Passione Fumetti: quando Dago scortò la Sindone a Torino


Dago è il protagonista di un fumetto di ambientazione storica di straordinario successo. Vive le sue avventure nel XVI secolo, viaggiando tra l’Italia, i Balcani, la Turchia, i paesi del Mediterraneo, l’Europa tutta e, per un certo periodo, anche nel Nuovo Mondo. Il suo nome è Cesare Renzi ed era un nobile veneziano prima di essere vittima di una congiura a cui è miracolosamente sopravvissuto, solo per ritrovarsi schiavo su una galera turca. Sono i suoi padroni a dargli il nome Dago, riferendosi alla daga che gli trovano conficcata nella schiena. Dopo non poche peripezie, Dago riuscirà ad affrancarsi dalla schiavitù salvando la vita al pirata ottomano Khayr al-Dīn detto Barbarossa. In seguito diventerà un giannizzero al servizio del sultano Solimano il Magnifico, facendo nascere la leggenda dell’invincibile Giannizzero Nero. E questo è solo l’inizio di una saga che prosegue da più di quarant’anni. Le storie di Dago sono ricche di azione e pathos, violenza e sentimento, raccontano atti di grande eroismo e le miserie di un periodo storico dove la vita umana aveva ben poco valore – più o meno come oggi verrebbe da dire – in avventure epiche e ricche di riferimenti alla Storia e ai suoi protagonisti.

Sangue Reale di Gianluca Piredda e Rodolfo Torti


“Chambéry, Francia, la notte del 4 dicembre 1532”. È la notte in cui la Sacra Sindone rischiò di andare distrutta nell’incendio che colpi la cappella in cui era custodita. Cappella appositamente fatta costruire dai duchi di Savoia – una delle più antiche casate d’Europa – che avevano acquistato la Sindone nel 1453 da Margherita di Charny e che a Chambéry avevano la loro capitale.
Da questo episodio storico prende vita l’avventura Sangue Reale – scritta da Gianluca Piredda e disegnata da Rodolfo Torti – originariamente pubblicata a puntate su Lanciostory e ora ristampata nell’omonimo albo n. 340 di Nuovifumetti presenta Dago in edicola da fine febbraio 2026. Gli affascinanti disegni di Rodolfo Torti ben rendono la concitazione della notte dell’incendio, così come la movimentata entrata in scena di Dago che avverrà molti anni dopo, quando, nel 1578, il duca Emanuele Filiberto decide di far portare la Sindone a Torino, città in cui i duchi di Savoia avevano trasferito la capitale fin dal 1563.

Dago – come spesso succede – viaggia da solo, scendendo la Val di Susa, storica via che dalla Francia porta a Torino. Sul Monte Musinè, l’ultimo rilievo alpino prima della pianura, incontra un piccolo gruppo di frati in pellegrinaggio. A capo della spedizione c’è un suo vecchio amico, Padre Rodrigo, Frate Templare incontrato anni prima in Terra Santa (in una storia di Robin Wood e Carlos Gomez ristampata nel cartonato Aureacomix n. 89 – Dago n. 115 – Missione in Terra Santa). Tra di loro c’è una grande fiducia reciproca, per cui Padre Rodrigo non gli fa mistero della ragione del viaggio che stanno compiendo anch’essi dalla Francia verso Torino. E di nuovo la Storia entra nell’avventura di Dago attraverso le parole di Padre Rodrigo, tramite cui lo sceneggiatore Gianluca Piredda riporta la motivazione che aveva indotto Emanuele Filiberto di Savoia a decidere di spostare la Sindone a Torino, vale a dire la volontà di agevolare – con chiari intenti politici – il pellegrinaggio dell’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo nell’adempimento del voto di andare a visitare la Sindone a piedi, fatto ai tempi della terribile peste che aveva colpito la città pochi anni prima (1576 – 1577).

Inizia così un’avventura in cui Dago si ritrova a fare da scorta alla Sacra Sindone al fianco dei Frati Templari. Il luogo scelto per consegnarla nelle mani degli uomini del Ducato di Savoia è alquanto insolito, soprattutto vista la natura della spedizione, tanto da far osservare a Dago che “c’è dell’ironia nella scelta del posto”. Si tratta dell’affascinante Ponte del Diavolo, edificato nel 1378 sul fiume Stura nei pressi di Lanzo Torinese, di cui Padre Rodrigo racconta la leggenda da cui è nato l’inquietante nome. Arrivati al ponte scoprono che qualcuno vuole impedire a tutti i costi che la Sindone arrivi a destinazione e si ritrovano in una situazione che dire drammatica è poco. Ma le avventure di Dago sono ricche di sorprese e colpi di scena fino all’ultima pagina e questa avvincente storia di Gianluca Piredda – impreziosita dagli affascinanti disegni di un maestro del fumetto italiano qual è Rodolfo Torti – non fa eccezione. L’interpretazione di Dago nelle avventure scritte da Gianluca rispetta e coglie in pieno la forte personalità del protagonista, così come i pensieri e la filosofia di vita che accompagnano il suo continuo vagare per il mondo, di cui è osservatore prima ancora che attore, quasi fosse un antenato di Corto Maltese. Anche in Sangue Reale viene fuori lo spirito che lo anima e che lo spinge a gettarsi nella mischia per una buona causa, per difendere un amico – ma anche l’ultimo degli sconosciuti – affrontando fino in fondo le conseguenze delle sue azioni. E in questo suo vagare per i sentieri della storia gli autori si prendono ogni tanto qualche libertà, soprattutto temporale, per farlo partecipare ad avvenimenti e per fargli incontrare personaggi storici che un uomo solo non avrebbe potuto fare. Dago è un personaggio straordinario anche per questo e Gianluca Piredda, nelle avventure da lui scritte e sceneggiate, raccoglie in pieno l’eredità di uno storico attento, meticoloso e appassionato qual era Robin Wood.

Dago in Italia


Dago è stato ideato in Argentina nel 1980 da uno dei maestri mondiali del fumetto, il prolifico Robin Wood (1944 – 2021). A disegnare le sue prime avventure è stato un altro grande del fumetto argentino: Alberto Salinas (1932 – 2004), figlio dell’altrettanto noto José Luis Salinas (1908 – 1985). A proseguire il suo lavoro è stato per molti anni Carlos Gómez, amatissimo dai lettori, soprattutto in Italia – dove è attualmente al lavoro su Tex – ma anche negli Stati Uniti, dove ha disegnato diversi supereroi Marvel, e in Francia, dove ha realizzato serie storiche e di fantascienza. Dopo di lui si sono alternati numerosi altri disegnatori, tra cui Ediberto “Edym” Messina, il primo italiano a disegnarne le avventure a partire dal 2017. A conferma di quanto Dago sia apprezzato in Italia basti pensare che, oltre ad essere personaggio di punta sul settimanale Lanciostory, è titolare di una serie parallela in formato bonelliano nata nel 1995 e che prosegue tuttora. Inoltre le avventure della serie storica, dopo la pubblicazione su Lanciostory vengono ristampate in ben quattro edizioni: nei cartonati mensili Aureacomix – che prosegue quelli di Euracomix in cui fu pubblicato il primo mitico Dago-lo schiavo di Venezia nel 1988 – e poi su Dago Ristampa (iniziata nel 2002), Dago collezione Tuttocolore (iniziata nel 2008) e Dago colore nuova ristampa (iniziata nel 2015). Anche le avventure pubblicate sulla serie in formato bonelliano sono in corso di ristampa nel formato Tuttocolore, nella collana I Monografici di Dago, iniziata nel 2016.


Per quanto riguarda l’episodio Sangue Reale, la riedizione sulla collana Nuovifumetti presenta Dago costituisce una novità per una collana che solitamente pubblica avventure inedite. Originariamente pubblicata sui numeri dal 2445 al 2449, da febbraio a marzo del 2022 sul settimanale Lanciostory, in seguito è stata ristampata sulla serie Dago Ristampa nell’albo n. 197 Le vie del Signore e nel volume Dago Collezione Tuttocolore n. 86 La Sindone, la rivolta, il tesoro. Una curiosità: nella prima pubblicazione il disegnatore Rodolfo Torti si era firmato con lo pseudonimo Leo Sgarbi, mentre in questa ristampa viene riportato quello vero. Vale la pena di ricordare che questo episodio ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria del Premio “Fede a strisce” al festival Cartoon Club di Rimini nel 2022. Gianluca Piredda e Rodolfo Torti avevano già realizzato insieme un’altra avventura di Dago: L’ebrea errante, dedicata alla figura storica di Gracia Nasi, pubblicata su Lanciostory nel 2020 e anch’essa già ristampata su Dago Tuttocolore e Dago Ristampa. Ai tempi, a questo episodio venne dedicato un servizio su Rai2 nel programma Sorgente di Vita.

Gianluca Piredda


L’esordio nel mondo del fumetto di Gianluca Piredda – nato a Sassari nel 1976 – avviene sulla rivista Comix della Franco Cosimo Panini Editore nel 1991, all’età di 15 anni. Negli anni successivi pubblica strip (Nelson & Kirby) e fumetti per il mercato indipendente, approdando negli Stati Uniti nel 1999 con il graphic novel Winds of Winter (Antarctic Press), con copertina di Brian Bolland e disegni di Stefano Cardoselli, per poi passare a scrivere per la serie Warrior Nun Areala di Ben Dunn. Seguono il thriller Free Fall e diverse altre serie – anche per la Image – mentre per l’Antarctic Press scrive una miniserie sul personaggio della golden age Airboy insieme al mitico Chuck Dixon (Conan, Punisher, Batman), disegnata da Ben Dunn.


Nel 2015 torna a lavorare per l’Italia e nel 2018 esce Freeman, pubblicato sul settimanale Skorpio dell’Editoriale Aurea. Freeman è un’avvincente serie ambientata nel sud degli Stati Uniti nel 1861 – l’anno in cui ebbe inizio la guerra di secessione – il cui protagonista è uno schiavo in fuga, testimone di uno dei periodo più sanguinosi della storia americana. L’idea – ha raccontato in una bella intervista pubblicata sul quotidiano Il Mattino – “Nasce dalla voglia di raccontare un western diverso, non incentrato su pistoleri o cowboy ma che fosse storico, che raccontasse uno spaccato di storia americana. Freeman non è solo la storia di Theo, il protagonista, ma dell’America del 1861, dei suoi mutamenti politici e sociali, della musica che nasceva in quegli anni e che veniva usata dagli altri schiavi per indirizzare i fuggiaschi verso la giusta direzione – verso la Terra Promessa, come veniva chiamata in codice – delle reti clandestine che si formarono per aiutare i fuggitivi, come l’Underground Railroad, della guerra appena scoppiata. E, nel corso delle sue avventure, riviviamo avvenimenti realmente accaduti e personalità realmente esistite.
Freeman, disegnato da Vincenzo Arces con uno stile realistico che sposa la scuola classica italiana con quella argentina, dopo la pubblicazione su Skorpio (su cui dovrebbe uscire a breve la penultima storia della prima serie) è stato ristampato in Italia in albi di formato bonelliano a partire dall’ottobre 2024 (I classici del fumetto di Lanciostory e Skorpio). Oltre che in Italia, Freeman è stato pubblicato in Argentina e – con grande successo – anche in Brasile. Per questa serie Gianluca Piredda ha vinto il Premio Lorenzo Bartoli come Miglior Scrittore a Cassino Fantastica 2025.


Gianluca Piredda è anche giornalista e scrittore, ha diretto riviste e scritto per la televisione, sempre coltivando una grande passione per la storia, che riversa nei suoi lavori. Per l’Editoriale Aurea, oltre ad aver ideato un’altra serie western atipica (Dracula in the west), dal 2019 è diventato uno degli sceneggiatori di punta di Dago, di cui ha scritto numerose avventure per entrambe le serie. Le sue storie sono state disegnate da Edym (Ediberto Messina), Vincenzo Mercogliano, Silvia Marino, Luciano Bernasconi, Antonio Sforza, Roberto Savarese, Gino Vercelli, Nicole Marucchi e Rodolfo Torti. Oltre che per l’Italia, Gianluca Piredda continua a scrivere anche per l’estero: in Francia e Belgio è prevista l’uscita di un volume dedicato a Conan Doyle e Sherlock Holmes, disegnato da Giacomo Rosati, mentre per la Frew Pubblications australiana sta scrivendo un’avventura rinascimentale per il mitico The Phantom.

Rodolfo Torti


Rodolfo Torti è nato a Roma nel 1947 dove si è diplomato in Cinematografia e Televisione, lavorando poi nel campo dell’animazione e della grafica pubblicitaria. Prima di diventare fumettista è stato un pittore – con lo pseudonimo di Guglielmi dal cognome materno – con opere esposte in mostre nazionali e internazionali, ma anche in alcuni musei. Il suo ingresso nel mondo del Fumetto avviene nel 1970, anno in cui inizia a disegnare storie destinate a diverse riviste, tra cui un western (Hud Kelly) e un poliziesco (Mary Dytle), mentre dall’incontro con Ruggero Giovannini (Capitan Erik), all’epoca direttore artistico dell’Eura Editoriale, inizia la sua collaborazione sui settimanali Lanciostory e Skorpio. Nel 1979 passa a Il Giornalino (Edizioni San Paolo) dove, tra le altre serie, disegna le avventure di Rosco e Sonny – su testi di Claudio Nizzi – succedendo a Giancarlo Alessandrini. Nel 1984, su testi di Roberto Dal Prà, disegna Jan Karta, serie pubblicata su Orient Express, proseguita su Comic Art e più volte ristampata negli anni, ottenendo un grande successo internazionale.


Tra le altre serie realizzate per la casa editrice Comic Art – di cui Rinaldo Traini gli offri anche l’incarico di Responsabile Artistico – vale la pena di ricordare Johnson, su testi di Ottavio De Angelis, pubblicata sul mensile L’Eternauta e recentemente ristampata dalla Allagalla nel volume Johnson e altre storie nere. Nel 1989 Rodolfo Torti entra alla Sergio Bonelli Editore, disegnando prima un episodio di Nick Raider (in coppia con Iginio Straffi) e poi decine di episodi Martin Mystère, ma anche alcune storie di Tex e Zagor. A Lucca Comics 1995 riceve il Premio Yellow Kid come Miglior Disegnatore Italiano. A marzo del 2025 per la Cut-Up Publishing è uscito il suo Artbook – segni e disegni di una vita illustrata.

Immagini © Editoriale Aurea / Éditions du Tiroir / Gianluca Piredda / 001 Edizioni / Cut-Up Publishing