Valle Ceppi, Pino Torinese. Dove c’era l’antica Sorgente del Boia, adesso una targa racconta la storia…

Una targa per ricordare una storia, piccola ma significativa, del territorio chierese. Siamo a Valle Ceppi, frazione di Pino Torinese a un passo da Chieri, la storia è quella di una sorgente che i vecchi conoscono ma che, come tutte le storie che sfiorano la leggenda, qualcuno deve ogni tanto ricordare.

Italo Gola, cultore di storia e tradizioni locali, artefice da ragazzo dello scavo che, come scout, fu fatto per riportare alla luce la parte più antica e misteriosa del Duomo di Chieri, ha coinvolto il Museo delle Contadinerie di Valle Ceppi – Pino Torinese nel revival della Sorgente del Boia.

“La sorgente – ricorda Gola – sgorga ai piedi del Bricco Paolucco e ha una portata di 350 ettolitri al giorno che potrebbe alimentare un acquedotto alle necessità idriche locali. Questa  sorgente alimenta il Rio Tepice, detto anche ‘rio morto’ e citato in un suo libro (“Valle Ceppi e la sua chiesa”) dal cultore di storia locale Riccardo Ghivarello nel 1930. Si racconta che il boia, che da Torino veniva a Chieri a svolgere la sua triste funzione, dopo l’esecuzione si fermasse alla sorgente per lavarsi le mani. Nel 1964, seguendo quanto aveva scritto il dottor Ghivarello, si utilizzò la portata dell’acqua della sorgente per costruire un acquedotto rurale finanziato dagli stessi abitanti e che serviva 38 utenze della Valle per una lunghezza di circa sette chilometri. La sorgente era collegata ad un serbatoio di 60 metri cubi. Nel 2014 l’acquedotto venne chiuso per il sopraggiungere di nuove norme sulla potabilizzazione dell’acqua.”

Per ricordare e fissare quella pagina di storia e non lasciarla solo alla memoria di qualcuno, Italo Gola ha pensato ad una targa, che lui stesso ha collocato con l’aiuto del Museo delle Contadinerie nel punto preciso in cui c’era la sorgente.