PIEMONTE ARTE: PREMIO CITTA’ DI NOVARA, THEO GALLINO, FERMO IMMAGINE, PINACOTECA TABUSSO, ACCADEMIA ALBERTINA, ARTE CONTEMPORANEA IN VALLE D’AOSTA…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

 

PREMIO NAZIONALE ARTE CITTA’ DI NOVARA 2026

Lo scorso 18 giugno si è tenuta presso la sede consiliare del Comune di Novara la conferenza stampa del 23° Premio Nazionale Arte Città di Novara (nella foto). La conferenza stampa, che ha visto la partecipazione dell’Assessore alla Cultura Luca Piantanida e del promotore della rassegna Vincenzo Scardigno, ha anticipato le caratteristiche dell’edizione del Premio di quest’anno.

L’iniziativa si svilupperà dal 4 al 12 luglio 2026 in due sedi: al Castello di Novara nella Sala delle Colonne e al Palazzo del Broletto nella Sala Barbara, ora conosciuta come Sala dell’Accademia, e prevede un omaggio alla carriera di Antonio Carena e Nicola Loi. Nasce dalla collaborazione tra Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, con il patrocinio anche di Regione Piemonte, Provincia di Novara e Terre dell’Alto Piemonte Novara. La direzione artistica del Premio è, come sempre, di Vincenzo Scardigno, con contributi critici di Giovanni Cordero e Federica Mingozzi. Il Comitato scientifico è composto da: Giovanni Cordero, Federica Mingozzi, Fernando De Filippi, Maurizio Leigheb, Luigi Sergi, Domenico Minniti, Vincenzo Scardigno, mentre il catalogo è curato da Vincenzo Scardigno e Alessandra Barbi.

La ventitreesima edizione del Premio Arte Città di Novara (nella foto la locandina del Premio) è finalizzata alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea attraverso un grande evento espositivo, divenuto momento di incontro e scambio di idee per tutti gli operatori e le realtà che si contraddistinguono con riconosciuta qualità nel mondo dell’arte.

Il Castello di Novara e il Palazzo del Broletto quindi per una settimana diverranno luogo di riferimento per l’arte contemporanea, coinvolgendo artisti, curatori e critici d’arte.

Sabato 4 luglio nella Sala delle Colonne del Castello di Novara, alle ore 16,00 ci sarà l’inaugurazione della mostra degli artisti invitati al Concorso, con il premio alla carriera del Comune di Novara alla memoria di Antonio Carena e Nicola Loi, con la presenza dei famigliari.

Domenica 5 luglio, presso la Sala Accademia del Palazzo del Broletto, alle ore 17,00, è prevista una visita guidata alla mostra degli artisti in concorso, accompagnati da Federica Mingozzi e con la partecipazione del Comitato artistico, oltre a un ricordo di Daniela Grifoni, artista recentemente scomparsa, la cui ricerca creativa ha rappresentato una presenza importante nel panorama artistico culturale del territorio novarese.

Domenica 12 luglio, presso la Sala delle Colonne del Castello di Novara, alle ore 16,00 è prevista la chiusura della mostra con le premiazioni, dal titolo “Arte premia Arte” (i premi saranno opere degli artisti Caldiron e Fiori).

Saranno presenti nell’iniziativa, di sicura qualità (a differenza delle passate edizioni gli artisti in concorso sono stati scelti e invitati dal Comitato scientifico e l’iscrizione è stata gratuita), artisti provenienti dalla Provincia, dalla Regione e da paesi esteri, in tutto 43 artisti. Il Premio Città di Novara assieme al Premio San Gaudenzio, che accompagna la festa patronale della Città, sono certamente finalizzati ad avvicinarci all’arte contemporanea.

Per ciò che riguarda le due sedi espositive è il caso di annotare che installazioni e sculture di grandi dimensioni, come quelle di Angelo Bozzola e Uldino Desuò, saranno collocate nella Sal delle Colonne del Castello, mentre le altre opere nella Sala Accademia del Broletto.

Enzo De Paoli

 

THEO GALLINO AL TOMAV DI MORESCO

L’artista chierese Theo Gallino al Tomav di Moresco.

Opening sabato 4 luglio ore 18.

TORINO. MOSTRA “FERMO IMMAGINE”, FOTOGRAFIE DEL CAFE’ FOTOGRAFICO

 

Rubiana. La Pinacoteca Francesco Tabusso festeggia 10 anni di arte e cultura con la 2° temporanea “Dialogo tra Maestri”

Un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte!In occasione del 10° Anniversario della Pinacoteca F. Tabusso, siamo orgogliosi di presentare  una straordinaria mostra collettiva denominata “DIALOGO TRA MAESTRI”.Un vero e proprio colloquio visivo ed emotivo tra alcuni dei più grandi nomi del panorama artistico contemporaneo.Infatti molti di questi artisti condividono un forte legame storico e culturale con il Piemonte, in particolare con l’ambiente artistico torinese del secondo Novecento.Pur avendo stili, tecniche e linguaggi completamente diversi tra loro, sono tutti “Maestri” dell’arte contemporanea”Hanno vissuto e raccontato i grandi cambiamenti sociali e culturali della nostra epoca, sperimentando con la pop art, l’arte concettuale, il figurativo moderno e l’uso di materiali insoliti.

Vi invitiamo ad ammirare le opere iconiche di grandi nomi come Nespolo, Aime, Bonino e molti altri, in un viaggio unico tra stili e visioni differenti.

Quando: Dal 27 Giugno al 19 Luglio 2026

Inaugurazione Speciale: Sabato 4 Luglio alle ore 15:30

Dove: Pinacoteca Tabusso, Piazza Roma, Rubiana

Ingresso Libero con l’abbonamento Musei Torino

Per maggiori informazioni: info@arsrubiana.net

info@pinacotecatabusso.it

Accademia Albertina. Mostra collettiva “La spiritualità dello sguardo”

“La spiritualità dello sguardo”, mostra collettiva che unisce le opere di oltre quaranta prestigiosi artisti nazionali e internazionali, sotto la cura di Massimo Scaringella.

L’inaugurazione si terrà giovedì 2 luglio 2026 alle ore 17:00 presso la splendida cornice della Rotonda del Talucchi, all’interno dell’Accademia Albertina di Torino (Via Accademia Albertina 8, Torino).

L’esposizione si presenta al pubblico come il ventunesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro”. Viene riproposta per la seconda volta dopo il successo della prima edizione tenutasi nel 2025 a Palazzo Samone a Cuneo. Il progetto espositivo ritorna in una versione rinnovata e modificata, continuando a mettere al centro l’arte contemporanea e la pittura figurativa come strumenti di indagine interiore e forme di meditazione contro la secolarizzazione dei tempi odierni.

La mostra sarà visitabile dal 2 luglio al 2 agosto 2026, il sabato e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 18:00, con ultimo accesso alle 17:30. In settimana l’apertura sarà su appuntamento per i gruppi (Tel. 0110897370), con giorno di chiusura il mercoledì.

L’evento, a ingresso libero, è realizzato con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRC, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

LA VALLE D’AOSTA INVESTE SULL’ARTE CONTEMPORANEA

Nasce il “Premio Arte Contemporanea Valle d’Aosta”, il nuovo progettodedicato alla ricerca artistica contemporanea e al dialogo tra territorio, paesaggio e creatività

Si è tenuta venerdì scorso a Palazzo Roncas, ad Aosta, la Conferenza Stampa di presentazione della prima edizione del Premio Arte Contemporanea Valle d’Aosta, il nuovo progetto dedicato alla promozione della ricerca artistica contemporanea e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico regionale attraverso i linguaggi dell’arte.

Promosso dal Museo di Arte moderna e contemporanea del Castello Gamba in collaborazione con l’Associazione Forte di Bard, il Premio nasce dalla volontà della Regione autonoma Valle d’Aosta di consolidare e rilanciare il rapporto del territorio con la cultura contemporanea,rafforzando una tradizione di attenzione verso le arti visive, che nel tempo, ha contribuito alla costruzione di importanti collezioni pubbliche e alla presenza in Valle d’Aosta di artisti, critici e progettualità di rilievo nazionale e internazionale.

«Il Premio nasce dalla volontà di aprire il nostro territorio a un dialogo autentico con la creatività contemporanea – dichiara l’Assessore all’Istruzione, cultura e politiche identitarie, Erik Lavevaz – abbiamo scelto di coinvolgere, su invito, artisti aperti a nuove tecniche esperimentazioni perché possano conoscere la nostra realtà, attraversarla con la propria sensibilità e restituirne una lettura originale attraverso la loro opera. È un progetto che mette al centro la libertà di espressione, il confronto tra punti di vista diversi e la convinzione che l’arte sia unostrumento prezioso per interpretare il presente e immaginare il futuro. Allo stesso tempo,rappresenta un’opportunità di crescita culturale per la Valle d’Aosta: l’opera vincitrice entrerà a far parte delle collezioni regionali, arricchendo il nostro patrimonio e lasciando una testimonianza duratura dell’incontro tra il territorio e gli artisti».

«Creare un Premio dedicato all’Arte contemporanea – afferma la Dirigente Struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali e Responsabile del Museo Gamba, Viviana Maria Vallet – significa farsi promotori di aggiornate istanze culturali, valorizzando artisti e nuove tendenze, ma significa anche ritornare all’anima profonda di questa Regione, richiamando alcuneazioni del passato e tutto quello che nel corso degli anni è stato fatto per promuovere l’Artecontemporanea. Mi riferisco, in particolare, al Gran Premio Saint-Vincent per la Letteratura e le Artifigurative, prima tessera di quel mosaico che ha permesso di costituire la collezione regionaled’arte. È un modo per convogliare in Valle artisti, critici e curatori di una certa levatura, portando laRegione sempre più al centro del dibattito artistico attuale in un percorso di scoperta e diconoscenza del territorio valdostano».

Il progetto si inserisce infatti nel processo di rinnovamento e sviluppo intrapreso negli ultimi anni dal Castello Gamba di Châtillon, sede delle collezioni regionali di arte moderna e contemporanea, museo che oggi guarda al futuro, per rafforzare il proprio ruolo di centro di ricerca, confronto culturale e produzione di nuovi contenuti artistici.

I Membri della Commissione: Martina Angelotti – Critica e curatrice indipendente; Marcella Beccaria – Vice Presidente di AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani; Alessandro Castiglioni – Vicedirettore del MA*GA – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gallarate; Davide Dall’Ombra – Direttore di Casa Testori Associazione culturale ETS; Luigi Fassi -Direttore di Artissima e Bernardo Follini – Senior Curator della Fondazione Sandretto ReRebaudengo.

Alla Commissione è spettato anche il compito di un’analisi dell’espressione artistica contemporanea in Valle d’Aosta, condotta grazie a ricerche e sopralluoghi mirati, utili a conoscerele potenzialità espressive del territorio sul quale insiste il Premio e a proporre nuove strategie dicoinvolgimento per il futuro. La Commissione selezionerà sei artisti, ai quali verrà riconosciuto un Premio progetto. Sarà richiesto loro un confronto diretto con la storia e l’ambiente della Regione anche mediante sopralluoghi sul territorio, avviando così una fase di ricerca funzionale all’ideazione dell’opera. Ambiente, sostenibilità, cambiamento climatico, rapporto tra uomo e natura, trasformazione delpaesaggio alpino saranno questioni centrali del dibattito contemporaneo affrontate dal Premio.Sarà richiesto agli artisti di sviluppare progetti originali capaci di interpretare il territorio attraversoil proprio linguaggio e la propria ricerca.Il Premio, a invito, avrà cadenza biennale e sarà dedicato, per ogni edizione, a un tema specificolegato alla storia, all’identità, all’ambiente e alla contemporaneità della Valle d’Aosta. Obiettivo dell’iniziativa è creare occasioni concrete di un primo incontro tra artisti e territorio,promuovendo nuove letture del presente attraverso una pluralità di linguaggi espressivi.

Al termine del lavoro degli artisti sul territorio seguirà la presentazione pubblica dei sei progetti e,tra questi, nell’autunno del 2026 verrà proclamata l’opera vincitrice, che sarà acquisita dallaRegione autonoma Valle d’Aosta ed entrerà a far parte delle collezioni regionali d’artecontribuendo ad arricchirne il patrimonio contemporaneo.

CORRENTI METROPOLITANE. Le acque di Torino tra arte, scienza e sostenibilità

Un progetto artistico di Roberto Ghezzi

Roberto Ghezzi

Le acque di Torino tra arte, scienza e sostenibilità è un progetto artisticoe scientifico diffuso che propone una lettura integrata del sistema idrico torinese, mettendo inrelazione il Po, la Dora Riparia, la Stura di Lanzo, il laghetto naturale del Parco della Pellerina ealcuni ambienti sorgivi di particolare interesse ecologico.Al centro del progetto vi è la pratica delle Naturografie© di Roberto Ghezzi, opere realizzatelasciando che i processi naturali – sedimentazione, correnti e attività biologica – imprimanodirettamente la loro traccia su supporti tessili. L’artista si pone in una posizione di ascolto delpaesaggio, restituendo un’immagine non mediata dei fenomeni ambientali.Le installazioni temporanee, realizzate in differenti contesti urbani e periurbani, attivano un sistemacomparativo tra diversi ecosistemi acquatici e differenti regimi idrici, trasformando il territorio inun laboratorio diffuso di osservazione ambientale. Il progetto si sviluppa in dialogo con entiscientifici e università, integrando alla dimensione artistica attività di ricerca, analisi dei sedimenti eproduzione di contenuti divulgativi.

A partire dal 23 giugno 2026,viene realizzata l’installazione sul fiume Po, mentre il 27 giugno 2026ha preso  avvio l’intervento presso il laghetto naturale delParco della Pellerina, come concordato con gli enti coinvolti. Sarà inoltre possibile assistere alle fasidi realizzazione delle installazioni.

La restituzione finale del progetto prevede un’installazione presso l’Orto Botanico di Torino,un’installazione presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, un intervento ai Murazzidel Po e ulteriori azioni diffuse sul territorio.Il programma sarà accompagnato da incontri pubblici, attività divulgative e momenti diapprofondimento con l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza ai temi della sostenibilità ambientale e rafforzare la consapevolezza del paesaggio fluviale torinese come infrastruttura culturale edecologica.

 

DEMONTE. “PAESAGGI INTERIORI – TRACCE REALI” DI LAURA BERRUTO ED EGLE SCROPPO

CSA Farm Gallery di Torino, in collaborazione con l’Associazione Culturale Amici di Demonte O.D.V., ha inaugurato presso le storiche sale espositive di Palazzo Borelli a Demonte (CN) la mostra d’arte contemporanea “Paesaggi interiori – tracce reali”. L’esposizione, curata da Marcello Corazzini, propone un suggestivo confronto tra la ricerca fotografica di Laura Berruto e la pittura di Egle Scroppo. Attraverso un percorso che intreccia la fenomenologia della materia ossidata e la vibrante energia dell’astrazione cromatica, la mostra invita il pubblico a un esercizio di visione attiva, esplorando il confine tra il dato reale e la proiezione mentale. Nella foto: le due artiste all’inaugurazione

 

TRE PROPOSTE DEL MUSEO CIVICO ALPINO ARNALDO TAZZETTI PER L’ESTATE A USSEGLIO

Il Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti si presenta nell’estate 2026 con un’articolata attività che si affianca alle collezioni permanenti. Sono difatti tre le mostre in calendario, a Usseglio Ponti e strade. Segni di cammino e Stele. Donato Savin; a Lemie Cavalieri delle nevi. Donato Savin. Sono altrettanti momenti espositivi dedicati alla storia e alle espressioni artistiche delle montagne, da quelle della Valle di Viù, dove ha sede il Museo, a quelle dell’attigua Valle d’Aosta. Due gli eventi di inaugurazione, a Usseglio sabato 4 luglio alle 16; a Lemie domenica 5 luglio alle 10.

 Il ponte che permette di superare un limite, un ostacolo, di solito un fiume, e così poter continuare il cammino lungo la strada, assume il significato simbolico di un elemento che facilita lo scambio e la conoscenza di altri luoghi e di altre culture e proprio questi significati di unione, scambio e cammino hanno suggerito il tema della mostra Ponti e strade. Segni di cammino- Premio di pittura Elena Tazzetti, al quale hanno partecipato quattordici allievi dell’Accademia Albertina di Torino, seguiti dai loro docenti Viola Barovero, Salvatore Giamblanco, Giuseppe Leonardi, e coordinati dal professor Gabriele Garbolino Rù.

Le loro opere «rispecchiano gli aspetti di una formazione accademica, pur ricercando, in certi casi, le esperienze tra figurazione, simbolismo e un intenso realismo», così si è espressa la commissione giudicatrice presieduta dal critico d’arte Angelo Mistrangelo. I dipinti degli allievi partecipanti al Premio sono quindi la parte preponderante della mostra organizzata dal Museo Tazzetti, in collaborazione con l’Accademia Albertina e l’Opera Barolo, a cui si integrano il dipinto di Giovanni Battista Carpanetto Ponte antico presso Viù – nuova acquisizione del Museo – e due bozzetti di Garbolino Rù per il monumento A Giulia di Barolo, che da inizio anno è collocato sulla facciata del Palazzo di Via delle Orfane, a Torino, un’originale scultura in bronzo che vede Giulia abbracciare una carcerata a ricordo del suo impegno per le donne detenute.

Accanto alla parte artistica della mostra è stata sviluppata anche quella storica di conoscenza del territorio, come consuetudine del Museo. E qui è intervenuto l’apporto dell’Opera Barolo alla mostra, in quanto la realizzazione dell’attuale strada carreggiabile da Germagnano a Fucine di Viù (1838-1842) è stata possibile grazie anche all’interessamento e al finanziamento di Carlo Tancredi marchese Falletti di Barolo e della sua consorte Giulia Colbert. In segno di riconoscenza a loro è stato intitolato il primo ponte che s’incontra salendo a Viù, poco prima di Borgo.

L’attuale struttura del ponte però non è più quella originaria perché fu appositamente distrutta durante il periodo della Resistenza partigiana allo scopo di evitare l’avanzare in Valle dell’esercito nazifascista, e fu ricostruito subito dopo la fine della Seconda guerra, come documentato da Alessandro Mella nel catalogo della mostra e nel video che approfondisce gli aspetti storici della Strada di Viù e dei marchesi di Barolo, montato da Enrico Peter Grande.

Anche l’allestimento della mostra, curato dallo Studio Loredana Iacopino Architettura è una restituzione storica della strada della Valle di Viù attraverso i disegni eseguiti da Clemente Rovere tra il 1826 e il 1860, facenti parte di una collezione di circa quattromila tavole grafiche conservate presso La Deputazione Subalpina di Storia Patria di Torino, eseguite dal Rovere allo scopo di celebrare la potenza di Casa Savoia in epoca risorgimentale.

Nella mostra si inseriscono quindi le figure dei marchesi di Barolo. Carlo Tancredi nel 1837 aveva caldeggiato la costruzione del tratto dell’attuale strada carreggiabile che da Germagnano porta a Viù, perché era a conoscenza dei disagi per la popolazione “della divisata strada di Viù”, come scriveva in una lettera indirizzata al Regio Intendente Generale della Divisione di Torino. La realizzazione della nuova strada avrebbe agevolato lo scambio delle derrate alimentari, diminuendo i disagi della lunga carenza di viveri in inverno e, nello stesso tempo la villeggiatura in estate. I lavori iniziarono nel 1838, l’anno della prematura scomparsa del Marchese, ma l’impegno economico fu portato avanti da Giulia, che alla fine si assunse buona parte del debito contratto con il Comune di Viù. L’opera fu completata nel 1842.

I marchesi di Barolo furono generosi filantropi per Torino e altre località del Piemonte, tra cui Viù, dove istituirono una scuola per l’infanzia, sistemata inizialmente nel Comune e gestita da alcune Suore della Congregazione di Sant’Anna della Provvidenza, istituto fondato a Torino da Carlo Tancredi nel 1834, per gestire le cosiddette “Sale d’Asilo” dedicate all’accoglienza e all’educazione di bambini e bambine in tenera età in condizioni famigliari disagiate. A Viù, le scuole materne furono poi ospitate nella Villa Franchetti e infine nella sede attuale intitolata alla beata suor Enrichetta Dominici, Superiora generale dal 1861 fino alla morte (1894). Maggiordomo personale di Giulia

fu Carlo Giuseppe Marchis di Polpresa Alta, frazione di Viù e altri membri della famiglia Marchis erano a servizio dei Barolo; due di essi in segno di gratitudine fecero collocare in chiesa un busto dedicato a Carlo Tancredi, tuttora visibile al fondo della navata laterale destra.

 

Di tutt’altro genere la mostra Stele. Donato Savin, nata dalla collaborazione tra il Museo Tazzetti e l’artista, con l’apporto del curatore Aldo Audisio.

Savin, è un uomo fortemente radicato con la sua Valle di Cogne; lo scultore, noto a livello internazionale, è uno dei più famosi artisti valdostani, un artigiano contemporaneo che interpreta e rivisita le rocce delle sue montagne con molti tipi di realizzazioni.

A Usseglio, nella Corte dell’antico complesso parrocchiale e nella chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine, sono esposte diciannove sculture in pietra, alcune di notevoli dimensioni, rocce allungate e rimodellate con interventi essenziali da Savin: «Le mie opere sono aperte a ogni interpretazione. Io vedo degli Dèi, principalmente femminili, che salgono verso l’alto; quando non ci sarò più, saranno i testimoni del mio passaggio nella vita terrena».

«L’idea delle Stele mi venne al Museo Archeologico di Aosta – afferma Savin –, vidi in quelle forme di rocce allungate Dèi di pietra e iniziai a cercare pezzi di scisti di quel tipo, con la spaccatura naturale, con la superficie cosparsa di licheni.

Come tutte le persone che sono abituate a vivere in stretto contatto con la natura, Savin è, prima di tutto, un abilissimo osservatore: del paesaggio, degli animali, delle sue montagne. Solo così si può spiegare la sua attenzione sottile nella scelta dei monoliti e dei particolari su cui intervenire. Le sue Stele assumono allora una nuova fisionomia e, sottratte al proprio habitat naturale, si confrontano con gli spazi espositivi. Nella loro essenziale verticalità, nel protendersi verso il cielo, però riaffermano prepotentemente, di volta in volta, la loro provenienza. I verdi acidi dei licheni si mescolano e contrastano con le venature e la porosità della pietra, le sue lievi asprezze e i solchi sottili ci raccontano la composizione minerale della roccia.

La mostra Stele – un progetto innovativo e coinvolgente, selettivo per meglio evidenziare le scelte dell’artista, ricorda il curatore Aldo Audisio – è stata ideata per il pubblico del Trento FilmFestival nel 2019, ed è diventata elemento portante della valorizzazione del suo lavoro a livello nazionale e internazionale. Nello stesso 2019 è seguita la presentazione al Museo Civico di Belluno; nel 2022 a Zakopane (Polonia) nella Willa Koliba, una delle sedi del Museo dei Tatra, durante la Conferenza internazionale Mountain Panorama, un evento di Mountain Partnership FAO (Nazioni Unite); nel 2023 è seguita la presentazione a Braşov (Romania), in occasione dell’Alpin Film Festival; nel 2024 a Sondrio nel Museo Valtellinese di Storia e Arte e diffusa nella città; nel 2015 nella prestigioso Forte di Bard nella bassa Valle d’Aosta. Una “storia” di allestimenti realizzati del tutto o in parte in spazi aperti, una collocazione ideale per queste opere, che oggi trova un ulteriore momento di promozione affiancandosi alle testimonianze storiche della Valle di Viù.

Naturalmente, negli anni, si sono affiancate tante esposizioni, personali o collettive, dedicate a tutti i soggetti del suo mondo immaginario, come quella del 2017 al Museo Nazionale della Montagna di Torino. Le sculture dell’artista sono oggi collocate permanentemente in Italia e all’estero, in Musei e in spazi pubblici; tra questi due grandi Stele svettano nei pressi della stazione intermedia della funivia Skyway al Pavillon, in uno luogo denominato “Santuario del Monte Bianco”, con lo sfondo del versante italiano del massiccio alpino.

Da oggi gli Dèi di pietra di Savin – reinterpretazione di una dimensione ancestrale, palpabile nell’aria della sua valle, dove vive e lavora – si protendono verso un nuovo cielo, quello di Usseglio, nella corte del suggestivo contesto storico-architettonico dell’antico complesso parrocchiale e nella vecchia chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine, protetti da una cinta muraria di pietra, oggi parte del Museo Civico Alpino “Arnaldo Tazzetti”.

 

La terza esposizione Cavalieri delle nevi. Donato Savin è a Lemie, nella Confraternita del SS. Nome di Gesù. Qui, in fila, come discendessero verso la pianura si allineano nove sculture ispirate al mondo magico della montagna: cavalli con cavalieri armati di lancia, scolpiti in rocce di diversa tipologia e colore, con un inatteso confronto materico.

Presentati per la prima volta alla Fiera di Sant’Orso di Aosta nel 2024 sono stati riproposti, nello stesso anno a Sondrio, in due sedi, prima nel foyer del Teatro Sociale e in seguito nel Castello Masegra, sede del CAST, il  CAstello delle STorie di montagna.

I Cavalieri di Savin sono personaggi immaginari che solcano le nevi delle valli e lasciano il segno del loro passaggio su di una montagna di sogni e leggende; sono un messaggio altresì fortemente legato al mondo alpino, con le sue paure e le sue suggestioni ancestrali

 

 

 

Per gli orari di apertura delle sedi espositive consultare il sito www.museotazzetti.it

Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti – Piazza Luigi Cibrario 1 – Usseglio (TO)

www.museotazzetti.it

 

A USSEGLIO, MUSEO CIVICO ALPINO “ARNALDO TAZZETTI”:

PONTI E STRADE. SEGNI DI CAMMINO. Premio di pittura “Elena Tazzetti”

5 luglio – 13 settembre 2026

A cura di Emanuela Lavezzo

In collaborazione con: Gabriele Garbolino Rù – Accademia Albertina di Belle Arti, Torino; Enrico Zanellati – Opera Barolo – curatore artistico di Palazzo Barolo, Torino.

Sponsor: Sicofer, Sicurezza Lavoro Gruppo ELA.

Con il patrocinio: Opera Barolo, Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Comune Usseglio

STELE. DONATO SAVIN

A cura di Aldo Audisio

5 luglio – 13 settembre 2026

 

A LEMIE, CONFRATERNITA DEL SS. NOME DI GESÙ:

CAVALIERI DELLE NEVI. DONATO SAVIN

A cura di Aldo Audisio

dal 5 luglio 2026, nei fine settimana di luglio/agosto

 

Museo MIIT Museo Internazionale Italia Arte – ‘BIENNALE MUSEO MIIT’

DAL 25 GIUGNO ALL’8 LUGLIO 2026

Giunge alla sue terza edizione la ‘Biennale Museo MIIT’, mostra internazionale come nella migliore tradizione del Museo MIIT, nato per effettuare scambi artistico-culturali con musei, fondazioni, gallerie pubbliche e private di tutto il mondo.

La ‘Biennale Museo MIIT’ presenta una selezione di autori provenienti da tutto il mondo e selezionati dai curatori, galleristi, critici, storici dell’arte, giornalisti del Comitato Scientifico del Museo MIIT di Torino. Dalle sculture in materiali vari alle installazioni video-fotografiche, dalla pittura tradizionale alla fotografia, l’esposizione propone uno spaccato della migliore arte contemporanea italiana e internazionale. Il tema è libero e privilegia una selezione di opere e di artisti che, con il loro messaggio, con il loro stile, con i soggetti rappresentati, oppure attraverso la ricerca e la sperimentazione offrono nuove interpretazioni del mondo e dell’arte, della realtà, della società contemporanee.

L’alta qualità dei lavori presentati delinea un percorso privilegiato attraverso le visionarie interpretazioni degli autori, che con linguaggi spesso molto differenti tra loro, ma ugualmente intensi e suggestivi, ci conducono in un viaggio sensoriale e visivo nelle loro emozioni. Sensazioni che diventano quindi patrimonio universale, grazie al miracolo dell’arte che permette di condividere ogni attimo di creatività e di passione.

In esposizione opere di: Ricardo Asensio, Tania Bucur, Patrizia Caffaratti, Bello, Federica Bertino, Blu Bordeaux, Mariell Chirone Guglielminetti, Joseph Coudijzer, Manlio Di Giusto, Paola Esposito, Alma Fassio, Guido Forlani, Enrico Frusciante, Giuliano Galeazzi, Roberto Guarnieri, Guikni, Antonella Laila Iannilli, Carla Icardi, Leo Giampaolo, Marina Lo Re, Esther Luthi, Pierpaolo Mancinelli, Nicola Mastroserio, Giuseppe Oliva, Nella Parigi, Antonio Pasciuti, Franz Pelizza, Olivia Pop, Elis Priolo, Letteria Lilly Russo, Fernanda Sacco, Lucia Sanavio, Angele Simoliuniene, Maria Sturiale, Lisa Yachia, Ugo Angelini, Blu Bordeaux, Susanna Dore, Emanuela Giannetti, Nina Roggeri, Margherita Realmonte, Greta Rota, David Rottwell, Janna Polienko, Maria Sturiale, Federico Politano’, Maria Elena Ritorto, Josefina Temin, Cristian Tarricone, Anna Rota Milani, Maria Pia Giacomini, Stéphanie Arpels, Barbara Pecorari, Antonio Saporito, Gabriele Maquignaz.

Espongono in mostra personale: Giuseppe Oliva, Maria Pia Giacomini, Fernanda Sacco.

‘Biennale Museo MIIT’

SEDE ESPOSITIVA: Museo MIIT, corso Cairoli 4 – Torino

DATE MOSTRA: 25 Giugno – 8 Luglio 2026

ORARI VISITE: dal martedì al sabato 15.30-19.30 – info: 011.8129776 / 334.3135903

Almese.  “L’Arte di R-ESISTERE sui Sentieri della Libertà”. BATTITI – HERBARIUM INDOCILE

“FESTA d’ARTE” PARCO del MESSA – Almese (TO)

giovedì 2 luglio dalle 19.00 alle 22.00

 

Si avvia alla conclusione la sesta edizione de “L’Arte di R-ESISTERE sui Sentieri della Libertà”, il progetto culturale che da anni intreccia arte contemporanea, tutela dell’ambiente e valorizzazione del territorio della Bassa Valle di Susa. L’appuntamento finale è in programma giovedì 2 luglio, dalle 19.00 alle 22.00, al Parco del Messa di Almese, dove andrà in scena la tradizionale FESTA D’ARTE, una serata gratuita aperta a tutta la cittadinanza.

L’edizione 2026, intitolata “BATTITI – HERBARIUM INDOCILE”, è stata realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Unione Montana Valle Susa, Parchi Alpi Cozie e Comune di Almese ed è promossa dal Distretto Diffuso del Commercio Monte Musinè, dall’Associazione Culturale Cumalè e dall’Associazione Impollinatori Metropolitani.

Anno dopo anno, il progetto ha saputo costruire una rete sempre più ampia di collaborazioni tra associazioni, artisti, operatori culturali e attività produttive locali, trasformando il territorio in uno spazio di incontro, riflessione e sperimentazione. Anche quest’anno la manifestazione si è collegata idealmente alla Giornata Mondiale delle Api, ribadendo l’importanza della biodiversità e della tutela degli ecosistemi.

Il tema scelto per il 2026 è dedicato alle erbe spontanee: un universo spesso trascurato, ma ricco di forza, resilienza e bellezza. Da qui il titolo evocativo “BATTITI – HERBARIUM INDOCILE”, che invita a guardare la natura con occhi nuovi, riconoscendone il carattere libero e sorprendente.

Il percorso è iniziato il 16 maggio al Ricetto per l’Arte – Agorà della Valle di Susa con la mostra interattiva omonima, realizzata dalle artiste Valentina Bollo, Valentina Mangini e Valentina Rossi, e si è sviluppato attraverso incontri, laboratori e momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra arte e ambiente. Tra questi, l’apprezzato appuntamento “Lo spillo e la foglia – dalla fotosintesi alla carta”, condotto da Luca Giunti, responsabile dei Guardiaparco dei Parchi Alpi Cozie, insieme al guardiaparco Guido Teppa, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta della pratica dell’erbario tra divulgazione scientifica ed esperienza diretta.

Grande partecipazione anche per ELIOTROPIA, la mostra collettiva inaugurata il 12 giugno, che ha riunito tredici artiste e artisti provenienti dalla Valle di Susa, dalla provincia di Torino e da quella di Vercelli, offrendo spunti di riflessione ai visitatori sul bisogno umano di orientarsi verso ciò che illumina, nutre e trasforma.

A chiudere il percorso sarà dunque la FESTA D’ARTE del 2 luglio, un evento immerso nella natura e pensato come momento di condivisione, creatività e partecipazione.

Dall’ingresso del Parco presso il  Bike Park di Via Granaglie i partecipanti troveranno le indicazioni per arrivare nella parte vicino al guado del Torrente Messa.  Per l’occasione una parte del Parco si trasformerà in un suggestivo museo a cielo aperto, con l’esposizione dei Teli d’Artista e del progetto “Non chiamatemi erbaccia”, realizzato da Arianna Abis, Simona Souberan e Luigi Sgrò.

Tante  le novità di questa edizione a partire dalle 19.00  il  laboratorio libero  “Stampa Vegetale”, con la supervisione Valentina Bollo – Seminatrice di Creatività, che permetterà ai partecipanti di creare originali cartoline artistiche utilizzando le erbe spontanee raccolte direttamente sul luogo dell’evento.

Alle 19.30 condotti da  Andrea “Menestrello di paese”, i partecipanti saranno coinvolti in un  Drum Circle in natura, esperienza collettiva capace di mettere in dialogo persone, ritmo e ambiente, e a seguire le sonorità intime e avvolgenti dell’handpan accompagneranno tutta la serata.

Si proseguirà alle 20.30 con la performance “Noi siamo acqua” della scuola di danza Dancer in Progress, con coreografie di Tanja Gallino, e culminerà alle 21.30 con una seconda performance della compagnia, pensata come momento conclusivo di un percorso che, attraverso linguaggi artistici differenti, celebra il profondo legame tra essere umano e natura.

Torino, Pastis. Se non dicendomi in relazione   Mostra personale di Tali Dello Strologo

a cura di Francesca Minniti    

9 luglio 2026 ore 18.30  

Conserveria Pastis, Piazza Emanuele Filiberto 11, Torino        

Pastis Torino presenta Se non dicendomi in relazione, la mostra personale di Tali Dello Strologo, a cura di Francesca Minniti, giovedì 9 luglio 2026 dalle 18.30, presso Conserveria Pastis.  La mostra presenta uno degli aspetti più recenti della ricerca pittorica di Tali Dello Strologo: un’indagine sulle relazioni interpersonali a partire dalla tensione contraddittoria tra intimità e inquietudine che le attraversa e caratterizza.

I dipinti si configurano come lenti intime e psicologiche di osservazione del presente.

Attraverso contrasti cromatici e compositivi, accentuati dall’uso del colore a olio, l’artista rappresenta soggetti e gesti che, seppure radicati nell’esperienza individuale, rivelano la dimensione universale dei legami umani.

Le opere diventano così specchio di una sensibilità generazionale. Il progetto espositivo mette in relazione la produzione pittorica con una selezione di poesie inedite, portando l’attenzione su una componente più intima della pratica dell’artista. La scrittura poetica emerge come contributo allo sviluppo dei temi affrontati e permette di leggere l’intera ricerca in un’ottica processuale.

Tali Dello Strologo (Genova, 1998) vive e lavora tra Venezia e Torino. Dopo il conseguimento della laurea triennale in filosofia presso l’Università degli Studi di Torino si dedica alla pittura e si diploma all’Accademia di belle arti di Venezia. Nel 2024 – 2025 frequenta il programma di residenza per giovani artisti presso la Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia.

Rive e litorali nello sguardo di Harry Gruyaert a CAMERA fino al 4 ottobre

 

Come realizzare un’immagine originale di paesaggi già infinite volte fotografati?

Nella serie Litorali, nata quasi casualmente nel corso dei suoi viaggi e protagonista di un’intera sezione della mostra, le coste e le spiagge diventano per Harry Gruyaert una tentazione ricorrente e una sfida visiva, a cui risponde riducendo gli elementi all’essenziale: cielo, sabbia, mare e orizzonte. Le persone sono per lo più minuscole, come delicati contrappunti di colore che invitano lo sguardo a immergersi nell’immagine per coglierne i dettagli.Le rive diventano per il fotografo belga luoghi di confine in cui terra, cielo e mare si incontrano e dove natura e cultura, presenza e assenza, realtà e percezione si sovrappongono.

Immagini minimali e senza tempo, dove a dominare è quasi sempre un sottile senso di attesa e la luce e le variazioni cromatiche assumono il ruolo di protagoniste assolute, trasformando il paesaggio in un’esperienza percettiva e contemplativa. Lasciatevi incantare!