Chieri e l’effetto-grandine, il sindaco: “Rimborsi possibili, ma non automatici…”
Ci vorrà un po’ di tempo prima di definire con precisione il conteggio dei danni subiti dai privati e dal comune con la tromba d’aria della scorsa settimana. Ma intanto, il Comune si sta muovendo in tutte le direzioni possibili. Dice il sindaco Claudio Martano: “Ci sono tre filoni di possibile intervento. Il primo è lo stato di calamità agricolo, di tipo regionale: occorre quantificare i danni patiti dalle colture e dalle strutture agricole e non coperti da assicurazione, in vista di un possibile parziale rimborso da definire. Il secondo è lo stato di calamità regionale per le opere pubbliche, regolato dalla Legge 38. Infine, c’è lo stato di calamità nazionale, che parte sempre da una richiesta della Regione e che viene valutato a livello governativo con il supporto della Protezione Civile Nazionale. Devono ricorrere alcuni requisiti, e uno di questi è che i danni siano riferiti a più comuni: nel caso, oltre a Chieri, sono coinvolte Riva presso Chieri e, in parte, Villanova d’Asti. La procedura è lunga e complessa, non c’è nulla di scontato, ma noi ci siamo mossi subito e faremo tutto il possibile.”


