Gioco online in Italia: il 2026 fotografa un Paese diviso a metà

Il settore del gioco online in Italia nel 2026 è una realtà frammentata, come emerge dai due studi più recenti: l’Indice Regionale del Gioco (IRG) 2026 e il Libro Nero dell’Azzardo 2026 curato da CGIL, Federconsumatori e Fondazione Isscon. La raccolta complessiva a livello nazionale ha toccato quota 165 miliardi di euro: un valore che segna un record storico per il comparto. I dati mostrano un territorio che si muove a velocità differenti, dove la dimensione fisica e quella digitale non sempre procedono di pari passo, tracciando una geografia del consumo profondamente diversa tra Nord, Centro e Sud.

Le regioni ai vertici della classifica per volumi e capillarità

La Lombardia si conferma al primo posto assoluto per spesa complessiva nel settore, con oltre 26 miliardi di euro scommessi nel corso del 2025. Questa regione registra anche un altissimo interesse verso le sale slot in versione digitale, ottenendo un punteggio massimo pari a 100/100 nell’indice dedicato. Al secondo posto della classifica IRG 2026 si colloca il Lazio, con una spesa di 2,14 miliardi di euro e il primato nazionale per le ricerche legate alle scommesse sportive online. La Campania occupa la terza posizione con 68,68 punti e viene descritta come la regione più completa dal punto di vista della capillarità, grazie all’equilibrio tra la presenza fisica delle sale e l’attività sui canali digitali.

Il Veneto si posiziona al quinto posto assoluto con 1,48 miliardi di euro di spesa e detiene il primato per le slot online, pur figurando agli ultimi posti nelle ricerche relative alle scommesse sportive. La Sicilia raggiunge la quarta posizione per spesa complessiva, con 1,79 miliardi di euro: il suo peso deriva soprattutto dal comparto online, che presenta picchi pro-capite molto elevati in alcune province specifiche. All’interno del segmento digitale le slot dominano il settore, con diverse piattaforme che permettono di giocare al crash game Aviator, uno dei titoli più famosi in questa categoria.

Il divario tra spesa fisica e interesse digitale

Uno degli aspetti più interessanti che emergono dai due rapporti riguarda lo scollamento tra la spesa complessiva e il coinvolgimento digitale. La Valle d’Aosta, pur registrando volumi assoluti ridotti a causa della sua dimensione demografica, si posiziona ai vertici della classifica per coinvolgimento online. La densità di partecipazione digitale rispetto al numero di abitanti risulta particolarmente elevata, e testimonia quanto segue: le dimensioni territoriali non determinano automaticamente il grado di interesse verso l’attività online.

Anche la Calabria segue un percorso simile: con una spesa complessiva di 732 milioni di euro occupa la nona posizione nell’IRG 2026, ma raggiunge il terzo posto per le scommesse sportive e mostra un interesse online sproporzionato rispetto al peso della spesa fisica. Le Marche chiudono il quadro con 535 milioni di euro e la quattordicesima posizione nell’IRG, corrispondente a 39,57 punti. In questa regione l’attenzione si concentra prevalentemente sulle slot online, mentre gli altri segmenti risultano meno sviluppati.

I due documenti, dunque, mostrano un quadro dove le differenze regionali non riguardano soltanto la quantità di risorse coinvolte, ma anche le modalità con le quali il fenomeno si manifesta sui diversi territori del Belpaese.