PIEMONTE ARTE: VIGLIATURO, DE-COLL, MUSEO TESSILE, SCANU, VELLANO, CATALDI, SCARPA, FREJUS, TRACCE D’ACQUA…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

SCILLA. VIGLIATURO, MOSTRA “MEDITERRANEO” PROROGATA FINO AL 30 SETTEMBRE

Metti una location spettacolare, un artista innamorato del Mediterraneo e dei suoi miti, la voglia di realizzare qualcosa di innovativo… e il gioco è fatto! MEDITERRANEO è stata prorogata fino al 30 settembre 2021! Sull’entusiasmo di un grande successo di pubblico, è stata concessa la possibilità di continuare ad ammirare le splendide opere del maestro del vetro Silvio Vigliaturo presso il Castello Ruffo di Scilla.

Mostra a curata da Anselmo Villata, Art Diretor Giuseppe Cotroneo. Con il patrocinio del Comune di Scilla, in collaborazione con I.N.A.C. – Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea, l’associazione culturale FUORI POSTO, il museo MACA, L’università Paul Valéry e Verso l’Arte.

 

 

 

 

 IL CHIERESE DE-COLL IN UNA COLLETTIVA A SALERNO

 

CHIERI. MUSEO DEL TESSILE. CONFERENZA “CHIERI E IL GUALDO”

Sabato 18 settembre 2021 – ore 15.00

Museo del Tessile di Chieri – Via Santa Chiara, 5

Conferenza, esposizione di manufatti storici e contemporanei e visita all’Orto botanico del Museo del Tessile

Sabato 18 settembre, a partire dalle 15.00, il Museo del Tessile di Chieri dedica un evento al gualdo (Isatis tinctoria), ampiamente usato nel territorio per colorare filati e tessuti in tonalità blu mediante un processo piuttosto elaborato, che prevedeva anche l’impiego di macine in pietra per frantumare le foglie di questa pianta officinale e tintoria, visibile sia nell’esposizione permanente, sia nell’Orto botanico del Museo del Tessile. Il cosiddetto “oro blu” è un elemento identitario di Chieri, così come il fustagno (antesignano del jeans o denim), la cui tessitura e tintura nella variante azzurra sono documentate sin dal XV secolo. Non a caso, fra i toponimi di Chieri spiccano “Via del Gualdo” e “Via della Gualderia”, mentre il centro commerciale “Il Gialdo” sorge in un’area extraurbana dove si coltivava la pianta da cui prende il nome. L’evento inizierà alle 15.00 alla Porta del Tessile, in via Santa Chiara 5, e prevede una conferenza, l’esposizione di manufatti storici e contemporanei e la visita all’Orto botanico del Museo del Tessile. Dopo i saluti di Antonella GIORDANO, assessore alla Cultura della Città di Chieri, e l’introduzione di Melanie ZEFFERINO, Presidente della Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile, seguirà l’intervento di Marco Nicola, conservatore e titolare del laboratorio di diagnostica Adamantio a Torino, che si focalizzerà su «Il blu nella storia e il gualdo nella Collezione Nicola di Aramengo». Alla sala “Porta del Tessile” saranno esposti per l’occasione alcuni manufatti tessili storici, che testimoniano l’impiego del gualdo nelle tele usate non solo per l’abbigliamento, ma anche in pittura, gentilmente prestati al Museo da Gianluigi NICOLA, già docente di restauro all’Accademia di Torino e titolare del prestigioso laboratorio di restauro ad Aramengo (Asti). Sarà esposta una camiciola in tela con motivo striato, tessuta con filato bianco e azzurro (gualdo), rinvenuta in una buca pontaia, ricoperta da intonaco datato 1606, in una dimora storica ad Aramengo d’Asti. Si tratta di un indumento seicentesco appartenuto a un bambino indigente, dunque di un reperto assai raro. Saranno anche esposte due toppe in tela-una tinta d’azzurro col gualdo, l’altra a quadri in filo naturale tinto d’azzurro col gualdo- rinvenute su dipinti a olio di anonimo del XVII secolo e rimosse durante il restauro delle opere. Come si evince da un frammento in mostra, lo stesso tipo di tela a quadri bianco-azzurra, fu impiegata da Guglielmo Caccia, detto “il Moncalvo” (Montabone, 9 maggio 1568–Moncalvo, 13 novembre 1625) per la pala d’altare della chiesa di Bosco Marengo (Alessandria). Alla luce di questi reperti, si può guardare al gualdo come trait-d’union fra tessitura e pittura, non solo in virtù del suo uso nel supporto pittorico ma, presumibilmente, anche nelle tavolozze del primo Barocco. Dal Seicento lo sguardo si volgerà ai giorni nostri, grazie a Giulia PERIN, antropologa e artigiana in residenza stabile al Museo del Tessile, dove cura l’Orto botanico, che parlerà di «Gualdo e batik d’artista nel contemporaneo», ed esporrà alcuni suoi manufatti tinti con coloranti naturali. Infine, Antonello BRUNETTI, storico e naturalista, ripercorrerà «Le vie del gualdo: tra Castelnuovo Scrivia e Chieri» insieme allo storico dell’arte Giovanni DONATO.

Concluderà Laura VASCHETTI, vice-presidente della Fondazione, la quale darà anche alcune anticipazioni sui progetti in fieri al Museo del Tessile per la ricerca e la divulgazione orientata a riscoprire e valorizzare i landmark identitari del territorio di riferimento e a stringere collaborazioni per ampliare orizzonti di conoscenza e creatività. Al termine degli interventi, sarà possibile visitare l’Orto del Tessile con introduzione di Giulia PERIN e ammirare i manufatti storici e contemporanei in mostra per l’occasione nella sala della “Porta del Tessile”.

Biglietto: 3 euro

Prenotazione obbligatoria: prenotazioni@fmtessilchieri.org

I visitatori devono essere in possesso di green pass, da esibire all’ingresso, e indossare la mascherina in ottemperanza delle norme di sicurezza in vigore

 

ESCE IL SECONDO ROMANZO DEL CHIERESE MIRKO VERCELLI

Da oggi disponibile in tutte le librerie e gli stores il secondo romanzo del ventenne chierese Mirko Vercelli, a tema Africa contemporanea, tra miti, leggende e cruda realtà, una storia mai narrata prima e illustrata ad acquerello. Aveva spopolato nel crowdfunding organizzato su Bookabook e aveva raggiunto oltre 250 pre-ordini in poche settimane, ora è patrocinato da CUAMM Medici con l’Africa e ogni copia andrà a sostenere 12 case d’attesa nel continente africano. Mirko Vercelli nasce a Chieri nel 2000. Studente di Scienze della comunicazione, si dedica alla scrittura dai primi anni dell’adolescenza e pubblica il suo romanzo d’esordio (Blue Raccoon Hotel, Undici Edizioni, premiato al Salone del Libro) a soli diciotto anni. L’anno precedente è vincitore del premio Incipit Offresi e, ancora prima, del premio InediTO Young. Assieme alla scrittura, coltiva anche la passione per la musica, il disegno e l’arte in genere, che porta avanti in progetti secondari.

 

 

 

SERGIO SCANU UNA LUNGA STAGIONE D’ARTE.

Una lunga stagione d’arte rappresenta l’impegno e la ricerca del dell’artista e pittore Sergio Scanu, scomparso in questi primi giorni di settembre. Nato nel 1931 a Torino, era una figura ben nota nel panorama della cultura visiva tra il secondo Novecento e la prima parte del nuovo Millennio. Allievo di Filippo Scroppo, ha sviluppato un discorso caratterizzato da un’intensa e vibrante figurazione. Un discorso legato a un’ampia attività espositiva con mostre e inviti alla Triennale di Milano e Quadriennale Nazionale di Roma, alle sociali della Promotrice delle Belle Arti al Valentino e alla Galleria Arteregina di Torino, dove ha tenuto una personale nel 2003. Attento al valore e ai molteplici aspetti dell’arte contemporanea, Scanu ha elaborato un dettato scandito da un segno robusto e incisivo che ha richiamato l’attenzione critica di Marco Rosci, autore di un testo in cui parla della “rivisitazione del grande filone espressionistico del secolo, da una parte di una voce non secondaria del neoespressionismo attuale…”.E, così, con una linea ferrea ha definito i profili di Langa e un singolare castello, la brughiera e una collina, in una sorta di narrazione che appartiene a questo nostro e complesso tempo. Il giornalista Cesare Roccati e i critici Piero Bargis, Gian Giogio Massara e Luigi Carluccio, tra le numerose firme, hanno delineato il percorso di Scanu secondo una visione sempre e comunque fortemente ancorata alla dimensione dell’uomo e della società, senza mai perdere di vista l’essenza del dialogo tra forma e contenuti. Grafico e pittore, è stato un misurato interprete di una natura vista e delineata “all’insegna di una volontà precisa di chiudere rapidamente l’oggetto rappresentato” (Giorgetto Giugiaro). Sessant’anni d’arte, quindi, condotti con una meditata resa delle immagini capaci di imprimere alle composizioni una sottile e coinvolgente emozione, entro una scrittura dinamica ma controllata negli esiti di un rigoroso e severo cromatismo.

                                       Angelo Mistrangelo

 

 

PINO TORINESE, INFINI.TO. ESISTONO ALTRI MONDI ABITABILI? ASTROTALK – ONLINE

Sabato 18 settembre 2021 ore 18.30

Appuntamento sabato 18 settembre ore 18.30 sui canali social (Facebook e Youtube) di Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio – con l’ottavo appuntamento digitale degli Astrotalk, conferenze-spettacolo che uniscono le ultime ricerche in campo astronomico e scientifico alle spettacolari immagini del Planetario digitale. In questa ottava data dell’edizione 2021, insieme al nostro planetarista Emanuele, ospiteremo Amedeo Balbi, astrofisico e professore associato all’Università di Roma “Tor Vergata”. Da sempre l’uomo si interroga sul suo posto nell’Universo e si chiede se il nostro pianeta sia l’unico a essere abitato. Cercare una risposta a questa domanda richiede, da un lato, una migliore comprensione dei meccanismi che rendono un pianeta adatto alla vita; dall’altro, l’osservazione e lo studio di un gran numero di sistemi planetari attorno ad altre stelle (o esopianeti), per provare a capire se le condizioni verificatesi sul nostro pianeta siano comuni o rare. Negli ultimi anni abbiamo fatto enormi progressi nella direzione di una possibile risposta. Ormai conosciamo migliaia di esopianeti, e nei prossimi anni studieremo con sempre maggiore dettaglio le loro caratteristiche fisiche. Questo ci permetterà di individuare candidati che potrebbero avere le caratteristiche adatte a ospitare la vita. Allo stesso tempo, anche l’esplorazione del nostro sistema solare potrebbe riservarci qualche sorpresa, non solo attraverso l’esplorazione diretta di Marte, ma anche attraverso lo studio di ambienti un tempo ritenuti inospitali, come le lune ghiacciate dei pianeti giganti. Amedeo Balbi, astrofisico, è professore associato all’Università di Roma “Tor Vergata”. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla cosmologia all’astrobiologia. Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche, con le sue ricerche ha contribuito, tra l’altro, alle prime misure di precisione dei parametri cosmologici e alla determinazione della geometria dell’universo. È membro dell’International Astronomical Union, del Foundational Questions Institute, dell’IAA SETI Permanent Committee e del comitato scientifico della Società Italiana di Astrobiologia. Sul fronte della divulgazione, cura da anni una rubrica sul mensile Le Scienze, ha collaborato con programmi radio e tv e scritto per numerosi quotidiani e periodici, tra cui Repubblica e La Stampa. Nel 2015 ha vinto il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica con il libro «Cercatori di meraviglia» (Rizzoli) e nel 2021 il Premio Asimov con «L’ultimo orizzonte» (UTET).

COME SEGUIRE L’EVENTO

L’appuntamento sarà gratuito e sarà in diretta sulle due pagine ufficiali del Museo:

FACEBOOK – https://www.facebook.com/planetarioditorino

YOUTUBE – https://www.youtube.com/user/PlanetarioDiTorino

Sarà possibile porre domande all’ospite dell’evento tramite la chat di uno dei due social.

 

HOKUSAI ALLA “ELENA SALAMON” DI TORINO

“Elena Salamon – Arte Moderna” di Torino (Via Tasso 11, Piazzetta IV Marzo) presenta in queste settimane le famose stampe giapponesi “Cento vedute del monte Fuji” di Hokusai, certamente tra le opere più amate e conosciute dell’artista, proposte dalla galleria nella quarta edizione, con la caratteristica terza lastra in rosa. Intorno ai settant’anni Hokusai si appresta alla ricerca dell’immagine più intima e vera del suo “adorato” monte Fuji, che fu per lui icona della suprema concezione del bello. In queste vedute il maestro riesce ad esprimere la sua passione profonda per la natura. La natura diventa così poesia ed è raccontata in tutta la sua grazia; i singoli elementi delle tavole, dalle rocce alle acque, così come gli animali e i paesaggi, prendono vita, rispecchiando i sentimenti e le passioni della gente comune, all’ombra del Fuji. Ai piedi del vulcano il creato è declinato in tutte le sue forme: lo scorrere dell’acqua, l’impetuosità e persino la calma del vento. “Solo adesso, all’età di settantatré anni –scriveva l’artista- ho parzialmente capito la vera forma e il carattere di uccelli, pesci e piante, pertanto, quando arriverò ad ottant’anni, avrò ancor più approfondito queste conoscenze e a novanta riuscirò a penetrare nel vero, intimo significato delle cose. A cento anni raggiungerò un alto livello di perfezione e all’età di centodieci, ogni cosa che io creerò, ogni punto ed ogni linea che traccerò, saranno vita essi stessi. Io invito tutti quelli che allora mi conosceranno ad accertarsi della verità di queste mie parole”. Scritto all’età di settantacinque anni nel colophon del primo volume delle “Cento vedute”, questo testamento spirituale ha dato fama immortale a Hokusai come figura archetipica dell’artista, la cui incessante ricerca di eccellenza tecnica coincide con la ricerca del segreto della vita stessa. Il giorno della sua morte, il 10 maggio 1849, Hokusai avrebbe esclamato: “Se il cielo mio avesse concesso ancora dieci anni… mi avesse concesso anche solo cinque anni in più sarei potuto divenire un vero artista!”. Monet, Degas, Gauguin, Van Gogh, Whistler, tutti furono “rapiti” dal geniale estro compositivo del maestro giapponese. Soggetti quali “Il Fuji rosso”, “La Grande onda”, le stampe dei fiori e degli uccelli hanno senz’altro indicato ai pittori europei le innumerevoli possibilità di una nuova concezione dell’arte, in cui tutto ciò che è superficiale viene rimosso e solo l’essenziale emerge. Hokusai è certamente un protagonista della storia dell’arte mondiale e insieme a Hiroshige ha caratterizzato l’’Ukiyo giapponese (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”), cioè il periodo tra il 1600 e il 1880 della cultura di quel paese, tutto rivolto a vivere il momento, a coglierne i piaceri “a fluttuare, fluttuare, senza curarsi, allontanando la malinconia”. Il principio ispiratore di quell’arte fu un’attenzione estrema alla bellezza e alla fugacità.

Enzo De Paoli

 

BIAGIO VELLANO. OPERE DAL 1950 AL 2007

a cura di Carla Bertone  in collaborazione con Giuseppina Clemente

16 settembre – 3 ottobre 2021

Palazzo Saluzzo Paesana – Torino

Il 16 settembre inaugura a Palazzo Saluzzo Paesana Biagio Vellano. Opere dal 1950 al 2007, settanta opere suddivise tra materici e pastelli che si propone di illustrare il lavoro e la vita di un artista che è stato una mosca bianca nel panorama artistico della seconda metà del Novecento. Biagio Vellano ha consapevolmente scelto di non mettersi sul mercato, per mantenere la libertà e la purezza che hanno sempre contraddistinto la sua espressione artistica. Una scelta difficile per un creativo a cui in vita è mancato il riscontro della critica, il consenso e la notorietà, ma che ogni volta che ha prodotto un’opera destinata alla comunità ha potuto tastare il grande apprezzamento del pubblico. La sua è una poliedrica produzione, diverse espressioni di una costante ricerca di armonia tra materia, forma e colore. In mostra a Palazzo Saluzzo Paesana i materici e i pastelli. I secondi, la produzione più recente, sono caratterizzati da un lirismo cromatico che enfatizza le tematiche: blu nei melancolici paesaggi, rossi decisi e rosa carne per indulgere sulle morbide forme femminili, ad ogni tema corrisponde un colore, numerose tipologie di pastelli che danno vita a un mondo intimo e vibrante. Mentre i materici, il corpus più importante dell’esposizione, sono lavori carichi di stratificazioni, di sedimenti, costituiti da materiali vari, funzionali al racconto. Il risultato richiama superfici naturali: alberi, rocce, terre. Su queste Vellano interveniva con vinavil e materiali plastici attraverso la combustione con il cannello, producendo così colature poi rifinite e colorate con terre naturali per mettere in evidenza le sedimentazioni materiali. I materici rappresentano un aspetto ecologico molto importante perché imitano la natura riutilizzando materiali di scarto e di riciclo. In mostra saranno presenti i materiali, egregiamente conservati, che Vellano era solito utilizzare così come parti del suo studio, compreso il manichino ricevuto da Casorati. La mostra sarà fruibile a diversi livelli, ci sarà anche una parte dedicata ai visitatori più piccoli con la ricostruzione di un tronco scavato dalle formiche carpentiere, l’osservazione delle quali è stata un grande motivo di spunto per l’artista. La produzione di Vellano è estesa e articolata: presepi, fotografie, disegni, acquerelli, pastelli, acrilici, tempere e materici-scultura; iniziò giovanissimo con disegni, tempere e acrilici per dedicarsi poi, verso la fine degli anni ’80, a opere materiche, piccoli quadri all’inizio e poi con dimensioni sempre maggiori che lo impegnarono non solo emotivamente ma anche fisicamente. Vellano cercava di ricostruire il mondo naturale che ammirava, la perfezione della natura dove amava perdersi; il risultato sono opere uniche, microcosmi perfetti, materia viva e alchimia. Riflettono l’anima dell’autore e si sono portati via anche un pezzo del suo corpo perché i fumi e le esalazioni che ha respirato mentre caparbiamente bruciava e fondeva i materiali ne hanno intaccato i polmoni, rubandogli un pezzo di vita. Ma Biagio Vellano era ed è questo: un uomo la cui vita è stata indissolubilmente legata all’arte, la creatività lo attraversava, era parte di lui, e l’ha accompagnato sino all’ultimo giorno.

Biagio Vellano. Opere dal 1950 al 2007

a cura di Carla Bertone

con la collaborazione di Giuseppina Clemente

16 settembre – 3 ottobre 2021

Palazzo Saluzzo Paesana

Via della Consolata 1 bis, Torino

giovedì – domenica 15.30- 19.30

www.biagiovellano.com

 

PIANEZZA: SI INAUGURA INSTALLAZIONE DI OSVALDO MOI

“Profondo rispetto e ammirazione mi legano a Pianezza. Un Comune con la C maiuscola: valori come patria, famiglia, arte, natura e cultura animano questa cittadina. Da quando ho iniziato a conoscerla e a girare per le sue vie e piazze, fino ai suoi parchi e le sue rotonde, ho potuto apprezzare la voglia di arricchirla con opere di artisti contemporanei. Inaspettatamente ero già stato coinvolto per realizzare e collocare nel 2009 nel Parco della Pace, (un centinaio di metri dalla rotonda che accoglie questo mio nuovo lavoro) una copia del monumento ai Caduti di Nassiriya. In realtà il primo lavoro di arte pubblica lo avevo realizzato nel 2004 a Novara e il secondo nel 2006 a Torino (in piazza d’Armi). Quest’ultima installazione purtroppo è stata oggetto di un recente atto vandalico. Stiamo vivendo – e mi auguro si stia uscendo – da un lungo periodo dove il COVID 19 l’ha fatta da padrone. Una eco continua, quel battere sulla nostra pelle come dei poveri tamburelli, che ci ha condizionati modificando il nostro modo di intendere la vita. Ci siamo anche avvicinati di più alla consapevolezza che stare all’aperto, nel verde, ci fa stare meglio. La natura e l’arte – in tutte le sue forme – ci sono state di grande conforto. Credo anche che il prezzo più grande lo abbia pagato ogni nucleo familiare, e in particolare, la Donna. Anzi, moltissime donne, a cui, per scarico di violenza, è stata tolta la vita. Una Vita preziosa che voglio invece ricordare e dare tributo. Su tutto questo è andata la mia progettazione artistica de “LA FAMIGLIA”, opera che ora si posiziona a Pianezza, tra Strada della Cortassa e il viale dedicato a Aldo Moro. A questi principii che ritrovo negli intenti civili e nell’anima mundi di Pianezza, ho pensato di dare espressione, restituendo metaforicamente alla sua popolazione il meritato rispetto e la libertà perduta. Da artista non ho disegnato mere sagome. Su quella lamiera ho inciso spensieratezza, allegria, felicità! Ho voluto in qualche modo far dimenticare quei momenti di tristezza, malinconia e restrizioni. E l’Uomo, in quanto figura maschile, non l’ho dimenticato. E’ oltre la rotonda: guarda la sua famiglia, la sua donna, i suoi figli e il suo cane, con amore e ritrovata armonia.”

Osvaldo Moi

 

AOSTA. PLAISIRS DE CULTURE 2021. VISITE GUIDATE AL MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE E AL CENTRO SAINT-BÉNIN DI AOSTA.

L’Assessorato Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che, nell’ambito della manifestazione Plaisirs de Culture en Vallée d’Aoste, il Centro Saint-Bénin ospita mercoledì 22 settembre 2021, con inizio alle ore 17,00, una visita guidata alla mostra Guido Crepax. I mille volti di Valentina, condotta da Daria Jorioz. Oltre cento opere compongono un allestimento spettacolare, in cui lo spettatore può attraversare ambienti tematici in dialogo tra loro, arricchiti da manichini, sagome tridimensionali e tappezzerie d’autore. Insieme alle tavole originali più emblematiche, la rassegna, divisa in sette sezioni, analizza la poliedrica indagine artistica di Crepax presentando inediti documenti d’archivio, copertine di dischi, oggetti di design, abiti, paraventi, studi per la pubblicità, grandi giochi tridimensionali e molto altro. Un ruolo di primo piano è affidato alla sua icona più celebre, Valentina. Il giorno successivo, giovedì 23 settembre 2021, il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospita, a partire dalle ore 17,00, una visita guidata alla mostra The Families of Man, condotta da Daria Jorioz. Le opere di oltre 50 fotografi italiani compongono un grande affresco sulla contemporaneità storica, sociale, economica, ambientale degli ultimi trent’anni: a partire dalla caduta del muro di Berlino, fino agli eventi legati al fenomeno ancora in corso della pandemia, che ha iscritto il 2020 tra le date storiche dell’umanità. In mostra si alternano fotografie di cronaca a fotografie di ricerca, comprendendo tutti i generi, così da restituire tanto il clima del periodo quanto l’evoluzione del linguaggio fotografico, legato anche agli sviluppi tecnologici oltre che alla società che i fotografi vivono, descrivono e interpretano. In occasione di Plaisirs de Culture le visite guidate e gli ingressi alle mostre saranno gratuiti. La prenotazione è obbligatoria.  Per la visita guidata alla mostra al Museo Archeologico Regionale si può telefonare dalle 9 alle 19 al numero 0165. 31572 e per la visita guidata alla mostra al Centro Saint-Bénin si può telefonare allo 0165.272687 dal martedì alla domenica.

Il programma dettagliato delle iniziative di Plaisirs de Culture è disponibile sul sito internet www.regione.vda.it.

 

 

MOSTRA DI LUIGI CATALDI A DOMODOSSOLA

Da lunedì 20 settembre sarà aperta al pubblico allo Spazio Gallery – ufficio dei Private Banker di Domodossola (Via G. Marconi 26) la mostra “Tra sogno e realtà” di Luigi Cataldi, che terminerà nel novembre 2021. Si tratta di un’esposizione pittorica che richiama la lezione del movimento surrealista, con un evidente riferimento figurativo ma in un contesto che supera la realtà, con un immaginario che deriva direttamente dalle pulsioni emozionali dell’artista. Luigi Cataldi, nato il 12 maggio 1963 a Le Creusot (Francia), di origini salentine e domese di adozione, è pittore autodidatta, con la passione per l’arte fin da ragazzo. Infatti ha cominciato dai primi disegni a matita e carboncino per passare quindi alla china e infine ai colori. Ha sperimentato varie tecniche ed oggi la sua pittura è essenzialmente espressione dei suoi stati d’animo, dei suoi pensieri, delle sue riflessioni interiori sul mondo e la natura umana. Nei suoi lavori i segni e le vibrazioni dei colori hanno ritmi di danza e sono appunto dedicati alla natura umana. Egli è assolutamente convinto che “da tutti posso apprendere e ricevere perché l’arte è uno scambio di idee e sentimenti “. “Io nel mio piccolo –aggiunge- spero di fare altrettanto, può essere solo una emozione, un pensiero, un qualcosa che faccia meditare, a quel punto posso affermare sono soddisfatto”. Nelle sue tele esprime quindi i pensieri e gli stati d’animo che gli derivano dai vari aspetti della condizione umana.  Di lui Sofia Falzone ha scritto: “Pur rimanendo figurativo, l’immagine non è solo scenario ma diventa sentimento, l’impatto che genera deve creare emozione e Luigi Cataldi lo cerca con passione affinché le sue opere abbiano un’anima ed una storia da raccontare”. I suoi lavori sono stati esposti alla Galleria Merlino di Firenze, al Castello Conti Acquaviva d’Aragona di Conversano, a Bellagio nella Torre delle Arti e alla Royal Opera Arcade di Londra.

La mostra osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico: da lunedì a venerdì 8,45-12,30/15,00-18,30, sabato 8,45-12,30.

Enzo De Paoli

 

G.A.M. – TIZIANO SCARPA E IL PRINCIPIO DI CONTRADDIZIONE

Giovedì 16 settembre 2021, ore 18

GAM – Via Magenta, 31 Torino

Ingresso su prenotazione, posti limitati

La GAM di Torino è felice di ospitare Tiziano Scarpa, che condurrà una visita guidata alla mostra Sul principio di contraddizione. Scarpa svolgerà un suo personale itinerario tra le opere e gli artisti dell’esposizione curata da Elena Volpato. L’arte contemporanea è una seconda passione per lo scrittore, che da tempo accompagna i percorsi di artisti visivi, non soltanto con le sue parole ma anche prendendo parte ad alcuni loro progetti. In passato ha avuto occasione di scrivere sul lavoro di Luca Bertolo e Flavio Favelli, due degli artisti in mostra alla GAM e al mondo dell’arte contemporanea ha dedicato nel 2016 il romanzo Il brevetto del geco, dove ha messo in evidenza tanto le falle del nostro mondo quanto la presenza di una tensione verso la possibilità di senso che abita ogni immagine.

Tiziano Scarpa è nato a Venezia nel 1963. Dal 1996 ha pubblicato circa una trentina fra romanzi, raccolte di racconti, saggi, poesie e testi teatrali. Fra le sue opere che si occupano di arte contemporanea ricordiamo il romanzo Il brevetto del geco (Einaudi, 2016): racconta la storia di Federico Morpio, artista ispirato e abbacchiato, in cerca di riconoscimento. Scarpa ha scritto saggi e testi creativi su vari artisti, fra cui: Giorgio De Chirico, Mimmo Rotella, Alberto Savinio, Anish Kapoor, Magnus, Ryan Mendoza, Tino Sehgal, Stefano Arienti, Luca Bertolo, Bertozzi e Casoni, Mauro Ceolin, Andrea Contin, Paola Di Bello, Flavio Favelli, Maurizio Finotto, Luigi Gardenal, Francesca Ghermandi, Massimo Giacon, Fausto Gilberti, Marco Lodola, Bruno Muzzolini, Cristiano Pintaldi, Silvano Rubino, Wolfgang Stehle, Fabio Visintin.

Costo della visita: 7 euro + biglietto di ingresso secondo regolamento

Info e prenotazioni: t. 011 4429630 email: infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it

 

BIELLA. TANIA & LAZLO. ACCIDENTALLY STUMBLING ON EXPOSED ROOTS

Dal 16 settembre 2021 al 9 gennaio 2022

A novembre 2021 saranno dieci anni dalla nascita di BI-BOx Art Space, che si prepara a celebrare questa data significativa con l’apertura della nuova sede, in via Italia 38 a Biella. Uno spazio pensato per accogliere mostre ed esposizioni e allo stesso tempo per essere un luogo di incontro tra artisti, addetti ai lavori e pubblico, con la possibilità di ospitare seminari e talk. Anche dalla sua nuova casa, BI-BOx continuerà il percorso culturale, creativo e formativo costituito dal progetto Miscele culturali di Palazzo Ferrero. Il primo appuntamento nella nuova sede è con Accidentally Stumbling on Exposed Roots, la mostra fotografica del duo artistico composto da Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto a cura di Irene Finiguerra, che fin dal titolo (in italiano: “inciampare accidentalmente nelle radici esposte”) evoca l’idea di qualcosa che ostacola il cammino, ma allo stesso tempo invita a prestare attenzione all’ambiente circostante Tra le 20 opere esposte, i visitatori più attenti non potranno non riconoscere nell’opera Under the Surface la copertina del romanzo L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito, fresca vincitrice del Premio Campiello 2021, scelta proprio per il senso di straniamento suggerito dalla fotografia.

L’esposizione sarà visibile dal 16 settembre 2021 fino al 9 gennaio 2022. Un evento doppiamente significativo, in quanto costituisce un grande ritorno a Biella, dopo che nel 2012 gli allora esordienti Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto portarono Ripetizioni differenti nello spazio espositivo appena nato di BI-BOx.

Tania & Lazlo

Accidentally Stumbling on Exposed Roots

a cura di Irene Finiguerra

16.09.2021 – 09.01.2022

Orari: giovedì e venerdì dalle 15 alle 19.30; sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30; oppure su appuntamento.

BI-BOx Art Space – Via Italia, 38 – Biella

 

MUSEO DEL RISORGIMENTO. MOSTRA “DI PIETRA E FERRO: 150 ANNI DEL TRAFORO DEL FRÉJUS”

Il Museo Nazionale del Risorgimento inaugura la mostra “Di pietra e ferro: 150 anni del Traforo del Fréjus”, venerdì 17 settembre 2021. Interverranno Mario Virano, Direttore Generale TELT, Mauro Caliendo, Presidente Museo Nazionale del Risorgimento; Ferruccio Martinotti, Direttore Museo Nazionale del Risorgimento

 

 

 

 

 

 

 

REGIONE PIEMONTE. MOSTRA “OH DONNA CHI SEI”,

mostra-evento con opere

di Aiazzi e Monari contro la violenza sulle donne

A cura di Niccolò Lucarelli. L’inaugurazione mercoledì 15 settembre, alle ore 17.30 Rimarrà aperta dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 17.30, sino all’8 ottobre

Loriano Aiazzi e Sergio Monari, entrambi scultori di lungo corso e dal curriculum internazionale, con partecipazioni anche alla Biennale di Venezia, saranno i protagonisti della mostra-evento “Oh donna chi sei”, contro la violenza sulle donne, che verrà inaugurata mercoledì 15 settembre, alle ore 17,30, nella Sala Trasparenza del Palazzo della Regione Piemonte, in piazza Castello 165 a Torino. Il titolo è ispirato ad un verso del poeta siriano Nizār Tawfīq Qabbānī. «Dalla mitologia della Grecia classica alla società contemporanea, la figura della donna è sempre stata centrale per il progresso civile dell’umanità – spiega il curatore della mostra, Niccolò Lucarelli -. Nonostante il suo indubbio contributo, la donna ancora oggi non gode del dovuto rispetto, così come non esiste la democrazia di genere e, nei fatti, le pari opportunità sono soltanto un concetto retorico, mentre la vergognosa piaga della violenza sulle donne occupa le pagine dei quotidiani. Con violenza non s’intende soltanto quella fisica, ma anche quella, più subdola, psicologica e morale». Per questo progetto, che sin dal titolo vuole indagare la personalità femminile, il curatore della mostra ha voluto due scultori, anziché due scultrici, per sottintendere che è l’uomo a dover cambiare atteggiamento e mentalità, a mettersi in gioco e ad ammettere le proprie responsabilità. Loriano Aiazzi e Sergio Monari interpretano Euriclea e Medea, due differenti, ma fondamentali, espressioni della personalità femminile, grazie ai quali l’umanità ha potuto progredire nei secoli.  “Oh donna chi sei” ha dunque l’obiettivo di stimolare riflessione di carattere sociale attraverso l’arte. Come nota ancora il curatore Lucarelli, «dalle sculture di Aiazzi e Monari scaturisce l’immagine di una donna fiera e libera, dolce e appassionata, un’amazzone e una vestale, che alberga in sé molteplici potenzialità, intuizioni, entusiasmi, sentimenti, sempre pronta a donarli agli altri in nome di un istinto materno esteso alla sua massima portata. Eppure, nella mancata alleanza fra uomo e donna risiedono problematiche che l’umanità si trascina da almeno due millenni, e la violenza sulle donne – non soltanto quella fisica, ma anche quella, più subdola, psicologica e morale – è purtroppo una tematica di vergognosa attualità». La mostra è accompagnata da una brochure a cui ha collaborato il critico d’arte Luca Sposato, che sottolinea come «effigiare la Donna sia un rituale, un atto spirituale che affonda le radici all’origine della Coscienza, alla nascita dell’arte: perpetuarlo significa intimamente evocare il principio dell’umanità stessa, concetto troppo spesso diluito nell’attuale società individualista e misogina, macchiata spesso di inadempienza. Proprio per sopperire questa mancanza, la rilettura del mondo classico è la chiave di volta indispensabile a predisporre un futuro compiuto e stabile, caricando l’eredità di un passato che non vuole essere oggetto nostalgico ma supporto di consapevole responsabilità, sia artistica, sia sociale».

La mostra, ad ingresso gratuito, si potrà visitare dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 17.30, sino all’8 ottobre.

 

NOVARA. TRACCE D’ACQUA. DISEGNO E PAESAGGIO DAL LAGO ALLA RISAIA.

Una nuova mostra organizzata da Asilo Bianco in collaborazione con ATL della Provincia di Novara, Tracce d’acqua. Disegno e paesaggio dal lago alla risaia. Sono coinvolti importanti artisti e illustratori che hanno raccontato per immagini il territorio novarese: Cristina Amodeo, Alicia Baladan, Elena Beatrice, Sylvie Bello, Daniele Catalli, Federica Galli, Pierluigi Longo, Maina Mainardi, Antonio Marinoni, Antonio Mascia, Simone Mostacci e il chierese Guido Persico. Ognuno ha scelto il soggetto da interpretare ed esplorare, seguendo il proprio stile: la pianura, tra cascine, storia, tradizioni e risaie, le colline, tra vigne e vino, e il lago, con l’isola di San Giulio e la storica Villa Nigra a Miasino. Tutti hanno realizzato tavole originali

In mostra presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara dal 18 al 26 settembre. Inaugurazione sabato 18 settembre alle ore 10.

 

 

 

I CLUB PER L’UNESCO DI ASTI E DI CANELLI CELEBRANO IYFV 202: TAVOLA ROTONDA E CONCORSO D’ARTE FRUTTA E VERDURA, CUORE E CERVELLO. ARTE E TERRITORIO

Art Park La Court, Castelnuovo Calcea , Sabato 25 Settembre 2021, ore 15:00

Partecipano gli artisti: Ugo Nespolo, Balthasar Brennenstuhl, Giancarlo Ferraris, Dedo Roggero Fossati. I fotografi: Mark Cooper, Bruno Murialdo. Gli studenti vincitori del concorso

tra i Licei Artistici partecipanti: “Guido Parodi” di Acqui Terme, “Benedetto Alfieri” di Asti,

“Ambrogio Alciati” di Vercelli e Trino, “Giacomo Soleri – Amleto Bertoni” di Saluzzo.

Le celebrazioni dell‘Anno Internazionale della Frutta e della Verdura  2021 – FAO, organizzate dal  CLUB PER L’UNESCO DI ASTI E DI CANELLI  si articolano in diversi incontri e, tra questi, uno si svolgerà all’Art Park la Court in Castelnuovo Calcea il giorno 25 settembre 2021. Colture, culture, territorio, paesaggio in dialogo con l’arte è il fil rouge che unisce il tema dell’IYFV 2021 all’arte attraverso il Concorso dedicato ai Licei Artistici del Piemonte, battezzato “Frutta e Verdura, Cuore e Cervello“ e la Tavola Rotonda sul tema “Arte e Paesaggio”. Art Park la Court  una delle 6 core zones che compongono il 50° Sito Unesco aperto, un viaggio artistico esperienziale alla scoperta degli elementi che sono parte integrante del paesaggio: Terra, Acqua, Aria, Fuoco. Un progetto di Emanuele Luzzati iniziato nel 2003 grazie a Michele Chiarlo, il padrone di casa, uomo di cultura, lungimirante ed amante del territorio che già allora ha intuito la straordinaria forza dell’arte come valore aggiunto e la sua forza di comunicazione. Noi saremo ospitati in questo luogo di bellezza e ringraziamo Michele Chiarlo per la disponibilità ed accoglienza . Il Concorso d’Arte “Frutta e Verdura, Cuore e Cervello“ è così articolato: sezioni:  arti figurative, design, grafica, a cui partecipano sia classi che studenti singoli; tema: interpretare le specificità, la biodiversità, omaggiare il territorio di Langhe- Roero e Monferrato, dal 2014 Patrimonio dell’Umanità, al fine di sensibilizzare l’opinione   pubblica   e  promuovere  stili  di  vita  sani,  diversificati  ed   equilibrati, sviluppare cultura e conoscenza delle peculiarità dei nostri luoghi. La coltivazione della vite è un aspetto importante dei nostri luoghi, ma anche altre coltivazioni sono significative non solo per la produzione ma anche per storia e tradizione e, tra queste, il cardo gobbo di Nizza Monferrato, il peperone quadrato di Costigliole d’Asti e quello di Capriglio, l’asparago saraceno di Vinchio, le ciliegie di Revigliasco e la pesca limonina di Variglie. Il   paesaggio   agricolo   e   vitivinicolo   sono,   essi   stessi,   un’opera   d’arte   curata dall’uomo. L’arte può omaggiare la terra ed i suoi frutti e l’arte del saper vivere allunga la vita perché cuore e cervello si nutrono ogni giorno e da qui il famoso detto “Mens sana in corpore sano”. Una Commisione presieduta da Ugo Nespolo esaminerà gli elaborati e gli studenti primi classificati per  ogni tipologia parteciperanno alla Tavola Rotonda che si terrà all’Art Park La Court avendo modo di interagire con gli artisti le cui opere sono esposte in modo permanente nel Parco e fare una riflessione sul tema arte, territorio, paesaggio.

 

GAM FOR ALL. UN PROGETTO A CURA DEL DIPARTIMENTO EDUCAZIONE GAM

Da oggi il percorso del Novecento della GAM di Torino è ancora più inclusivo: ad arricchirne la visita 10 schede multisensoriali finanziate da Fondazione CRT e realizzate nell’ambito dell’innovativo progetto di inclusione e accoglienza “Operatori museali e disabilità”, sostenuto e ideato da Fondazione CRT con Fondazione Paideia. Le risorse di Fondazione CRT sono state erogate nell’ambito del bando Esponente, che sostiene le attività espositive e di riordino delle collezioni dei musei che tengono conto di una maggiore fruibilità da parte del pubblico, soprattutto dei giovani, e che pongono un’attenzione particolare allo sviluppo di strumenti operativi per favorire l’accessibilità alla cultura di persone con disabilità e con bisogni speciali. Il Dipartimento Educazione della GAM, che da sempre si impegna a garantire l’accessibilità all’arte e propone con grande costanza progetti per l’inclusione sociale, ha partecipato al bando ed è stato selezionato con il progetto GAM for ALL.

Un “traguardo” che si è aggiunto al percorso di formazione sull’inclusione che il Dipartimento ha avviato qualche mese prima, partecipando al workshop itinerante di “Operatori museali e disabilità” con il fine di formare i propri operatori per realizzare un progetto che migliorasse e aumentasse l’accessibilità e tentasse in qualche misura di “annullare” qualsiasi tipo di disabilità. Il nuovo progetto ha mosso i primi passi proprio in quell’occasione. GAM for ALL ha impegnato il Dipartimento Educazione GAM, insieme al Direttore e gli esperti del settore dell’accessibilità, nell’identificazione di 8 opere pittoriche della collezione che potessero essere fruibili da tutti, con una particolare attenzione alle persone con difficoltà sensoriali (ciechi, ipovedenti, sordi, ipoacusici). Altre 2 schede raccontano invece il progetto, l’allestimento del ‘900 e la storia della GAM. È stato necessario un lungo lavoro di stesura e traduzione di testi con caratteristiche specifiche di alta leggibilità, registrazione di audio-descrizioni in italiano e inglese, riprese video con traduzioni in LIS e realizzazione di immagini in rilievo. Il museo ha lavorato in stretta collaborazione con la Tactile Vision Onlus e l’Istituto dei Sordi di Torino. Le traduzioni nella Lingua dei Segni Italiana – LIS sono infatti realizzate da insegnanti sordi dell’Istituto: non si tratta quindi di una trasposizione dall’Italiano al LIS, ma di una descrizione che segue le regole grammaticali e le tempistiche della Lingua di Segni perché realizzate da persone “madrelingua”. L’apporto e la collaborazione con alcuni soci dell’UCI – Unione Ciechi Italiana ha infine permesso di verificare la qualità e la comprensione tattile delle immagini e, sul piano linguistico, la validità dei testi che guidano l’esplorazione.

Attraverso accorgimenti di natura multimediale e multisensoriale, questi 10 supporti sono in grado di comunicare l’opera d’arte in modo semplice e inclusivo, rivolgendosi a un pubblico il più ampio possibile, per età e abilità, con una particolare attenzione alle persone con difficoltà sensoriali.

 

 

 

TORINO ART GALLERIES: LE NUOVE MOSTRE

L’Associazione TAG – Torino Art Galleries presenta la nuova edizione di TAG OUVERTURE 2021 con  le sue 13 gallerie associate hanno realizzato una inaugurazione coordinata delle nuove mostre. Il tradizionale evento TAG, offre al pubblico mostre di rilievo e con opere importanti, confermando l’impegno di TAG nel promuovere esposizioni di alta qualità e rilevanza storica dentro il tessuto culturale cittadino, con una rinnovata propensione alla scoperta e alla promozione di artisti emergenti italiani ed internazionali. Da Photo&Contemporary, Paolo Mussat Sartor propone le sue fotografie di paesaggio e di città misteriose che interpretano il tema del viaggio come nomadismo interiore. La Galleria Peola Simondi organizza la terza personale di Emily Jacir con il film realizzato nel 2019, letter to a friend, in cui l’artista di Betlemme viaggia attorno al proprio quartiere ed alla propria casa, tra memorie ancestrali e domande sul futuro in un momento storico segnato dalla presenza del nuovo muro israeliano. Raffaella De Chirico Arte Contemporanea presenta Ima Montoya in More than this, atto di ribellione alla passività della nostra attuale esistenza, alla ricerca di traiettorie salvifiche e di sporadiche bolle di felicità. La Galleria Giorgio Persano propone la personale di Juliao Sarmento, On Goya, una mostra frutto dell’auto-confinamento che si sviluppa intorno a quattro grandi dipinti e un tavolo-scultura ispirati ai Capricci (1799) di Goya. Gagliardi e Domke propone la collettiva Stati della materia a cura di Lorenzo Madaro, che raccoglie macchine per produrre fantasmi, tele vegetali, colonne”, piombi e rievocazioni della Stele di Rosetta. Febo&Dafne presenta la seconda parte della collettiva Naturalismi, un confronto di idee e di sensibilità tra otto artisti impegnati a creare visioni (politiche, sociali, concettuali) sulla natura in un momento storico cruciale per le sorti di Gaia. Tucci Russo Chambres D’Art presenta Il giardino dei sogni, mostra colettiva di nomi storici che rivela al pubblico il momento magico in cui le idee dell’artista si materializzano sulla carta. Riccardo Costantini Contemporary ospita I miei legni di Andrea Bouquet, nel ciclo dedicato ai designer maker, coloro che producono da sé i propri progetti con la sapienza di “artieri”. Weber&Weber propone Trudi van der Elsen nella personale Fragmented perception che usa una pittura astratta per esplorare ambenti reali e digitali in sovrapposizioni meticce. Norma Mangione presenta la personale di Isabell Heimerdinger, che in Cieli di intensa, incontaminata bellezza riflette il suo interesse per quanto accade sul confine che separa autenticità e simulazione, finzione e realtà, artificialità e genuinità. La Galleria Franco Noero ospita la nuova personale di Gabriel Kuri, che in Threshold into Deficit (the void after Fontana) rende omaggio al maestro dello spazialismo costruendo una mostra rigorosa attorno la proprio “debito professionale e poetico verso l’opera di Lucio Fontana”. In Arco organizza la mostra Tre astrattisti a confronto, con opere di Accardi, Rotella e Turcato, legati da esperienze comuni come il gruppo Forma 1 o la ricerca artistica in chiave marxista. Luce Gallery espone nella collettiva Everyday Secrets, a cura di Mosie Romney, le opere di sei artisti che esprimono in modi intimi e personali il legame, o la distanza, tra i cosiddetti “Inner self” e “Outer self”.

Fondata nel 2000, l’Associazione TAG – Torino Art Galleries – riunisce le storiche gallerie d’arte contemporanea torinesi. L’Associazione ha per scopo la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, e si pone come soggetto di riferimento per gli Enti Locali, collaborando alle loro iniziative e al tempo stesso ideando e realizzando diversi progetti e attività specifiche ed autonome, alcune delle quali realizzate grazie al sostegno della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

 

ANTIQUA, QUARTETTO VANVITELLI A SAN MAURO

23 settembre – S. Mauro –  Ore 21 – Santa Maria in Pulcherada –  in via San Francesco d’Assisi,1

QUARTETTO VANVITELLI: Harmonia Sacra. Divin Barocco

Dario Castello (ca. 1590 – ca.1658)

dalle Sonate Concertate in Stil Moderno

Sonata seconda a soprano solo

 

Claudio Monteverdi (1567 – 1643)

dalla Selva Morale e Spirituale

Laudate Dominum

 

Arcangelo Corelli (1653 – 1713)

Sonata in Mi minore Op. 5 n. 8

Preludio, largo, Allemanda, allegro, Sarabanda, largo, Giga, allegro

 

Antonio Vivaldi (1678 – 1741)

dal Gloria RV 589, Domine Deus

 

Leonardo Leo (1694 – 1744)

dal Salve Regina, Ad te suspiramus

 

Michele Mascitti

Sonata in Sol minore Op. 8 n. 5

Andante, allegro, largo, Corrente, allegro, gavotta, allegro

 

Johann Sebastian Bach (1675 – 1750)

da Cantata BWV47 Wer ein wahrer Christ will heißen

 

Friedrich Händel (1685 – 1759)

da Messiah HWV 56, Rejoice greatly, O daughter of Zion

 

dal Rinaldo HWV 7, Lascia ch’io pianga

 

Valeria La Grotta – Soprano

Gian Andrea Guerra – violino

Nicola Brovelli – violoncello

Luigi Accardo – clavicembalo e organo

 

Nel secolo del Barocco la musica sacra fu attraversata da molteplici tendenze. Mentre nelle Fiandre continuava la tradizione polifonica, seguendo i dettami del Concilio di Trento l’indirizzo dominante nell’Europa cattolica romana divenne la monodia con inserti corali in stile polifonico. Il mirabolante Laudate Dominum, a voce sola e basso continuo, fa parte della Selva morale e spirituale, raccolta di quaranta composizioni di carattere sacro stampata a Venezia nel 1641 e dedicata a Eleonora Gonzaga, figlia del duca Vincenzo I che Claudio Monteverdi aveva servito per ventidue anni a Mantova. Il Laudate Dominum mette in musica alcuni versetti del Salmo 150 in cui si nominano strumenti musicali: è un tripudio di festosa vocalità con giochi onomatopeici e minuziose fioriture per un mottetto altamente virtuosistico.  Antonio Vivaldi scrisse almeno tre Gloria, dei quali solo due, catalogati come RV 588 e RV 589, ci sono pervenuti. Quest’ultimo è senza dubbio il più popolare lavoro sacro del musicista veneziano.  Il Domine Deus Rex Coelestis è una delicata aria in do maggiore affidata al soprano e concertata in modo tale da comunicare un’idilliaca atmosfera pastorale ben supportata dal ritmico andamento “alla siciliana”.

 

CUNEO. LETTURA-PERFORMANCE A VOCE SOLA DI “UN POMERIGGIO ADAMO” DI ITALO CALVINO CON CHRISTIAN GULLONE

Sabato 18 settembre, ore 17.30

Fondazione Peano – Corso Francia 47, Cuneo

Nell’ambito del progetto «Pagine di Canapa», sabato 18 settembre alle ore 17.30 Fondazione Peano propone una lettura-spettacolo di Christian Gullone che nasce dal racconto di Italo Calvino “Un Pomeriggio Adamo” scritto nel 1947 e dedicato alla figura del nuovo giardiniere Libereso Guglielmi, che era da poco entrato a lavorare per i genitori nella Stazione sperimentale di Floricoltura di Sanremo.

La performance per voce sola e mitologia familiare racconta la storia di Libereso Guglielmi attraverso le parole di Italo Calvino che nel suo racconto narra le “stranezze” di questo ragazzo innamorato della natura, delle piante e degli insetti.

Christian G. Gullone è un cantautore e attore di Sanremo, ha all’attivo moltissimi spettacoli e concerti in giro per l’Italia, da oltre 20 anni si occupa di arte, teatro e musica. È laureato in Scienze dello spettacolo e diplomato alla Scuola di Teatro e performing Art “Isole Comprese” di Firenze.

La performance si terrà nel giardino della Fondazione – o in sala in caso di brutto tempo – l’ingresso è gratuito con green pass.

 

CASTELLO DI AGLIE’ – CICLO DI CONFERENZE “UN’ORA DI STORIA”

Nuova sessione per il ciclo di conferenze Un’ora di storia organizzato presso il Castello di Agliè, uno dei luoghi della cultura gestiti dalla Direzione regionale Musei Piemonte del Ministero della cultura. Dal 16 settembre al 14 ottobre, ogni giovedì alle ore 18, incontri sui temi trattati in occasione della giornata di studi Da Marianna a Maria Cristina: il Castello di Agliè tra antico e moderno (Torino, Palazzo Carignano, 23 novembre 2018), dedicata agli interessi archeologici e artistici di Carlo Felice di Savoia e della consorte Maria Cristina di Borbone-Napoli. Dopo la pubblicazione degli atti realizzata da Editris 2000 alla fine dello scorso anno, le conferenze in programma intendono proporre alcuni degli episodi narrati nel volume, permettendo di apprezzare le ricerche svolte dagli studiosi e ripercorrerne gli esiti in loco, anche attraverso un confronto diretto con opere d’arte e arredi. Le conferenze si svolgono presso il Castello di Agliè, piazza Castello, 1 – Agliè (TO).

Ingresso gratuito su prenotazione fino ad esaurimento posti: info e prenotazioni 0124 330102, drm-pie.aglie.prenotazioni@beniculturali.it

Inoltre, dal 9 settembre al 4 novembre, apertura straordinaria del Castello tutti giovedì in orario 10-18 (eccetto 16 e 23 settembre in cui l’accesso è possibile in orario 14-18), con visite a cadenza oraria al percorso del Primo Piano Nobile, inclusi gli spazi del Teatrino e della Cappella di San Massimo. Le aperture del giovedì si aggiungono a quelle già previste attualmente da venerdì a domenica per il Castello e da martedì a domenica per Giardini e Parco.

Prenotazione obbligatoria: info su biglietti e contatti per le prenotazioni sul sito web http://polomusealepiemonte.beniculturali.it/

PROGRAMMA

UN’ORA DI STORIA

Autunno 2021

a cura di Luisa Berretti e Alessandra Gallo Orsi

giovedì 16 settembre, ore 18

Le collezioni archeologiche del Castello di Agliè

Dott. Jacopo Corsi, Dott.ssa Alba Maria Isa Scalia

giovedì 23 settembre, ore 18

I tessuti d’arredo del Castello della prima metà dell’Ottocento

Dott. Gian Luca Bovenzi

giovedì 30 settembre, ore 18

La committenza di Maria Cristina di Borbone per i dipinti e le sculture di Agliè

Dott.ssa Monica Tomiato

giovedì 7 ottobre, ore 18

Cristalli e porcellane per Maria Cristina: provenienze, iconografie, dispersioni

Dott.ssa Alessandra Giovannini Luca

giovedì 14 ottobre – ore 18.00

Presentazione del volume Da Marianna a Maria Cristina. Il Castello di Agliè tra antico e moderno

Dott.ssa Alessandra Guerrini

 

 

COLLERETTO GIACOSA, PRESENTAZIONE ROMANZO DI FABIO BIZZOTTO

Il Comune di Colleretto Giacosa e la biblioteca “Umberto Cattani” domenica 19 settembre, alle 17, presso il parco Guido Rossa, presentano il romanzo di Fabio Bizzotto “Caffè col morto”  (Booksprint edizioni) .

In caso di maltempo la presentazione sarà al Salone Piero Venesia.


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