CHIERI. EMERGENZA CALDO: 18 NUOVI VENTILATORI IN TRE SCUOLE DELL’INFANZIA E POMERIGGI IN BIBLIOTECA PER I BAMBINI PIÙ GRANDI
18 nuovi ventilatori in tre scuole dell’infanzia di Chieri e fino alla fine della scuola pomeriggi in biblioteca per i bambini più grandi per fare attività con le loro maestre: sono queste le prime risposte dell’Amministrazione comunale alle richieste che sono arrivate dai dirigenti scolastici per i tre plessi in cui per esposizione o struttura in questi giorni si stanno registrando le temperature più elevate. Un segnale di attenzione e vicinanza, che non risolve certamente il problema ma che potrà aiutare a garantire una maggiore ventilazione nelle aule frequentate dai bambini e a mitigare i disagi.
Una misura tampone adottata in un momento in cui tutta Europa è stretta nella morsa del caldo e che porta ovunque al centro dell’attenzione il tema del benessere negli edifici scolastici.
«Si tratta certamente di una soluzione non sufficiente – spiegano gli assessori all’Istruzione Antonella Giordano, ai Lavori pubblici Daniela Sabena e al Bilancio Roberto Quattrocolo – ma è una soluzione temporanea che ci consente di affrontare questi ultimi giorni di apertura della scuola dell’infanzia. Altri Comuni in Italia hanno imposto la chiusura delle scuole al pomeriggio, noi non ci sentiamo di mettere in difficoltà le famiglie. Abbiamo deciso di avviare un percorso insieme ai tecnici comunali e ai dirigenti scolastici che ci porterà a pianificare interventi più efficaci, anche se non è facile immaginare di mettere i condizionatori in tutte le scuole di Chieri. Per gli interventi strutturali servono investimenti dedicati che andranno individuati e finanziati e che richiedono tempi tecnici per essere realizzati”.
«Sappiamo che le famiglie stanno esprimendo preoccupazione per i loro figli – aggiunge il Sindaco Alessandro Sicchiero – e la stessa preoccupazione la esprimiamo noi, per i piccoli, per le insegnanti, le educatrici e gli operatori scolastici che lavorano nelle scuole: una soluzione strutturale però non si riesce a realizzare in pochi giorni. Siamo disponibili ad incontrare le famiglie a spiegare cosa stiamo facendo e come ci stiamo organizzando per questa emergenza climatica che ci interroga e che chiede a tutti di cominciare a cambiare le nostre abitudini e a trovare soluzioni nuove».



