Chieri. Scuola Mosso demolita e Parco Tessile Chierese. “In primavera il cantiere”

La scuola Mosso prima del degrado

“L’abbattimento della ex scuola di Via Tana, devastata dai vandali, ormai fatiscente e con le finestre che cadono a pezzi mi pare sia stata deliberato dal Comune da oltre un anno. Eppure è ancora lì a rendere brutta, direi orribile quel tratto della via, e ad attendere sempre le ruspe. Non c’è un tempo massimo entro il quale le delibere approvate devono trovare esecuzione? Si potrebbe ingrandire il giardinetto che con l’edificio confina. Inoltre tutto il Tepice, da via Tana fino alla rotonda di Viale Diaz, è pieno di sozzure di ogni tipo, plastica che scivola dalle rive e va ad inquinare l’acqua che alla fine finisce nel Po, come se non ci fosse già abbastanza plastica nei fiumi e nei mari. Plastica gettata sulle rive come fosse una pattumiera da persone che definire incivili è ancora poco. Nella parte più bassa crescono veri e propri alberi che ostruiscono il deflusso dell’acqua e i cui rami spezzati finiscono sicuramente nella parte coperta che prima o poi, in occasione di un qualche periodo di lunghe e abbondanti piogge, finirà per esplodere. L’acqua ristagna e quando non piove puzza terribilmente. Nell’acqua marcia si abbeverano colombi e chissà anche ratti o topi di fogna, contribuendo così alla diffusione di malattie, come se non ne avessimo già abbastanza col covid. Direi una situazione da segnalare al ministero della Salute in quanto pericolosa per gli abitanti!” Così qualche giorno fa un cittadino chierese ha scritto a 100torri. Dall’assessore all’ambiente del Comune di Chieri, Massimo Ceppi, buone notizie sul tema. “Che si tratti di una operazione complicata e dai tempi non brevi era noto. Adesso, però, ci siamo. E’ stato approvato il progetto definitivo, presto tocca a quello esecutivo e subito dopo partirà la gara d’appalto. In concreto, i lavori salvo imprevisti potranno iniziare nella primavera del 2022 e concludersi al più tardi nei primi mesi del 2023”. Ceppi ricorda di che si tratta. “Nascerà una sorta di ‘corona verde’ interna a Chieri. Restituiamo un ‘bene comune’ alla città e colleghiamo due parchi, realizzando così una connessione tra le aree verdi che si sviluppano tra il rio Tepice e l’antica cinta muraria. Il parco sarà quel tassello ancora mancante che consentirà di collegare parti della città già recuperate e valorizzate. Ma il richiamo alla stoffa vuole evocare anche la tradizione tessile chierese. Il progetto è il frutto di un percorso innovativo che ha coinvolto il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, il Politecnico di Torino,  Legambiente, l’associazione Tra Me, la rete delle associazioni ambientaliste, culturali e sociali chieresi che hanno contribuito alla preparazione del dossier di candidatura»

Una operazione resa possibile dal fatto che il Comune di Chieri si è aggiudicato nel 2020 il bando “Restauro Ambientale Sostenibile” della Compagnia di San Paolo con il progetto «PATCH-PArcoTessileCHierese», che viene finanziato con un contributo di 320mila euro.

 

Gianni Giacone

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