IL PIEMONTE TORNA ZONA GIALLA, MA MOLTI RISTORANTI DI NIZZA E CANELLI RESTANO CHIUSI

Il Piemonte torna in zona gialla dall’11 al 15 gennaio. Aprono bar e ristoranti, dalle 5 alle 18. Molti però, a Nizza e Canelli, hanno preferito non riaprire. Solo pochi giorni di via libera, e comunque di fatto solo a pranzo. I cambi di colore, alternati, non possono consentire, alla categoria, una reale riapertura o di organizzarsi per le materie prime, specie quelle fresche. A Nizza molti ristoratori hanno dichiarato che non apriranno, fino a che non ci sarà la possibilità di una programmazione certa. Il titolare dell’Osteria “Terzo tempo”, Cristiano Baldi, spiega in un post che “La voglia di ripartire è davvero tanta, ma sono ancora troppe le incertezze…Non possiamo permetterci di aprire nuovamente a singhiozzo e richiudere dopo una settimana…pertanto finché non avremo una prospettiva di lavoro più continuativa e normale, non riapriremo”. Sulla stessa linea Fabio Fassio, titolare della “Signora in Rosso”, il quale afferma che ”La Signora resterà ancora chiusa fino al 15 gennaio…Se invece 16 e 17 saranno giorni arancioni o rossi proveremo a riaprire il 18… forse… dipende dalla situazione“. Roberto Bazzano, chef e titolare del Ristorantino ” ‘n Ca’ d’ Basan” di Canelli è attivo con take away e delivery, ma anche loro seguono questa linea di non aprire al pubblico sino a quando non ci saranno certezze. Marco Rolando, titolare dell’ “Osteria D’La Sternia” di Canelli farà lo stesso, ”non siamo un genere che si può aprire e chiudere a distanza di pochi giorni, finché non avremo linee certe non apriremo!…troviamo controproducente aprire per pochi giorni e poi richiudere nei week end. Torneremo se possibile operativi il 16 gennaio...”             Fa eco Silvia Bisoglio del Ristorantino “Tantì” di Nizza, “Abbiamo deciso di non riaprire. Attendiamo con ansia che si possa tornare a cenare in serenità e senza restrizioni. Lo sforzo che stiamo facendo in termini economici e di energie spese non è sostenibile e ci crea solo angoscia e delusione“.E per finire si aggiunge Anita Crippa del Ristorante Enoteca di Canelli – Casa Crippa commentando che           “I continui cambi di programma che riguardano la ristorazione ci impediscono di prevedere quando potremo tornare al normale servizio e aprire ad intermittenza è più dannoso che utile”.

Alessandra Gallo

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