NOVARA. SERGIO COMINETTI. E’ MANCATO IL PITTORE DELLA NOVARESITA’ E DEL PIANETA TERRA

Sergio Cominetti nella sua ultima mostra al Broletto

Lo scorso 25 ottobre è mancato Sergio Cominetti (89 anni), personaggio molto noto a Novara non solo per la sua affascinante pittura figurativa e paesaggistica, vero grande amore della sua vita, ma anche per la sua indomabile capacità di organizzare, con grande impegno, viaggi in tutto il mondo, così da fare conoscere a molti dei suoi concittadini terre vicine e lontane, bellezze naturali e monumenti, popoli, costumi e nazioni del nostro pianeta.

Nella pittura privilegiava scorci degli angoli caratteristici di Novara e delle sue campagne (nella foto una sua pirografia con uno scorcio del centro storico novarese), affermandosi come vero campione della Novaresità più sentita e sincera. Ma la pittura gli serviva anche per fissare con pennello e colori paesaggi e abitanti dei paesi che visitava nei suoi viaggi, fino al punto di realizzare una grande, grandissima e intensa opera in cui era raffigurato l’intero globo terrestre, con la riproduzione miniaturistica di alcuni emblematici dipinti, che aveva realizzato dopo i suoi viaggi, per meglio ricordarli. Per questo l’ho definito in passato con convinzione pittore della Novaresità ma anche del pianeta Terra.

Queste mini riproduzioni dei dipinti erano ovviamente collocate nella sua gigantesca opera in corrispondenza dell’area geografica che rappresentavano. Ma Sergio, che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare come pittore certamente, ma anche come uomo di grande generosità e caro amico è stato molto di più di un insigne artista.

La sua cerimonia funebre è stata celebrata giovedì 29 ottobre nella Basilica di San Gaudenzio, che si trova a poche decine di metri dalla sua abitazione. Erano presenti l’amatissima compagna Adele, figli e parenti, ma la chiesa patronale era anche gremita dai suoi numerosi, numerosissimi amici e conoscenti

Pirografia di S. Cominetti

e il sacerdote, nel corso del rito, ha ricordato come la passione di Sergio per la pittura concretasse la sua ricerca di bellezza, una bellezza che non poteva non essere anche ricerca del Divino. Certamente la ricerca in quanto conoscenza intensa e sublime ha caratterizzato anche i suoi viaggi e tutte le sue iniziative culturali e benefiche, sempre accompagnato dalla cara Adele, compagna nella vita ma anche in tutte le sue svariate attività.

Legatissimo a Novara e alla sua cultura, ha organizzato assieme ad un gruppo di amici, oltre alle sue mostre, anche altre importanti esposizioni, con cui ha voluto ricordare molti validi pittori della città ormai scomparsi, così da evitare che cadessero ingiustamente nell’oblio. Ha poi organizzato e gestito, come si è detto, mostre benefiche, sempre di carattere artistico, il cui ricavato era devoluto a realtà che avevano bisogno di un sostegno economico.

Tornando alla sua attività pittorica, passione di una intera esistenza, diamo qualche breve nota del suo ricchissimo curriculum. La sua recente antologica nelle sale del Broletto (nella foto l’artista durante l’inaugurazione) aveva riassunto i ricordi della sua vita, della famiglia e dei suoi viaggi e aveva ripercorso non solo i soggetti e le tematiche che hanno caratterizzato il suo percorso artistico (paesaggi ma anche raffinatissimi nudi femminili), ma anche le tecniche da lui utilizzate nelle produzioni delle diverse fasi dell’attività: dalla amatissima pittura alla difficile e raffinata pirografia. La sua pittura è stata sicuramente il risultato di una convinta scelta figurativa, dopo avere conosciuto ed acquisito gli insegnamenti dei maestri della nostra storia dell’arte. Egli può certamente essere definito “pittore di natura e sentimento”, quel sentimento che intuiamo nei suoi moltissimi paesaggi delle nostre terre (scorci novaresi, laghi e montagne) ma anche, come si è detto, di terre lontane (molte le opere dedicate ai paesi arabi, terre lontane nello spazio ma anche nei costumi di vita e religione).

Sergio Cominetti, pittore da sempre (pur essendo stato a lungo anche insegnante), avendo cominciato a “lavorare” nell’infanzia e ad esporre alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, ha richiamato in particolare nella sua produzione gli insegnamenti del Romanticismo del nostro Ottocento, caratterizzandosi con una esperta ricerca luministica e un intenso cromatismo. Il lavoro di Sergio si inserisce idealmente nel contesto della cosiddetta “pittura a macchia”, che si affermò nel XIX° secolo.

Egli è stato quindi pittore di rilievo, appassionato ed esperto viaggiatore, ma anche uomo sensibile, buono e profondo e sarà sempre un grande personaggio per la sua amata Novara.

Enzo De Paoli