PIEMONTE ARTE: GUTTUSO, MACCAGNO ALLA PROMOTRICE, REGINA, I SIGNORI DEL PIEMONTE, NOMAGLIO CONTRO L’OBLIO, MUNCIGUERRA…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

 

GALLERIA ACCADEMIA. RENATO GUTTUSO. OPERE SCELTE DAL 1947 AL 1985

Galleria Accademia Via Po 39, Torino

La Galleria Accademia di Torino, in collaborazione con Mozart eArte Contemporanea Mantova, è lieta di presentare la mostra“Renato Guttuso. Opere scelte dal 1947 al 1985”, a cura di Stefano Mario Bocchi, Luca Barsi, Sergio Pajola e da Francesco Poli cheha scritto il testo critico.L’esposizione propone un importante percorso antologico dedicato aRenato Guttuso (1911-1987), tra i protagonisti assoluti dell’arteitaliana del Novecento, attraverso una selezione di opere realizzate tra il 1947 e il 1985.

La mostra non si limita a ripercorrere cronologicamentela carriera del maestro siciliano, ma intende evidenziare la straordinariacoerenza di una ricerca artistica che ha fatto della pittura unostrumento di testimonianza storica, civile ed esistenziale.

Il percorso prende avvio dal secondo dopoguerra, momento cruciale perla ricostruzione dell’identità italiana ed europea. Opere come Naturamorta cubista e Cocomero cubista (1947) testimoniano il dialogo diGuttuso con le avanguardie europee e, in particolare, con la lezione diPicasso. La frammentazione della forma si trasforma qui in una potenteriflessione sulla realtà del tempo, segnata dalle ferite ancora apertedella guerra.

La mostra prosegue attraverso i grandi riferimenti culturali che hannoaccompagnato il percorso dell’artista. In lavori come Testa di toro daPicasso (1973) e Donne di Arles da Van Gogh, Guttuso rende omaggio aimaestri della modernità reinterpretandone il linguaggio alla luce dellapropria visione profondamente realista e impegnata.Uno dei nuclei centrali dell’esposizione è dedicato al rapporto tra arte eimpegno civile.

Negli anni Sessanta la pittura di Guttuso diventa luogo di riflessione politica e sociale, come dimostrano opere significativequali Figura femminile (1960), La discussione (1960) e Ritratto di Marat(1962), nelle quali la rappresentazione del reale si intreccia con letensioni culturali e ideologiche del tempo.

Accanto alla dimensione pubblica emerge anche quella più intima epersonale. I nudi, i disegni e i ritratti realizzati tra gli anni Sessanta eOttanta rivelano un artista capace di indagare il corpo umano come spazio di esperienza e memoria. In questo ambito si collocano opere come Nudo di fronte (1963), Donna distesa su letto (1983) e Marta seduta con bicchiere(1970), dedicata a Marta Marzotto, figurafondamentale nella vita e nell’immaginario del pittore.L’ultima sezione della mostra è dedicata ai temi della Sicilia e dellamaturità artistica. La forza cromatica e materica della terra nataleriaffiora in opere come Verza (1972) e Peperoni ed orecchie Rocco(1961), mentre lavori tardi come Coccodrillo (1983) introducono una dimensione simbolica e inquieta, nella quale la realtà si apre asignificati universali e senza tempo.Attraverso oltre tre decenni di produzione, la mostra restituiscel’immagine di un artista che ha saputo raccontare il proprio tempo con straordinaria intensità, mantenendo sempre vivo il dialogo traesperienza individuale, storia collettiva e responsabilità civile.“Renato Guttuso. Opere scelte dal 1947 al 1985” rappresentaun’occasione unica per riscoprire uno dei protagonisti dell’arte italianadel Novecento e per riflettere sull’attualità del suo messaggio, ancora oggi capace di interrogare il presente.

 

ALLA “PROMOTRICE” ARTE E RICERCA DI NINI MACCAGNO

 

Il Salone d’Onore della Promotrice delle Belle Arti al Valentino, in viale Balsamo Crivelli 11, ospita sino al 4 luglio la mostra dedicata alla pittrice Nini Maccagno (1914-2005), promossa dalla figlia Cristiana Maccagno Benessia, sul tema “Ritorni alla Promotrice 1936-2005”, dove ha esposto lungamente una approfondita ricerca espressiva. E in particolare, si ricorda che nel 1998 ha presentato il suoi lavori con la nipote Alice Benessia, tra pittura e fotografia (orario:mar.- sab.11-13/16-19,30).

Ritorna, quindi, in questi spazi con l’organizzazione istituzionale di Giovanni Prelle Forneris e Orietta Lorenzini, con una serie di tele che attestano gli aspetti e i contenuti di una scrittura per immagini dal “Convitato di Ferro” alle “Lezioni americane”, dalle “Sinfonie” a “Ulisse”, in una sequenza di intensi, coinvolgenti e interiorizzati momenti di un linguaggio che appartiene alla cultura visiva del secondo Novecento.

Una cultura, quella della Maccagno, che ha preso forma e incisiva professionalità alla torinese Accademia Albertina, frequentando i corsi di Cesare Ferro Milone e Michele Guerrisi, e, inoltre, attraverso la personale amicizia con Felice Casorati, mentre lo scultore Umberto Mastroianni ha scritto: “La sua pittura aleggia tra drammaticità moderna e simbologia storica – la sua personalità è densa di richiami e di faville ventose che ci riconducono ad atmosfere che si scontrano nell’universo”.

In questa nuova esposizione, con pagine pittoriche di grande formato, si avverte ancora una volta il clima della sua stagione creativa, presente alle “sociali” della “Promotrice” e del “Circolo degli Artisti”, e non solo. Arricchita nel tempo dai testi e saggi critici e monografici di Isabella Massabò Ricci, Olga Gambari, Guido Seborga, Alberto Papuzzi, Guido Curto, Giorgio Pestelli e Gian Giorgio Massara, che nota in lei il “desiderio quasi di trarre dalle ombre della notte sensazioni e immagini secondo un processo che è prima mentale, quindi pittorico”.

Un’occasione per rinnovare l’incontro con i dipinti della Maccagno, con la sua affascinante personalità e con il continuo e inesausto dialogo che intercorre tra arte, musica e letteratura nella storica cornice della “Promotrice”.

 

         Angelo Mistrangelo

RICORDO DI MARCO ALBERA STORICO, SAGGISTA E COLLEZIONISTA

Storico, collezionista, cultore d’arte figurativa Marco Albera è scomparso il 22 giugno nella sua Torino, a cui era profondamente legato, tanto da essere una figura di riferimento per la conservazione della memoria storica sabauda e dell’associazionismo goliardico universitario.

Un impegno, il suo, costante e sempre ricco di informazioni, di straordinari documenti, di ricerche tra arte e cultura, tra conferenze e divulgazione, in una sorta di personale e partecipata adesione agli eventi con le mostre del Circolo degli Artisti e del Consiglio regionale del Piemonte, con le pagine d’arte pubblicate nei cataloghi delle rassegne tra Ottocento e Novecento, con la capacità di trasmettere nozioni e contenuti di approfonditi studi  come il catalogo “Studenti del Piemonte:sei secoli di Università a Torino”.

Un’attività caratterizzata dalla presidenza dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dalla carica di consigliere artistico per la Fondazione Accorsi-Ometto e di vicepresidente del Circolo degli Artisti e della Fondazione Crocetta.

E sono questi solo alcuni momenti di un percorso arricchito dalla collezione di un singolare e prezioso “corpus” di quadri, cimeli, fotografie.

In questa angolazione, si ricorda la generosa collaborazione, con il prestito di numerosi dipinti, all’esposizione “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una grande dinastia europea”, allestita a Palazzo Lascaris.

 

  Angelo Mistrangelo

 

REGGIA DI VENARIA. GENNARO REGINA. TORINO IN THE BOX

TORINO, PALAZZO LASCARIS. MOSTRA “I SIGNORI DEL PIEMONTE. RITRATTI E MEMORIE DI UNA GRANDE DINASTIA EUROPEA”

Dal 18 giugno al 20 luglio Palazzo Lascaris, in occasione delle celebrazioni per la Festa del Piemonte, ospita una mostra sui Savoia intitolata “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una grande dinastia europea”. L’esposizione prende spunto da 24 dipinti originali della collezione privata di Marco Albera: ritratti di duchi, principi e re della casata Savoia che hanno regnato sul territorio piemontese per nove secoli.

La galleria di ritratti dei Savoia parte da Emanuele Filiberto, detto “Testa di ferro”, colui che trasformò Torino in una capitale spostando da Chambéry nel 1563 la sede del suo ducato. I dipinti risalgono per la maggior parte al periodo tra la seconda metà del ‘500 e la fine dell’800, non mancano le due Madame Reali che ressero il regno al posto dei figli minorenni e il piccolo Francesco Giacinto che visse soltanto sei anni tra il 1632 e il 1638. Tra gli altri sono da segnalare il ritratto di Carlo Emanuele III realizzato dalla pittrice Maria Giovanna Clementi detta la “Clementina”, e i dodici ritratti della famiglia di Vittorio Amedeo III, dipinti da Carlo Sarmetti alla fine del ‘700. Le riproduzioni delle mappe degli Stati Sabaudi di Terraferma illustrano i possedimenti della casata subalpina, che arrivarono a comprendere anche la Liguria e la Sardegna. All’interno di una teca il volume “Famiglie celebri italiane”, preziosa raccolta sulla storia di 150 famiglie italiane, opera di Pompeo Litta Biumi (1781-1852), pubblicata a dispense tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.

La mostra e il catalogo, curati da Giorgio Enrico Cavallo, sono realizzati dal Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi – Ca dë Studi Piemontèis. Il curatore Cavallo durante l’inaugurazione ha ricordato l’importanza della dinastia Savoia per la storia del Piemonte, e le principali vicissitudini che l’hanno portata a unificare l’Italia nel 1861. Gustavo Mola di Nomaglio e Albina Malerba, rispettivamente vicepresidente e direttore del Centro Studi Piemontesi, hanno sottolineato la necessità storica di conoscere sempre meglio le vicende, ancora sottovalutate, di casa Savoia.

La mostra “I Signori del Piemonte” rimarrà aperta al pubblico a Palazzo Lascaris (via Alfieri 15 a Torino) dal 18 giugno al 20 luglio 2026, nelle tre sale della Galleria Carla Spagnuolo, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Ingresso gratuito e catalogo omaggio.

 

NOMAGLIO. MOSTRE “Contro l’oblio – per la memoria. La storia di Guido Busca e il campo di concentramento a due passi da casa”– “Alla ricerca delle tracce nei luoghi del terrore nazista”

Il Comune di Nomaglio ospiterà dal 3 luglio al 31 agosto le mostre Contro l’oblio – per la memoria. La storia di Guido Busca e Il campo di concentramento a due passi da casa – Alla ricerca delle tracce nei luoghi delterrore nazista

Curate da due insegnanti della scuola media di Eberbach (Germania), Christina Frischholz e Martin Kohler, e realizzate dai loro alunni, le mostre sono il risultato di una ricerca durata alcuni anni.Il Comune di Nomaglio ha contribuito alla ricerca per la realizzazione della mostra che vede protagonista Guido Busca, nato a Nomaglio nel 1904, emigrato in Francia, membro della Resistenza francese, deportato e morto nel 1944 nel campo satellite di Neckargerach.

Studenti e professori tedeschi passo dopo passo hanno ricostruito la sua biografia, che era quasi andata perduta.Un gruppo di alunni ed i due professori sono stati alcuni giorni a Nomaglio nel mese di settembre2025 per raccogliere informazioni, per conoscere il paese natale ed il nipote di Guido Busca e per presentare il progetto “Tracce dimenticate”. Fu proprio in quell’occasione che nacque l’idea di inaugurare a Nomaglio la mostra conclusiva del lavoro svolto.Anche la seconda parte della mostra è dedicata alla ricerca delle tracce. Al centro dell’attenzione vi sono il censimento e la documentazione dei reperti materiali che si sono conservati fino ad oggi nei luoghi dove sorgevano i campi di concentramento, letteralmente a due passi dalle case.Le mostre sono più di un progetto storico: sono espressione di una responsabilità comune, a dimostrazione che la memoria richiede un’azione attiva. I giovani possono mantenere viva la storia. Nasce così una cultura della memoria vissuta, nel senso di un segno comune europeo contro l’oblio, a favore dell’umanità e della dignità inviolabile di ogni singolo individuo.

Per questo il Comune di Nomaglio è lieto di ospitare le mostre, nate in Germania, che proseguiranno poi per la Francia, per tornare infine a Eberbach, quasi a ripercorrere il cammino di Guido Busca.

L’inaugurazione delle mostre si terrà venerdì 3 luglio alle ore 17 presso il Salone dell’Ecomuseo Via Teitale 1 . Nomaglio

Saranno presenti all’inaugurazione i Professori e gli studenti che hanno realizzato le mostre e i rappresentanti dell’Ufficio regionale tedesco per la conservazione dei monumenti

 

ALBA. “MEMORIE DI LUCE”, MOSTRA DI ANTONIO MUNCIGUERRA

Sabato 27 giugno 2026, alle ore 18:00, si terrà l’apertura della mostra dedicata all’artista Antonio Munciguerra, dal titolo “Memorie di luce”.

Corso Torino 18 Professional Workshop dedica infatti l’apertura dell’estate 2026 ad una riflessione artistica sulla figura umana e il paesaggio che lo circonda attraverso l’indagine volutamente fragile dell’artista torinese Antonio Munciguerra.

Vi sono opere che chiedono di essere guardate a lungo, per percepire compiutamente ciò che lasciano affiorare. La pittura di Antonio Munciguerra rivela una ricerca condotta in disparte, lontano dai clamori, fedele a un’immagine che sembra sempre sul punto di dissolversi.

Nato a Ponza nel 1931, isolano abituato all’incertezza degli orizzonti mobili, Antonio Munciguerra ha compiuto a Torino la propria formazione e ha dedicato i primi anni all’affresco di alcune chiese del Piemonte: un apprendistato decisivo, che gli ha consegnato il gusto dei colori tenui, distesi senza spessore, e la consuetudine con una luce che impregna la materia anziché posarvisi sopra.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

 

Rassegna Casa Accademia al Pastis.  Last but not least

Docenti coordinatori: Daniele Galliano

Inaugurazione giovedì 02 luglio 2026

dalle ore 18.30

piazza E. Filiberto 11

 

 

L’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e il Pastis presentano, all’interno della rassegna Casa Accademia 2026, Last but not least di seguito le opere esposte:

C’è stato un tempo il mondo…

E’ il nostro Mondo, la nostra Terra che si manifesta sotto i nostri occhi nel suo essere organismo pulsante, essere senziente. E ne vediamo i fiumi energetici che la attraversano, la collegano ad altri mondi sensibili dove esiste la vita. Simile al nostro apparato circolatorio le linee sincroniche trasportano flussi di energia planetari e cosmici, ne catalizzano le grandi forze e sono in grado di veicolare, trasportare pensieri, informazioni utili al progresso dell’Umanità.

La nostra storia è piena di esempi di questo tipo.

Sapere-immaginare che in realtà il nostro Mondo non è governato da noi esseri umani può essere rassicurante e allo stesso tempo inquietante. C’è da augurarsi, in questo periodo storico così complesso e caotico, che le grandi forze cosmiche veicolate dalle linee sincroniche ci trasmettano le informazioni utili al vero progresso dell’Umanità che indubbiamente non ha solo a che fare col progresso tecnologico.

L’opera è un arazzo delle dimensioni 200 x250 cm, realizzato con la tecnica del tufting (pistola che spara il filato) del needle (ago che crea degli anelli di filato nel tessuto) e l’uncinetto;

Il Gruppo di lavoro che ha realizzato l’opera è composto, in ordine alfabetico, da: Chiara Caruso, Francesca Ceroni, De Piano Mariangela, Lei Gan, Martina Renda, Liran Xu, Jin Zhixian

Attraversare il varco

Dalla dimensione pubblica, dal fuori, si passa simbolicamente ad una dimensione privata, il dentro. Questo avviene attraversando una soglia immaginaria realizzata con centinaia di fili colorati che ad ogni passaggio suonano grazie agli inserti in argilla. E’ come un Giano Bifronte, il cui ruolo è proteggere e mettere sotto i migliori auspici i passaggi, non solo fisici, ma soprattutto evolutivi.

La soglia immaginaria larga 213 x 230 cm è stata segnata da oltre 150 fili di materiale diverso prevalentemente tessile, sui quali sono stati inseriti dei piccoli manufatti in argilla, montati su un bastone a pressione con oltre 150 anelli fatti a mano. Nel complesso sono stati realizzati oltre migliaia di pezzi. Sono state utilizzati tre tipi di argilla: rossa, bianca e bruna.

L’opera va ‘transitata’, ‘attraversata’ per udirne anche il suono, e a ciascuno il proprio.

Autrice: Mariangela De Piano

Casa dolce casa/anatomia di una famiglia

Se il Mondo ci angoscia, la casa dovrebbe, per contrappeso, essere il nostro luogo sicuro. Ma è proprio così?

Qui, ricostruendo da una fotografia di infanzia, la memoria di un luogo vissuto, viene messa in scena l’idea rassicurante della famiglia come spettacolo da mostrare. Dietro la superficie ordinata “coi fiocchi” emergono tensioni invisibili, memorie sommerse e dinamiche affettive che modellano silenziosamente l’identità. Sotto l’apparenza della normalità domestica, affiorano fragilità emotive, ruoli imposti e inquietudini taciute

Dimensioni del diorama, 40x60x40 cm

Autrice: Stefania Iovon

In esterno l’opera

Torinesi che ci son piaciuti

Sul muretto antistante il numero civico 8 della Piazza Emanuele Filiberto sono stati dipinti 29 ritratti di personaggi viventi e non, che a vario titolo hanno portato lustro alla città di Torino. I personaggi appartengono al mondo dell’arte, dello spettacolo, della letteratura.

Autori: studenti e studentesse della scuola di Decorazione.

 

L’ARTISTA PIEMONTESE RITA BARBERO (PURPLERYTA) IN MOSTRA A CASTIGLIONE FALLETTO (CN)

27 giugno – 12 luglio 2026

 

Castiglione Falletto (CN) – Rita Barbero, in arte PurpleRyta, presenta a Castiglione Falletto una selezione delle sue opere wine on paper, espressione distintiva di una ricerca artistica che unisce pittura e cultura enologica.

La mostra, allestita presso la Cappella di Sant’Anna (via Cavour 28, nei pressi del Municipio), propone come protagoniste le iconiche Donne Spettinate: figure evocative e potenti che incarnano identità plurali – “maleducate”, “sognatrici”, “sirene”, “guerriere”, “sentinelle”, “donne col bicchiere” – restituendo un racconto corale e contemporaneo del femminile.

L’esposizione è un omaggio alla complessità dell’universo femminile, esplorato attraverso lo sguardo libero e anticonvenzionale dell’artista, che definisce le sue protagoniste come «quelle più interessate a vivere che a pettinarsi».

«Siamo lieti di accogliere a Castiglione Falletto la mostra di PurpleRyta, artista capace di raccontare il nostro territorio con uno sguardo originale, contemporaneo e profondamente legato alla cultura del vino – dichiara il sindaco di Castiglione Falletto, Piero Eirale –. Ospitare questa esposizione nella Cappella di Sant’Anna significa valorizzare un luogo significativo del paese attraverso un progetto culturale che intreccia arte, identità e sensibilità. Le opere di PurpleRyta colpiscono per la loro forza espressiva e per la capacità di trasformare un elemento simbolo delle nostre colline, il vino, in linguaggio artistico. Come amministrazione comunale siamo felici di sostenere iniziative che arricchiscono la proposta culturale di Castiglione Falletto e invitano cittadini e visitatori a vivere il paese anche attraverso l’arte».

Elemento fondante della poetica di PurpleRyta è la tecnica: ogni opera nasce da una macchia di vino versata direttamente sulla carta. Da questo gesto iniziale, istintivo e apparentemente irriverente, prende forma un dialogo tra caso e intenzione. L’artista accoglie le suggestioni della materia, intervenendo successivamente con il pennello per guidare la composizione verso una dimensione figurativa ricca di significato. PurpleRyta coinvolge inoltre il pubblico che visita il suo atelier a Barolo attraverso laboratori esperienziali, offrendo ai partecipanti la possibilità di sperimentare in prima persona il processo creativo e diventare, per un’ora, “artisti del vino”.

Inaugurazione: 28 giugno 2026, ore 11.00

Orari di apertura: venerdì, sabato e domenica10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00