PIEMONTE ARTE: ANDY WARHOL AD ACQUI, ARTE TRA I LIBRI CON VALLE, BOETTO A DRONERO, ALLIEVI DI SOFFIANTINO…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

 

Acqui Terme. A Palazzo Robellini la 51ª Mostra Antologica dedicata ad Andy Warhol

Dal 13 giugno al 5 luglio 2026 – ingresso gratuito

 

Sabato 13 giugno alle ore 11.00 Palazzo Robellini aprirà al pubblico la mostra dedicata ad Andy Warhol, protagonista assoluto della 51ª Mostra Antologica della Città di Acqui Terme. L’esposizione, a ingresso gratuito, rappresenta il principale appuntamento culturale dell’estate acquese e si inserisce nella storica tradizione espositiva che da oltre cinquant’anni caratterizza l’offerta culturale cittadina.

Promossa dal Comune di Acqui Terme – Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Associazione Internazionale per l’Incisione, la mostra è inserita nel programma della XVII Biennale Internazionale per l’Incisione – Premio Acqui, creando un dialogo originale tra uno dei più influenti artisti del Novecento e il mondo della grafica d’arte.

Negli spazi di Palazzo Robellini saranno esposte ventidue opere autentiche che ripercorrono alcuni dei momenti più significativi della produzione warholiana. Dal mito di Marilyn Monroe alle Campbell’s Soup Cans, dai Brillo Soap Pads al vinile dei Velvet Underground & Nico, fino al ritratto di Carlo Monzino e alle Ladies & Gentleman, il percorso racconta l’evoluzione di un artista che ha trasformato la serigrafia in uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti dell’arte contemporanea.

La scelta di dedicare l’Antologica a Warhol nasce anche dal profondo legame tra la sua ricerca artistica e le tecniche della stampa d’arte. Attraverso la serialità, la riproduzione e la forza iconica delle immagini, l’artista americano ha rivoluzionato il concetto stesso di opera d’arte, temi che trovano una naturale connessione con la tradizione dell’incisione celebrata dalla Biennale acquese.

La mostra rappresenta inoltre il cuore ideale dell’intera Biennale e ispirerà la cerimonia conclusiva in programma sabato 13 giugno alle ore 21.00 in Piazza della Bollente. Lo spazio urbano si trasformerà in un grande omaggio all’estetica warholiana attraverso videoproiezioni, musica e danza in uno spettacolo ideato dal regista Alessandro Mazzini. La parte musicale sarà affidata alla soprano Anna Konovalova, accompagnata da un corpo di ballo che interpreterà una coreografia originale ispirata ai temi della ripetizione e della variazione, elementi centrali della poetica di Warhol.

«La mostra dedicata ad Andy Warhol rappresenta per Acqui Terme un appuntamento di straordinario valore culturale, capace di coniugare la grande tradizione delle nostre Mostre Antologiche con una visione internazionale dell’arte contemporanea» dichiarano il Sindaco dott. Danilo Rapetti Sardo Martini e l’Assessore alla Cultura dott. Michele Gallizzi. «Ospitare uno dei protagonisti assoluti del Novecento significa offrire ai cittadini e ai visitatori un’occasione unica di incontro con un linguaggio artistico che continua a influenzare la cultura visiva mondiale. Un’iniziativa che conferma la vocazione di Acqui Terme come città della cultura e dell’arte».

«Warhol è un autore che non smette di parlare al presente» aggiunge il Notaio Luca Lamanna, Presidente della Biennale. «Ospitare una mostra di questa portata significa confermare la nostra anima: avvicinare il grande pubblico all’arte del Novecento, a quei linguaggi che hanno cambiato per sempre il nostro modo di guardare il mondo. E la luce che un nome come Warhol sa generare illumina anche chi, oggi, con la stessa inquietudine creativa, porta avanti la propria ricerca: gli artisti della nostra Biennale che a ogni edizione selezioniamo e sosteniamo e che in questo dialogo tra passato e presente trovano uno spazio di visibilità e risonanza».

 

ORARI DI APERTURA

Lunedì – Venerdì: 10.00-13.00 | 16.00-20.00

Sabato e Domenica: 10.00-13.00 | 15.00-20.00

Ingresso gratuito.

Chieri. Arte tra i libri. “Come il sole all’improvviso ”Opere di Marisa Valle

Nuovo appuntamento della rassegna “Arte tra i libri”, a cura di Piemonte Arte, la testata giornalistica settimanale di www.100torri.it,  negli spazi della Libreria Mondadori Centro Storico di Chieri, in Via Vittorio Emanuele 42 B

La Mostra “Come il sole all’improvviso” opere di Marisa Valle  è  visitabile

dal 9 giugno al 13 luglio 2026

La mostra è visitabile  anche on-line in PIEMONTE ARTE  su www.100torri.it. 

Si è inaugurata martedì 9 giugno, alla libreria Mondadori Centro Storico di Chieri la mostra personale di Marisa Valle, organizzata da Piemonte Arte, un percorso espositivo dedicato a un’artista capace di trasformare la pittura in emozione e memoria visiva.

Allieva del pittore ligure Mario Frixione, Marisa Valle sviluppa una ricerca pittorica di matrice impressionista, caratterizzata da atmosfere ovattate, delicate vibrazioni cromatiche e raffinati giochi di luce e ombra. Le sue opere invitano l’osservatore a immergersi in un mondo sospeso e suggestivo, dove la realtà si dissolve in sensazioni e richiami poetici.

Paesaggi, scorci urbani e visioni fugaci prendono vita sulla tela attraverso pennellate morbide e luminose, capaci di catturare l’essenza di un istante e restituirne tutta la profondità emotiva. Ogni dipinto diventa così un frammento di poesia visiva, in equilibrio tra luce, memoria e contemplazione.

La mostra rappresenta un’occasione preziosa per conoscere il linguaggio artistico di Marisa Valle e lasciarsi coinvolgere dalla sensibilità di una pittura che parla direttamente allo sguardo e all’anima.

Rosanna Cauda

 

Cenni Critici

I precedenti del suo linguaggio artistico sono da ricercare in una certa pittura italiana degli anni venti ad esempio nei paesaggi dalle tinte smorte e delicate di Arturo Tosi o nelle stradine di paesi silenziosi di Ottone Rosai…

Gianni Bertolino

E’ il canto della quiete e della serenità, un’evidente risposta nella nostra frenesia; viottoli ridenti invitano a calme passeggiate, figure appena abbozzate, integrate completamente nell’atmosfera dell’ambiente, procedono lete con l’animo in pace, lonano dalla mischia…

Giorgio Parena

le ombre si adagiano lievi sulla terra mentre noi cogliamo l’aria tiepida e sonnacchiosa di un’estate presente nelle pitture ad olio di Marisa valle che ritraendo la natura nelle sue varie vesti continua ad affascinarci ammaliandosi per la sua eterna bellezza ed armonia….

Angela Calella Benlupo

Marisa Valle in “Atmosfere” crea trasparenze tra alberi e sintetiche quinte a delimitare la via…

Gian Giorgio Massara

“FIGURE: L’UOMO NELL’ARTE CONTEMPORANEA” – MOSTRA ALLA MEB DI BORGOMANERO

Opera di Corrado Bonomi

Continua fino al 20 giugno ’26 alla MEB Arte Studio di Borgomanero (Via San Giovanni 26) la mostra “Figure: l’uomo nell’arte contemporanea” a cura di Marco Emilio Bertona, che è anche titolare della galleria.

La MEB Arte Studio dedica la prima mostra del 2026 (è stata inaugurata lo scorso 25 aprile) alla rappresentazione della figura umana nell’arte contemporanea. Un percorso espositivo che pone a confronto vari artisti della scena artistica nazionale ed internazionale dai primi anni del Novecento alle ultime sperimentazioni del contemporaneo.

In mostra sono presenti opere di Valerio Adami, Romina Bassu, Corrado Bonomi, James Brown, Enrico Della Torre, Otto Dix, Keith Haring, Marcovinicio, Max Neumann, Mimmo Paladino, Sergio Ragalzi, Franco Rasma e Paolo Schmidlin.

Opera di Valerio Adami

Bonomi e Rasma sono artisti novaresi. Corrado Bonomi è un artista, nato il 20 marzo 1956 a Novara, che è stato tra gli esponenti del Concettualismo ironico italiano. Filo conduttore della sua opera è il forte senso ludico, attraverso l’utilizzo di materiali variegati per installazioni e assemblaggi, dal contenuto critico e citazionista dei maestri del passato (nella foto una sua opera).

Franco Rasma è nato a Borgomanero nel 1953 ed è un pittore di matrice minimalista. Il suo approccio artistico si basa sull’utilizzo di due soli elementi: la luce e l’ombra, per creare immagini ispirate al mondo onirico. Attualmente l’artista risiede a Gattico – Veruno. A partire dal 2005 Rasma ha iniziato a dipingere su tavole di legno preparate con gesso di Bologna e utilizzando la tecnica dell’olio, elementi tradizionali che l’artista impiega con maestria.

Per ciò che riguarda gli altri artisti diamo qualche informazione su alcuni di loro. Sergio Ragalzi, nato a Torino nel 1951, si è affermato nel contesto artistico italiano delle metà degli anni Ottanta del secolo scorso. Valerio Adami, nato il 17 marzo 1935, ha sviluppato una sorta di racconto a fumetti fantastico e ironico (nella foto una sua opera). Romina Bassu è nata a Roma nel 1982 e opera con una ricerca che si concentra sull’indagine della condizione femminile. James Brown è un pittore americano, nato l’11 settembre 1951 a Los Angeles, particolarmente noto negli anni Ottanta per i suoi dipinti semifigurativi grezzi. Enrico DellaTorre è nato a Pizzighettone (Cremona) nel 1931 e morto a Teglio in Valtellina nel luglio 2022. Il suo lavoro si sviluppa tra la tecnica dell’incisione e quella della pittura. Otto Dix è un pittore tedesco (1891 – 1969) ed è esponente di spicco della nuova oggettività.

Enzo De Paoli

 

DRONERO. GIULIO BOETTO. Paesaggi di una ritrovata quotidianità al Museo Civico Luigi Mallè

Museo Civico Luigi Mallé

Dronero – Via Valmala 9

 Inaugurazione Domenica 14 giugno 2026, ore 17:00

Interventi di Giosuè Boetto Cohen e Marco Robino – Ensemble Architorti

 Dal 14 giugno al 13 settembre 2026

A cura di Angelo Mistrangelo e Ivana Mulatero

 

ll Museo Mallé di Dronero celebra il maestro del paesaggismo piemontese con una grande retrospettiva

 In collaborazione con la Galleria Arte + di Cuneo, la Galleria Il Portico, di Pinerolo

la Collezione Dino Aloi di Torino e la Fondazione Circolo dei Lettori di Torino

 

DRONERO (CN) – Dal 14 giugno al 13 settembre 2026, le sale del Museo Civico Luigi Mallé ospiteranno la mostra “Giulio Boetto. Paesaggi di una ritrovata quotidianità”, un’esposizione che invita a riscoprire il percorso artistico e umano di uno dei più significativi interpreti del Novecento piemontese.

L’appuntamento è per domenica 14 giugno alle ore 17:00. La presentazione sarà arricchita dagli interventi di Giosuè Boetto Cohen e Marco Robino (Ensemble Architorti), offrendo un connubio tra narrazione storica e suggestioni sonore.

Curata da Angelo Mistrangelo e Ivana Mulatero, la mostra presenta circa ottanta opere che raccontano la poetica di un artista che ha saputo fondere la tradizione verista dell’Ottocento con una sensibilità moderna per la luce.

Formatosi all’Accademia Albertina di Torino, Giulio Boetto (Torino 1894-1967) compì a trent’anni una scelta radicale: abbandonò i salotti intellettuali torinesi per trasferirsi ai piedi del Monviso. In questa “scelta” verso la provincia, trovò la sua massima ispirazione, trasformandosi in un “cronista ed etnologo col pennello” capace di fissare su tela l’anima di un Piemonte rurale autentico.

L’itinerario espositivo si snoda attraverso tre nuclei principali:

  • I Paesaggi: Dai primi lavori come La casa del prete (1918) alle vedute mature delle valli cuneesi, dove Boetto cattura l’atmosfera alpina con una serenità profonda.
  • Umanità in scena: Un’ampia sezione dedicata ai mercati di Saluzzo, Dronero, Cuneo e Revello. Opere come Il Cestaio (1943) mostrano la sua capacità di orchestrare composizioni corali cariche di vita.
  • Dalla Caricatura al Ritratto: Viene esplorato il Boetto caricaturista (1914-1918), capace di ritrarre con acume figure come Cavour e Giolitti, dote che si riflette nella precisione psicologica dei suoi ritratti successivi, come il celebre Nonna Cini.

La scelta di Dronero non è casuale: Boetto fu un assiduo frequentatore di questi luoghi e ricevette importanti onorificenze proprio qui durante il Premio Nazionale di Pittura “Giovanni Giolitti” del 1961 e del 1963. La mostra rappresenta inoltre la prosecuzione del ciclo di valorizzazione della pittura piemontese iniziato dal Museo Mallé lo scorso anno con Matteo Olivero, di cui Boetto fu amico ed erede spirituale.

“Ogni suo dipinto”, sottolinea il cocuratore Angelo Mistrangelo, “diventa un documento indelebile e un reperto storico, oltre che poetico, di un Piemonte che vive nel tempo”.

La mostra si avvale del sostegno della Regione Piemonte e del Comune di Dronero, con la collaborazione dell’Archivio Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, dell’Archivio Circolo degli Artisti di Torino, della Fondazione Circolo dei Lettori di Torino; dell’Archivio Storico del Comune di Saluzzo.

Sabato e domenica ore 15-19   Visite guidate su prenotazione; possibilità di aperture straordinarie su prenotazione per gruppi e scolaresche.

Info: Museo Luigi Mallé – www.museomalle.org – museo.malle@comune.dronero.cn.it

Via Valmala 9, Dronero (Cuneo) – 0171.291014 | 0171.908704 | 347 8878051  FB @museomalle    

Instagram: @museomalleofficial

Palazzo Madama. Ultime settimane per ammirare il capolavoro di Vermeer Donna in blu che legge una lettera

a cura di Clelia Arnaldi di Balme, Anna La Ferla e Giovanni Carlo Federico Villa

fino al 29 giugno 2026

Palazzo Madama, Sala Atelier

Piazza Castello, Torino

 

Ultime settimane per vedere a Palazzo Madama Donna in blu che legge una lettera, uno dei più celebri capolavori di Johannes Vermeer e dell’intera pittura olandese del XVII secolo, giunto eccezionalmente a Torino grazie al prestito concesso dal Rijksmuseum di Amsterdam.

Sono già oltre 90.000 i visitatori che hanno scelto di ammirare il capolavoro del maestro olandese, confermando il successo dell’esposizione e il forte richiamo esercitato da una delle opere più amate e iconiche dell’arte europea.

Per la prima volta ospitata nel capoluogo piemontese, l’opera è esposta nella Sala Atelier, al secondo piano del museo, dove la sua presenza di quiete e luce accoglie i visitatori in un allestimento raccolto e contemplativo.

Con la sua luce lattiginosa e fredda, la Donna in blu che legge una lettera emerge dal buio come un miraggio delicato. La figura è immersa in una luce che intensa, ma senza effetti drammatici, senza contrasti violenti. È una luce che costruisce attraverso la misura, accarezza le superfici, fa emergere le pieghe del tessuto, sfiora le mani della giovane donna senza creare ombre profonde né zone di oscurità assoluta. La pacatezza dei gesti, la forza delle mani che stringono il foglio, il disordine apparentemente casuale della scena, la ricchezza dei dettagli, sussurrano di un mondo interiore fatto di emozioni trattenute e, al contempo, tratteggiano l’immagine di un Paese – i Paesi Bassi del Secolo d’Oro – dove scienza, nuove scoperte, commerci e navigazioni aprono orizzonti inesplorati.

Attorno al dipinto è stato costruito un percorso di avvicinamento che, attraverso una selezione di opere delle collezioni di Palazzo Madama – incisioni, arredi, ceramiche, tessuti – restituisce il contesto culturale e materiale della Delft di Vermeer, permettendo di avvicinarsi alla vita quotidiana e agli ambienti nei quali il pittore operò.

Dal 1° giugno, la mostra si è inoltre arricchita di una installazione che presenta al pubblico le 248 lettere scritte dai partecipanti al concorso di scrittura “Lettere in blu. Omaggio a Vermeer”, rivolto alle scuole. Il concorso di composizione letteraria ha invitato gli studenti a immaginare il contenuto della lettera, l’identità del mittente e la relazione esistente con la giovane donna raffigurata da Vermeer. La voce degli studenti di oggi dialoga perfettamente con l’immagine creata dal pittore olandese.

Il dipinto è accessibile grazie a una tavola a rilievo per l’esplorazione tattile e a una descrizione audio in lingua italiana, inglese e in LIS Lingua dei Segni Italiana con sottotitolazione.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.

 Coopculture propone inoltre un calendario di visite guidate di approfondimento:

Sabato 13/6 ore 15.00 – sabato 20/6 ore 15.30 – giovedì 25/6 ore 16.00 – sabato 27/6 ore 15.30 e domenica 28/6 ore 11.00.

Le visite sono acquistabili solo online.  Per info e prenotazioni: t. 011.19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

In occasione delle celebrazioni di San Giovanni, per la giornata di mercoledì 24 giugno il Museo propone inoltre l’ingresso a tariffa ridotta per mostre temporanee e museo: un’occasione in più per ammirare il capolavoro di Vermeer!

 

COSTIGLIOLE D’ASTI. ARTE E CULTURA A CASA PRUNOTTO

Una serie di esposizioni caratterizzano il programma culturale di Casa Prunotto a Costigliole d’Asti. Dopo la personale di Sergio Saccomandi, tra pittura e teatro, si è inaugurata la mostra dedicata agli “Allievi di Soffiantino”: Piero Ferroglia, Margherita Gonella e Livio Stroppiana, aperta e visibile sino al 28 giugno.

Un appuntamento, quidi, che rinnova l’attenzione intorno all’attività e alla stagione pittorica di Giacomo Soffiantino, indiscusso maestro di una ricerca estremamente legata all’energia del segno, a una rappresentazione intensa e intensamente risolta e a una interiorizzata e poetica scrittura.

E la sequenza delle opere esposte esprime la meditata interpretazione delle immagini evocate di Piero Ferroglia, che si sviluppano attraverso una personale narrazione all’insegna di un “immaginario paesaggio memoriale”. Per poi approdare al dettato di Margherita Gonella, che ha inoltre frequentato il Corso di Grafica Sperimentale a Venezia con Riccardo Licata. Mentre, sottolinea Enza Prunotto, si tratta, in sintesi, di una personalità che “afferma, con un segno vigoroso, la propria esistenza”. Il segno è anche l’artefice delle pagine pittoriche di Livio Stroppiana, di una rappresentazione in cui la trama cromatica, la sottesa energia espressiva e una lirica astrazione mettono in evidenza il dialogo che intercorre tra luce e sospese atmosfere.  (A. Mis.).

 

RITTANA. LA BELLEZZA PER NUOVE VISIONI. UNA GIORNATA DI FESTA DELL’ARTE

ARCHITETTURA, ARTE E AMBIENTE PER OPEN HOUSE TORINO

L’ampio programma del FESTIVAL OPEN HOUSE ha coinvolto, sabato 6 e domenica 7 giugno, un pubblico attento alle proposte legate ad antichi palazzi nobiliari e loft contemporanei, strutture simbolo dell’architettura ecosostenibile e distretti industriali riqualificati. E OPEN HOUSE, con presidente Chiara Bertetti, ha arricchito l’offerta culturale cittadina, e non solo, creando una singolare occasione per visitare in corso Quintino Sella 137 a Torino, l’innovativo edificio residenziale “Sella 137”, primo in Italia ed in UE certificato WELL Residence nel 2025.

Un edificio che, immerso nel verde e nella luce della collina torinese, ha permesso ai visitatori la possibilità di ammirare l’opera pittorica “Albero” di Francesco Preverino, che è stato titolare della Cattedra di Decorazione presso le Accademie di Belle Arti di Reggio Calabria, Firenze e Albertina di Torino.

Una composizione gestuale, la sua, intensa, vibrante nella resa dell’immagine evocata, che esprime, all’interno di profondissimi silenzi, il clima di una ricerca sempre estremamente controllata nelle soluzioni tecnico-espressive, nell’alternarsi di interiori sensazioni e di cromatiche accensioni.

Soluzioni in stretto e continuo dialogo con la struttura, con i materiali utilizzati, con gli spazi rigorosamente progettati e risolti, dove l’”Albero”, presentato dagli architetti Alberto Nada e Attilio Gianquinto, diviene testimonianza di una visione tra segno, natura e architettura.

Angelo Mistrangelo   

SALUZZO. CULTURA SOTTO ATTACCO. DIALOGO SULLA TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO

MUSEO DELLA MONTAGNA. ATLANTE ORIENTALE. Esploratori in Himalaya e Karakorum  tra Ottocento e Novecento nelle collezioni del Museomontagna

12 giugno 2026 – 10 gennaio 2027

Una storia italiana di esplorazione, scoperta e ricerca scientifica che si intreccia con le incursioni di avventurieri, geografi e alpinisti provenienti dal tutto il mondo ‒ prevalentemente dalla Gran Bretagna ‒, attratti dai misteri della regione himalayana. Si tratta di una vicenda singolare, conosciuta per i suoi eventi più recenti, ma dal lungo cammino sotterraneo.

È questo il tema di Atlante orientale, la nuova mostra del Museomontagna, in programma dal 12 giugno 2026 al 10 gennaio 2027, che riporta alla luce una pagina fondamentale della presenza italiana tra Karakorum e Himalaya.

Curata dallo storico dell’alpinismo e giornalista Roberto Mantovani, l’esposizione nasce da un’approfondita ricognizione negli archivi del Museo e nella documentazione conservata dalla Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, da cui emergono testimonianze, immagini, oggetti, carte geografiche, volumi e documenti originali capaci di ricostruire oltre mezzo secolo di esplorazioni italiane in Asia. Il percorso racconta infatti la presenza di viaggiatori, studiosi, fotografi e alpinisti italiani dalla fine dell’Ottocento fino alla storica spedizione nazionale italiana al K2 del 1954, inserendola nel più ampio contesto internazionale delle esplorazioni geografiche e alpinistiche.

La galleria dei protagonisti di questa storia prende avvio molto indietro nel tempo, addirittura nel basso medioevo, prima del grande viaggio dei Polo verso il Catai, quando due frati minori inviati da papa Innocenzo IV tentarono un primo approccio con il Gran Khan dei Mongoli. Sarebbe stato il primo capitolo di una semisconosciuta storia missionaria durata cinque secoli,

molto prima che avessero inizio, agli inizi dell’Ottocento, i viaggi di scoperta degli occidentali, che poco o nulla sapevano dei percorsi e delle esperienze maturate dai religiosi nei secoli precedenti.

I protagonisti delle prime perlustrazioni tra le grandi montagne dell’Asia erano avventurieri britannici, alcuni scienziati tedeschi e qualche esploratore di diversa nazionalità. Negli anni Cinquanta del XIX secolo, nella lista dei viaggiatori compare il nome di un torinese, Carlo Osvaldo Roero di Cortanze, ex militare dello Stato Maggiore Sardo che visitò Kashmir, Baltistan e Lakakh, e si spinse fino ai primi altipiani tibetani. Quarant’anni più tardi, nell’estate del 1890, con un gruppo di portatori locali, il valdostano Roberto Lerco risalì il ghiacciaio del Baltoro in Karakorum e si arrampicò sulle prime pendici del K2. Nel 1892 la guida di Macugnaga Matthias Zurbriggen, ingaggiato da William Martin Conway, futuro presidente dell’Alpine Club, esplorò l’area del K2 e del Broad Peak. Qualche anno dopo, nel 1899, la ribalta himalayana si arricchì dei preziosi scatti fotografici di Vittorio Sella, al seguito della spedizione britannica guidata da William Douglas Freshfield e protagonista del periplo del Kangchenjunga, al confine tra il Sikkim e il Nepal.

Il percorso espositivo dedica ampio spazio anche alle imprese del primo Novecento, a partire da quella del duca degli Abruzzi con le guide di Courmayeur, cui si devono i tentativi di scalata del K2, dello Skiang Kangri e del Chogolisa. Alla vigilia della Prima guerra mondiale si collocano altre due spedizioni italiane. Quella diretta dal biellese Mario Piacenza, che nel 1913 conquistò il Kun, il primo “7.000” italiano. E quella scientifica diretta da Filippo De Filippi, in assoluto la più importante missione di ricerca dell’epoca, che per sedici mesi, tra il 1913 e il 1914, operò nel Karakorum centro orientale, in Himalaya e nel Turkestan cinese.

Dopo la guerra, gli italiani tornarono nel Karakorum centro occidentale nel 1929 con la spedizione di Aimone di Savoia duca di Spoleto, che studiò in maniera approfondita l’orografia della catena. Un anno dopo, si registrò una puntata esplorativa del geografo fiorentino Giotto Dainelli sul ghiacciaio Rimu, visitato solo marginalmente dalla comitiva scientifica del 1913-1914. Nel 1934 il piemontese Piero Ghiglione venne chiamato a far parte di un gruppo internazionale diretto dallo svizzero Günter Oskar Dyrenfurth che, tentata l’ascensione dell’Hidden Peak, riuscì a salire la cima orientale del Baltoro Kangri e le quattro sommità del Sia Kangri.

La mostra si chiude con la spedizione nazionale italiana al K2 del 1954, non soltanto una delle più importanti imprese alpinistiche del Novecento, ma anche una straordinaria operazione scientifica. È importante ricordare il lavoro svolto dal gruppo di scienziati che operò parallelamente agli alpinisti, come testimoniano la carta topografica in scala 1:12.500 della seconda montagna più alta della Terra e la pubblicazione dei risultati della ricerca in una collana di nove volumi, curata da Ardito Desio e uscita tra il 1964 e il 1991.

Solo pochi anni più tardi, l’esplorazione avrebbe conosciuto un profondo cambiamento. Prima con l’aiuto della fotografia aerea, poi con l’aiuto dei satelliti e, in tempi recenti, con le microcamere dei droni. Le ricognizioni nelle alte valli himalayane si sarebbe poi lentamente trasformata in turismo, soprattutto dagli anni Settanta, quando alla presenza degli alpinisti si sarebbe affiancato il flusso, ben più numeroso, degli appassionati di trekking.

Attraverso materiali originali del Museo e della Biblioteca CAI, Atlante orientale racconta così non soltanto la conquista di montagne e territori sconosciuti, ma anche la costruzione di un patrimonio di conoscenze geografiche, scientifiche e culturali che ha contribuito a ridefinire il rapporto tra l’Europa e le grandi montagne dell’Asia.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito dal Museomontagna, che raccoglie un approfondito saggio curatoriale sulla storia delle esplorazioni in Asia e un contributo dell’antropologo Marco Aime sulle implicazioni sociologiche e ambientali del trekking e dell’alpinismo nella regione nepalese del Khumbu, dagli anni Cinquanta a oggi. Il volume è corredato da un ricco apparato iconografico e documentario che completa e valorizza il percorso di approfondimento.

ATLANTE ORIENTALE 

Esploratori in Himalaya e Karakorum tra Ottocento e Novecento nelle collezioni del Museomontagna

Una mostra del Museomontagna

con CAI – Club Alpino Italiano, Città di Torino

con il sostegno di Regione Piemonte, Fondazione CRT, Camera di commercio Torino

A cura di Roberto Mantovani

Sede Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” – CAI Torino

Date 12 giugno 2026 – 10 gennaio 2027

Orario tutti i giorni, lunedì-domenica, ore 10.00 – 18.00 (compresi il 24 giugno e il 15 agosto)

Info  www.museomontagna.org / posta@museomontagna.org / +39 011 6604104

GUARENE, PALAZZO RE REBAUDENGO. Before it Happens

13 giugno h 18

Palazzo Re Rebaudengo, Guarene

Artisti: Alia Farid, Hit Man Gurung, Vinit Gupta, Uzma Mohsin, Musuk Nolte, Ashfika Rahman, Sheelasha Rajbhandari, Ishan Tankha

A cura di Filippo Maggia

In occasione dei 200 anni dalla nascita della fotografia, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta Before it Happens, una mostra collettiva che riunisce otto artisti internazionali accomunati da una ricerca visiva capace di interrogare alcune delle questioni più urgenti del presente: disuguaglianze sociali, crisi ecologica, migrazioni, identità di genere, postcolonialismo e resistenze collettive.

Attraverso fotografia, moving image e pratiche installative, il progetto propone una riflessione sul presente come spazio di tensione tra memoria e trasformazione, denuncia e possibilità.A seguire, alle ore 19, al Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo, svelamento delle nuove opere permanenti di Mario Airò, Lightning Room e Susan Philipsz, There is nothing left here.

Navetta gratuita da Torino a Guarene – 13 giugnoPartenza da via Modane 16 a Torino, alle 16.15. Rientro da Guarene ore 20.30.Prenotazioni navetta: rsvp@fsrr.org

ROBERTO DEMARCHI. MOSTRA “TRACCE DEL TEMPO”

CITTA’ AMICA. MOSTRA DI CORRADO ALDERUCCI

Mostra personale di Corrado Alderucci, Metamorfosi  63 anni di ricerca pittorica.

Dal 29 maggio

presso Arte Città Amica,

Via Rubiana 15 – Torino.

ANIME VISIBILI AL CASTELLO DI COSTIGLIOLE

Dal 5 giugno al 30 agosto il Castello di Costigliole ospita una mostra dedicata alle artiste Gabriella Piccatto e Barbara Corbucci: “Anime visibili”, due percorsi espressivi differenti, ma profondamente accomunati da una ricerca sul linguaggio emotivo, sulla memoria e sull’identità femminile. L’inaugurazione sarà venerdi 5 giugno alle 17 nel Salone d’ Onore del Castello. La  Piccatto, originaria di Neive è illustratrice e pittrice, consegue il diploma di Maturità artistica e il diploma di laurea all´Accademia di belle Arti di Torino. Opera come visualizer per agenzie pubblicitarie. Nel campo del restauro esegue interventi di integrazione pittorica. Conduce laboratori di pittura ed acquerello per bambini e adulti. Collabora con il Corrierie dei Piccoli, realizzando una serie di fiabe e fumetti. Illustratrice per le case editrici De Agostini e Fratelli Fabbri Editore. E’ anche decoratrice: ha eseguito diversi trompe-l´oeil e lavori di decorazione in spazi privati e pubblici come il Bed and Breakfast “Rosanna” a Neive e il Bed and Breakfast “Aromatario” a Neive. Ha inoltre esperienza in allestimenti di locali per mostre, matrimoni e manifestazioni, tra cui Vinitaly. Anche la vita della Corbucci è sempre stata guidata dalla passione per l’arte. Dopo aver studiato all’Istituto Statale d’Arte di Marino, in provincia di Roma, si è laureata in Architettura degli Interni alla Facoltà di Valle Giulia, La Sapienza. Dopo aver conseguito l’esame di Stato, ha esercitato la professione di architetto fino al 2017, anno in cui ha deciso di seguire la sua vera vocazione e diventare tatuatrice. Parallelamente, la sua passione per la pittura le ha portato a creare opere su commissione e a partecipare a numerose mostre d’arte in Italia, esponendo in città come Roma, Firenze e Venezia. In particolare, la sua opera “Riflessi” è stata selezionata tra le migliori 30, durante una prestigiosa esposizione a Venezia. Oggi è  proprietaria di tre studi di tatuaggio, “Alveare”, con sedi a Roma, Frascati e Verona. Il suo lavoro di tatuatrice è fortemente ispirato da grandi maestri della pittura, in particolare da quelli attivi tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, che influenzano ogni sua creazione.

Alessandra Gallo

 

Fondazione Amendola. “MOMENTI D’ARTE”  Mostra collettiva dei soci

Fondazione Amendola – via Tollegno, 52  Torino

inaugurazione           giovedì 11 giugno 2026, dalle ore 18.00  

periodo mostra          dal 11 al 28 giugno 2026

aperture                   dal lunedì al venerdì 10.00 – 12.00 e 15.30 – 19.00

                                sabato 10.00 – 12.30

a cura di                   Associazione Piemonte Artistico Culturale

 

Nuovo appuntamento artistico dell’associazione Piemonte Artistico con la mostra “Momenti d’Arte” allestita presso la Fondazione Amendola in via Tollegno, 52 a Torino.

L’esposizione comprenderà circa sessantatre opere realizzate dai soci ed eseguite con le più diverse tecniche artistiche sia pittoriche che scultoree oltre a installazioni e fotografia.

L’ingresso alla mostra è libero.

 

SAVIGLIANO.  Si presenta il catalogo della mostra “Io, Santorre”

Raccontare un uomo protagonista del suo tempo: era stato questo l’obiettivo di “Io, Santorre”, la mostra realizzata l’anno scorso al MuGi di Savigliano per il bicentenario della morte di Santorre di Santa Rosa.

Mercoledì 10 giugno, alle 18, presso la Sala S. Agostino si presenterà il catalogo dell’allestimento.

A parlarne con le curatrici Silvia Olivero e Chiara Tavella sarà il prof. Pierangelo Gentile, del Dipartimento di studi Storici dell’Università di Torino.

Al termine, visita guidata alla preziosa Biblioteca Storica della famiglia Santa Rosa. L’ingresso è libero.