Psicosomatica: quando il malessere fisico origina dalla mente.
La psicosomatica è un settore della medicina e della psicologia importante non solo dal punto di vista biopsicosociale, ma anche dal punto di vista anatomo fisiologico riferito all’essere umano. Studia il legame tra mente e corpo, dove un disagio, un disturbo fisico, origina da un conflitto psicoemotivo.
Il modello bio-psico-sociale, tiene in considerazione anche i fattori biologici, che sono collegati ai fattori intrapsichici. Va riconosciuta la componente genetica nella predisposizione alle malattie, indipendentemente da fattori psichici. Il modello attuale considera l’interazione tra aspetti intrapsichici, biologici e socio-relazionali nella formazione dei sintomi fisici.
La psicosomatica è sicuramente un argomento molto attuale, anche se alcuni studiosi ritengono che il termine psicosomatica sia superato, perché implica l’accettazione della suddivisione tra mente e corpo. Questo però non è troppo vero, in quanto da un punto di vista funzionale dobbiamo considerare un’entità unica non divisibile solo nella mente o solo nel corpo.
Platone, in proposito disse: “Il più grande errore nel trattamento delle malattie è che i medici cercano di curare il corpo senza curare l’anima; eppure, corpo e anima sono un tutt’uno e non dovrebbero essere separati“.
Questo concetto è ormai funzionale e ha un’applicazione concreta: esistono forti interazioni tra corpo e psiche. Non solo la mente può influenzare il corpo (psicosomatica), ma anche gli aspetti fisici possono influire sulla psiche (somatopsichica), come mostra l’impatto di una malattia organica sulla salute mentale.
Negli ultimi anni, la psicosomatica ha visto nascere nuove discipline autonome. La cronopsicologia studia l’influenza dei ritmi biologici sui processi psicologici e sui disturbi psicosomatici. La psiconcologia analizza i fattori psicologici nella gestione delle malattie oncologiche. La psicoimmunologia esamina la relazione tra mente e sistema immunitario, sottolineando come lo stato psicologico possa influire sulla salute fisica. La sessuologia viene spesso vista come l’esempio per eccellenza di disciplina psicosomatica, in quanto molte manifestazioni del comportamento sessuale e dei disturbi fisici correlati hanno origine in problematiche psichiche. In questo senso, la sessuologia si pone come ponte tra dimensione corporea e sfera psichica, confermando la complessità e l’indissolubilità del rapporto mente-corpo anche nell’ambito della sessualità.
Il concetto di psicosomatica nasce all’inizio del diciannovesimo secolo, secolo notevole perché le scoperte iniziali partono proprio in quegli anni.
Il primo a parlare di psicosomatica fu Johann Christian August Heinroth che nel 1818 utilizzò il termine. Qualche tempo dopo, Robert Sommer conia il termine di psicogeno, cioè qualcosa che origina dalla psiche, dall’emotivo, dal mentale, una dimensione forse un po’ astratta, ma sicuramente importante, che definisce un pensiero generante qualcosa di organico (un malessere, un dolore, una disfunzione senza però evidenti danni o lesioni strutturali). Sigmund Freud agli inizi del ventesimo secolo, sviluppa il concetto di conversione che poi darà origine al Disturbo di conversione, che sostanzialmente vuol dire convertire, trasformare un conflitto psichico in sintomo fisico. In quel tempo, questi disturbi venivano catalogati come sindromi isteriche, cioè qualcosa che turba l’interno e si esprime a livello corporeo. Georg Groddeck, allievo di Freud, nel 1934 propone la concezione olistica della malattia proponendo il cosiddetto “linguaggio degli organi”. Ogni disturbo funzionale, fosse anche stabile e fisico, a seconda del meccanismo che lo genera va comunque a localizzarsi in un organo diverso. Quindi l’organo definisce anche le caratteristiche del disturbo: l’organo parla e ci parla. Per esempio, chi ha mal di testa esprime un dolore mentale, più sofisticato, più elevato; chi vomita deve buttare fuori qualcosa dal proprio corpo, a chi gli si paralizza un piede, o comunque accusa una sofferenza che colpisce l’apparato locomotore, dove la diagnosi strumentale non evidenzia disfunzioni, forse non vuole muoversi: questo indica a livello psichico una difficoltà nello spostamento, nel cambiamento. Nel 1939 Franz Alexander fonda a Chicago la prima scuola di medicina psicosomatica, celebrando così questa corrente di pensiero che arriva fino ai nostri giorni.
Un sintomo somatico può comparire senza cause evidenti, come un mal di stomaco dovuto a stress o stanchezza. Se il problema persiste, si può passare dalla semplice sensazione di malessere a una modifica funzionale, ad esempio sviluppando gastrite. Con ulteriore stress, la condizione può evolvere in una lesione anatomica, come l’ulcera. Lo stesso vale per il cuore: iniziano piccoli disturbi e possono peggiorare fino all’infarto. Vertigini, senso di ansia, palpitazioni o debolezza che accompagnano un’extrasistole, ad esempio, potrebbero essere la primaria manifestazione di qualche disfunzione cardiaca, ma potrebbero essere legate anche a fattori psicoemotivi. È importante dunque prestare sempre attenzione ai segnali del corpo.
I disturbi psicosomatici spesso non sono presenti e quindi non emergono quando si riesce a esprimere il disagio in modo efficace. Chi riferisce sinceramente le proprie emozioni riduce la possibilità che queste si manifestino fisicamente. È importante non trattenere le emozioni, ma comunicarle, anche richiedendo l’aiuto di un professionista come un medico, uno psicologo o psicoterapeuta, per una prevenzione consapevole.
Dott.ssa Roberta Benedetta Casti,
docente Scienze Motorie, Chinesiologa specializzata in Attività Fisiche Preventive Adattate, Psicologa. Referente CISM Piemonte, Vicepresidente Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta FIPsiS


