Carmagnola e il DNA dei cani. A Chieri niente?

A Carmagnola, smascherati dal DNA della bestia i possessori di cani che fanno pupù e non la raccolgono. La notizia ha suscitato scalpore. Un esempio da esportare a Chieri?

 

Susinno e Alesi_ Un “segnale” forte per gli incivili

Sarà colpa della solitudine o del bisogno di un affetto duraturo e sincero, ma l’aumento delle bestiole da compagnia è in continuo aumento. Il cane è da sempre il miglior amico dell’uomo, ma se chiuso in un appartamento, va portato a spasso più volte al giorno, e non solo per spasso.

Come ogni animale ogni cane ha i suoi bisogni. Bisogni anche in senso biblico e infine organico. Senza un modesto pezzo di giardino, la passeggiata fisiologica è un rituale quotidiano che si svolge aggirandosi in cerca dei migliori, appartati ambiti per far soddisfare i bisogni fisiologici alla fedele bestiola.

Dal canto loro, per i cani ogni passeggiata è un momento di festa, per il corpo e per il naso sopraffino che cerca dove lasciare il segno, ma prestar attenzione al luogo è un compito umano, purtroppo talvolta disatteso.

Dunque, piccole cose di questo mondo (talvolta neppure troppo piccole) cadono al suolo per forza della gravità senza essere rimosse come dovrebbe essere più per senso civico che per norma di legge.

Non sono regali per chi passa di là. Calpestarli suscita brutte parole sortite d’istinto e di quella storia che… “pestare una cacca di cane porta fortuna”, non frega niente a nessuno.

Ci si arrabbia a ragione, poiché sui marciapiedi delle città, capita spesso, nonostante disposizioni precise, obblighino il padrone ad essere dotato di ogni attrezzatura prevista dalla legge per raccattare certi occulti trabocchetti che sono una vera schifezza.

Lo sa bene chi scrive, portatore di handicap che si muove in sedia a rotelle. In certi casi districarsi tra le evacuazioni canine, spesse volte recidive, obbliga a scendere con difficoltà dal marciapiede e talvolta non basta

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In un recente passato, nella città di Chieri si era sollevata una certa indignazione popolare proprio a causa delle cacche canine dimenticate sui marciapiedi. Un disprezzo del senso civile che in alcuni casi ha originato feroci battibecchi.

A suo tempo sono state avanzate proposte dissuasive, quali un invito a fotografare protagonisti e misfatti, postandoli sui social, fino a un invito all’indagine indirizzato alla polizia metropolitana.

Proteste & sbrigativi cartelli sono serviti a poco, i colpevoli hanno imparato a muoversi nell’ombra, a non farsi beccare in flagrante. Alla fine della fiera, poco è cambiato, muoversi in carrozzina in alcune zone continua a presentare “grossi e più piccoli rischi”. Per conoscenza poi, anche quando la pioggia o il tempo diluiscono il misfatto, la ruota della carrozzina qualcosa raccatta e porta a casa. Purtroppo non si può pulire sullo zerbino e ancor meno lasciare sul pianerottolo.

Dunque, ho molto apprezzato l’astuta manovra anti cacca sul marciapiede messa in atto dal Comune di Carmagnola. Notizia diffusa anche dal telegiornale regionale. Così come per la tecnica forense, anche il DNA del cane (di cui è reso obbligatoria fornirne un campione), confrontato con quello rilevato sull’escremento fuorilegge è diventato una prova inconfutabile per risalire al colpevole materiale, e quindi al maleducato padrone.

Notizie provenienti dalle Giacche Verdi di Carmagnola raccontano di come gli accertamenti incrociati abbiano smascherato decine di colpevoli ai quali sono stati recapitati altrettanti verbali e salate sanzioni che, a norma di legge, possono andare da 103 a € 1000, in casi estremi anche oltre.

Una cosa buona e giusta che varrebbe la pena fosse presa in considerazione anche dal solerte Comune di Chieri, tanto severo verso le schiene degli automobilisti e gli ammortizzatori dei loro mezzi a quattro ruote, quanto tollerante verso certi padroni cialtroni e i loro innocenti compagni a quattro zampe. Un provvedimento comodo, civico e di buon auspicio per far cassa, stavolta con un metodo di sicuro apprezzato a plebiscito cittadino. Di sicuro da un lagnoso paralitico.

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Pro memoria: in Italia, la raccolta delle deiezioni è regolata da un obbligo di legge sancito da un’apposita Ordinanza Ministeriale n. (68 del 23.03.2009), la quale stabilisce che “È fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.” (art. 2, comma 4). In aggiunta a questa legge, ciascuna città può imporre la raccolta obbligatoria delle deiezioni attraverso regolamenti municipali dettagliati.

 

 

Carlo  Mariano Sartoris