“Cambiano come Montmartre: dal riuso a Piazza Benefica, un cambio di rotta dopo 10 anni. E il commercio di vicinato?”
Un documento de “Il Centro per Cambiano”
“Il confronto avvenuto ieri sera in Consiglio comunale ci ha permesso di chiarire alcuni aspetti relativi a “Cambiano come Montmartre” e a Piazza Benefica e, allo stesso tempo, di aprire nuove riflessioni sul futuro delle manifestazioni cittadine.È stato chiarito che “Cambiano come Montmartre” e Piazza Benefica sono due manifestazioni parallele e distinte, organizzate autonomamente, e che Piazza Benefica sostiene direttamente i propri costi relativi alla sicurezza e alla cartellonistica.Prendiamo atto di queste precisazioni e riteniamo positiva anche l’apertura manifestata dall’Amministrazione, a seguito della richiesta della Consigliera Caterina Cortassa, sulla possibilità di consentire la partecipazione alle attività commerciali che si trovano al di fuori del perimetro individuato per la manifestazione. L’Amministrazione si è impegnata a confrontarsi con il Comandante della Polizia Locale per verificarne la fattibilità.È un’apertura che apprezziamo, perché la richiesta è quella di garantire pari opportunità e di permettere, laddove le condizioni di sicurezza lo consentano, una maggiore partecipazione alle iniziative cittadine.Da anni a Cambiano è stata abolita la Notte Bianca e sono venute meno altre occasioni che permettevano ai negozi di partecipare direttamente all’animazione del paese e di beneficiare del maggiore afflusso di persone.Per questo la Consigliera Caterina Cortassa ha chiesto che nella modulistica delle manifestazioni venga prevista anche la possibilità di partecipazione dei commercianti, compresi quelli che si trovano al di fuori dei perimetri individuati, valutando modalità compatibili con la sicurezza e con l’organizzazione degli eventi, come gazebo o piccoli spazi espositivi.«Sia chiaro: non siamo contrari alla presenza di Piazza Benefica sul territorio di Cambiano, né alle iniziative capaci di portare persone e movimento nel nostro paese. Piazza Benefica è però una realtà ben più ampia e, proprio per questo, avrebbe potuto essere inserita in una giornata diversa, costruita come appuntamento autonomo. In questo modo si sarebbe potuto dare più spazio e più opportunità al paese, coinvolgendo maggiormente anche il commercio locale, senza inserirla all’interno di una manifestazione che ha una storia e un’identità proprie» – Ernesto Saggese, Consigliere comunale.Ed è proprio da qui che nasce una riflessione più ampia sulla natura che “Cambiano come Montmartre” ha assunto nel corso degli anni.La manifestazione nasceva con l’idea di riprodurre, nel nostro paese, l’atmosfera e lo spirito della Montmartre parigina: l’arte, la creatività, gli artisti, le associazioni, la partecipazione e quella dimensione di strada che rendeva l’appuntamento riconoscibile e particolare.Nel corso degli anni, però, questa impostazione si è progressivamente modificata. Montmartre è stata sempre più indirizzata verso temi quali il riuso, il riciclo, l’economia circolare, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio.È un percorso che abbiamo sempre considerato importante e che riteniamo possa rappresentare un valore per il paese.Proprio alla luce di questa evoluzione, la presenza di Piazza Benefica apre però una domanda sul filo conduttore della manifestazione e sulla direzione che si vuole dare a “Cambiano come Montmartre”.Come sottolinea il consigliere Alberto Benna: «Se il tema è stato per 10 anni il riuso, l’economia circolare, l’acquisto a km zero e il riciclo, allora ci chiediamo quale sia il filo conduttore che lega questa impostazione alla recente scelta di mettere in una piazza che doveva richiamare il salottino Bohèmien di Montmartre, un inno al puro consumismo, ai prodotti griffati e tutto quello che è maggiormente causa di spreco e conseguente inquinamento».La questione, quindi, non riguarda soltanto la presenza di un singolo operatore o di una singola manifestazione, ma il modello che vogliamo costruire per gli appuntamenti cittadini e il rapporto tra questi eventi, il territorio e il commercio locale.La riflessione riguarda anche quelle attività che, pur facendo parte del tessuto commerciale cambianese, rimangono al di fuori del perimetro individuato per manifestazioni come Montmartre, la Festa del Pomodoro e la Festa dell’Asparago.Gli esercizi non collocati nel centro del paese rischiano infatti di rimanere ai margini delle principali iniziative, mentre una programmazione più diffusa potrebbe coinvolgere maggiormente tutto il territorio.Il punto, quindi, non è essere contro Montmartre, contro Piazza Benefica o contro gli operatori esterni.Si tratta di chiedersi quale idea di paese vogliamo costruire attraverso le nostre manifestazioni.“Cambiano come Montmartre” può continuare a essere un’occasione per portare persone a Cambiano, ma ci piacerebbe ritrovare maggiormente quello spirito originario che guardava alla Montmartre parigina, all’arte, alla creatività, alla strada e alla partecipazione.L’apertura manifestata dall’Amministrazione rappresenta ora un primo passo concreto. Attendiamo di conoscere l’esito del confronto con la Polizia Locale e ci auguriamo che possa tradursi nella possibilità effettiva di ampliare la partecipazione alle attività del territorio.Perché portare persone a Cambiano è importante.Ma altrettanto importante è fare in modo che le manifestazioni coinvolgano l’intero paese e valorizzino le diverse realtà che ogni giorno contribuiscono a tenerlo vivo.
Il Centro per Cambiano


