PIEMONTE ARTE: RESTART, THEO GALLINO, CARROLL, PACHNER, BENE VAGIENNA, CIRCOLO ARTISTI, GALFERISSIMA, CIRAVEGNA, ANTIQUA…

coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

CHIERI. “RESTART!”, ALL’IMBIANCHERIA DEL VAJRO DI CHIERI CINQUE MOSTRE PER RACCONTARE LA COLLEZIONE CIVICA DI FIBER ART “TRAME D’AUTORE”

Ha preso il via martedì 15 giugno 2021 il progetto «RestART! Museo relazionale Imbiancheria del Vajro», cinque mostre che nell’arco di due anni racconteranno la preziosa Collezione Civica di Fiber Art del Comune di Chieri. Ad inaugurare «RestART!» è la mostra «I introduce myself», dal 15 giugno al 15 settembre 2021. «RestART!  mette a fuoco quello che è un patrimonio molto speciale, una collezione internazionale di oltre 300 opere che hanno portato il mondo a Chieri e grazie alle quali Chieri è divenuta protagonista nel mondo-spiega Silvana NOTA, critica d’arte e direttrice artistica del progetto RestART!-Il tutto è nato grazie ad un’idea dell’artista olandese Martha Nieuwenhuijs, che aveva ideato proprio a Chieri la Biennale di Fiber Art, con lo scopo di far capire come attraverso un filo si possono aprire un’infinità di percorsi, individuando in questo linguaggio dell’arte contemporanea un testimonial internazionale per la secolare tradizione tessile chierese. La Fiber Art, non ancora adeguatamente conosciuta in Italia, è un vero e proprio movimento artistico, seppur non teorizzato da un manifesto, che si è venuto affermando a partire dagli anni Sessanta soprattutto nel Nord Europa e negli Usa, e che mette al centro il filo in tutte le sue declinazioni, purché intrecciato o comunque lavorato al telaio od off-loom. Una corrente artistica antiaccademica, relazionale, in costante metamorfosi. Il fiber artist non è semplicemente un artista che utilizza il tessuto nel suo lavoro. A caratterizzare la Fiber Art sono tre elementi inscindibili. Il primo è la “tessitura”, quel filo che unisce le origini dell’umanità al nostro contemporaneo, un elemento flessibile ed intrecciabile, che viene continuamente rielaborato alla luce di nuove tecniche e capacità. Il medium tessile scelto come strumento espressivo al pari della pittura e della scultura. Il secondo elemento è l’attenzione alle culture altre e diverse, la valorizzazione ed il rispetto delle diversità. La Fiber Art è un linguaggio che si esprime in un costante rimando di richiami e collegamenti interdisciplinari e interculturali, è fortemente cosmopolita, basta vedere le traiettorie biografiche dei vari artisti, non ha confini né barriere, guarda a ciò che di meglio i popoli hanno realizzato, è un’arte fortemente “etica”, che ci unisce al mondo, esattamente come fa il filo. Il terzo fattore caratterizzante è la continua sperimentazione in progress, la costante evoluzione. Non è un caso che nelle ultime generazioni di artisti si stia registrando un grande interesse verso la Fiber Art, e sia “RestART!” sia “Tramanda” renderanno conto di tutti i flussi di tendenza in atto, che uniscono artisti molto diversi tra loro, sia coloro che si identificano con la Fiber Art sia artisti che utilizzano il filo in modo non casuale ma attribuendo un valore concettuale ed individuando in esso profondi giacimenti di significato e di ricerca».

«I INTRODUCE MYSELF» – 15 giugno al 15 settembre 2021

«I introduce myself», è la prima mostra che inaugura «RestART!», e sarà ospitata all’Imbiancheria del Vajro dal 15 giugno al 15 settembre 2021. Attraverso 80 opere della Collezione Civica “Trame d’Autore”, la mostra vuole essere un viaggio introduttivo alla scoperta  dei diversi flussi di tendenza, delle tipologie formali e contenutistiche, dell’originalità e della profondità culturale rappresentata della Collezione “Trame d’Autore” e della stessa Fiber Art, dalle origini fino alle più recenti sperimentazioni mixed media. Le opere sono distribuite in una ventina di sezioni o aree tematiche ma non si tratta di contenitori rigidi o spazi fisici e mentali vincolanti, infatti, molti artisti e molte opere fanno al contempo parte di diverse sezioni.  Un allestimento che vuole rispecchiare la natura stessa della Fiber Art, fluida ed interdisciplinare, pertanto ogni sezione nasce, fluisce, si integra, si arricchisce, dialoga e si trasforma con le altre e con lo spazio architettonico dell’Imbiancheria del Vairo. A fare da collegamento e passaggio tra le sezioni c’è un bridge, ovvero un’opera o un artista che è al contempo parte integrante delle due sezioni e che si presta a più valenze di lettura. Vi sono poi alcune opere che per le loro caratteristiche formali e dimensionali, vengono ad assumere una valenza di “chiosa di contrappunto”, e che pertanto saranno “libere”, posizionate, indipendentemente dalla loro sezione, proprio per rappresentare la trasversalità tipica della Fiber Art. Il percorso espositivo presenta arazzi non convenzionali realizzati al telaio e off loom, sculture tessili, sculture morbide, libri d’artista, abiti scultura (art wear) ed unwearable art, quilt ovvero le “grandi trapunte”, shibori, shared art, Arte senza barriere con scritture Braille, Recycling Art, mixed media fino allo stitch-illo, un nuovissimo fumetto ricamato dai giovanissimi artisti, per arrivare alla performing art e video art. «Il titolo scelto intende suggerire uno sguardo ampio sulla collezione che in questa esposizione si presenta con le sue principali caratteristiche-commenta la curatrice Silvana NOTA-perché vogliamo offrire uno sguardo, il più ampio possibile, su un’arte libera, sofisticata, colta, di grande fascino estetico al di là dei canoni convenzionali e con continui rimandi e collegamenti interdisciplinari ed interculturali. Il messaggio della Fibert Art è che bisogna capire prima di giudicare, lasciarsi attrarre da ciò che ci racconta qualcosa, da ciò che è bello, da ciò che ci migliora. Ogni opera non si circoscrive dunque alla poetica dell’artista che l’ha creata, ma travalica se stessa, è duttile, e per questo non ci sono sezioni cristallizzate, ma aree tematiche dinamiche, aperte a letture trasversali, in modo tale che l’arte sia fruibile su più versanti, suggerendo al visitatore-osservatore strade da esplorare ed invitandolo a spingersi su percorsi di pensiero inaspettati. La mostra è una sorta di enciclopedia dai molti rimandi, il cui fulcro sta nel totale sconfinamento dei limiti e delle barriere». L’allestimento del percorso espositivo, ideato dall’exhibit designer Massimo Tiberio, non vuole essere un semplice “mettere in mostra” le opere per esaltarne la loro poetica, ma essere uno strumento utile alla comprensione nonché un elemento funzionale e didattico al messaggio espressivo-educativo della mostra stessa. Esso si sviluppa attraverso un fluire spazio-sensoriale organizzato in un percorso fruitivo per mezzo del quale lo spettatore rivive, attraverso la propria prova esperienziale con le opere in mostra, un’avventura culturale che si caratterizza da input, stimoli, sensazioni, culture, sensibilità e riferimenti sempre nuovi e differenti che gli permetteranno, alla fine del suo viaggio nella mostra, di acquisire una conoscenza completa ed esaustiva di che cos’è stata, di che  cosa è e di che cosa sarà la Fiber Art. Un allestimento che vuole riflettere la natura della Fiber Art, che si è sempre sviluppata attraverso continui richiami, rimandi, ricerche, sperimentazioni, in un divenire perpetuo tra innovazione e tradizione. Proprio per questo non c’è un inizio ed una fine, ma un continuum ed un  in itinere in cui la fruizione/percezione della mostra avviene attraverso un approccio di stratificate letture rappresentate dalle aree allestitive che travalicano gli spazi fisici del contenitore museale creando continui rimandi e collegamenti tra le stesse sezioni e, al contempo, dialogano con lo spazio architettonico ricreando una nuova spazialità  all’interno della quale ogni sezione nasce, fluisce, si integra, si arricchisce, dialoga e si trasforma con le altre.

Tra tanti artisti presenti in mostra:

Valeria Scuteri, che utilizzando un telaio sperimentale da lei costruito ha realizzato un abito installativo con fili di ferro che interagiscono con la luce. Un’installazione che affronta il tema della donna e del riscatto della bellezza come risposta al dolore, fisico e dell’anima, rendendo omaggio alla vita in contrapposizione all’abbrutimento della morte. Tutto il lavoro trova significato nelle tracce che i corpi lasciano negli abiti, che nella sua poetica travalicano la semplice superficie e si spingono nell’interiorità della persona;

Silvia Heyden (Svizzera), tra le più importanti artiste storiche, è stata violinista e fiber artist coniugando le corde del violino al telaio, inventando un’innovativa tessitura da lei definita “Piumata”, che crea passaggi musicali e cromatici. Importantissimi i suoi studi alla School of Arts di Zurigo diretta da Johannes Itten;

Amayokasim Yamamoto (Giappone), la cui ricerca parte dal senso di riscoperta dell’ascolto in risposta alla società del rumore, utilizza e sperimenta nel contemporaneo il recupero dell’antica tradizione della paglia. Nell’opera utilizza l’antica tessitura giapponese Sakiori  ottenuta con fili di vecchi indumenti tagliati come ricordi di storie e persone;

Lauren Camp (Usa), il suo quilt, realizzato con modalità sperimentali, esprime la volontà di comunicare con ago e filo la musica Jazz, tra gli elementi fondanti della sua ricerca, i diritti umani e la condizione femminile, le sue opere sono manifesti delle sue battaglie sociali attraverso la bellezza e materiali di recupero;

Nikola Filipovich (Montenegro), diploma in arte e ambiente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, pratica lo stitch illo, il ricamo fumettoso con il quale racconta la  cultura e del suo Paese, vincitore del premio YFC (Montenegro);

Laura Guilda Grote (Germania), la sua installazione presenta una seggiolina da bimbi con strisce ricamate e scritte dedicate a Kamala Lama, una bambina salvata dallo sfruttamento infantile, che denuncia con questa struggente opera;

Robert Aleawobu (Ghana) ed Eva Basile, la loro opera di shared art con telaio a strascico è stata realizzata a Klikor, in Ghana. La ricerca di antiche tessiture tradizionali africane è coniugata a sperimentazioni contemporanee con cartoni e fotografie.

Quasi a fare da simbolico fulcro alla mostra, racchiudendo le caratteristiche della Fiber Art come arte libera, relazionale e moltiplicatrice di esperienze poetiche, è l’installazione aperta “L’arte moltiplica l’arte”, frutto dei lavori successivi di tre artiste, Cristina Mariani, Adele Oliva ed Elisa Oliva, a cui si aggiunge un’opera di Elham M. Aghiili.

La web designer Cristina Mariani in un arazzo non convenzionale ha raccontato il viaggio di un seme d’acero portato dal vento, Adele Oliva, artista oltre che neuropsicologa, ha realizzato  una performance di acrobazia aerea con tessuto, Elisa Oliva, videoartista ed artista di circo contemporaneo, ha riprodotto la performance in esterno tra le montagne valdostane in un’opera di video art. Infine, Elham M. Aghili ha realizzato un’installazione, che pur non espressamente nata in collegamento, si sintonizza perfettamente confermando lo spirito di empatia universale che unisce gli artisti della Fiber Art. Ogni opera diventa così moltiplicatrice di altre opere, originando evoluzioni che richiamano il volteggiare del seme nell’aria.

INFORMAZIONI

Sede: Imbiancheria del Vajro, via Imbiancheria 12, Chieri (Torino)

Orari: venerdì dalle 17.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) – sabato dalle 16.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 19.00)

Biglietto: intero 6€ – ridotto 4€ (bambini dai 6 ai 12 anni, possessori di Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta e di Torino card – gruppi organizzati – possessori del biglietto degli enti aderenti al progetto “Beni in rete”) – gratuito (bambini sotto i 6 anni, persone con disabilità ed accompagnatore)

Telefono: 011/5211788

Indirizzo mail: info@arteintorino.com

Sito: www.comune.chieri.to.it

 

RIVOLI: THEO GALLINO A “SCULPTURA”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MONTICELLO D’ALBA: JESSICA CARROLL. SENSO DI DIREZIONE

13 giugno – 29 agosto 2021

Torna Monticello d’Arte con le opere di Jessica Carroll che si snoderanno attraverso i luoghi storici e i sentieri di Monticello d’Alba. Il Comune di Monticello d’Alba continua il suo impegno di trasformazione a luogo deputato all’arte con Senso di direzione, una grande performance articolata in 3 spazi: una mostra al Castello, un’installazione nella confraternita di San Bernardino e un’opera di arte pubblica sul poggio di San Ponzio. Un percorso poetico ed emozionante che, attraverso la raffigurazione scultorea di animali d’acqua e di terra, racconta il mistero del senso dell’orientamento, come magnifica creatività del Regno della Natura.

Il Castello di Monticello.

Tra le colline del Roero, in posizione dominante, il Castello è una delle costruzioni medievali meglio conservate della zona, dal 1376 proprietà della famiglia Roero di Monticello. Da anni è meta di artisti e cultori dell’arte e propone periodicamente mostre monografiche dedicate a proposte italiane e straniere. Grazie alla collaborazione dei proprietari con il Comune, le suggestive sale di questo antico maniero ospiteranno le opere di Jessica Carroll: api adagiate su un tappeto blu cobalto si alternano a banchi di anguille in resina trasparente, arnie di ceramica occupano il teatro e la cappella, danze di api per “allarme” o “direzione” invadono le antiche mura delle cantine.

 

MICHELA PACHNER-PRON. MOSTRA “NEL SUO ROERO”

Associazione culturale e turistica Bel Monteu – Via XXV Aprile  2 Monteu Roero (CN)

INAUGURAZIONE: Venerdi 18 giugno 2021 ore 17.00

Apertura mostra: da sabato 19 giugno a domenica 17 ottobre 2021 il sabato dalle 14.00 alle 18.00 la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00 oppure su appuntamento belmonteu@libero.it tel. 333 76 78 652         347 05 87 825

CASTELLO DI MONTEU ROERO

 

 

 

 

BENE VAGIENNA. FESTIVAL DI CULTURA CLASSICA “FERIE DI AUGUSTO”

Il 10 luglio prende il via il 16° Festival di Cultura Classica Ferie di Augusto al sito archeologico di BENE VAGIENNA (CN).   Il cartellone 2021 propone quattro spettacoli, con programmazione sabato 10 luglio, venerdì 16 e sabato 17 luglio e conclusione sabato 24 luglio all’insegna del “teatro ritrovato”.

L’avvio del Festival è affidato ai G.E.T. con il NUOVO GALA’ DEI GERMANA ERBA’S TALENTS SOTTO LE STELLE  sabato 10/07/2021 ore 21.15. Una serata di musica, danza e teatro, ricca di emozione che acquista un’aura magica sotto la volta celeste.

 

CIRCOLO DEGLI ARTISTI. MOSTRA “IO E KLIMT”

Inaugurazione mercoledì 16 giugno ore 18:30

Inaugurazione della mostra collettiva “Io e Klimt”, con opere ispirate al maestro della Secessione viennese. Alle ore 19:00 nel parco è prevista una Suggestione performativa, dal titolo “Il sogno di Klimt”. Ingresso contingentato alla sala espositiva.

La mostra rimarrà aperta sino al 9 luglio con orario da lunedì a venerdì 15:30/19:30.

 

TORINO, RITORNA GALFERISSIMA PARADE

La ripartenza delle attività dell’Associazione Culturale Galfer20 coincide con un anniversario speciale, i cinque anni dalla sua fondazione. Per festeggiare questa ricorrenza non esisteva modo migliore che organizzare una collettiva con le opere degli artisti che dal 2016 hanno contribuito a mantenere viva l’Associazione, accanto ad una selezione di quelli che saranno i nuovi protagonisti degli eventi futuri. Galferissima parade, curata da Elisabetta Silvello e dall’Associazione Culturale Galfer20, inaugura giovedì 17 giugno, con un’apertura straordinaria dello spazio, dalle ore 16 alle ore 20. Dodici gli artisti protagonisti, le cui opere sono poste in dialogo fra loro per stimolare suggestivi spunti artistici. Il fine che l’Associazione Galfer20 persegue a partire dalla sua nascita, cioè creare un’integrazione fra Arte e Architettura, con una specifica attenzione al contesto urbano che ci circonda, è eloquentemente rappresentato dalle opere di Gianni Bergamin, poste a confronto con la Street-Photography del biellese Stefano Ceretti. Le materiche Mareggiate di Mario Giammarinaro sollecitano l’attenzione sui temi ambientali; gli oggetti di design di Angelo Lussiana, realizzati con una particolare tecnica di elaborazione del cartone, si connettono all’idea di recupero e di riciclo, un tema alla quale si riallaccia anche Laurette Bono le cui opere, eseguite con frammenti in vetro, sottolineano il potere di rinascita infinita di questo materiale. Gianfranco Galizio è presente con uno dei suoi Anonimi percorsi, una visione solo in apparenza inanimata. I vortici gestuali di Rosa Bosco catturano e coinvolgono gli osservatori, che possono divertirsi di fronte dalle spiazzanti macrofotografie di Marco Giammarinaro. Sono invece nuovi protagonisti di Galfer20 il giovane fotografo Andrea Bianchi, capace di immortalare con un calibrato bianco e nero spettacolari paesaggi della Valsesia e luoghi inusuali, ed Enrico Porro, che impreziosisce con un raffinato effetto damascato gli sfondi a monocromo sui quali sono delineate le sue protagoniste femminili. Anche Guido Mannini è alla sua prima esposizione nei locali di Galfer20, dove presenta uno dei suoi smalti astratti montati su intelaiature rotonde. Conclude la rassegna Filiberto Crosa, le cui opere ci regalano emozioni con i loro colori vivaci e con i piccoli oggetti disposti sulla tela che ci lanciano spunti di riflessione.

Tutte le opere esposte sono in vendita.

Apertura al pubblico: 17 giugno 2021 con orario straordinario dalle 16 alle 20

INGRESSO GRATUITO nel rispetto delle vigenti norme di contingentamento

Luogo: Associazione Culturale Galfer20

Indirizzo: corso Galileo Ferraris 20 – TORINO

Orari: da lunedì a venerdì ore 10-12, 15-18

INGRESSO GRATUITO con prenotazione obbligatoria tramite mail indicando l’orario di ingresso

Telefono per informazioni: +39 011 5537208

Email info e prenotazioni: associazioneculturale@galfer20.com

Sito ufficiale: http://www.galfer20.org

 

MELISSA MCGILL. “IN VENICE”

Mazzoleni annuncia la prossima mostra “Melissa McGill: In Venice”, la prima personale di Melissa McGill presso la galleria londinese. Dopo il successo del suo intervento di arte pubblica a Venezia, Red Regatta nel 2019, questa mostra propone opere correlate a quel progetto e declinate attraverso diverse tecniche: rendering fotografici dipinti a mano dall’artista, lavori realizzati con la tela utilizzata per vele, opere su carta. E ancora fotografie, un’installazione in vetro, sculture sonore e una nuova serie di studi ad acquerello della Laguna di Venezia. In Venice aprirà al pubblico mercoledì 23 giugno con preview il 22 giugno e sarà visitabile fino al 18 settembre 2021. Si terrà a Venezia il 20 giugno la presentazione del catalogo Red Regatta di Melissa McGill dopo una veleggiata celebrativa in laguna.

 

 

 

SUPERFICI PROFONDE DI DONATELLA CIRAVEGNA.

L’edizione di Paratissima 2020 fu interrotta, causa Covid, il 5 novembre e il terzo e ultimo appuntamento fu annullato. Il 13 maggio 2021, Paratissima rinasce e la ripartenza è caratterizzata dalla mostra fotografica di Peter Lindbergh: Untold stories. La prima mostra su Peter Lindbergh curata dall’autore stesso è un progetto allestito negli spazi dell’ARTiglieria Con/temporary Art Center, visitabile fino al 13 agosto. Negli stessi spazi, da giovedì 18 giugno al 25 luglio 2021, vengono proposti gli appuntamenti rimasti in sospeso nel 2020. Rebirthing Exhibition – Art toRestart è la mostra collettiva dedicata alle arti visive curata da Giulia Giglio e Paolo Lolicata. Ph.ocus – About photography è la sezione di fotografia di Paratissima curata da Laura Tota, deputata ad accogliere nei suoi spazi progetti di fotografia contemporanea ed eventi, incontri e workshop dedicati alla cultura visuale. I.C.S.(Independent Curated Spaces) ospiterà numerosi artisti presentati da dei curatori. Il saviglianese Marco Filippa (critico d’arte freelance che per anni ha co-curato, con Elena Privitera, le mostre di En Plein Air-arte contemporanea di Pinerolo) presenterà il lavoro della cuneese Donatella Ciravegna. Il titolo della mostra, Superfici profonde, è un ossimoro ideale per parlare di opere inedite, di un lavoro difficilmente ascrivibile in un ambito preciso. Potremmo definirlo fashion introspettivo per certi versi, come la pittura lo è stata per Frida Kahlo. Si pongono nella lunga scia dell’avventura surrealista (1924) le performance della Ciravegna, fissate in video e fotografie, i suoi abiti trasformabili, la sua collezione di oggetti ingabbiati. Se è vero  che l’abbigliamento è la nostra seconda pelle, quella che esponiamo nella società dello spettacolo. E se è vero che ogni minuto trentamila cellule muoiono e la nostra epidermide cambia completamente ogni mese; allora l’abito/pelle/io è la chiave del suo lavoro; del suo complesso vissuto umano, documentata con video performance e fotografie: inevitabile conseguenza del suo armamentario di abiti e oggetti di scena, pronti per essere presentati. La sua azione psicomagica ha dato un nome alle cose, ai traumi, alle cadute e alle risalite. Offrendosi alla vista accetta di esporre, letteralmente porre in essere, la sua opera, trattandosi della sua esistenza che, liberata da ogni pre-giudizio, si fa arte. Domenica 20 giugno alle 16.00, l’artista e il critico dialogheranno pubblicamente in un talk presso gli spazi dell’ARTiglieria.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì, dalle 13 alle 20 e il sabato e domenica dalle 10 alle 22 presso gli spazi di ARTiglieria Con/temporary Art Center in via Verdi 5 a Torino. https://paratissima.it/

 

AGLIE’. ANTIQUA 2021

Tutti i concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili (https://www.facebook.com/festivalantiqua/)

A causa della pandemia di Covid-19 e le conseguenti misure di distanziamento da adottare, i posti disponibili saranno limitati, per cui l’ingresso ai concerti sarà possibile solo su prenotazione telefonando al numero 366/1791447 (dalle 11 alle 14 oppure dalle 17 alle 19) scrivendo all’indirizzo segreteria@accademiadelricercare.com

20 giugno – Agliè – Castello Ducale

Piazza Castello, 2

Voxonus-Accademia del Ricercare

ORE 16.00

G.F. Telemann tra Amburgo e Dresda

Ouverture C-Dur “Hamburger Ebb´ und Flut” Twv 55:C3

Per due oboi, archi e b.c.

Ouvertüre –  Sarabande “Die schlafende Thetis” –  Bourrée “Die erwachende Thetis”

 Loure “Der verliebte Neptunus”  – Gavotte “Die spielenden Najaden,  Harlequinade “

Der scherzende Tritonus” – “Der stürmende Aeolus” –  Menuet “Der angenehme Zephir”

 Gigue “Ebbe und Fluth” – Canarie “Die lustigen Bootsleute

Concerto in a-moll – TWV 44:42

Per due oboi, due flauti, due violini e b.c.

Adagio, allegro, affettuoso, allegro

Concerto in fa magg. TWV 44:41

con due violini, due flauti, due oboi e b.c.

grave, vivace/adagio, allegro

Concerto in Bb major – TWV54:B2

Per due flauti, due oboi, due violini, viola e b.c.

Andante, presto, largo/cantabile, allegro

Nicola Barbagli – Manuel Staropoli, oboi

Lorenzo Cavasanti – Luisa Busca, flati

3 violini primi

2 violini secondi

Claudio Gilio, viola

Antonio Fantinuoli, violoncello

Maurizio Less, violone

Claudia Ferrero, cembalo

Quando si pensa al repertorio barocco, uno dei brani che viene subito in mente è la Water Music di Georg Friedrich Händel, capolavoro che Antiqua ha presentato al suo pubblico alcuni anni fa. Pochi sanno, però, che un’opera del genere venne composta anche da Georg Philipp Telemann, che il 6 aprile del 1723 fece eseguire la fastosa Hamburger Ebb’ und Flut, per celebrare il primo centenario della fondazione dell’Ammiragliato di Amburgo. Questo evento di grande importanza, di cui la stampa dell’epoca ci ha tramandato una vivida memoria, comprendeva tra le altre cose un sontuoso banchetto nella Niedern-Baum-Haus, che vide la presenza di tutti i principali maggiorenti cittadini, dai borgomastri e i membri del consiglio municipale ai 37 capitani della marina mercantile, che, oltre a raffinate specialità gastronomiche, ebbero la possibilità di apprezzare una vasta serenata a tre voci preceduta dalla Hamburger Ebb’ und Flut. Questa suite strumentale, divisa in 10 movimenti, esalta la grandezza della tradizione marinara della potente città anseatica con una elegante ouverture in due parti e una serie di colte evocazioni della mitologia classica, che partono dal risveglio di Teti, sposa del mortale Peleo e madre dell’eroe Achille, ritratta prima assopita da una dolce Sarabanda condotta dai flauti dolci su un morbido accompagnamento di archi e poi sveglia da una Bourrée dall’incedere più vivace. I flauti sono di nuovo protagonisti nella Loure che raffigura il dio del mare Nettuno preso da un intenso sentimento amoroso, alla quale segue la brillante Gavotta delle Naiadi, ninfe acquatiche dall’indole al tempo stesso giocosa e intrisa di una sottile malizia. La leggerezza dei giochi delle Naiadi trova eco nella Harlequinade di Tritone, che comprende tre esposizioni del tema principale dal ritmo molto marcato, tra le quali si inseriscono due brevi episodi in cui la melodia viene eseguita dagli archi gravi, su un pizzicato dei violini, che pare ricordare il suono di una chitarra. Ovviamente, in un’opera incentrata sul mare non potevano mancare i venti, con l’impetuoso Eolo, che sconvolge violentemente le onde, e il mite Zefiro, che riporta la quiete espressa dai flauti dolci. La suite si chiude con un’immagine festosa della vita reale della Amburgo di quegli anni, con una animata Giga che evoca le forti onde che bagnano il munitissimo porto dell’Elba e una estroversa Canarie, che esprime la gioia sincera e un po’ rozza dei marinai, sempre pronti a tuffarsi in nuove avventure.

Il programma comprende anche tre suites orchestrali concepite secondo il modello della sonata da chiesa, ossia con una doppia alternanza di movimenti lenti e veloci, nelle quali Telemann si conferma tra i più grandi maestri del Barocco, grazie a una vena melodica sempre gradevole e fantasiosa, a una scrittura brillante e leggera e a un impasto sonoro ricco di sfumature, con i flauti e gli oboi che vanno armoniosamente a braccetto con i due violini solisti.

Voxonus Festival nasce dall’esperienza della prestigiosa Voxonus ‘Academia di musici e cantori’, unica realtà stabile sinfonica, operistica, corale in Italia, dedita al repertorio settecentesco e ottocentesco eseguito con strumenti originali dell’epoca e secondo prassi filologicamente informata.

Il progetto è stato ideato nella sua integrità da Claudio Gilio, insieme allo specialista Filippo M. Bressan, direttore eclettico e fondatore di diversi complessi musicali. Bressan ha portato i propri gruppi a esibirsi nei più importanti festival e nelle più prestigiose sedi concertistiche italiane ed estere.

Le formazioni di Voxonus sono varie e variabili: vanno dalle esperte mani della “Voxonus Orchestra”, al raffinato “Voxonus Quartet”, alla rarità del “Voxonus Duo” (Maurizio Cadossi, violino e Claudio Gilio, viola), fino al pregiatissimo “Voxonus Choir” richiesto e diretto da nomi di fama mondiale.

 

ARTE A BINARIA, MOSTRA DI ANDREA MASSAIOLI

Venerdì 11 giugno si è tenuto il vernissage della seconda mostra della rassegna Arte a Binaria, iniziativa con cui il centro commensale del Gruppo Abele ha voluto dare “casa” all’arte contemporanea durante la pandemia. Una programmazione, quella di “Arte a Binaria” che vuole offrire una visione costruttiva e di dialogo, tra artisti e con il pubblico, attraverso una concatenazione di autori diversi tra loro, ma la cui ricerca mantiene una comune tensione verso l’interiorità: pittori, scultori e fotografi si alterneranno, per offrirci il loro lavoro, disposti a fornirci strumenti per attraversarlo, discuterlo e contestualizzarlo.

Venerdì 11 giugno, il testimone di “Arte a Binaria” è passato dall’artista Paolo Leonardo (il primo a esporre le sue opere nella balconata di Binaria) ad Andrea Massaioli* che espone le sue tele in cui, attraverso la rappresentazione di lumache senza guscio, invita a riflettere sulla forza rigeneratrice della Natura. “Pensando all’opera di Andrea Massaioli mi viene in mente una frase di Emil Cioran: ”vi è qualcosa di sacro in ogni essere che non sa di esistere, in ogni forma di vita indenne da coscienza”.Massaioli ci parla del sacro in una società turbo capitalista, che ha sostituito la ricerca del sacro con la tecnologia-palliativo subdolo, nella quale l’uomo si perde e si allontana dalla sua essenza che dovrebbe essere fatta di tensione e di ricerca di trascendenza, di sacro, di amore. Di tutto questo parla la mostra di Massaioli ed il suo bellissimo video Gloria in excelsis deo”.  (Paolo Leonardo). La mostra Fasti del sottosuolo, a Binaria, sarà visitabile fino a fine agosto lungo tutti gli orari di apertura del centro commensale del Gruppo Abele (via Sestriere 34 – Torino) dal lunedì al sabato dalle 10 alle 22 e la domenica dalle 11 alle 15 e dalle 18 alle 22. Arte a Binaria è un progetto a cura dell’artista Luisa Valentini, torinese di fama internazionale, presente con le sue opere in numerose Residenze Sabaude e protagonista di mostre personali in Italia, Spagna, Austria, Germania, e dell’architetta Carla Barovetti.

Obbligatoria la prenotazione. Posti limitati.

Prenotazioni: binaria@gruppoabele.org

 

 


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