Ospedale unico asl To 5. Sicchiero: “Va bene Cambiano, ma la Regione si decida”

 “CAMBIANO? BENISSIMO MA COSÌ ABBIAMO PERSO 15 ANNI. DA ICARDI NESSUN RISPETTO PER I SINDACI DELL’ASLTO5 E NESSUNA CHIAREZZA SUL RIDISEGNO DEI SERVIZI”

L’area dell’ex autoparco militare di Cambiano

Il sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero, torna a prendere posizione sulla scelta (non ancora fatta) della Regione del sito dove costruire il nuovo ospedale unico dell’asl To 5. «In occasione dell’assemblea dei Sindaci del territorio dell’AslTO5 di metà dicembre, abbiamo chiesto all’assessore Icardi di sciogliere la riserva sulla localizzazione del nuovo ospedale unico entro il 31 gennaio. Una richiesta che l’assessore ha ritenuto essere ‘scortese’, forse perché lo costringeva a porre fine alla sua melina e a prendere una decisione chiara. Evidentemente ha voluto restituire ai Sindaci la scortesia ricevuta. Infatti, non saprei come definire quanto accaduto a pochi giorni dalla scadenza del termine indicato: in assenza di pronunciamento ufficiale da parte della Regione Piemonte, il Direttore dell’AslTO5, in un incontro pubblico, sembrerebbe aver anticipato quella che sarà la decisione, ovvero l’area dell’ex autoparco di Cambiano. Così abbiamo letto sugli organi di informazione. Certamente per Chieri, per il chierese e per l’alto astigiano quella di Cambiano rappresenterebbe una scelta consona: lo abbiamo detto in più occasioni, anche in atti ufficiali del

Alessandro Sicchiero

Consiglio comunale. Peraltro, lo studio comparativo condotto da un apposito Gruppo di lavoro sui tre siti di Vadò, Cambiano e Villastellone, è emerso che l’area di Cambiano registra la percentuale di soddisfazione più alta (61%). Siamo sempre stati convinti che la “baricentricità” non possa intendersi solo dal punto di vista della densità della popolazione ma anche sotto il profilo geografico, considerando anche il fatto che gli utenti di Moncalieri e Nichelino continueranno a far riferimento agli ospedali torinesi, come fanno già ora. Nonostante questa convinzione, non abbiamo voluto in questi anni condurre battaglie “campanilistiche” e soprattutto non abbiamo voluto strumentalizzare le paure dei cittadini, a cominciare da quelli più anziani, che temono di “perdere” l’Ospedale Maggiore. Siamo convinti che il modo migliore per “Salvare il Maggiore” non sia conservare l’esistente, ma riprogettare l’edilizia sanitaria del futuro, realizzando in tempi congrui un nuovo moderno ed efficiente ospedale destinato alle alte complessità, non certo accontentarsi di avere nel centro storico di Chieri un grande e obsoleto edificio con la targa “ospedale” all’ingresso. In attesa che l’assessore Icardi si assuma la responsabilità di una scelta definitiva (che fine ha fatto l’annunciato dibattito in Consiglio regionale?), ribadiamo la nostra preoccupazione sul ‘fattore tempo’. Il Protocollo d’Intesa finalizzato all’avvio del processo per la realizzazione dell’Ospedale Unico dell’AslTO5 porta la data del 3 dicembre 2015: sette anni fa! In sette anni un ospedale si realizza, noi invece siamo qui ad assistere ad una Regione che disfa le decisioni prese nel passato e non sa decidere sul futuro. Se il direttore dell’AslTO5 dovesse aver ragione, il nuovo ospedale lo avremo tra 6-8 anni. Quasi 15 anni di nulla. Nel frattempo il Maggiore va a pezzi e perde attrattività, gli operatori fuggono altrove e si sprecano soldi nella manutenzione di un edificio vecchio ed energivoro. In attesa di avere certezze ufficiali sulla localizzazione, ricordo ancora una volta che non c’è traccia del ridisegno dei servizi territoriali, né sul destino che attende i tre attuali ospedali. Cosa si pensa di fare del Santa Croce, del Maggiore e del S. Lorenzo? Se non saranno né case di comunità né ospedali di comunità, allora in cosa verranno trasformati e quali servizi accoglieranno? Magari avremo informazioni al riguardo in occasione di qualche conviviale cena tra imprenditori del territorio».