PIEMONTE ARTE: RESTART A CHIERI, DELLA ROVERE A VINOVO, DE-COLL, CHIELLO, ISAIA, DEALESSI, POLO DEL ‘900, BERSEZIO, PIGNATELLI, CASSINELLI…

coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

CHIERI. RESTART! – “UN GRANDE ABBRACCIO AL MONDO” CON LA FIBER ART E GRIBAUDO

Una mostra racconta l’anima “cosmopolita” della Fiber Art. 40 opere della Collezione Civica “Trame d’Autore” e un omaggio alla carriera di Ezio Gribaudo

Ezio Gribaudo

Inaugurata, all’Imbiancheria del Vajro, in via Imbiancheria 12, a Chieri, la mostra «Un grande Abbraccio al Mondo», terzo appuntamento del progetto «RestART! Museo relazionale Imbiancheria del Vajro», il cui obiettivo è raccontare, attraverso cinque mostre nell’arco di due anni, la preziosa Collezione Civica di Fiber Art del Comune di Chieri, “Trame d’Autore”, oltre 300 opere realizzate da artisti di tutto il mondo, un patrimonio di valore e di rilevanza internazionale. Dopo la mostra «I introduce myself» (giugno 2021) e la quarta edizione di «Tramanda» (settembre 2021), ora «Un grande Abbraccio al Mondo» propone da martedì 15 marzo al 15 maggio 2022,  una selezione di 40 opere di 26 artisti di tutti i continenti, ponendo l’attenzione sull’aspetto cosmopolita della Fiber Art e l’interesse per le culture di tutto il mondo rilette attraverso i patrimoni antichi e contemporanei della tessilità da artisti, che sono “viaggiatori”, si spostano di cultura in cultura, di luogo in luogo, per apprendere nuove tecniche e conoscere nuovi materiali. Spiega Silvana NOTA, critica d’arte e direttrice artistica del progetto RestART!: «La Fiber Art, per sua natura, è un grande abbraccio al mondo. Alle origini di questo movimento artistico sviluppatosi negli Anni Sessanta, vi è, infatti, l’interesse per le culture di ogni luogo e tempo rilette attraverso i patrimoni antichi e contemporanei della tessitura. In essi, gli artisti vi hanno identificato il filo universale che collega popoli e tradizioni, individuando al loro interno i più svariati percorsi di esplorazione alla ricerca di significati e conoscenze poi elaborate con sensibilità, contenuti e modalità personali. In libera adesione allo spirito di questa corrente, che è giunta ad oggi ricaricandosi delle incalcolabili esperienze del ‘900, il cammino dei fiber artist ha incrociato i passi di altri artisti visuali, che su strade parallele hanno dato valore al medium tessile giungendo, con incredibile sintonia, agli stessi elementi fondanti e punti teorici dell’arte della fibra: un nomadismo culturale inclusivo ed etico, attraverso il quale l’enciclopedia delle saggezze perdute, o di abituale consumo, si traduce in opere simili a grandi libri aperti tra le cui pagine trovano valore gli aspetti migliori di civiltà del passato e di oggi, al di là di qualsiasi barriera geografica o di pensiero. Un dato che emerge con chiarezza nella Collezione “Trame d’Autore”, chiamata nella sua mission a mettere in dialogo i diversi aspetti di un medesimo linguaggio, forse tra i pochi ad avere una continuità in costante metamorfosi ed espansione contemporanea, pur mantenendo i tratti identitari che la contraddistinguono». Ospite d’eccezione della mostra «Un grande Abbraccio al Mondo» è l’artista, editore e collezionista Ezio GRIBAUDO (Torino, 1929), che ha fatto del viaggio e dell’incontro una filosofia di vita, e che già a partire dagli Anni Settanta ha utilizzato il tessuto nelle sue opere. Il Maestro Ezio GRIBAUDO ha accettato di collegarsi con una sua installazione site specific di “mappamondi” all’opera aperta condivisa “L’Arte Moltiplica l’Arte”: «Il mappamondo rappresenta nella mia ricerca l’immagine della bellezza immensa della terra sulla quale viviamo (…). Ho avuto l’opportunità di apprezzare culture diverse e riflettere sul senso dell’esistenza che merita orizzonti aperti. Ad interessarmi è stato anche l’ingegno umano, e insieme ad esso l’ambiente dell’officina intesa nel suo più nobile significato. Un binomio affascinante che mi ha spinto a raccogliere sapienze diverse e sperimentarle nelle mie opere realizzate talvolta con materiali di particolare significato come i flani – gli stampi dei giornali che venivano buttati dopo il loro uso e sui quali ho costruito scritture e libri d’artista – e scarti tessili: dalla juta a fili vari, da me utilizzati già a partire dagli Anni Settanta».

 

A VINOVO UNA MOSTRA ISPIRATA A DOMENICO DELLA ROVERE, PROTAGONISTA DEL RINASCIMENTO ITALIANO

Nella storia dell’arte italiana il Rinascimento ha un protagonista assoluto nel cardinale Domenico Della Rovere, esponente di spicco di una potente famiglia aristocratica il cui castello, a Vinovo, è una delle più importanti testimonianze della stagione post medioevale, in cui l’Italia guidò il rifiorire dell’arte, della letteratura, della scienza e della filosofia. Il maniero dei Della Rovere è il protagonista della mostra curata dallo storico Ilario Manfredini, che sarà inaugurata ufficialmente venerdi 18 marzo alle 18 e sarà aperta al pubblico da sabato 19 marzo a domenica 12 giugno. L’esposizione, patrocinata dalla Regione Piemonte, dalla Città Metropolitana di Torino, dalla Città di Torino e dall’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, proporrà una ricostruzione della straordinaria stagione artistica promossa da Domenico Della Rovere e dalla sua famiglia in Piemonte e in altre regioni. Nelle stanze del castello di Vinovo si potranno ammirare miniature, pitture, documenti e riproduzioni provenienti da vari musei e biblioteche, che segneranno con una puntuale ricostruzione scientifica e filologica la visita agli ambienti del complesso architettonico, che è una delle realizzazioni più significative nel panorama artistico del Quattrocento piemontese e che deve il suo splendore e il suo valore storico proprio a Domenico Della Rovere. La mostra è finalizzata al rilancio della dimora

Carlo II di Savoia_ritratto di Defendente Ferrari

rinascimentale e del suo parco come luoghi di visita, svago, promozione culturale e turismo e come vetrina dell’intero territorio. All’esposizione è abbinato un percorso storico permanente, al servizio dei visitatori, delle scuole e degli appassionati di arte. Nelle sale interne saranno collocati pannelli informativi, dedicati al mecenatismo dei Della Rovere e alla storia del castello. Nella Sala del Fregio gli argomenti saranno il rinnovamento delle arti, la miniatura e la preziosa raccolta libraria conservata nel castello dopo la morte del cardinale Domenico. Nella Sala degli Stucchi e dei Medaglioni si potrà andare alla scoperta della pittura rinascimentale in Piemonte. Nell’ambiente di Carlo VIII saranno rievocate le figure di Domenico Della Rovere, Carlo VIII di Francia e Carlo II di Savoia. Nel salone d’onore del lato nord si troveranno documenti e disegni che contribuiranno a ricostruire le varie fasi costruttive dell’edificio. Nel chiostro si potrà ammirare il cortile cesareo del castello. Infine si analizzeranno i modelli della speciale tecnica realizzativa conosciuta come grottesca in ambito vinovese. La mostra si concluderà nella chiesa parrocchiale dove si potrà ammirare il complesso scultoreo tardo quattrocentesco del Compianto, opera realizzata per il perduto convento del Tivoletto. Il percorso sarà adatto anche alle persone con ridotta capacità motoria.

UN MECENATE TRA VINOVO, ROMA E TORINO

Nato a Vinovo nel 1442, Domenico si trasferì a Roma nel 1465 seguendo l’esempio del fratello Cristoforo Della Rovere, protonotario apostolico. Il nobile vinovese avviò la sua carriera ecclesiastica sotto la protezione del cardinale Francesco Della Rovere, che sarebbe salito al soglio pontificio con il nome di Sisto IV. I prestigiosi, impegnativi e remunerativi incarichi presso la Curia romana consentirono a Domenico della Rovere di consolidare la sua posizione, sia a Roma che in Piemonte, soprattutto dopo la morte del fratello nel 1478. Le fortune economiche e la carriera ecclesiastica del nobile ecclesiastico vinovese ebbero importanti riverberi culturali e artistici a Vinovo e in tutti i luoghi in cui Domenico della Rovere mise in campo il suo mecenatismo. Creato cardinale nel 1478, Domenico Della Rovere diventò Vescovo di Torino nell’anno successivo, consolidando il suo ruolo di promotore e sostenitore degli artisti e dei letterati più qualificati presenti a Roma alla fine del XV secolo. Fu lui a chiamare il Pinturicchio e le sue maestranze ad affrescare tra il 1485 e il 1490 la villa che possedeva in Borgo Vecchio, ora via della Conciliazione, ma anche la cappella funeraria in Santa Maria del Popolo, dove fu collocato il sepolcro del fratello Cristoforo. Si deve a Domenico Della Rovere la costruzione del nuovo Duomo di Torino, realizzata nell’ultimo decennio del Quattrocento su progetto di Meo del Caprina. La sua predilezione per i canoni estetici rinascimentali trova una plastica rappresentazione anche nel castello di famiglia a Vinovo, che per suo impulso fu oggetto di una radicale trasformazione negli stessi anni in cui si realizzava il Duomo del capoluogo subalpino. L’obsoleta struttura difensiva medievale venne trasformata per suo volere in una sontuosa residenza rinascimentale. Nel XVI secolo il prestigio e il potere dei Della Rovere in Piemonte proseguirono con Giovanni Ludovico, Vescovo di Torino dal 1501 al 1510, e con Giovanni Francesco, Arcivescovo subalpino fino al 1515.

 

IL CHIERESE DE-COLL IN MOSTRA A ROMA

MOSTRA DI CHIELLO A DOMODOSSOLA

Da lunedì 14 marzo ’22 è aperta presso lo Spazio Gallery – Ufficio dei Private Banker di Domodossola (Via G. Marconi 26) la mostra personale di Alessandro Chiello, con i seguenti orari di apertura al pubblico: da lunedì a venerdì 8,45/12,30 – 15,00/18,30, sabato 8,45/12,30. Denominatore comune delle opere dell’artista esposte nella rassegna di Domodossola è il colore, vero protagonista pittorico, che consente una perfetta e armonica fusione dell’elemento figurativo con quello astratto-informale. E’ questa armonica fusione, come si può notare nella fotografia di un lavoro qui riprodotto (i lineamenti di una figura umana si intravvedono sotto le sfumate macchie di colore e sono contestualmente accompagnati da un segno a tratto o puntiforme) a caratterizzare significativamente la sua attuale produzione. Alessandro Chiello nasce e vive i primi anni della sua infanzia a Vevey, in Svizzera, sul lago Lemano, anche detto lago di Ginevra. Per motivi di lavoro dei genitori si trasferisce quindi prima nell’Italia meridionale e quindi a Villadossola, nel Verbano Cusio Ossola, dove vive tuttora con la famiglia. Ha scritto e pubblicato numerosi romanzi giallo-noir apprezzati da molti e si sta anche dedicando ad una nascente attività cinematografica. In campo letterario la sua scrittura è scorrevole e ricca di riferimenti culturali. La sua narrazione inoltre rende sapientemente l’inquietudine e i sentimenti dei protagonisti. Da sempre interessato all’arte, avvia la sua produzione nel 2018 come autodidatta, sperimentando la tecnica ad acrilico e da allora l’attività pittorica diventa per lui fondamentale. Le opere sono realizzate in acrilico e vernice spray su tela e alternano appunto astratto e figurativo, due stili normalmente considerati in antitesi ma non per Chiello, che li fonde, come si è detto, nella potenza espressiva del colore. Scrive di lui Giuseppe Possa: “Tutte le sue tele sono animate da un gesto segnico immediato o di libertà espressiva, e da intensi e vibranti accordi cromatici che comunicano emozioni attraverso linee, forme e trame dalle impercettibili vibrazioni. I suoi colori si intrecciano in un groviglio di elementi impregnati da una pulsante energia istintiva e interiore, ma nello stesso tempo sospesi in una struttura formale di mirabile coerenza”.

Enzo De Paoli

 

TORINO, SENSO DEL SEGNO. IL GRAN TEATRO DEL MONDO: XILOGRAFIE DI ALBINA DEALESSI

Sarà inaugurata il 18 marzo alle ore 16.00 nella Sede dell’Associazione Senso del Segno di Torino la mostra di Albina Dealessi Il gran teatro del mondo: 15 xilografie ispirate al celebre capolavoro del drammaturgo spagnolo Pedro Calderón de la Barca (1600-1681) I legami che Albina Dealessi ha allacciato da tempo con la cultura del Seicento (attraverso le sue molteplici variazioni sul tema delle forme erranti) si fanno in quest’opera più stretti e puntuali: inquietanti germinazioni grafiche su quindici boccioli di poesia raccolti dal capolavoro calderoniano, a scandagliare i misteri del destino umano. Nel Gran teatro del mondo l’autore – come è noto – invita il mondo a preparare un palcoscenico, sul quale farà agire sette personaggi nelle vesti del Ricco, del Re, del Contadino, del Povero, della Bellezza, della Discrezione e del Bambino mai nato. Costoro entrano ed escono attraverso due porte: la Culla e la Tomba, poste ai lati della scena, mentre si ode una voce suggerire amore a Dio e al prossimo. Ciascuno interpreta il ruolo a lui assegnato da Dio, secondo una recita a soggetto che rappresenta il libero arbitrio. A spettacolo terminato l’Autore chiama i personaggi per distribuire premi e punizioni. In paradiso vengono accolti la Discrezione e il Povero, in purgatorio vanno il Re, la Bellezza e il Contadino, nel limbo il Bambino mai nato, all’inferno il Ricco. In dialogo serrato coi lacerti poetici più suggestivi dell’opera (citati nella bella traduzione italiana di F. Tentori Montalto), la Dealessi intesse una personale, penetrante, unitaria meditazione di segni e di forme.

La mostra sarà visitabile con appuntamento al n. 3498504830 dal 18 al 31 marzo 2022 presso la Sede dell’Associazione Senso del Segno in via Piffetti, 20 a Torino

 

TORINO. ERSEL PRESENTA ENZO ISAIA – 60 FOTOGRAFIE DEGLI ANNI ‘60

dall’11 marzo al 15 aprile 2022 una mostra a cura di Carla Testore

Ersel presenta, Enzo ISAIA – 60 fotografie degli anni ‘60 – una mostra a cura di Carla Testore – che racconta l’atmosfera e la vita quotidiana dell’Italia degli anni Sessanta attraverso le fotografie inedite dell’artista Enzo Isaia, la cui carriera è nota e apprezzata da oltre cinquant’anni in Italia e all’estero. La mostra, in Piazza Solferino, aperta al pubblico fino al 15 aprile, propone 60 opere fotografiche che, grazie alla suggestione del bianco e nero, sono in grado di trasportare il visitatore per le strade del nostro Paese, nei vicoli, davanti alle botteghe o alle chiese, portando l’attenzione su dettagli semplici e attimi fugaci.

Gli scatti di Isaia, da cui traspaiono semplicità e ironia, diventano la testimonianza dell’Italia che stava dimenticando la guerra e che si approssimava alla rinascita grazie al boom economico.

 

 

 

UNA MOSTRA AL POLO DEL ‘900 SU SALUTE MENTALE E ALLEANZE SOCIALI PER LA CURA

“Gli altri ci sono, se li sai guardare…e bisogna accorgersene”. Dal 18 marzo al 14 aprile

 Polo del ‘900 – Torino (ingresso gratuito)

Inaugura giovedì 17 marzo alle ore 18 la mostra “Gli altri ci sono, se li sai guardare. Alleanze sociali per la cura” presso la Sala Conferenze – Polo del ‘900 (corso Valdocco 4/A). Un progetto dell’associazione culturale Impasse, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo. La mostra nella Galleria delle Immagini del Polo del ‘900, aperta al pubblico dal 18 marzo al 14 aprile, rappresenta un’occasione per gettare luce sull’importanza della salute mentale per tutti e per tutte, mettendo al centro il ruolo dei legami e delle alleanze che, all’interno dei territori, possono contribuire alla lotta allo stigma e al miglioramento della qualità della vita e delle relazioni, anche per chi è più fragile o ha esperienza di sofferenza mentale. Il progetto di allestimento ha origine da un workshop realizzato dall’Associazione Impasse presso l’Housing Giulia di Torino, con la partnership scientifica del Cultural Welfare Centre e la partecipazione diretta di persone con esperienza di sofferenza mentale e operatori dei servizi, sul tema dei legami e dell’inclusione. A partire da interrogativi quali “come potenziare le alleanze sociali territoriali per la salute mentale?”, “che cosa significa includere, cosa occorre per sentirsi parte di una comunità?”, è stata creata la performance, che viene restituita con una serie fotografica e un video. L’evento del 17 marzo alle ore 18 vede la partecipazione di Alessandro Bollo, Direttore del Polo del ‘900, Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Irene Pittatore e Nicoletta Daldanise, artista e curatrice dell’Associazione Impasse, oltre alle persone e alle organizzazioni che hanno partecipato direttamente alla realizzazione del workshop che è all’origine della mostra: Catterina Seia, Presidente del CCW – Cultural Welfare Center, Tea Taramino, Presidente dell’associazione Forme in bilico, Alberto Taverna, psicologo, responsabile clinico del centro diurno Bisacco ROT SUD EST ASL Città di Torino, Giorgio Gallino, Direttore S.C. ROT SUD EST DSM ASL Città di Torino, Carla Barovetti, referente del gruppo di ricerca per la salute mentale Conoscere per Migliorare e i/le performer Leila Gilli, Simone Martone, Davide Pistarino e Matias Taverna. Seguirà un programma pubblico di incontri e visite guidate; in particolare, tutte le domeniche dalle 10.30 alle 13 l’artista, la curatrice e i/le performer guideranno i visitatori in mostra e saranno a disposizione per fornire informazioni.

Per partecipare all’evento di inaugurazione del 17 marzo alle ore 18 è necessario iscriversi al seguente link: https://polodel900.secure.force.com/eventi?IdEvt=a0C6N000000WmF5

La mostra è aperta dal 18 marzo al 14 aprile da martedì a domenica dalle 10 alle 18 con ingresso libero.

 

 

 

MONDOVI’. ENZO BERSEZIO: IL TEMPO, L’OPERA

Alla CSA Farm Gallery di Mondovì inaugurazione dell’esposizione personale dell’artista Enzo Bersezio dal titolo “Il tempo, l’opera” nell’ambito della rassegna Help – Humanity, Ecology, Liberty, Politics, promossa da grandArte. Inaugurazione Venerdì 18 marzo 2022 alle ore 17,30

Enzo Bersezio –  Il tempo, l’opera

18 marzo | 26 aprile 2022

Antico Palazzo di Città – Via Giolitti 1 – Mondovì (CN)

Orari di visita: venerdì sabato e domenica 16.00 | 19.00

 

 

 

LEGGERE IL GIARDINO. PASSEGGIATE GUIDATE NEL PARCO STORICO DELLA PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI CHIUSO AL PUBBLICO

Da marzo a ottobre, una volta al mese il sabato mattina, la Fondazione Ordine Mauriziano con “Leggere il giardino” apre eccezionalmente al pubblico i cancelli del grande parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Muniti di caschetto di protezione, i visitatori potranno visitare i giardini di Stupinigi, dal cortile d’onore, al padiglione centrale, al giardino di levante, alla scoperta delle evoluzioni del parco interno alla Palazzina. Attraverso mappe e documenti storici le passeggiate ripercorreranno le fasi e gli stili del giardino, dal gusto alla francese del Settecento all’evoluzione del gusto romantico, fino ad arrivare al giardino Novecentesco risalente al periodo delle villeggiature della regina Margherita. Il giardino della Palazzina di Caccia di Stupinigi venne progettato sul modello francese nel 1740 da Michel Bénard, direttore dei Reali Giardini, che riuscì ad elaborare il pensiero juvarriano di spazio aulico dinamicamente collegato con l’ambiente venatorio circostante. Nell’Ottocento si adeguò al nuovo gusto romantico di parco paesaggistico, senza però perdere l’originario assetto geometrico. Furono creati percorsi con andamento sinuoso, un laghetto con isola dotata di belvedere, un ponte in legno e fu realizzata persino una serra, nella parte orientale.

 Le visite sono in programma il 19 marzo, 2 aprile, 21 maggio, 18 giugno, 17 settembre, 8 ottobre.

 

 

FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO. QUALCOSA NELL’ARIA

Artisti: Marwa Arsanios, Carolina Caycedo, Eclectic Electric Collective / Tools for Action, Andreas Gursky, Arthur Jafa, Sara Leghissa, Sandra Mujinga, Muna Mussie, Rory Pilgrim, Natascha Sadr Haghighian, Ghita Skali, Alberto Tadiello, Artur Zmijewski

A cura di Irene Calderoni e Bernardo Follini

17 marzo – 12 giugno 2022

Inaugurazione: 17 marzo, h. 18.30-21

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane 16, Torino

Il 17 marzo inaugura la terza stagione di Verso con la mostra collettiva “Qualcosa nell’aria” a cura di Irene Calderoni e Bernardo Follini, ultimo capitolo di un percorso di tre mostre che hanno riflettuto attorno al potere del linguaggio con “Burning Speech”, alla memoria collettiva con “Memory Matters”, all’invisibilità e alle alleanze nascoste con “Safe House”. “Qualcosa nell’aria” esplora la riappropriazione dello spazio pubblico guardando alle dinamiche collettive e ai temi dell’ecologia politica. Il progetto espositivo si focalizza sull’aria, una materia attorno e attraverso la quale si esprimono oggi importanti contraddizioni e conflitti. Il titolo suggerisce una prospettiva ambivalente, da una parte si riferisce alla potenzialità di un’azione collettiva emancipatoria, dall’altra propone un’analisi approfondita di un elemento che per la sua trasparenza e impercettibilità è spesso considerato neutrale e non politico. Attraverso il lavoro di tredici artistə “Qualcosa nell’aria” interroga gli scenari di rivendicazione politica transgenerazionale relative all’emergenza climatica. Le opere di Carolina Caycedo, Andreas Gursky e Artur Zmijewski analizzano, decostruiscono, rivendicano coreografie della protesta nello spazio pubblico. Eclectic Electric Collective / Tools for Action e Alberto Tadiello utilizzano l’aria per progettare delle tecnologie di offesa e di difesa, strumenti in grado di disperdere o di radunare i corpi. Rory Pilgrim e Sara Leghissa attraversano la vita collettiva delle nuove generazioni e il loro impegno verso una prospettiva politica ed ecologica, incontrando uno spazio comunitario, ma anche intimo per interrogare se stessi e le proprie identità. Marwa Arsanios, Natascha Sadr Haghighian e Ghita Skali si focalizzano sull’interconnessione tra economia e processi di sfruttamento ed estrattivismo culturale e materiale, osservando i mutamenti ambientali come diretta conseguenza di dinamiche di potere tra esseri umani, e tra umano e non umano. Le opere di Arthur Jafa, Sandra Mujinga e Muna Mussie, precedentemente parte del secondo capitolo di Verso nella mostra “Safe House”, permettono una continuità discorsiva rispetto ai temi dell’opacità, dell’invisibilità e del non detto, che anche nel contesto di “Qualcosa nell’aria” rappresentano efficaci strategie per leggere le dinamiche politiche in azione.

 

MUSEO ETTORE FICO. LUCA PIGNATELLI.  PERSONALE – A CURA DI LUCA BEATRICE. ALESSANDRO SCARABELLO. REPETITION KILLS – A CURA DI ANDREA BUSTO

Fino a domenica 19 giugno 2022

Il MEF – Museo Ettore Fico di Torino propone in contemporanea le mostre personali di due artisti italiani appartenenti a differenti generazioni: Luca Pignatelli (Milano, 1962) e Alessandro Scarabello (Roma, 1979). Luca Pignatelli presenta un’importante mostra personale composta da circa cinquanta opere che ripercorrono gli ultimi anni della sua ricerca artistica. Attraverso un’originale riflessione sulla memoria, l’immagine, il tempo, Pignatelli sviluppa una personale visione di un “tempo liquido e circolare”, dando così vita a una sorta di “teatro della memoria”, frutto di un eterogeneo archivio di tematiche personali e collettive, di epoche antiche e contemporanee. Installate nelle sale al piano terra del museo, si alternano creazioni site-specific, tele di grandi dimensioni e opere prodotte nell’ultimo decennio, in cui predomina l’astrazione sulla figurazione.

Alessandro Scarabello è in assoluto uno dei giovani talenti italiani che può dialogare, in modo paritario, con le avanguardie internazionali contemporanee ed è stato il vincitore nel 2020 del “Premio Ettore e Ines Fico”, che ogni anno viene attribuito dal Mef durante Artissima a un artista che si sia particolarmente distinto sulla scena internazionale.

La mostra “Repetition kills”, curata da Andrea Busto direttore e presidente del Museo Ettore Fico, è composta da una ventina di grandi oli su tela che rappresentano e testimoniano come negli ultimi anni l’artista abbia saputo coniugare alle forme fantasmatiche di ectoplasmi pittorici la storia e la cultura contemporanea. Evocazioni al limite dell’astrazione, Scarabello convoglia nelle sue opere un’impressionante quantità di informazioni estetiche che vanno da Balthus a Luc Tuymans, da Scipione all’ultimo Tiziano, in cui tutto si stratifica in una stesura al confine tra figurazione e astrazione.

 

 

BARD. PHOTOANSA 2021. UN ANNO DI EVENTI IN MOSTRA

Forte di Bard. Valle d’Aosta

25 febbraio – 1° maggio 2022

Il nuovo sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, durante un brindisi per festeggiare la sua elezione, Torino, 18 ottobre 2021. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

L’Agenzia ANSA e il Forte di Bard ancora una volta insieme per raccontare un anno di eventi. Il principale polo culturale della Valle d’Aosta trasforma in una mostra gli scatti contenuti nell’edizione 2021 del volume fotografico PHOTOANSA che raccoglie le immagini più significative dell’anno appena trascorso realizzate dai fotografi dell’agenzia, legate ai grandi fatti di attualità in Italia e nel mondo. Una selezione di oltre cento immagini della diciassettesima edizione della pubblicazione sarà esposta all’interno delle sale dell’Opera Mortai della fortezza, dal 25 febbraio al 1° maggio 2022. Dodici le sezioni, corrispondenti ad altrettanti temi: non più solo pandemia, ma tanti fatti nazionali ed internazionali, dalla cronaca alla politica, dallo sport al costume. Il 2021 è stato l’anno del ritorno dei grandi avvenimenti internazionali, con la pioggia di missili su Gaza e Israele e la vittoria dei talebani coronata dall’assalto all’aeroporto di Kabul. Ci sono poi le immagini della politica: del governo con il premier Mario Draghi e dei sindaci delle maggiori città italiane, la cui elezione è stata dimezzata da un astensionismo senza precedenti. Una sezione è inevitabilmente dedicata alla pandemia ma raccontata sotto una prospettiva diversa rispetto al 2020: a due anni dall’inizio dell’epidemia di Covid-19, le foto dei malati nei reparti di terapia intensiva sono state sostituite dalle file di cittadini in attesa di ricevere il vaccino, dalle tante riaperture dei luoghi della cultura, del lavoro e del turismo, dai giovani che esibiscono il Green pass e, per contrasto, dalle manifestazioni dei negazionisti. Tra una sezione dedicata al grande caldo che ha caratterizzato l’inizio estate, con temperature vicine ai 50 gradi, e una allo sbarco su Marte del rover Perseverance, ad essere protagoniste sono le vittorie nello sport e nella musica che raccontano un’Italia diversa che vince grazie ai propri talenti: i trionfi degli atleti tricolore alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo, la conquista del titolo di campioni d’Europa di calcio, le vittorie europee del volley e dei Maneskin all’Eurovision Song Contest.

Le immagini di giovani vincenti, di folle in delirio nelle piazze d’Italia, sono offuscate da un altro triste primato che il Photoansa 2021 non poteva non registrare, quello della escalation della violenza contro le donne: giovani, anziane, madri di famiglia, studentesse o lavoratrici, che vanno, giorno dopo giorno, ad aggiornare le drammatiche statistiche sul femminicidio.

 

PUNTO65: MOSTRA DELL’ARCHITETTO FINLANDESE ARI-PEKKA “APE”

Punto 65 Concept Art Room ospita la mostra dell’architetto finlandese Ari-Pekka “APE” Nevasaari che con “APE MAKES STUFF”, a cura di Carlotta Canton, debutta nella sua prima mostra personale. APE, dopo la laurea in architettura conseguita all’università di Helsinky, comincia a lavorare in importanti studi in Filandia, per approdare nel 2005 in Italia seguendo l’amore. Grande appassionato e collezionista di arte, di illustrazione e di film fantasy e di animazione, Ape vanta una grande collezione di libri e di film. Queste sue passioni, unite ad un’anima “green” e a una spiccata manualità, portano Ape a realizzare le sue sculture. La mostra, la prima in assoluto, ospiterà circa 30 sculture a tecnica mista di varie dimensioni. Attraverso il recupero di materiale di scarto come carta, cartone, pezzi di ferro, oggetti rotti e ormai inutilizzabili uniti a colla e das , Ape “inventa” i suoi piccoli mondi, che prendono vita dalle immagini rielaborate della sua profonda conoscenza del mondo dell’animazione e dell’illustrazione. E’ così che prendono vita “Rino the skater”, rinoceronte campione di skateboard, e “Gina la giraffina” in bilico sul suo mondo fantastico, felice di stare lassù, e che dire di “Chuck” la lepre l’eroe del basket: da rifiuti che nessuno vuole più, a coloratissime sculture che tutti ospiterebbero con piacere.

APE MAKES STUFF personale di Ari-Pekka “APE” Nevasaari

17 marzo – 21 maggio 2022

Orari: dal lunedì al venerdì (orario continuato) dalle 09.00 – 18.30  Su appuntamento al 339 4069350

 

DOMODOSSOLA. MOSTRA “ATTILIO. PINOCCHIO E ALTRE STORIE”

La mostra “Attilio. Pinocchio e altre storie” sarà ospitata negli spazi dell’Artoteca Di-Se a Domodossola (VB).

Attilio. Pinocchio e altre storie, aperta dal 26 marzo al 1° maggio, è una personale che racconta parte della vulcanica carriera creativa di Attilio Cassinelli, tra gli illustratori italiani più amati e riconosciuti (ricordiamo due dei tanti premi ottenuti da Attilio: il Premio Speciale della Giuria del Premio Andersen e la Menzione speciale alla carriera al Bologna Ragazzi Award). Un’occasione unica per scoprire e conoscere il percorso artistico di uno degli artisti che più ha valorizzato (continuando a farlo) la comunicazione visiva rivolta ai bambini più piccoli. Nel 2020 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma gli ha dedicato una grande mostra, la prima consacrata al linguaggio dell’illustrazione in una delle più importanti sedi istituzionali italiane.

 

 

 

 

NOVARA. MOSTRA D’ARTE COLLETTIVA “ LA CITTA’, LA REALTA’ E LA SPIRITUALITA”

nell’ambito degli eventi “Passio 2022”

Il progetto è nato inizialmente come Centro Culturale La Canonica, ma con evento completato e organizzato nel 2022 da Artenova , presente nel calendario degli eventi della Diocesi di Novara.

Si terrà dal 20 marzo al 3 aprile 2022 presso i locali espositivi di Vicolo Canonica 3b, Novara, con apertura nei giorni di sabato e domenica dalle ore 16 alle ore 18,30. Inaugurazione il 20 marzo alle ore 17, con intervento di Don Silvio Barbaglia e presentazione  a cura di Federica Mingozzi.

Le opere di oltre trenta artisti sono accompagnate da frasi scritte, scelte dagli artisti stessi, o da testi che evidenziano un tema in particolare e che dimostrano come potente sia la voglia di far sentire la propria ispirazione.

 

 

 

 

PORTA PALAZZO. MOSTRA FOTOGRAFICA “STRANIERI PER CHI?”

In occasione del 21 marzo – Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale e a conclusione del laboratorio ”IF – Fotografare il terzo settore”, inaugura nello spazio Fotografia KM0 allo stand 84 dell’Antica tettoia dell’Orologio di Porta Palazzo, la mostra fotografica “Stranieri per chi?” che raccoglie una selezione di scatti realizzati dai partecipanti al laboratorio: Alberto Bertone, Andrea Lovera, Elena Burzio, Giorgia La Greca, Graziano Bezzolato, Livia Zhou,  Marco Greco, Mattia Folcarelli, William Novelli.

L’inaugurazione sarà venerdì 18 marzo dalle 16.00 alle 19.00. La mostra sarà poi visitabile gratuitamente dal martedì al sabato, dalle 9.00 alle 19.00, fino al 31 marzo 2022.

 

 

OTTO ARTISTI PER UN RINASCIMENTO. VENEZIA E L’INVENZIONE DELLA MODERNITÀ. CICLO DI CONFERENZE DI STORIA DELL’ARTE

con Giovanni Carlo Federico Villa

direttore di Palazzo Madama

17 marzo – 16 giugno 2022 ore 18

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica

Piazza Castello, Torino

“Venezia è la città più gloriosa che io abbia mai visto, ed è la più saggiamente governata”, scriveva l’ambasciatore Philippe de Commynes nel 1494. E sono i protagonisti veneti della rivoluzione pittorica a indicare il ruolo cardine di Venezia per il rinnovamento della cultura italiana ed europea. Se quando si tratta di Rinascimento lo si associa precipuamente a Firenze e Roma, è a Venezia che si assiste al pieno sviluppo dell’arte moderna, interprete di una cultura capace di creare i monumenti di Pietro e Tullio Lombardo e i prodotti delle manifatture tessili, i tratti di pennello di Giovanni Bellini e la produzione navale dell’Arsenale, gli scritti di Ermolao Barbaro e gli aridi saggi sulla partita doppia, le prime collezioni da museo e gli orti botanici, la biblioteca del cardinale Bessarione e gli scritti di Pietro Bembo. Produttori e artisti, politici ed eruditi, pensatori e condottieri respiravano la stessa aria, erano prigionieri dell’identica atmosfera di un’epoca tutta riassunta nella stupefacente Veduta a volo d’uccello di Jacopo de’ Barbari.

Questo è il racconto, intessuto di immagini, che si svolgerà in otto incontri sul farsi dell’arte occidentale.

Programma

Giovedì 17 marzo 2022, ore 18

‘Non humani pictoris’. Il divino Antonello dal mito alla storia

Giovedì 24 marzo 2022, ore 18

‘Zambelin se puoi dir la primavera del Mondo tuto, in ato de Pitura’. Giovanni Bellini, o della classicità

Giovedì 7 aprile 2022, ore 18

Nell’altra luce: sguardi e paesaggi di Cima da Conegliano

Giovedì 28 aprile 2022, ore 18

Palma il Vecchio, l’invenzione della bellezza

Giovedì 5 maggio 2022, ore 18

Da Venezia all’Europa. Tiziano “principe de’ pittori”

Giovedì 26 maggio 2022, ore 18

‘Solo, senza fidel governo et molto inquieto dela mente’. Lorenzo Lotto, l’ombra dell’angelo

Giovedì 9 giugno 2022, ore 18

“Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura”. Tintoretto, dal disegno alla pittura

Giovedì 16 giugno 2022, ore 18

La magnifica illusione. Suggestioni per Paolo Veronese

Giovanni Carlo Federico Villa

Direttore di Palazzo Madama e professore presso le Università di Bergamo e di Udine, dal 2019 è componente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e Paesaggistici e, dal 2015 al 2018, è stato direttore onorario dei Musei Civici e Conservatoria Pubblici Monumenti di Vicenza. Ha curato numerosi progetti espositivi in Italia, tra cui quelli per le Scuderie del Quirinale di Roma, e all’estero. Autore di oltre trecento pubblicazioni scientifiche e monografie, numerose sono le sue presenze divulgative relative al patrimonio artistico nazionale sui principali canali radiotelevisivi italiani e stranieri.

 

Durata: 1 ora

Costo intero ciclo: intero € 120, ridotto € 90 (riservato a possessori Abbonamento Musei, studenti, insegnanti, guide turistiche abilitate, Amici Fondazione Torino Musei, soci FAI Fondo Ambientale Italiano, soci Rotary Club e Inner Wheel)

Costo singola conferenza: € 13

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629; madamadidattica@fondazionetorinomusei.it