luogo in cui poter finalmente esplorare le potenzialità della propria metodologia: il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nella creazione teatrale attraverso il racconto biografico. Durante il lokdown, Choròs ha cercato in ogni modo non interrompere l’attività e di evitare che la comunità, in cui e per cui ha lavorato in questi anni, perdesse il contatto con l’orizzonte artistico e teatrale. «E’ compito di noi artisti e operatori teatrali interrogarci verso quali nuove forme artistiche e nuove progettualità culturali andare – spiega Maria Grazia Agricola, presidente dell’Associazione Choròs – non possiamo pensare che tutto tornerà rapidamente come nel recente passato. Dobbiamo saper evocare visioni del cambiamento. Metterci in ascolto di storie, emozioni, paure, bisogni e necessità emerse dal confino: molte erano già esistenti e l’isolamento le ha esasperate, altre arrivano dalla difficoltà di ripensare il proprio ruolo nel lavoro, nelle relazioni sociali, in famiglia e in casa». In questi mesi complicati in cui il teatro e il mondo della cultura sono stati e continuano a essere impediti nella relazione con il pubblico, nascono alcune domande urgenti: come cambierà il panorama della domanda e dell’offerta artistica e culturale? Quali e quante realtà, non solo sopravviveranno, ma riusciranno a elaborare nuove progettualità? Quali progettualità, oltre i nomi di “cosiddetto successo” potranno avere riconoscimento di pubblico e sostegno dalle Istituzioni? E soprattutto, in un momento storico così tormentato, dove la pandemia porta con sé crisi sociale ed economica, fragilità della democrazia, dove si riaprono con virulenza disuguaglianze economiche, sociali e culturali, dove la comunicazione social fagocita “quasi sempre” ogni altro linguaggio: l’arte, il teatro, il cinema che cosa diventeranno? Sempre più linguaggi accessibili a pochi? All’interno di piattaforme selettive e separate? Da qui la necessità di una riflessione capace di ripensare sia la pratica artistica sia il ruolo dei luoghi dell’arte e della cultura, spazi che Choròs  ben conosce e in cui opera da anni, in particolare con l’attività rivolta alla cittadinanza al Teatro Marchesa di Torino: due pomeriggi di studio online per riflettere sulla possibilità rigeneratrice del Teatro e sul suo ruolo nel territorio, insieme a un approfondimento sui Centri Culturali, con importanti interventi istituzionali, di professionisti e associazioni di settore.

Il seminario sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina di Associazione Choròs

https://www.facebook.com/choros.comunita/

 

IL MAGGIO DEI LIBRI: L’EDIZIONE 2021 NEL SEGNO DI DANTE

L’amore, per i libri, e la passione, per la lettura, sono sempre stati il cuore della campagna nazionale Il Maggio dei Libri, ideata dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura e quest’anno, in cui ricorre il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, il tema istituzionale scelto prende ispirazione dalle celebrazioni e interpreta alla perfezione sia lo spirito della campagna sia quello delle opere del Sommo Poeta. Amor… sottolinea infatti la potenza e la centralità del sentimento, quello che alla fine vince sempre e che è il più autentico eroe dantesco, e richiama anche il profondo legame che si crea fra libri e lettori, fra le storie scritte e le esperienze sempre diverse che se ne hanno leggendole. Per la sua undicesima edizione, dal 23 aprile, Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore, al 31 maggio, Il Maggio dei Libri invita quindi tutti a lasciarsi catturare dall’amore attraverso le pagine dei libri, di qualunque genere ed epoca, seguendo magari anche uno dei tre filoni tematici, che riprendono la parola chiave del tema e la completano con tre famose citazioni e suggestioni dantesche. “Amor… ch’a nullo amato amar perdona”, incentrato sull’amore come sentimento totale, irresistibile, che appaga chi lo prova e che diventa ancora più potente se indirizzato verso il prossimo come solidarietà, empatia, comprensione e accettazione. Questo filone è quindi dedicato all’amore nel senso più classico del termine e alla sua accezione più sociale e di apertura verso l’altro. I generi possibili? Anzitutto la poesia, capace di elevare al massimo grado i sentimenti, ma anche la narrativa in prosa e qualunque libro tocchi le corde più profonde dell’animo. “Amor… che ne la mente mi ragiona”, questo tipo di amore è quello indissolubilmente legato all’intelletto, è la passione per la razionalità e la conoscenza, le stesse che avevano spinto Ulisse a intraprendere i suoi viaggi: ecco allora il filone perfetto per esplorare il genere del reportage e quello giornalistico, le forme contemporanee di narrazione che più rispondono al bisogno di conoscere e interrogarsi sul presente e i suoi continui mutamenti. “Amor… che move il sole e l’altre stelle”, declinazione tematica che richiama la concezione dantesca di amore universale, inizio e fine di tutto, i due estremi sui quali l’umanità da sempre si interroga: questo filone è pensato per dare risalto a riflessioni non solo di letteratura ma soprattutto di filosofia, religione, psicologia, divulgazione scientifica e salvaguardia ambientale, interpretando l’amore come desiderio di conoscenza, cura e tutela di ciò che ci circonda. È possibile aderire alla campagna con iniziative, in presenza e in digitale, che si svolgano tra il 23 aprile e il 31 maggio: vi chiediamo come sempre di segnalarcele inserendole – con descrizioni accattivanti e sintetiche e aggiungendo, se disponibile, un’immagine o una locandina (in pdf, jpg o jpeg) – nella banca dati de Il Maggio dei Libri 2021, operativa dal 22 marzo all’indirizzo www.ilmaggiodeilibri.it/registrazione. Ricordiamo che tutti gli organizzatori che partecipano per la prima volta dovranno richiedere le credenziali prima di poter inserire le proprie iniziative (chi invece si è registrato dal 2018 in poi potrà utilizzare le medesime credenziali). Confermate, in banca dati, le due novità del 2020: la specifica sul “Numero di attività previste” per ogni iniziativa inserita – così da valorizzare e conteggiare con precisione la ricchezza dei contenuti e degli eventi realizzati nell’ambito di rassegne, progetti in scuole, biblioteche e librerie, manifestazioni di ogni tipo – e la possibilità di organizzare “Eventi Web”, cioè attività che si svolgono esclusivamente online, sia in diretta che registrate e fruibili in differita. Dopo che la vostra iniziativa sarà stata convalidata, potrete condividerla sui vostri social network, blog e siti grazie a un link diretto, uno strumento in più per diffonderla, migliorarne la riuscita e farcela conoscere (inserendo su Facebook e Twitter il tag #ilmaggiodeilibri o la menzione @ilmaggiodeilibri su Facebook e @maggiodeilibri su Twitter). Per chi ama le immagini, imperdibile il profilo Instagram della campagna (instagram.com/ilmaggiodeilibri): taggate le foto dei vostri appuntamenti usando l’hashtag #ilmaggiodeilibri e la menzione @ilmaggiodeilibri e condividete istantaneamente i momenti più belli! Un Social Feed sull’homepage del sito ufficiale aggregherà in tempo reale tutte le vostre interazioni social, permettendovi di essere sempre connessi.

Se avete piacere di inviare tramite Messenger materiali e resoconti delle vostre iniziative (gallery fotografiche, singole foto, locandine, testi e resoconti), vi chiediamo di rispettare le seguenti linee guida per consentirne la pubblicazione sui canali Facebook e Instagram de Il Maggio dei Libri. Foto: massimo 2, in alta risoluzione (dimensioni minime indicative 4.000×2.000 pixel), a fuoco, senza minori ripresi in primo piano (salvo contestuale invio di liberatoria per la pubblicazione, tenendo presente che tale liberatoria non è necessaria per foto che ritraggono un pubblico ampio ed eterogeneo di età), corredate di didascalia con luogo, data e titolo evento se prive di testo a corredo. Testi a corredo delle foto: massimo 500 caratteri spazi inclusi, con specifica di luogo, data e titolo dell’evento raccontato. Come sempre, sul sito ufficiale www.ilmaggiodeilibri.it saranno disponibili i materiali grafici da scaricare e personalizzare per promuovere il vostro programma di eventi: vi invitiamo ad adottare il più possibile l’identità visiva della campagna. Anche quest’anno, naturalmente, sarà assegnato il Premio Il Maggio dei Libri 2021, destinato alle iniziative più creative e innovative, selezionate per categoria: Associazioni, Biblioteche, Librerie, Scuole, Carceri/Strutture sanitarie e per anziani.

Per informazioni potete contattare il Centro per il libro e la lettura, inviando una e-mail a ilmaggiodeilibri@cepell.it e fornendo un recapito telefonico.

 

A MONCALIERI IL PROGETTO STORIE CUCITE A MANO PROPONE “GENITORI DA FAVOLA”. SU FACEBOOK E ZOOM UN NUOVO FORMAT CON WEBINAR E DISCUSSIONI SUI TEMI DELLA GENITORIALITÀ.

A Moncalieri, dopo “Il genitore al tempo del Covid”, prosegue con il nuovo format online  “Genitori da favola“, la collaborazione tra il Centro Studi Sereno Regis di Torino e Storie cucite a mano, progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che coinvolge anche Roma e Lecce. Dal 29 marzo al 21 giugno (il lunedì a settimane alterne dalle 17 alle 19), l’innovativo format proporrà un appuntamento diviso in due “momenti” sui temi della genitorialità: un webinar in diretta su Facebook (pagine @Storiecuciteamano e @Serenoregis) e una successiva discussione su zoom (info e iscrizioni 3483466294 – ilariazomer@serenoregis.org). Gli appuntamenti – coordinati da Ilaria Zomer, progettista e formatrice del Centro Studi Sereno Regis – prenderanno infatti il via alle 17 con una diretta Facebook di 30 minuti organizzata nella forma di intervista a un relatore esperto sul tema oggetto della serata. A seguire sulla piattaforma Zoom un gruppo chiuso di confronto fra i genitori e l’esperto della durata di 90 minuti. I genitori avranno la possibilità di iscriversi al gruppo al momento del lancio dell’evento oppure durante la diretta.  «La diretta su Facebook – che può essere seguita e rivista anche successivamente – è un’attività a bassa soglia di partecipazione a cui le persone possono “affacciarsi” senza troppo impegno e usufruire di alcuni contenuti e permette di ampliare la platea dei partecipanti e raggiungere anche quelle persone che non avrebbero mai il coraggio di partecipare a un gruppo di discussione chiuso», spiega Ilaria Zomer. «Il gruppo chiuso, invece, permette un livello di confronto e scambio molto superiore a quello che si potrebbe avere semplicemente ponendo qualche domanda al relatore durante la diretta». Il ciclo prenderà il via lunedì 29 marzo dalle 17 alle 19 con un incontro sul tema “Emozioni fantastiche e come trovarle: abecedario di alfabetizzazione emotiva per genitori” con la partecipazione del sociologo Alberto Terzi, ricercatore e formatore che da anni si occupa di prevenzione e di politiche giovanili sia come presidente del Centro Studi Prospettive di Como che come consulente ministeriale e ricercatore dell’Istituto IARD di Milano. È co-fondatore della federazione nazionale “Ridere per Vivere” e si occupa di gelotologia,  disciplina che studia il fenomeno del ridere, con particolare riferimento alle sue potenzialità terapeutiche e al benessere psicofisico della persona e dei gruppi sociali, che comprende anche le attività della più conosciuta clownterapia. Il calendario proseguirà con appuntamenti bisettimanali sempre il lunedì dalle 17 alle 19 con “Regola, regola delle mie brame…: regole sostenibili per bambini e genitori più felici” (12 aprile), “Vale la pena che un bambini impari piangendo quello che può imparare ridendo? Riflessioni scomode sulle punizioni” (26 aprile), “Vengo anch’io! Sì anzi no! La coerenza educativa attorno al bambino” (10 maggio), “Ma i bambini sono smart? Tecnologia e infanzia fra opportunità e rischio” (24 maggio), “Attenti al lupo: il dilemma fra il bisogno di libertà del bambino e il senso di sicurezza del genitore” (7 giugno), “Non sei più mio amico! Conflitti fra bambini, che fanno i genitori?” (21 giugno).

Storie Cucite a Mano è un progetto di prevenzione del disagio e di promozione del benessere per bambini e bambine tra i 5 e i 14 anni e per le loro famiglie, soprattutto quelle più fragili e vulnerabili. Scuola, servizi, associazioni e cooperative del territorio sperimentano interventi innovativi: laboratori, workshop, spettacoli teatrali e molto altro. A Moncalieri, il progetto – coordinato dalla Cooperativa Sociale Educazione Progetto di Torino (capofila), dall’Associazione 21 luglio Onlus di Roma e da Fermenti Lattici di Lecce, con il monitoraggio della Fondazione Emanuela Zancan e la comunicazione a cura della Cooperativa Coolclub – coinvolge l’Amministrazione Comunale di Moncalieri e l’Unione dei Comuni di Moncalieri, Trofarello e La Loggia, l’associazione Teatrulla, la Cooperativa Sociale P.G. Frassati e l’Istituto Comprensivo Statale “Santa Maria” che – insieme allo “Stomeo – Zimbalo” di Lecce e al “Giovanni Palombini” di Roma – ospita la sperimentazione delle equipe ad alta densità educativa che affiancano i docenti nel loro compito, con l’offerta di percorsi formativi per insegnanti ed educatori, un fitto cartellone di laboratori per bambini e interventi di progettazione partecipata, insieme alle famiglie, per il restyling degli spazi. L’educativa di plesso è sicuramente l’azione più complessa e innovativa del progetto. La metodologia di riferimento è quella dell’educazione socio/affettiva per promuovere la crescita affettiva, emotiva e socio-relazionale degli allievi sia come singoli che come gruppo. I piccoli alunni coinvolti sono oltre 600 divisi in 30 classi  (15 a Moncalieri, 10 a Roma e 5 a Lecce). Nelle altre città Storie cucite a mano ha tra i partner anche ABCittà società cooperativa sociale onlus, Associazione Garofoli/Nexus, Digiconsum, Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, In.F.O.L Innovazione formazione orientamento e lavoro, Comune di Lecce, Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce, Principio Attivo Teatro, PSY Psicologia e Psicoterapia cognitiva integrata. Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. Info su www.conibambini.org.

 

START / STORIA E ARTE SALUZZO. PREMIO MATTEO OLIVERO A ROBERTO PUGLIESE

menzioni speciali a Raffaela Naldi Rossano e Eugenio Tibaldi

RE-START sarà il tema della prossima edizione di START/ SToria e ARTe a Saluzzo, il festival dedicato all’arte in tutte le sue forme che si terrà al centro delle terre del Monviso fra la fine di maggio e giugno. Una ripartenza dopo un anno segnato dalla pandemia che ha visto la manifestazione saluzzese ostinatamente viva e che oggi progetta una edizione 2021 piena di energie, in crescita e pronta a trasformare le difficoltà in nuove opportunità in una città che, con le Terre del Monviso, è il primo territorio alpino candidato a Capitale Italiana della Cultura 2024.

Nella molteplicità di appuntamenti che compongono l’affresco di START il Premio Matteo Olivero ha una posizione centrale. Promosso dalla città di Saluzzo e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni, The Blank Contemporary Art e JoBonobo ha l’intento di costruire un percorso artistico che rilegga l’arte classica con gli occhi del contemporaneo. Per il quarto anno il Premio seleziona e finanzia la realizzazione di un’opera site specific che arricchirà il percorso cittadino avviato nelle scorse edizioni del Premio con Campi Flegrei Conferenza del tedesco Veit Laurent Kurz (2020), Harp del colombiano Santiago Reyes Villaveces (2019), Analemma del duo newyorkese Mark Barrow e Sarah Parke (2018). La giuria composta da Ilaria Bonacossa, dal 2017 direttrice di Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, Alessandro Rabottini critico d’arte, curatore e direttore artistico della Fondazione In Between Art Film, Arturo De Maria consigliere della Fondazione Amleto Bertoni, Roberto Giordana vicedirettore generale della Cassa di Risparmio di Cuneo insieme a Stefano Raimondi curatore del Premio, dal 2010 direttore di The Blank Contemporary Art e dal 2020 direttore artistico di ArtVerona ha assegnato all’unanimità il Premio Matteo Olivero 2021 a ROBERTO PUGLIESE con il progetto Sinestesia Eco. L’opera, un’installazione sonora che sarà collocata sulla facciata del nuovo Centro Studi sulle Tastiere Storiche di Saluzzo, creerà un dialogo armonico tra i contenuti e gli strumenti presenti all’interno del Centro Studi e l’architettura esterna, trasformando l’edificio in un modello di Palazzo Musicale. Sinestesia Eco, quale cassa armonica delle attività di composizione del Centro Studi, metterà in dialogo passato e presente, unendo la tradizione musicale classica alle sperimentazioni elettroniche contemporanee. La natura al tempo stesso visiva e uditiva dell’opera sarà capace di interagire e coinvolgere la comunità del territorio e di essere al tempo stesso motore di un percorso culturale che la città di Saluzzo ha attivato attraverso il Premio Matteo Olivero. La giuria ha inoltre attribuito due menzioni speciali a Raffaela Naldi Rossano e Eugenio Tibaldi per le proposte presentate e riconosce la grande qualità di tutti i progetti presentati ringraziando gli artisti e gli advisor che hanno preso parte al premio.

 

#VENTOTENE, IL PROGETTO DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE TWITTERATURA SVILUPPATO ATTORNO AI TEMI DEL MANIFESTO DI VENTOTENE, HA VINTO IL PREMIO SPINELLI 2019

Il riconoscimento viene assegnato dalla Commissione Europea a iniziative che promuovono la conoscenza dell’Unione Europea e i suoi valori

Mercoledì 17 marzo 2021, #Ventotene. Comunità, cittadinanza e identità europea – il progetto realizzato nel 2018 da Associazione Culturale Twitteratura in collaborazione con ABCittà e Cooperativa Liberitutti e con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo – ha ricevuto il “2019 Spinelli Prize for Outreach”. Il riconoscimento viene assegnato dalla Commissione Europea a iniziative che promuovono la conoscenza dell’Unione Europea come progetto di integrazione e i suoi valori, in particolare tra i giovani, e consiste in un premio del valore di 25.000 euro. La giuria, composta da esperti indipendenti, per questa edizione ha premiato 16 progetti tra 150 candidature ricevute. “Questo premio prestigioso – ha dichiarato Antonella Cavallo, presidentessa dell’Associazione Culturale Twitteratura – ci rende estremamente felici e orgogliosi e ci incoraggia a proseguire nel confronto costruttivo sull’identità europea e sulle sfide del nostro tempo, coinvolgendo in primo luogo le nuove generazioni e il mondo della scuola.“

Le motivazioni del Premio – Il progetto si è distinto per l’ampiezza e rilevanza dei temi trattati: “[coprendo] diversi ambiti delle politiche e dell’azione dell’UE, ha il potenziale per sviluppare una consapevolezza critica di ciò per cui l’UE si batte e per sfatare i miti populisti”. Altro punto di forza, la sua componente innovativa che ha permesso di raggiungere e coinvolgere i giovani, proponendo un’attività che è “facilmente accessibile, chiara e user-friendly (…) accattivante e adatta a cittadini giovani e non addetti ai lavori” e che “promuove la motivazione e l’attaccamento emotivo dei giovani studenti, incoraggiando la partecipazione nel processo democratico”. Inoltre, combinando l’attività online a una serie di iniziative offline, il progetto “genera un dibattito approfondito e contribuisce a mettere in luce la disinformazione sul funzionamento e sull’importanza delle istituzioni dell’Unione Europea”. Infine, realizzando l’evento finale sull’isola di Ventotene, ha offerto “l’opportunità di un’interazione in prima persona sui valori, sulle politiche e sui successi dell’UE, così come sui suoi difetti”. Ulteriore elemento premiante, “l’alto potenziale di replicabilità” a livello locale e internazionale, così come al di fuori dell’ambiente scolastico. A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, la cerimonia si è svolta interamente online, alla presenza della Direttrice Generale della DG Istruzione, gioventù, sport e cultura Themis Christophidou e con i saluti di apertura di Mariya Gabriel, Commissaria Europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’educazione e i giovani. “Siamo molto contenti che l’associazione Twletteratura abbia ottenuto questo importante riconoscimento a livello europeo – aggiunge Giandomenico Genta Presidente della Fondazione CRC – un’ulteriore conferma della capacità da parte dei soggetti del nostro territorio di creare innovazione. La nostra Fondazione ha fin dall’inizio creduto nella bontà della sperimentazione sostenendo il progetto Ventotene. Comunità, cittadinanza e identità europee nel corso del 2018”.

 

 

 


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