UN SECOLO FA NASCEVA LA RADIO IN ITALIA. Sesta parte – Radiotrasmissioni “cult” della Rai dal 1946 al 1976
1946-1955
Nel novembre 1946 vennero riorganizzate le stazioni trasmittenti della Rai in due reti: quella azzurra, con sede a Torino e uffici anche a Milano, per le stazioni del settentrione e quella rossa, con sede a Roma e uffici anche a Firenze, per le stazioni centro-meridionali. Questo assetto provvisorio si rese necessario poiché le due aree geografiche nel corso del conflitto erano state completamente separate e occorrevano tempo e denaro per sanare gli ingenti danni alle stazioni trasmittenti e ricreare i necessari collegamenti. Nel 1952 si poté procedere a una nuova impostazione con tre programmi differenziati: il Programma nazionale con contenuti prevalentemente informativi, il Secondo programma più ricreativo e il Terzo programma più culturale. A fine 1947 gli abbonati erano poco meno di due milioni e a fine 1954 diventarono oltre cinque milioni. Il 3 gennaio 1954 iniziarono i programmi regolari della televisione e l’anno successivo avvenne il trasferimento da Torino a Roma della Direzione Generale della Rai, creando qualche malcontento nel capoluogo piemontese. Nell’aprile 1954 la denominazione sociale mutò in Rai Radiotelevisione Italiana.
Seguono brevi cenni su alcune trasmissioni “cult” di vario genere.
“Convegno dei cinque”
Fu un programma di approfondimento che andò in onda per ben 44 anni dall’aprile 1946 all’ottobre 1990, a dimostrazione del suo grande successo. Di carattere innovativo e di solido impianto culturale riuniva di sera davanti al microfono della radio, una volta alla settimana, cinque intellettuali di primo piano, esperti in varie discipline, per rispondere a domande poste a mezzo lettera dai radioascoltatori e in una fase successiva per discutere, sempre in modo serio, pacato ed informato, su argomenti di interesse generale per la collettività. In altri termini un programma molto diverso dai talk show del nostro tempo. Tra gli intellettuali che nei primi anni vi presero parte, anche come moderatori, si può ricordare Silvio D’Amico, giornalista e critico teatrale; Emilio Servadio, psicoanalista e Arturo Carlo Jemolo, giurista.
“Casa Serena”

Casa Serena
Una trasmissione dedicata alle donne che debuttò nell’aprile 1950 proseguendo per alcuni anni e che, come scrisse il “Radiocorriere” “Vi farà compagnia durante le vostre faccende casalinghe…”, aggiungendo poi con un po’ d’ironia, “…arricchirà le vostre cognizioni, vi aiuterà a risolvere i vostri problemi e qualche volta potrà rapirvi sulle onde di un dolce motivo o sulle ali di un sogno dorato. Attente allora a non bruciare col ferro da stiro la migliore camicia di vostro marito”. Il programma andava in onda a metà mattina, cinque giorni ogni settimana (esclusi giovedì e domenica), e conteneva a rotazione varie rubriche: consigli di arredamento, conversazioni con sarte e case di moda, consigli alle mamme in attesa, note di pedagogia, musica, radio-romanzi a puntate. Vi era anche “l’angolo della corrispondenza con Anna Maria”, che era la curatrice della trasmissione il cui cognome era Romagnoli e rispondeva alle domande delle ascoltatrici.
“Rosso e nero”
Un varietà radiofonico, molto apprezzato dagli ascoltatori, che andò in onda di sera dal 1951 al 1957. L’esordio avvenne l’11 gennaio 1951 dall’Auditorium Rai del Foro Italico a Roma. Vi era stabilmente un’orchestra che ebbe nel tempo vari direttori e tra questi: Armando Trovajoli, Lelio Luttazzi, Riz Ortolani. La regia era di Riccardo Mantoni e suo fratello Corrado ne diventò il presentatore, subito dopo Mario Carotenuto. Corrado era agli inizi della sua brillante carriera, prima alla radio e in seguito alla televisione.
“1° Festival della canzone italiana a Sanremo”

Salone Festival 1951

Nilla Pizzi a Sanremo 1951
Si svolse dal 29 al 31 gennaio 1951 al Teatro del Casinò di Sanremo e tutte le tre serate, presentate da Nunzio Filogamo, furono radiotrasmesse dalla Rete Rossa della Rai, organizzatrice della manifestazione canora. I cantanti in gara furono tre: Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano (Anna e Delfina Fasano) e il direttore dell’orchestra fu il m° Cinico Angelini. In ciascuna delle prime due serate furono presentate dieci canzoni e il pubblico presente venne chiamato a votarne ogni volta le prime cinque. Tra le dieci finaliste il pubblico assegnò il primo posto alla canzone “Grazie dei fiori” cantata da Nilla Pizzi, con il testo di Mario Panzeri e Gian Carlo Testoni e la musica di Saverio Seracini. L’evento ebbe successo e venne deciso di replicarlo l’anno successivo.
“Sorella radio”
Era una trasmissione settimanale rivolta agli infermi che iniziò il 24 febbraio 1951 e che fin dalla prima puntata portò ai malati il saluto e l’augurio di importanti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo come Gino Bartali e Fausto Coppi per il ciclismo, Anna Magnani e Totò per il cinema e Beniamino Gigli per la lirica. Il grande tenore, che si trovava ricoverato in seguito ad un intervento chirurgico, mandò questo messaggio, riportato poi dal “Radiocorriere”: “Miei cari colleghi di letto, sono molto spiacente di non poter oggi cantare per voi. Ma lo farò tra breve, appena sarò in condizioni di tornare al mio lavoro. Per ora abbiatevi il mio saluto più affettuoso e l’augurio – e mi permetto di dire reciproco augurio – di un rapido miglioramento e di una sollecita guarigione, così che si possa tornare presto alle nostre case, tra i nostri cari”.
“Classe unica”
Debuttò il 1°marzo 1954 con l’obiettivo di aiutare gli italiani a migliorare il loro bagaglio culturale, una specie di scuola volontaria aperta a tutti, giovani, adulti e anziani, dai più colti ai meno preparati. Nella presentazione della prima puntata sul “Radiocorriere” fu scritto che le lezioni, tenute da specialisti di chiara fama, avrebbero avuto “la maggiore semplicità e comunicabilità possibile”, sarebbero state “estremamente vive ed anche estrose, senza dogmatismi e pedanterie”. E così fu in quanto la trasmissione ebbe lunga vita e largo seguito. I cicli di lezioni, della durata di 30 minuti ciascuna, vennero trasmessi una volta alla settimana sul secondo programma e riguardavano argomenti di varia natura: letteratura, scienze, storia, sociologia, economia e diritto, ecc.
1956-1965

radiolina
Dal 1960 vennero definiti ulteriormente i contenuti dei tre programmi della radio: il Primo programma (in precedenza detto programma nazionale) continuò a essere dedicato principalmente all’informazione politica e sociale e all’attualità, ma con spazi maggiori per notizie e avvenimenti sportivi; il Secondo programma, incentrato sull’intrattenimento, con la prosa, il varietà e la musica, e anche con nuovi programmi per il pubblico giovanile; il Terzo programma sempre con prevalenti contenuti culturali ma presentati in forma più divulgativa e perciò adatti a un platea più vasta.
Dalla fine degli anni Cinquanta si iniziò ad ascoltare la radio non solo in casa o al bar ma in qualsiasi luogo esterno, grazie alla diffusione delle radio a transistor portatili, anche tascabili. I giovani si avvicinarono sempre più alla radio, all’ascolto dei nuovi generi musicali, lontanissimi dallo stile melodico che imperava in precedenza. Anche i tifosi del calcio poterono in questi anni seguire molto meglio i loro idoli grazie alle radiocronache e ai nuovi programmi sportivi. Grazie a tutto questo il pubblico della radio aumentò ogni anno, mantenendo la sua attrattività nonostante il fascino esercitato dalla televisione sin dall’esordio.
“Tutti per uno”

Mike Bongiorno
Quiz radiofonico a premi condotto dal novembre 1956 da Mike Bongiorno sul secondo programma il martedì alle ore 21. Allora Mike era già impegnato nel seguitissimo quiz televisivo “Lascia o raddoppia”. La trasmissione alla radio andava in onda dal Teatro dell’Arte del Parco di Milano con tre concorrenti che avevano fatto domanda di partecipazione chiamati a rispondere a quesiti su vari argomenti di cultura generale e attualità. Ciascuno, rispondendo esattamente alle prime tre domande poteva vincere un gettone d’oro del valore di lire ventimila. Con la risposta esatta alla quarta domanda, la più difficile, si poteva vincere l’intero monte premi, inizialmente di lire centomila. Se il concorrente non era in grado di rispondere, Mike metteva in atto la “tavola di salvataggio” chiamando a rispondere per telefono uno dei potenziali “salvatori” che si erano prenotati in precedenza. In caso di risposta esatta il premio veniva suddiviso a metà tra il concorrente e il suo soccorritore. Nel caso contrario la cifra non distribuita andava ad aumentare il monte premi per il concorrente successivo.
“Gran Gala”

Corrado
La trasmissione andò in onda, alla sera del venerdì sul secondo programma, a partire dalla fine del 1958 e sino al 1962. Si trattava di uno spettacolo di musica e canzoni, con l’orchestra diretta nei primi due anni da Armando Trovajoli e presentato da Lidia Pasqualini. Nel 1960 la trasmissione ebbe l’orchestra diretta da Pippo Barzizza, la presentatrice fu Delia Scala e la regia di Riccardo Mantoni. L’anno seguente diresse l’orchestra Marcello De Martino e lo spettacolo fu presentato da Nunzio Filogamo. Nel 1962 la trasmissione venne arricchita con la partecipazione di Alighiero Noschese con le sue straordinarie imitazioni. L’orchestra era diretta da Tony De Vita e continuò a curare la regia Riccardo Mantoni, fratello del presentatore Corrado.
“Tutto il calcio minuto per minuto”

Nicolò Carosio e Nando Martellini
Sul primo programma debuttò domenica 10 gennaio 1960 alle 15.15 con il coordinamento di Roberto Bortoluzzi dalla sede Rai di Milano in corso Sempione. Andava a rimpiazzare la radiocronaca del secondo tempo di una partita di calcio di serie A, che era stata introdotta 26 anni prima da Nicolò Carosio. La nuova formula della trasmissione era molto più attrattiva perché oltre alla radiocronaca del secondo tempo della partita principale, con Nicolò Carosio e Nando Martellini che si alternavano, vi erano brevi collegamenti, coordinati da Bortoluzzi, con altri 4-5 radiocronisti presenti su altri campi di gioco che potevano intervenire in trasmissione per fornire aggiornamenti flash sull’andamento delle partite, eventuali interventi arbitrali importanti, rigori o reti segnate. Inoltre al termine venivano comunicati i risultati finali e brevi commenti su tutte le partite di serie A e quelle più importanti della B. Non solo a casa dalla radio, ma anche fuori o allo stadio con le radioline a transistor, i moltissimi appassionati di calcio potevano seguire molto meglio questo sport, dando anche un’occhiata interessata alla schedina del Totocalcio della Sisal.
“Bandiera Gialla”

Bandiera gialla 1965
Dal 16 ottobre 1965 andò in onda al sabato alle 17.40 sul secondo programma della radio la trasmissione “Bandiera Gialla” e il “Radiocorriere” la presentò senza grande enfasi: “dischi yé-yé scelti e presentati da Gianni Boncompagni ad un gruppo di giovanissimi, che alla fine votano per alzata di bandiera”. Il programma che presentava le novità discografiche italiane e straniere della nuova musica amata dal pubblico giovane fu molto seguito sin dagli inizi e l’anno seguente Renzo Arbore affiancò Boncompagni nella conduzione.
1966-1975
Gli abbonati nel 1966 erano 11 milioni, di cui 7 milioni con abbonamento cumulativo anche per la televisione. Nella prima metà degli anni ’70 nacquero nel Paese varie radio private che trasmettevano via etere a livello locale e che erano in prevalenza amatoriali e dotate di mezzi tecnici limitati. Vennero chiamate “radio pirata” in quanto infrangevano il monopolio della Rai sulle trasmissioni radiofoniche che era stato stabilito fin dal 1938. Queste radio non ebbero però vita facile in quanto era sempre incombente il rischio di sequestro delle attrezzature, su denuncia della Rai o della polizia postale. Molte di loro furono costrette ad interrompere l’attività e il quadro normativo previsto da una nuova legge del 1975 sembrò decretare la fine definitiva di ogni speranza di liberalizzazione. Infatti, la legge n. 103 dell’aprile 1975, pur trasferendo il controllo della Rai dal Governo al Parlamento, ribadì il monopolio pubblico su tutte le trasmissioni radiotelevisive esercitato dalla Rai in base alla concessione statale. Una svolta si ebbe tuttavia nel luglio 1976 con la sentenza n. 202 della Corte Costituzionale che dichiarò pienamente legittime le trasmissioni radiofoniche private, purché in ambito locale. Era arrivata la cosiddetta “libertà d’antenna”.
“Gran varietà”
Per controbilanciare almeno in parte l’attrattiva della televisione, furono avviati alla radio nuovi programmi come “Gran varietà”, grandioso spettacolo di intrattenimento della domenica mattina, che andò in onda sul secondo programma dalle 9.35 alle 11 a partire dal 3 luglio 1966. Il conduttore nel primo ciclo di puntate fu Johnny Dorelli, cantante e apprezzato showman, e furono ospitati cantanti dei vari generi musicali: Claudio Villa, Caterina Caselli, Jimmy Fontana, Bobby Solo, Bruno Lauzi, Nicola di Bari e molti altri. Mina era la star del programma e ospite fissa, vi erano poi Paolo Panelli con i suoi intermezzi comici e Walter Chiari con i suoi monologhi dall’eloquenza travolgente. La trasmissione ebbe un successo straordinario e rimase nella programmazione radiofonica sino a luglio 1979. Furono vari i conduttori che si susseguirono: Raimondo Vianello, Walter Chiari, Raffaella Carrà, Lando Buzzanca, Paolo Villaggio, Domenico Modugno, Gino Bramieri.
“Hit parade”
Lelio Luttazzi fu il conduttore di questa trasmissione molto seguita dal pubblico giovanile che andò in onda ogni venerdì, dalle 13 alle 13.30, sul secondo programma. Presentava gli otto dischi 45 giri più venduti durante la settimana in 40 città, in base ai rilevamenti della Doxa.
“La corrida, dilettanti allo sbaraglio”
Iniziò il 4 gennaio 1968 sul secondo programma e proseguì fino al 1979 con la conduzione da parte di Corrado, mentre il fratello Riccardo Mantoni ne fu il regista. Inizialmente andò in onda il giovedì e in seguito il sabato, sempre dalle 13.20, con la durata di 35 minuti. Erano 5 concorrenti, e poi 7, che si cimentavano nel canto, nella recitazione o in svariati altri brevi momenti di spettacolo. L’intensità dell’applauso da parte del pubblico presente nell’auditorium decretava il vincitore.
“Chiamate Roma 3131”

Paolo Cavallina e Luca Liguori
La prima puntata andò in onda nel gennaio 1969 e i conduttori furono Franco Moccagatta, Gianni Boncompagni e Federica Taddei. Una trasmissione basata su conversazioni telefoniche dei conduttori con alcuni radioascoltatori che ponevano quesiti sui temi più svariati. Erano chiamati a rispondere degli esperti nelle varie discipline che sempre per telefono davano brevi ma esaurienti spiegazioni alle domande. I conduttori erano in una sala di redazione mentre nella sala attigua vi erano cinque telefoniste, quasi tutte giovani studentesse universitarie, che facevano da filtro alle richieste telefoniche, selezionando quelle più interessanti. Nel 1974 i conduttori furono due eccellenti giornalisti: Paolo Cavallina e Luca Liguori e la trasmissione dal mattino venne spostata nel tardo pomeriggio.
“Alto gradimento”

Arbore e Boncompagni
Una prima serie andò in onda dal luglio 1970 all’ottobre 1976, sul secondo programma, dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 13.30. Una seconda serie venne trasmessa nel 1979-1980.
Era condotto da Renzo Arbore e Gianni Bonconpagni e ideato dai due conduttori insieme a Giorgio Bracardi e Mario Marenco. Un programma che per sua natura non poteva seguire un filo logico in quanto alternava musica pop nazionale e internazionale a battute e gag dei conduttori, siparietti nonsense, comici e demenziali dei tantissimi personaggi interpretati da Bracardi e Marenco. Tra quelli di Bracardi: Scarpantibus, un uccello preistorico dagli strani versi; il Dottor Marsala, un anziano capotecnico Rai, in pensione e ipocondriaco; Catenacci, un ex-federale fascista che narra improbabili storie del ventennio. Tra quelli di Marenco: il comandante Raimundo Navarro, un astronauta spagnolo dimenticato in orbita; il prof. Aristogitone, un anziano insegnante in pensione, particolarmente bisbetico; il colonnello Buttiglione, fanatico della disciplina militare.
(Immagini in parte tratte da Radiocorriere)




