Chieri, sanità. “Le code al Centro Prenotazioni, un vero incubo”

Il calvario di chi si mette in coda al Centro Prenotazioni di Piazza Pellico, a Chieri, in una lettera-appello di un lettore.

“Prima si faceva la coda all’esterno, in questo modo si sapeva chi doveva passare e le urgenze saltavano la coda su indicazione di un addetto e il numero veniva preso al piano interrato dove fanno i prelievi; naturalmente fare la coda all’aperto e in piedi non è sicuramente comodo ma allo stato attuale delle cose era molto meglio, lo dice un cardiopatico che certe cose è bene che le eviti.

Adesso il numero viene dato non appena si arriva al pian terreno e si attende nella sala d’attesa del CUP, in questo modo chi ha priorità non ha modo di saltare la coda  (parliamo mediamente di 40/50 persone in attesa) e rimane intrappolato fra gli altri.

Ad un certo punto arriva un’addetto/a che fa scendere una ventina di persone, ma non sa chi deve scendere per primo e quindi è al buon cuore di chi attende, siccome i numeri vanno da 0 a 99 è possibile che chi ha il numero più basso sia arrivato dopo a chi ha un numero più alto. A me è successo di prendere il numero 15 ma siccome la sala d’attesa era piena c’erano persone con un numero compreso fra 70 e 99 e, questa signora facendo scendere chi ha il numero più basso chiaramente mi avrebbe fatto saltare la coda. Quando l’ho fatto notare la risposta è stata “chi è arrivato prima venga sotto”. Non ti dico la bolgia.

Quando si scende si attende la chiamata del numero per fare l’accettazione, gli addetti sono nuovi o almeno non li avevo mai visti (faccio analisi ogni 3 mesi) ed evidentemente non conoscono il sistema e quindi le code allo sportello sono lunghissime mentre al prelievo vero e proprio gli infermieri attendono che qualcuno arrivi. Risultato: prima di Natale fare le analisi era una questione di 30’ max 45’ adesso si tratta di non meno di un’ora e mezza. Chi arriva alle sette (orario di apertura del centro) mi ha detto che bisogna attendere l’accensione dei terminali che dura non meno di 15’ quindi si accumula già ritardo in quella fase; faccio notare che chi va fare le analisi alle 7 è perché poi deve andare a lavorare e vorrebbe non arrivare in ritardo. Io sarei un prioritario e quindi dovrei saltare la coda ma se lo faccio il numero non corrisponde alla discesa quindi le code agli sportelli che già sono lunghe diventano un caos, quindi rinuncio alla mia priorità, mi siedo a terra (naturalmente le sedie sono insufficienti) e sto in coda ma ci sono persone che si reggono a malapena in piedi e per questi è un vero calvario.”